domenica 3 maggio 2015

Liam Neeson ha fatto cose orribili

 
Run all night (Jaume Collet-Serra, 2015)

Liam Neeson ha fatto cose orribili in passato. Cose di cui si vergogna. Mission? Schindler's List? E perché mai. La minaccia fantasma? Le cronache di Narnia? Uno deve pur campare. Film di Luc Besson in cui ammazza sequestratori e terroristi che hanno mediamente un terzo dei suoi anni, una dozzina alla volta? Non c'è dubbio che sia una svolta curiosa, proprio alla boa dei sessant'anni. Ma per sua stessa ammissione, sono stati proprio questi ruoli action a distrarlo dall'alcolismo in cui si trascinava dopo la scomparsa della moglie. Liam Neeson ha fatto cose terribili, film scemi in cui massacra centinaia di stranieri cattivi per salvare ex mogli e figlie in pericolo. Ma li ha sempre fatti con un piglio tutto personale e un certo sprezzo del ridicolo, ottenendo risultati incredibili al botteghino (Taken magari non vi dice niente, ma ha fruttato più di 200 milioni di dollari) e fondando un vero e proprio genere: dopo di lui gli action polizieschi sono stati invasi da attori di prestigio sulla soglia della terza età o decisamente oltre, in gruppo (la saga di Red) o da soli (Kevin Costner, anche lui ripescato da Besson in qualche tonnara). Neeson però è stato il primo, e ogni volta che imbraccia una pistola più o si accende una sigaretta con un ghigno triste sembra trionfare a modo suo sull'ingiustizia che lo ha fatto crescere nell'età sbagliata: è vero, è stato il patriota Michael Collins e il sessuologo Kinsey, ma era nato per i western. C'è una scena in Run all night in cui entra in un saloon e li fa secchi tutti - ok, è un pub a Manhattan, un covo della mafia celtica - ma insomma lo spirito è quello.


La cosa è ormai tanto evidente che gli autori si possono permettere di strizzare l'occhio agli spettatori: all'inizio di questa storia Liam è Jimmy Scavafosse, un ubriacone che sonnecchia nello stesso saloon alla vigilia di Natale. Ha bisogno di soldi, e per ottocento dollari d'onore il figlio del boss lo costringe a indossare un costume rosso da Babbo. Liam ubriaco travestito da Santa Claus, circondato da bambini perplessi dal suo odore, è una metafora non troppo sottile, ma efficace... (continua su +eventi!)

Nessun commento:

Posta un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello.

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).