lunedì 25 maggio 2015

Podemos e la generazione invisibile (in Italia)

È normale che oggi la sinistra italiana guardi a Podemos, come era normale che guardasse a Syriza ieri; mi chiedo lo stesso se questo affannoso voltarsi qua e là in cerca di modelli vincenti non sia un equivoco. Ieri il futuro doveva arrivare dalla Grecia, oggi dalla Spagna; e se invece fosse già passato, e non ce ne fossimo accorti? Se Podemos e Syriza nascono a sinistra ma attraggono fette di elettorato diverse, profittando di un diffuso sentimento anti-austerity; se mettono in crisi il bipolarismo tradizionale, forse il Podemos italiano c’è già stato, e non è passato così inosservato: era il Movimento Cinque Stelle.

Certo, Grillo non è Iglesias. Il primo viene dalla tv e, moderno San Paolo, una volta convertito alla politica dal basso ha emesso una fatwa contro il satanico strumento che pure lo ha reso un volto noto a tutti. Il secondo viene da quella galassia dei movimenti che 14 anni fa protestava a Genova: ha scritto una tesi sui Disobbedienti e fatto un po’ di carriera accademica mentre si faceva conoscere come conduttore e opinionista in tv. Vista da qua la Spagna sembra un’oasi serena, dove l’accademia non è vista con sospetto, e la tv non seleziona urlatori ma leader intelligenti e affabili. E torniamo all’eterna domanda: cos’è andato storto da Genova in poi? se al governo c’è un venditore di pentole, e all’opposizione un vecchio comico stanco, sarà colpa di quei due o di un’intera generazione che in dieci anni non si è fatta viva con leader, con progetti, con qualcosa?

2 commenti:

  1. Una mia amica ha una teoria, che la nascita del M5S abbia di fatto assorbito, e quindi impedito lo sviluppo, di tutte quelle istanze politiche che covavano da noi come in altre parti del mondo. Se altri avevano Occupy, Indignados e altre mille rivoli, noi nulla. Anzi, scomparsi pure i girotondi e il popolo Viola. Da un certo anno in poi, solo Meetup e M5S.
    Lo trovo plausibile, anche perché considero che lo stesso danno ha compiuto Berlusconi nel 1994 con la sua discesa in campo: impedire lo sviluppo di una destra europea laica e anti-fascista.
    E quindi, per rispondere alla tua domanda, un po' tutte e due.

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    1. E' una teoria che avevo sentito da più parti, supportata dal fatto che negli ultimi anni ovunque in Italia si sia sollevata una voce critica, poco tempo e arrivavano quelli del M5S che a parole sposavano la questione, ma poi di fatto la congelavano nella fase del no-a-tutto impedendo così l'emersione della fase propositiva e quindi della sua evoluzione in movimento politico maturo in grado di cambiare effettivamente le cose.
      A cavallo degli anni 2000 si parlava di passare dalla protesta alla proposta, negli ultimi anni si è invece passati dalla proposta alla protesta.

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