mercoledì 7 ottobre 2015

Dovevate lasciarlo su Marte (ovvero: e se The Martian fosse il prequel di Interstellar?)

Qualche anno più tardi, quando sulla Terra le piante cominciarono a morire devastate dalla Piaga, e la NASA scoprì un wormhole al largo di Saturno, l'ex Marziano fu tra i fautori delle missioni Lazarus: l'umanità avrebbe potuto trovare una patria in una nuova galassia. Il Dottore fu tra i primi a partire in esplorazione...

Interstellar
Avevamo lasciato Matt Damon in un casco d'astronauta, mentre rischiava di estinguere l'umanità per tornare a casa. Lo ritroviamo in un casco non molto diverso, mentre le prova tutte per salvarsi. Cosa fai quando per errore ti lasciano solo su Marte? Ti lasci morire di sete o esplodi mentre provi a produrre acqua dalla combustione dell'idrogeno? Muori di fame o concimi un orto di patate con la tua stessa merda? Ti rassegni al freddo dell'universo o ti adegui a scaldarti con le scorie radioattive? Fai testamento o implori via radio che spendano l'equivalente di diversi prodotti interni lordi nazionali per venirti a riprendere?

Mark Watney sembra non avere dubbi. Lui ha il diritto di vivere, Marte non collabora ma dovrà adeguarsi. Nel suo diario di nove mesi non c'è spazio per la disperazione, né per la manifestazione di un minimo dubbio esistenziale: ma valgo davvero la pena? Cos'è alla fine la mia vita, perché i colleghi ne rischino molte di più per salvarmi? Perché la NASA sconvolga il suo programma spaziale, e la Cina rinunci ai suoi segreti scientifico-militari? Sul serio sono così importante? Così insostituibile?

(continua su +eventi, sì! la rubrica cinematografica più ignorante della provincia di Cuneo è tornata!)

6 commenti:

  1. Oppure darlo a Tom Hanks, cosi' da farne esplicitamente il crossover fra Apollo 13 e Cast Away

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  2. Sono colpito dal tuo commento. Ma davvero stai criticando un film di fantascienza perché non è realistico? :D

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    1. Be', la questione se la fantascienza debba essere plausibile o meno e su cosa o no lo debba eventualmente essere è stata da quasi subito LA QUESTIONE, nella fantascienza :-)

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    2. In effetti sull'argomento esistono vari filoni, alcuni addirittura antecedenti a qelli che Asimov chiamò "l'età dell'oro" (= gli anni in cui lui era adolescente e la leggeva sui giornalini).
      In generale, esistono 3 possibilità
      1) immaginare sviluppi scientifico/tecnologici grosso modo coerenti con l'attuale conoscenza scientifica e le loro conseguenze
      2) violare UNO o DUE singoli punti solo per valutarne le conseguenze
      3) andare allo scazzo
      Recenti esempi di gente che va allo scazzo sono i colossal hollywoodiani tipo Armageddon, Deep Impact o The Core, dove l'intera struttura presenta non solo buchi scientifici vistosi (es: esseri umani nel vuoto che hanno un'agonia come se semplicemente fossero senza ossigeno e non anche a -273 °C a P circa zero; oppure un'onda alta centinaia di metri senza il minimo risucchio), ma anche incongruenze sociali (es: una cometa è a due passi dalla Terra ma nessuno se ne accorge a parte la CIA).
      La critica di Leonardo, se ho capito bene, riguarda un aspetto sociale: quella stessa umanità che lascia morire i profughi in mare, improvvisamente decide di spendere miliardi solo per salvare un tizio su Marte, agendo in maniera coordinata e all'unanimità, quando neanche in Corea del Nord si riesce a raggiungere l'unanimità.
      L'aspetto sociale è molto importante nella fantascienza fatta bene: per immaginare società umane in condizioni tecnologiche diverse bisogna conoscere l'umanità coi sui pregi e i suoi difetti. Chi vuole stravolgere i canoni comportamentali, di solito ricorre ad altre razze.

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  3. Sai che rileggendo il titolo del post dopo le dimissioni di Marino...

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  4. Ma lì nella Provincia Granda (talmente grande da comprendere anche un pezzetto d'Emilia) è arrivato Inside Out?
    A me tale film è piaciuto parecchio e sarei interessato a leggerne una recensione.

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