sabato 19 marzo 2016

Senza Pannella (avremmo fatto schifo lo stesso?)

Quando si tratta di parlare di Pannella - e di tenersi possibilmente il peggio per sé - sarei tentato di buttarla sul generazionale, ovvero: sarà anche stato un grande, ma io purtroppo sono arrivato tardi e mi sono beccato gli avanzi. Dite che è stato un grande attivista, un maestro per tutti, e volentieri ci credo (anche se tutti questi grandi discepoli in giro non li vedo, anzi, vedo personaggi spesso orribili e tipicamente trasformisti); io però ho solo fatto in tempo a vedere il vecchio Crono che ingoia il vecchio Partito Radicale con la supercazzola del "partito transnazionale" e lo sostituisce con un comitato intestato a sé stesso. Dite che è stato il protagonista delle grandi lotte civili degli anni Settanta; che senza di lui non ci sarebbe il divorzio, non ci sarebbe l'aborto - io però sono arrivato nel periodo in cui faceva raccogliere firme a macchinetta col risultato di far inceppare lo strumento, il referendum abrogativo.

(Non voglio dire che Pannella sia responsabile dei referendum inutili e dannosi: non ci fosse stato lui, avrebbe cominciato qualcun altro. Il numero di firme richieste dalla legge è evidentemente basso e così ci provano tutti; lui è stato semplicemente uno dei primi a pensare che con qualche centinaia di migliaia di firme avrebbe potuto mettere il cappello su questioni enormi. Funziona tuttora così, anzi, non funziona: prendi quest'ultimo referendum sulle licenze petrolifere. Una questione tecnica, di importanza relativa, spacciata come l'arma finale democratica contro la nostra dipendenza dagli idrocarburi. Il referendum non raggiungerà il quorum, le cose non cambieranno, ma i promotori avranno dimostrato il loro impegno. Il referendum abrogativo è la droga dei movimenti: dà a migliaia di attivisti la sensazione di fare qualcosa, di ottenere qualcosa).

Ma dicevamo di Pannella, insomma: sarà stato un grande ma io sono arrivato tardi e mi sono preso la parte peggiore: i discepoli impresentabili, il trasformismo tattico condotto con cinismo e spregio del ridicolo, i bofonchii incomprensibili, eccetera. Potrei risolverla così e sarebbe un modo per litigare con meno persone. Perché io non è che abbia voglia di litigare sempre con tutti, vero?

Vero?

Però non posso neanche prendervi in giro - e i discorsi generazionali quasi sempre questo sono: immaginose prese in giro, talvolta gradevoli ma sempre un po' offensive. È scontato che negli ultimi trent'anni Pannella abbia dato il peggio di sé. Temo sia un destino, per chi è alla ribalta da tanto tempo. Ma era pur sempre il peggio di Marco Pannella: non qualcosa di radicalmente nuovo. Diciamo una riproposta stanca di vecchi numeri che i nostri genitori forse trovavano geniali, ma avevano la tv in bianco e nero e appena due canali.

L'Espresso
Il solo fatto che ci siano in Italia migliaia di persone convinte che Pannella abbia promosso gli storici referendum sul divorzio e sull'aborto, che cos'è se non la prova della straordinaria capacità del personaggio di imporre la sua visione dei fatti? Ogni volta pazientemente bisognerebbe ricordare che no, il divorzio era già legge e quel referendum, il primo referendum, lo promossero i cattolici per abrogarlo: che Pannella col suo piccolo partito fece campagna per il NO, e la fece certamente con più coraggio dei comunisti di Berlinguer che avevano paura di perdere contatto con parte del loro bacino elettorale.

Pannella non aveva nulla da perdere perché già al tempo non lo votava nessuno; questo gli consentiva più libertà di movimento, ma il solo pensiero che quasi venti milioni di italiani abbiano votato NO perché glielo chiedeva un partito che due anni dopo prese l'1% alle elezioni, ecco: questa è una presa in giro e non è così gradevole. Quanto al referendum del 1981, i radicali lo promossero per abrogare parte della legge 194 (estendendo ad esempio il diritto di abortire anche alle minorenni) - e lo persero. A cosa servì? A dimostrare che i radicali all'aborto ci tenevano davvero, più di tutte le altre forze che avevano lottato in parlamento per ottenere una legge quasi decente. Da questo punto di vista ha funzionato.

Dal punto di vista di Pannella, quasi tutto ha funzionato. Regalare hashish in piazza, in retrospettiva, non ci ha fatto fare molti passi verso la depenalizzazione: in compenso ci ricordiamo tutti di Pannella conciato come Babbo Natale. Di tanti digiuni, che cosa ci è rimasto se non il corpo di Marco Pannella. Nessuno nega la sua importanza. Forse la sua lotta più sincera è stata quella per la personalizzazione della politica: in fondo è stato il primo a mettere il proprio cognome su uno stemmino elettorale, il primo a creare un partito azienda, seppure di dimensioni artigianali. Il primo a dimostrare che si può fare politica anche senza elettori: che ovunque c'è una battaglia per un diritto, lì arrivano le telecamere e c'è la possibilità di attirare l'attenzione, imbavagliandosi se serve; certo, la politica non è solo questo. Qualche risultato bisogna anche portarlo a casa e Pannella è sempre stato molto accorto nell'intestarsi i risultati altrui. Senza di lui avremmo divorziato e abortito lo stesso, più o meno con le stesse difficoltà; forse non avremmo banchetti referendari tutti i sabati in centro, partiti ridotti a liste elettorali stilate da personaggi più o meno carismatici che hanno registrato il marchio e cacciano chi vogliono. Vorrei poter dire che Pannella non è stato soltanto questo, ma onestamente non posso. Diciamo che sono arrivato tardi, e anche voi, se non volete litigare, fate finta di crederci.

14 commenti:

  1. uno tra noi due se sta' a rincocconi', leggo questo blog da anni e non mi pare di aver mai concordato con te per più di uno o due post consecutivi, quindi...
    oh, io t'ho avvertito eh
    pannella mi sta sui maroni dal referendum proposto dai radicali sulla 194, ho odiato il suo partito personale e ancora di più i suoi epigoni, tutti. bonino compresa.
    io credo che ci sono molti modi per far progredire un paese (mettiamo aiutandolo a dotarsi di leggi più civili) e molti dei sistemi usati dai radicali erano sbagliati, anzi sono convinto che abbiano contribuito per la loro parte allo schifo attuale
    personalmente ho evitato di firmare qualunque cosa mi fosse richiesta dai radicali e sì che ho lavorato al centro di roma per 25 anni e, in certi periodi, era proprio difficile evitarli
    se si potesse fare il conto degli aspetti positivi e negativi i secondi surclasserebbero i primi. secondo me

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  2. Hai proprio ragione,lo dissi anche a quei cretini che promossero i referendum su nucleare e acqua. Ma chi ve lo fa fare gli dicevo. Niente, sono andati avanti lo stesso.

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    1. Mi lascia sempre attonito vedere a quali bassezze puo' spingere un ego nel disperato tentativo di mostrare la propria presunta superiorita'.
      Questo commento passa sopra a tutto e tutti con allegra spensieratezza. Quel pochissimo che resta della nostra democrazia se ne va a puttane, e c'e' perfino chi e' fiero e contento che avvenga. Bravo signor lampe, tutta la mia stima.

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  3. "Dal punto di vista di Pannella, quasi tutto ha funzionato. Regalare hashish in piazza, in retrospettiva, non ci ha fatto fare molti passi verso la depenalizzazione"
    Mi spiace leggere una frase del genere da un blogger che stimo. Pannella è personaggio criticabile da molti punti di vista, ma non si può rinfacciare a un libertario vero gli insuccessi politici italiani. Pannella non ha trovato il successo dovuto perché le sue idee sono state (e continuano ad essere) corpo estraneo nel milieu culturale italiano. Il problema risiede proprio nell'incapacità della sinistra di riuscire a trovare (oggi come in passato) un punto di incontro tra i valori libertari borghesi e tradizionalismo della classe operaia. Se non altro, Pannella è riuscito a incarnare e portare all'attenzione pubblica il progressismo di cui la sinistra non riesce a farsi carico.

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    1. hai ragione nel senso che pannella ha tentato di "incarnare e portare all'attenzione pubblica il progressismo di cui la sinistra italiana non riesce a farsi carico", solo che non c'è riuscito - pensa un po' - a causa sua e del suo ego smisurato. oltretutto è stato quello che ha contribuito a svilire l'istituto del referendum
      perché al fondo - ma neanche tanto in fondo - a lui dei poracci che lavorano non è mai fregato un c%$#@
      oh, mica solo lui eh, ma visto che parliamo di lui
      questo succede quando si fa politica al circolo della stampa estera o con i miliardi di berlusconi o strappando seggi sicuri a veltroni

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  4. tutto giusto meno un dettaglio: senza il collettivo nonmiricordopiù ma insomma senza emma bonino con le sue pompe da bicicletta pubbliche avreste abortito lo stesso... in svizzera.

    (oh, sia chiaro: a me stava molto sulle palle e sono contento che sia morto)
    (m è morto? repubblica dice che alonso è vivo - scalfari anche, forse - ebbasta...)

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  5. hai molta ragione, sopratutto riguardo la distruzione del partito Radicale e dell'ego ipertrofico che hanno impedito la nascita in Italia di un partito liberale anche piccolo ma "vero". Però non capisco questa cosa dei coccodrilli ai vivi.
    riguardo i referendum faccio notare che la nuova riforma costituzionale ne abbasserà il quorum e aumenterà il numero di firme neccessarie per indirli.

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  6. Bravo. Il momento migliore per pubblicare una coccodrillo è proprio quando il personaggio è ancora vivo.

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  7. Ancora vivo ma tutti quelli che hanno giocato a fantamorto quest'anno senza metterlo in lista si stanno mangiando le mani

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  8. Cmq no:a mio avviso il discorso fondamentale su Pannella che questo post non affronta è il come si possano rovinare le migliori cause grazie a un ego smisurato e all'incapacità di dialogare con il prossimo perché vuoi parlare solo tu

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  9. D'accordo su tutto. E non dimenticare la farsa dell'esilio a Saddam.
    Che ancora oggi ci dicono che Saddam aveva accettato la proposta di Pannella di andarsene in esilio!!
    Una pura invenzione che viene ripropinata quotidianamente da Radio Radicale, anche da quel magnifico pezzo di giornalista che è Massimo Bordin.

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  10. Mi sembrano osservazioni pretestuose.
    Da una parte si critica un aspetto caratteriale, ovvero l'ego di Pannella.
    Bella scoperta; un politico italiano che ha il culto della personalità?
    Inoltre quando mai la validità delle idee si è misurata sui risultati diretti ottenuti?
    Per fare un esempio Mazzini è considerato il padre della Patria; eppure tutte le sue azioni dirette per solelvare moti e insurrezioni sono finite malamente; alla fine l'unità si è attuata più come guerra di conquista che come movento carbonaro.
    Ora certamente i radicali con Pannella sono sempre stati a i margini del potere politico, e pertanto difficilment ein grado di incidere direttamente su leggi e trasformazioni culturali di massa.
    però è innegabile che (proprio come molti politici di avangardia) hanno svolto sistematicamente un ruolo di agitazione e sollecito su una serie di temi che di fatto sono stati criuciali per la crescita civile italiana.
    Cercare il pelo dei distinguo per non volergli riconoscere questo (forse unico merito) sembra una operazione da scolaretto delle elementari che cerca in tutti i modi di trovare qualche neo al solito rompicoglioni antipatico e primo della classe a cui nessuno da reta ma che poi si dimostra sempre che ha ragione.

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  11. "Il solo fatto che ci siano in Italia migliaia di persone convinte che Pannella abbia promosso gli storici referendum sul divorzio e sull'aborto…."
    Mmmm. Dai la sensazione di non sapere molto bene come sono andate le cose (poi per carità, eh). La lotta di Pannella su divorzio e aborto va molto al di là dei referendum e inizia molto prima- Loris Fortuna inizia la sua battaglia parlamentare in stretta coordinazione con i radicali (che fondano la lega Italiana per il divorzio nel 1967), il fatto che all'epoca l'apporto radicale sia stato determinante è un fatto storico e acclarato. Analogo discorso si può fare per l'aborto (il CISA viene fondato nel 1973, per dire, 8 anni prima del referendum).
    Che poi Pannella venga dipinto (dai radicali stessi a volte) come quello che ha "inventato" da solo divorzio e aborto, con esagerazioni retoriche strampalate, ok; ma il ruolo che ha avuto negli anni 60 e 70 è stato indiscutibilmente rilevante, e non solo per quanto riguarda aborto e divorzio. Senza di lui avremmo divorziato e abortito lo stesso, ma senz'altro più tardi (per dire, in Irlanda il divorzio è possibile dal 1995, a Malta dal 2011) e senz'altro ci saremmo arrivati con altre dinamiche. E in ogni caso, con i se e i ma non si va molto lontano..
    Sul pannella post 1990, è preferibile calare un rispettoso silenzio, perchè il personaggio ha secondo me progressivamente perso ogni controllo.

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