martedì 26 aprile 2016

Kate Winslet è il boss

Codice 999 (Triple Nine, John Hillcoat).

Che fine ha fatto Kate?
Un gruppo di buoni attori, di quelli che li vedi in tanti film e vincono pure i premi, ma da soli non fanno il cartellone, avete presente? Un gruppo di buoni attori senza troppe pretese vuole fare un colpo al botteghino, un film di genere dove esplodono macchine e arti umani, e poi dividersi il bottino. Quante possibilità hanno di riuscirci? Poche, è un segmento molto inflazionato. Però, forse, pescando una sceneggiatura che era in ballo da anni... offrendo alla Winslet un ruolo diverso dal solito... attirando in un tranello Casey Affleck...

Codice 999 è un poliziesco corale, come a dire uno di quei film in cui bisogna incastrare gli impegni di sette od otto attori di primo livello e il rischio che si corre è di sembrare comunque un Heat dei poveri. Il punto di vista oscilla continuamente tra buoni e cattivi, ma è un oscillare del tutto meccanico: se Heat o The Departed ne approfittano per mostrare che i due fronti si assomigliano più di quanto dovrebbero, e che insomma il bene e il male son concetti relativi ecc., Codice 999 è semplicemente un canovaccio scritto così, perché si usa così. I poliziotti sono marci, e i cattivi sono ancora più marci - tanto che alcuni di loro sono poliziotti deviati. Perché sono marciti? Non c'è un perché - cioè, Chiwetel Ejiofor ha decisamente sposato la persona sbagliata (la sorella di una boss russo-israeliana), che tutto sommato può essere un motivo valido per far esplodere le persone. No, la gente marcisce perché sai, la società, tutti sono armati, c'è tanta violenza a New York, Los Angeles, Atlanta - beh, almeno la location è una novità. In realtà no, perché sai come va con le città americane, insomma, grattacieli e sobborghi coi latinos violentissimi che comunque svolgono solo crimini di bassa manovalanza.

Qui era fatto anche il fotografo
Ecco, la cosa più interessante di Codice 999, se non fosse Kate Winslet, sarebbe il modo in cui s'infischia allegramente del politically correct, e ti piazza una gang di afroamericani e latinos ricattati da una gang ancora più cattiva di (D*o ci perdoni), ebrei russi ma di stanza in Israele, che per mettere a segno il colpo impossibile decide di ammazzare l'unico poliziotto non marcio di Atlanta, che occasionalmente è quasi l'unico bianco rimasto sul set: Casey Affleck. (In verità c'è anche Woody Harrelson, suo zio, che è un capo della polizia marcissimo - tira i mozziconi di crack che trova sui luoghi del delitto - ma è ancora un bravo segugio e sa difendere la sua famiglia).

La cosa è talmente smaccata che fino a un certo punto ti aspetti il colpo di scena, cioè dai, è impossibile... (continua su +eventi!)

1 commento:

  1. a ma imma savastano me fa paura, e anche kate winslet mi inquieta assai tipo in the reader, poi vedi certi film e dici boh...
    quindi mi ricorderò di questo film per vedere la winslet fare la mafiosa

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