martedì 21 giugno 2016

Roma, dove sei? Eri con me

Davvero non so se ringraziare i fantasiosi cittadini romani, da millenni sempre disponibili a sperimentare qualsiasi novità, sia un Eliogabalo o una papessa o un duce, per la straordinaria occasione che hanno colto di vedere il bluff dei Cinque Stelle. Perché Parma evidentemente non bastava, né sarebbe bastata Livorno, e persino Torino: ci voleva l'urbe, il foro dei fori, la cloaca massima, per inghiottirsi tutte le buone intenzioni lastricate qua e là. Per mostrare che il M5S non ha la bacchetta magica bisognava offrire in ostaggio due o tre milioni di persone, una roba da fantascienza distopica, una responsabilità che io non mi sarei mai preso e nemmeno voi, e i romani invece sì: sono pazzi i romani, incredibili, e io non so se ringraziarli.

O maledirli. Perché ci siamo già passati, perché già sappiamo cosa ci aspetta nei prossimi mesi, specie nella mediasfera che mantiene le redazioni nella capitale: può darsi che uno o duecentomila migranti provi ad arrivare in Italia, e che il Regno Unito seceda dall'Europa, ma sarà difficile sentirne parlare. Le stesse olimpiadi passeranno in secondo piano rispetto all'esigenza inderogabile dei nostri cronisti segugi di inchiodare la neosindaco alle sue responsabilità: ricordiamo che il predecessore andava tutti i giorni in prima pagina con una sosta vietata o con uno scontrino, e che qualche sguaiato spindoctor del Pd sta già minacciando misteriosi esposti in procura. Si parlerà di Roma tutti i giorni, come peraltro a Roma hanno sempre ritenuto giusto che sia; si parlerà di tramvieri che scioperano, di funerali rom e di tassisti e camionbar e non avrà nessun importanza che a 58 milioni di non-romani caschino le palle; il mondo come è noto ruota intorno al raccordo.

Poi verrà l'autunno, il referendum, e se la Raggi sarà riuscita a combinarne una veramente grossa, un cratere da qualche parte entro le mura aureliane, Renzi se la può ancora giocare. Ora come ora sembra la sua unica chance, e mi costa un certo sforzo non concludere che se la sia cercata - il famoso complotto per far vincere i grillini. È quello che avrebbe fatto un giocatore più smaliziato di lui - e meno sicuro delle proprie forze: dopotutto è da un anno che la situazione è chiara. A un giocatore più lucido non sarebbe servito altro tempo per saltare alle conclusioni: se la spinta propulsiva delle Europee si è esaurita - e si è esaurita, Renzi undici milioni di voti non li prende più - se le magnifiche sorti progressive del Jobs act e dell'abolizione dell'Imu non creano né occupazione né ricchezza - e lo si poteva capire con largo anticipo, la crisi dell'impresa italiana è strutturale - a questo punto cosa resta da fare? L'unica è chiamare il bluff del contendente, costringerlo a sporcarsi le mani con la politica, magari nel luogo più difficile e più sotto i riflettori che c'è. Un giocatore più razionale lo avrebbe fatto, ma Renzi forse no: troppo innamorato di sé stesso, troppo sicuro di piacere a tutti, troppo incantato dalla sua stessa narrazione, Renzi forse Roma non voleva perderla, o almeno non voleva dare l'impressione di non provarci nemmeno.

Il risultato è stata una campagna avvilente, specie dopo il primo turno, o almeno così è sembrata a questa distanza: tra spot per immaginarie olimpiadi e campagne di diffamazione, certi pretoriani hanno dato il peggio di sé e hanno dimostrato che il livello settato dalla Casaleggio e Associati si può ulteriormente abbassare. Il che fa sospettare che il M5S non abbia soltanto vinto una città, ma anche la battaglia per l'egemonia. A Roma si fronteggiavano due o tre populismi ed è naturale che abbia vinto il più sincero, quello che ancora non si è sporcato le mani. È lecito immaginare che tra qualche mese avrà le mani sozze come gli altri - ci sono precedenti millenari - ma a quel punto non si vede perché il favore della plebe debba tornare al Pd e non spostarsi sul Nuovo Movimento Che Verrà Più Onesto del Precedente. Ovvero, ho il sospetto che questo Pd, ridotto a un comitato elettorale di un tizio che tutto fa tranne andare alle elezioni, stia assomigliando sempre più a un guscio vuoto. Il M5S per contro è un oggetto ancora respingente, ma contiene energie vitali. Ha mostrato di sapersi riorganizzare dopo una sconfitta, di aver imparato dagli errori; ha sviluppato e imposto un gruppo dirigente. Certo, sia Parma che Livorno dimostrano che è impossibile fare politica vera senza uscire dall'ortodossia grillina, ma è proprio questo che rende Roma e Torino da qui in poi laboratori straordinariamente interessanti. Le tensioni che ne deriveranno possono distruggere il M5S, ma anche trasformarlo in qualcosa di diverso: per quanto mi riguarda sarà una buona notizia in entrambi i casi. E quindi insomma in bocca al lupo a tutti, ne avremo bisogno.

12 commenti:

  1. il fatto che i fan del nuovo sindaco non siano andati a festeggiare facendo il saluto romano è già un buon segno.
    io spero che la nuova amministrazione riesca almeno a interrompere i traffici di vario genere (che a roma esistono da sempre, ben prima del piddì), e spero che nel piddì non facciano gli stronzi come nel m5strilli: quando raggi litigherà coi vigili ammalati in massa spero che il piddì non li difenda, se raggi proverà a contrastare le mafie e mafiette di atac, ama, tassisti ecc. spero che il piddì non si metta di traverso
    personalmente ho pochissima fiducia nella raggi e nel suo prossimo circolo magico, ma ho speranza: come quando hai un brutto incidente e ti scoprono una cosa grave che non sapevi di avere e ti guariscono
    ecco, se gli schiaffoni del m5strilli servissero a far sinsavire il piddì...

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  2. Faccio parte delle quasi 200 mila cavie su cui, a Parma, hanno sperimentato il Movimento.
    Pizzarotti ha ereditato, nel 2012, un bilancio con un buco colossale e un compito che avrebbe fatto tremare i polsi a Cincinnato. I tempi biblici con cui compose la Giunta erano il chiaro segno che il M5s gioco' per fare l'opposizione, e non per vincerle sul serio, le elezioni. Ma tant'e': dilettanti allo sbaraglio. Ci misero praticamente due anni solo per imparare i fondamentali e per capire che una cosa sono le chiacchiere da comizio e da bar, altra e' il muoversi in un meccanismo coplicato come la gestione di una citta'. Enormi energie sprecate nel tentare di "riconvertire" un termovalorizzatore gia' pronto ed autorizzato, la trasformazione della polizia municipale in un gruppo autorizzato di esattori delle imposte locali ormai invisi anche alla gente onesta, la gestione dei rifiuti che ha trasformato una citta' ai massimi livelli nazionali per la differenziata in un rosario di discariche abusive (mi fermo qui, ma l'elenco potrebbe essere molto lungo).
    E cosi' Pizzarotti ha fatto l'unica cosa che poteva davvero fare con competenza: non fare nulla. Tutto fermo. O meglio, lasciamo andare avanti la barca solo con l'abbrivio, gli uffici e gli organi comunali sanno fare quel che basta per garantire un minimo di servizio, intanto spendiamo il meno possibile e facciamo una bella figura quando ci chiederanno i libri contabili.
    Posso dire solo che questi anni mi hanno insegnato due cose: la prima e' che la politica e la gestione della Res Pubblica sono mestieri difficili che vanno affidati a persone competenti (e quindi giustamente retribuite per il lavoro svolto...i bravi Chef si fanno pagare), la seconda e' che la demagogia da bar sport di questo movimento e la sua inconcludenza quando passa ai fatti, ci risveglia bruscamente dal Sogno, ossia che il cambiamento possa essere operato "dalla base" : parrebbe che il buon Orwell, quando scrisse che se c'è una speranza questa risiede fra i PROLET, abbia preso, almeno qui a Parma, un granchio.
    In ogni caso, mille auguri a Roma e a Torino

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  3. A parte l'atteggiamento altezzoso verso i prolet (se solo si potesse non farli votare, signora mia), mi sai spiegare perché chi esige il pagamento delle imposte (locali, nazionali o planetarie poco importa) dovrebbe risultare inviso alla gente onesta, che in quanto tale ha l'interesse che le tasse vengano fatte pagare, a tutti?
    Shylock

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    1. Non stavo certo parlando di imposte ma di multe, mi scuso per essermi spiegato male.
      Sull'essere altezzoso nei confronti del Prolet, di cui faccio assolutamente parte, non ho capito in quale modo lo sia stato. Ribadisco: l'esperienza di Parma mi ha insegnato che, per tutta una serie di motivi (incompetenza di chi si propone, ma anche una legislazione che ingabbia ogni tipo di volonta' al cambiamento) la spinta dal basso non funziona, o meglio, non e' efficace

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  4. Sono uno dei pazzi di Roma e, almeno per quanto mi riguarda, ho votato anche (anche) con la voglia di andare a vedere il bluff del Movimento 5 Stelle. E così l'ho votato per la prima volta, non so se si ripeterà ma almeno avrò un'idea in più alle prossime politiche. Se imparano a governare, scendendo un minimo a compromessi con la politica reale, possono dare un contributo di freschezza importante; se si rintanano nei loro slogan e nei loro "no" a tutto, è stato un piacere, grazie ed arrivederci.
    Agostino

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    1. Se scende a compromessi, Raggi deve ridare 150.000 euro di tasca sua alla Caseleggio Associati srl e a Giuseppe Grillo.

      Le cose sono due, o Raggi quei soldi ce li ha, paga, fa spallucce al trattamento Pizzarotti e fa il bene della città o Raggi quei soldi non li ha e fa pippa e fa decidere a Grillo dove si ferma la metro C e dove si fa lo stadio e come, in barba a quanto approvato, pagato e deciso (esattamente come la storia dell'inceneritore di Parma...).

      A latere, 5 Stelle può portare freschezza. Non con quei nomi in giunta

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    2. È un'avvocato, quella clausola sui 150.000 € sa già dove infilarla.

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    3. Credo abbia lo stesso valore del "Contratto con gli italiani" di vespiana memoria. SE non ricordo male, l'inceneritore di Parma non si fece più, ma non credo Pizzarotti abbia pagato 150.000 euro per questo , almeno non mi ricordo di aver sentito qualcosa del genere. Ha "pagato" diventando una specie di reietto a 5 stelle, ma questo è un altro discorso.

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  5. Sabrina Ferilli spara a zero sul Pd in tv.
    Adesso ci mancano:
    - le dichiarazioni di Celentano da Fazio
    - Fiorello intervistato da Vincenzo Mollica
    - Bonolis che rilascia il suo colto pensiero a Marzullo
    - l' ennesima comparsata della Parietti dalla Gruber
    - Venditti che tenta un italiano improbabile in duo con Corrado Guzzanti
    - Morgan che nessuno lo capisce in lite con la Bertè
    - Fabio Volo che cazzeggia su tutto e tutti
    e la rassegna di Maestri del Pensiero Politico Televisivo può dirsi completa

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  6. Caro Leonardo,
    anche io dopo un primo voto per affetto a SI, dopo forti tentazioni di astensione ( che non mi appartiene) ho votato Raggi. Mi ha convinto la parte di giunta presentata..in particolare Paolo Berdini, urbanista che ha una idea di Roma che condivido ( e che è MOLTO invisa ai "palazzinari") e di Luca Bergamo, fondatore di "Enzimi" e ex direttore della Agenzia Nazionale Giovani. Inotre la posizione contro le Olimpiadi ( che spero venga mantenuta) ha convinto me e molti altri romani...le tue parole su Parma mi hanno colpito...e Roma è venti città messe insieme (il mio municipio ha gli abitanti di Firenze...) che dire...comunque noi romani "di buona volontà" non staremo a guardare..insomma non ci saranno solo quelli pronti col fucile alla prima c....ata ma anche quelli che cercheranno di collaborare e di far risorgere questa città

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  7. dall'interno del Raccordo credo che sì, Renzi volesse perderla Roma. Non si capisce perché proporre un candidato debole come Giachetti (che aveva anche preventivamente dichiarato di non essere all'altezza del compito) e con un programma e una visione del tutto isomorfi a M5S. Openpolis lo ha ben sottolineato, le posizioni distanti erano esclusivamente su olimpiadi e 'o stadio da'a maggica.

    Giachetti poteva subito attaccare Raggi, a gamba testa, facendo notare che i nomi che faceva per la sua giunta erano dei rimastoni di rifondazione/ex pci/assistemi di rutelli e weltroni... e un rugbista col vezzo di dire "frocio" con una certa disinvoltura. Avrebbe potuto chiedere dove fosse "il nuovo" in tutto quell'avanzo di altre ere geologiche.
    Avrebbe pure potuto chiedere, sputtanando un po' tutto il movimento, perché sugli scontrini di Marino o sulle votazioni per le coppie di fatto è stato giusto essere orotodossi ma si derubrica come scemenza il falso in atto pubblico di civitavecchia?

    Uno che vuole vincere davvero, uno col sangue agli occhi, avrebbe colpito duro, non l'avrebbe menata con le olimpiadi.

    Il motivo? Il motivo è che chiunque fallirebbe a Roma, soprattutto 5 Stelle. Raggi non solo è destinata a fallire ma se non accantona le sue idee bizzarre rischia davvero di ammazzare la città sotto penali e cause miliardarie.

    E dopo un successo del genere, sotto i riflettori, M5S non sarà più un problema, sarà ridotto peggio della spappolatissima destra, ancora in cerca di un padre padrone disposto a stipendiare la qualunque.

    Quindi Renzi andrà avanti e, se pure fallirà quell'altro bello spot che sarà il referendum, la sua "visione" la porterà avanti Maria Elena. Poco importa non essere amati, basta che gli altri facciano appena più schifo di te.

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  8. Io credo che una città interessante da tenere d'occhio sia Torino: da quello che ho capito (contraddicetemi se mi sbaglio), il contratto-mani-legate è stato firmato da Virginia Raggi per Roma, ma non da Chiara Appendino per Torino.
    Se ciò è vero, la neosindaca potrà veramente portare avanti le proprie idee, potremmo quindi vedere se sono buone oppure no.

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