mercoledì 6 luglio 2016

Guardare Matteo Renzi come un incidente stradale, al rallentatore

Se le riprese degli incidenti stradali in genere hanno un che di ipnotico, le riprese rallentate sconfinano nella pornografia, e questo forse spiega perché non riesco a non guardare Matteo Renzi mentre va lentissimamente a sbattere contro il referendum d'autunno. A questo punto, per quanto sia distorta la sua percezione della realtà, qualche sospetto della possibilità di andare a sbattere deve averlo attraversato. I risultati elettorali vanno così e così, i sondaggi così e così, le raccolte di firme forse era meglio non organizzarle nemmeno, insomma, il rischio c'è e forse nel segreto di Palazzo Chigi ogni tanto si domanda chi glielo ha fatto fare. Era davvero così importante trasformare il Senato in un club per vecchi consiglieri regionali, valeva la pena di giocarsi il posto e il partito per una sciocchezza del genere? E l'italicum, non si poteva calibrare un po' meglio, giusto per evitare che favorisse il principale contendente?

Tutte queste domande magari ogni tanto Matteo Renzi se le fa, concediamogli il beneficio del dubbio, e però la risposta dev'essere sempre la stessa: ci ho messo la faccia, e se deve andare a sbattere, che sia. Sbatteremo anche noi, ma che importa? Nel suo film siamo comparse. Non è neanche più politica, è una specie di scommessa che Matteo Renzi ha fatto con sé stesso - almeno gli inglesi sono andati in malora su una questione di principio e di una certa rilevanza geografica, se la Gran Bretagna sia un'isola o no, se sia Europa o no. Noi il referendum finiremo per farlo sulla faccia di Matteo Renzi, e se il mio voto è scontato da tempi non sospetti, sia messo a verbale che trovo la cosa un po' avvilente. Più che Fonzie sembra uno dei suoi archetipi, il tizio che in Gioventù Bruciata ci lascia le penne piuttosto che saltare per primo dalla macchina in corsa e perdere la faccia con le pollastrelle.

Magari ogni tanto gli capita anche di chiedersi cosa è andato storto, visto che probabilmente a questo punto del piano gli italiani dovevano amarlo e portarlo in palmo di mano; e invece ormai si becca i fischi anche alla partita del figlio, è seccante. Eppure sta andando tutto bene, grazie al Jobs Act l'Italia si sta rapidamente riorganizzando in Danimarca, e anche a scuola tutto va benissimo, ad esempio quest'anno si è appena diplomato uno studente autistico - giuro, in Direzione ha usato questo esempio: di tutti i dati che poteva farsi confezionare dal suo staff di autori, ha scelto il diploma di un ragazzo che se ha 19 anni avrà cominciato il suo iter nelle scuole statali intorno al 2003: uno che si è beccato i tagli e le riforme di Moratti, Fioroni, Gelmini e Profumo, grazie ai quali probabilmente avrà avuto un bel turn-over di insegnanti di sostegno (turn-over che in molti casi non si è affatto arrestato con le ultime assunzioni, anzi); e questo ragazzo malgrado tutto va avanti, quest'anno gli capita di diplomarsi e arriva Matteo Renzi a metterci il cappello, ecco il successo della Buona Scuola. E del resto Matteo Renzi è così, uno che ha il sole in tasca, e l'Italia è il Paese più bello del mondo, se solo riuscisse a liberarsi dai lacci, dai lacciuoli... e il guaio non è il fatto che usi le stesse parole che vent'anni fa usava un leghista o un Berlusconi, ma che non se ne renda conto; e come Berlusconi l'unica cosa che davvero lo offende, lo scandalizza, è che la gente non lo ami. Lui è progettato per farsi amare dalla gente, e quindi se la gente non lo ama il problema è da qualche parte, ma di sicuro non in lui.

Cavallette, piogge di rane, cani e gatti che vivono assieme.
A un certo punto, in un momento di lucidità, lo ammette: a volte guarda la televisione, ci sono canali che sparano a zero contro il governo da mane a sera. Il che a dire il vero non risulta, ma potrebbe essere un punto di partenza: dietro alla pretesa di Berlusconi di essere amato c'erano tre o quattro canali in chiaro, c'era la potenza di fuoco del primo gruppo editoriale italiano, più gli amici industriali, non sempre convinti ma più spesso in linea che in fronda. Dietro Matteo Renzi chi c'è, chi è rimasto? Confindustria fa quel che può, commissiona ricerche, pubblica slide, si fa ridere dietro, è un po' il segno dei tempi. La Mediaset deve pensare al suo core business; io quando cambio canale vedo molto più spesso cronaca nera e invasioni di migranti che dibattiti sull'italicum. Un po' li capisco, li considero sciacalli da così tanto tempo che ormai allo sdegno del moralista è subentrata la curiosità dell'etologo.

Insomma Matteo Renzi sta andando a sbattere e molti, dopo aver anche provato a metterlo in guardia (ma lui non ci sente) ormai stanno prendendo posto, c'è in giro quel profumo di popcorn. Lui stesso lo annusa, lui stesso vagamente intuisce che il pubblico più che per lui tifa per il muro che gli sta arrivando addosso, e si chiede di chi è la colpa. Siccome è escluso che sia di Matteo Renzi, non può che essere del solito nemico, ovvero? La sinistra Pd. Che trama nell'ombra, che è ovunque, sui giornali e soprattutto in tv, e non fa che complottare contro Matteo Renzi. Ecco spiegato il problema, in fondo era facile. L'avrete anche voi Cuperlo intervistato dappertutto, e Bersani a macinare diaboliche metafore a reti unificate. La gente non vuol più bene a Matteo Renzi perché la sinistra del Pd parla male di lui. Questa cosa che invece di sospingerlo con entusiasmo verso il muro stiano già cercando di riorganizzarsi per rivendere i rottami, ecco, è una imperdonabile mancanza di fede .

7 commenti:

  1. Complimenti. Ti sei un po'perso nella chiusa finale, ma l'analisi mi sembra molto a fuoco, nell'articolo. Peccato non altrettanto fuori.. :/

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  2. Quando vincerà largamente il referendum questo diventerà un pezzo di culto

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  3. Non avevo ancora visto lo studio illuminante di Confindustria, così sintetizzato. Mi consola che almeno saremo risparmiati dalle cavallette, non le sopporto.

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  4. ma che dicono gli allibratori inglesi?
    comunque ecco una specie di armageddon da una parte renzi, dall'altra i cavalieri dell'apocalisse (io dico così, ma la fine del mondo non è il mio forte) e in mezzo il piddì, comunque vada sarà un macello!
    quindi daje sotto con i pop corn...
    io continuo a pensare 'sti cazzi del governo: la costituzione è molto più importante del governo in carica, tuttavia molte voci mi stanno convincendo a votare...
    in sintesi è più tafazziano votare sì o no?

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  5. "almeno gli inglesi sono andati in malora..."

    ah.
    già è finita, 'sta serie?
    ...e io che m'aspettavo venti stagioni, tipo i simpson...

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  6. Non capisco perché oramai leggo nei tuoi pezzi su Renzi tutto questo livore

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  7. Per caso si è già votato? Non me ne sono accorto, devo essermi distratto...

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