mercoledì 10 agosto 2016

Ferma l'astronave generazionale, voglio scendere

Riassunto delle puntate precedenti: in principio non c'era nulla, e anche in seguito niente di che, qualche ammasso stellare, qualche pianeta con un po' di muffe sopra, qualche razza intelligente che presto o tardi prova a colonizzare lo spazio con un'astronave generazionale. Siccome l'ibernazione costa molto, un solo membro dell'equipaggio su centomila viene addormentato. Si sveglia più o meno una settimana ogni secolo per vedere l'effetto che fa. Gliene capitano di ogni. 

Per non dire di quella volta che ti sollevarono di peso dalla cella frigorifera, ti incatenarono a una brandina e senza mezzi termini ti chiesero dove fosse l'uscita. E tu non capivi: uscita in che senso? E loro avevano già pronto l'imbuto e la tanica, una settimana sei un Dio e la settimana dopo ti torturano, poi uno dice che lo spazio profondo fa ammattire. No guarda non c'è niente che non vada nello spazio profondo.

L'umanità, per contro.




ANNO IMPRECISATO DI UN'ERA QUALUNQUE

"Adesso forse ci spiegherai dov'è l'uscita".
"Ma in che senso?"

Prendi una pallottola di lamiera di trenta km di diametro. Foderala di terriccio, semina due o trecento culture OGM, e poi riempila di umanità. Ecco cosa ti farà ammattire. L'uscita, continuavano a chiederti l'Uscita. Credevano che tu fingessi di non capire e in un certo senso anche tu ti sentivi così, perché quella domanda ti tormenta dall'inizio. Te l'avevano spiegato all'addestramento: prima o poi ti renderai conto che quello che ti sembra un viaggio, con una partenza e un arrivo, e stazioni intermedie... prima o poi ti renderai conto che è semplicemente la tua vita. Lo sappiamo che lo sai già. Ma saperlo non significa rendersene conto. La comprensione razionale è solo uno strato superficiale, l'accettazione del proprio destino proviene da qualcosa che è situato molto più in profondità. Passeranno molti secoli - ti sembreranno settimane, ovviamente - prima che tu ti renda conto che non si torna indietro. Fino a quel momento ci sarà sempre con te un bambino convinto di poter fermare la macchina quando vuole. Mi scappa la pipì. Ho nostalgia della mamma. Possiamo tornare a casa? Dove si scende? Dov'è l'uscita?

"Dov'è l'uscita?"
"È veramente curioso che me lo chiediate, voi che siaaaaaaaaaaaaaaaahahahahhahwhwhwhwhwhw
whwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhw..."

(Poi una sera, magari guardando il Sole, una stella tra le altre, dall'oblò di prora, ti renderai improvvisamente conto che questo non è un semplice viaggio, che questa è la vita, che indietro non si torna, e il bambino piscione ti morirà in grembo, in quel momento).

(E sarà sempre meglio che fare una sessione di waterboarding con dei pazzi scatenati, ora puoi dirlo con cognizione di causa).

"...whwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhhwwhwhwhwhwhwhwwhhwhwh whwhanculo voi siete pazzi. Pazzi".
"Già, dev'essere terribile avere compagni di viaggio come noi".
"Non so cosa volete dimostrare, ma vi avverto che..."
"Non ti fa venir voglia di scendere dalla giostra, primo ufficiale?"

Forse hai capito.

"Giuro che non riesco a capire cosa mi state chiedendo. Non si scende da nessuna giostra. Siamo su una nave che è partita millenni fa da un pianeta per andare a colonizzarne un altro. Semplice. Lo spazio è molto vasto e no, non ci sono vie d'uscita dallo spaaaaaaaagagagagaagagagagagagagawaw awawawawhahahhwhwhwhwhwhwh"

(Quando ti hanno interrotto, prima, volevi dire: è veramente curioso che me lo chiediate voi, che al contrario di me non avete mai avuto altra patria che la Nave. Ci siete nati, voi e i vostri antenati, per voi è naturale quanto per me lo era il cielo, il mare, l'orizzonte. Io non ho mai cercato una "uscita" nella cupola del cielo, che razza di "uscita" immaginate voi? Lo spazio, perdio, non ce li avete gli occhi per vedere quant'è vuoto e smisurato e senza uscita lo spazio?)

"Ahwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhhhhhhhhhhhnon tollererò oltre questa situazione".
"Che intendi fare per non tollerarla?"
"Vi ricordo che se riporto lesioni che compromettano il mio stato di salute, non potrò più essere ibernato, e se non posso più essere ibernato..."
"...La Nave implode, certo, questo lo sanno tutti da sempre".
"Meno male".
"E il tempo per dubitare di questa storiella non ci è mancato. Possibile che la tua vita sia così importante da compromettere una missione millenaria? Non ha senso. Ci dev'essere una procedura alternativa. C'è sempre una procedura alternativa".

(Certo che c'è).
(Col cacchio che la dico a voi).
(Ma sarebbe almeno un valido motivo per torturarmi, invece di insistere a chiedermi come si scende dalla giostra).

"Non c'è nessuna uscita, stronzi. Siamo nello spazio".
"Ce lo puoi dimostrare?"
"Voi non credete di essere nello spazio?"
"Siamo in attesa di qualche evidenza empirica, diciamo".
"Evidenza empirica? Date un'occhiata agli oblò!"
"Ufficiale, ti prego. Sarebbe facilissimo proiettare mappe stellari su falsi oblò. Peraltro ci sono soltanto cinque oblò in tutta la Nave, è un numero ridicolo".
"Pensa che gli ingegneri volevano toglierli del tutto, riducono la tenuta termica. Preferivano mettere qualche telecamera in più... ma immagino non vi fidiate delle telecamere",
"Immagini il giusto".
"Aprite il portellone. Non credo che lo abbiano adoperato più dai tempi di Centauri, ma non c'è motivo per cui non dovrebbe funzionare. Entrate in una tuta e andate a vederlo da fuori, com'è fatto lo spazio".
"Già fatto".
"E quindi?"
"Poi abbiamo fatto un'altra cosa. Nel palazzetto dello sport al secondo settore, hai presente? Abbiamo costruito un'enorme centrifuga e spento la luce. Funziona. Sembra la stessa cosa".
"Ma figurati".
"Ci stai mentendo, primo ufficiale".
"Cioè voi credete di vivere da migliaia di anni in una Nave finta che non si è mai spostata da un enorme palazzetto dello sport? Siete... siete l'equivalente della Società della Terra Piatta".
"Tanto per cominciare, non sono passati migliaia di anni. Non c'è praticamente documentazione disponibile che risalga a più di ottant'anni fa".
"Quindi alla fine i giacobini hanno davvero fatto la rivoluzione".
"Chi?"
"Niente, lasciate perdere"

(Vedi cosa succede a dare il via libera per un massacro. Che a distanza di 80 anni ancora devi fare i conti con una generazione di scettici radicali. Persino apprezzabili, in fondo).

(Quasi quasi glielo dico, che gli oblò sono effettivamente finti. Se solo non fossero così paranoici...)

 "Ufficiale, a noi ce lo può dire. Questa non è una vera nave, e là fuori non c'è il vero spazio. I nostri nonni probabilmente entrarono qua dentro con la convinzione di schizzar via dalla terra, ma non è quello che è successo".
"E cosa sarebbe successo".
"Un enorme esperimento".
"Ma siete ridicoli. Chi mai spenderebbe tempo e denaro per un esperimento del genere?"
"Ufficiale, da qualche parte ci dev'essere un'uscita. Uno sportello. Un posto dove va quando finge di essere in sonno qui".
"Non vado da nessuna parte. Sono qui con voi. Non posso uscire. Non credete che piacerebbe a me per primo? Ma non c'è nessun palazzetto dello sport, là fuori. C'è solo l'immensitawhwhwhwhwhwh
whwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwwhwhwhwhwhwwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwhwh
ADESSO PERO' BASTA, SIGNORINI".
"Prenda un po' fiato e poi ci racconti la verità".
"LA VERITA'? Ma chi vi credete di essere. Vi avevo avvertito: non ho intenzione di tollerarvi oltre. Fine".





Cent'anni dopo, ti accoglie una tribù mansueta. Nessuno accenna più allo spiacevole incidente. Vogliono solo sapere se c'è un modo di far crescere il mais quattro volte l'anno invece che tre. Spieghi che dipende essenzialmente dalla loro condotta: se i figli obbediranno ai padri, e le figlie non la sbandiereranno ai quattro venti, il clima diverrà più mite e il mais e la patata fruttificheranno in continuazione.
"E un sacrificio umano ogni tanto?"
"No. Sacrifici no".
"Mica gente nostra, ma quelli dall'altra parte del fiume, i macchinisti... sono gente senza Dio. Ci rubano il raccolto".
"Sono loro che fanno girare il Grande Tamburo, la decima delle messi se la meritano".

Fumate insieme qualcosa di dolce e puzzolente in una pipa enorme, e vi addormentate in una radura tropicale guardando le lucine del perno della centifuga centrale.

12 commenti:

  1. Cos'ha fatto il primo ufficiale ai tizi che lo waterboardavano?

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  2. Ma soprattutto come li ha convinti a non farsi waterboardare più?

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  3. Leonardo, questi post sono stupendi ed avvincenti, complimenti. Però avrei una critica: ho un po' l'impressione che tu voglia sempre evitare di essere prolisso, critica che ti rivolgi spesso da solo, e per questo a volte risulti più sintetico del necessario. Forse la mia opinione è di parte, dato che non ti trovo mai prolisso. Complimenti ancora!

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  4. La storia è bella ed avvincente, forse un po' spezzettata, ma ho fiducia che i pezzetti andranno a posto.

    Una riflessione. Ventimila anni di viaggio, un risveglio ogni cento, viene che l'ufficiale ibernato in circa 4 anni arriva su Copernico. Noi lo vedremo?

    A sproposito, erano alcune settimane che Blogspot aveva bloccato i miei commenti, ignoro il perché...

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  5. anch'io penso che stai a fa' il furbacchione spezzettando la storia senza preoccuparti di raccordare i pezzetti, tuttavia ho fiducia che alla fine tutto tornerà (o, al peggio diventerà una puttanata come lost)
    sono perfino contento di non sapere niente di plutarco né delle sue opere, così immerso nella mia beata ignoranza (come fosse una jacuzzi) mi godo la storia

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  6. Capisco che e` divertente, ma ti prego, con i 5 stelle anche fra duemila anni non ce la posso fare. E poi possibile che questa comunita` non riesca mai ad evolvere in meglio? Gia` partono col saper ibernare le persone, possibile che nel corso dei secoli non riescano ad inventare un metodo per risparmiare energia? O dei telescopi per cercare un esopianeta piu` vicino? (O vedere meglio cosa c'e` su Copernico, ma capisco che questo rovinerebbe la storia.) E come gestiscono la pressione demografica?
    Scusa per le domande, ma queste cose nei romanzi di fantascienza mi fanno arrovellare notti intere...

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  7. Scusa, ma come fai a simulare lo spazio con una centrifuga? Semmai lo simuli con un aereo in caduta libera (per l'assenza di gravità, intendo).

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    1. Non saprei. L'astronave è molto grande, forse attira gli astronauti. Ma probabilmente sono solo dei cialtroni.

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    2. La forza centrifuga non esiste, quella che intendete voi si chiama forza centripeta, ed e` stata usata come intelligente caratteristica della nave di 2001 Odissea nello Spazio: https://www.youtube.com/watch?v=1wJQ5UrAsIY
      Chiaramente, non e` proprio come essere sulla Terra, perche' per esempio quando ci si avvicina al centro, l'effetto decresce fino a svanire. Il che mi fa pensare che nel corso dei secoli l'evoluzione non puo` che influenzare la struttura fisica e ossea degli abitanti. Non sono un medico, ma immagino che dopo duemila anni, ossa e muscolatura degli astronauti dovrebbero essere assai piu` fragili. D'altro canto, anche il nostro Primo Ufficiale non stara` forse in forma smagliante dopo qualche secolo in freezer. A meno che il freezer non sia cosi` speciale da mantenere tutte le caratteristiche fisiche della Terra, nel qual caso il Nostro potrebbe forse spezzare le ossa di chi si avvicina come il mitico Squalo di James Bond... Scusate sto esagerando...
      Ad ogni modo, la taglia dell'astronave non puo` generare abbastanza gravita` da sola. Pensate alla Luna, che grossa com'e` fa solo un sesto della gravita` della Terra.

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    3. Scusate, dopo duemila anni l'evoluzione naturale della specie non ha ancora tempo di manifestarsi, pero` l'assenza di gravita` ha un effetto importante sul corpo umano, basti pensare che gli astronauti veri non hanno neanche la forza di camminare, dopo qualche mese nello spazio.

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    4. Riguardo il controllo delle nascite, pero`, forse la cosa piu` naturale da pensare e` un piano originale dove si figlia solo in provetta, un po' come oggi facciamo con i cavalli e le mucche (o anche come in Brave new World). L'eugenetica che ne deriverebbe, accelererebbe l'evoluzione, in maniera controllata e sulla base di un piano.

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