Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi

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domenica 31 marzo 2002

sabato 30 marzo 2002

Un altro venerdì santo, in Palestina

Subject: COMUNICATO DA RAMALLAH
Date: Fri, 29 Mar 2002 14:18:49 +0100

Se volete essere aggiornati sulla situazione in Palestina e sulle sorti degli italiani che si trovano là (tra l'altro non stanno tutti a Gerusalemme e c'è anche un gruppo di 35 persone che si trova in un campo profughi), potete consultare il sito di Radio Onda Rossa (87,9 FM (http://www.ondarossa.info) o ascoltare le radio del circuito Radio Gap (www.radiogap.net). Dalle 18,30 alle 19 c'è uno spazio quotidiano dedicato e durante il giorno vengono passate altre notizie. Ciao Silvia

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RAMALLAH 29 marzo 2002

Vi giro, tradotto, l'appello che ho appena ricevuto dal Palestinian Monitor, organo di stampa del PNGO (coordinamento delle ONG palestinesi) con sede a Ramallah. Il messaggio arriva da un'indirizzo privato perché in questo momento nessuno può raggiungere gli uffici. E' urgente la nostra
mobilitazione. Come indicato da Sveva, l'appuntamento per Roma è a Piazza San Marco, ore 17,30. Silvia Macchi


ISRAELE DICHIARA GUERRA AI PALESTINESI
I PACIFISTI STRANIERI MANIFESTANO OGGI AL CHECK POINT DI AL-RAM

L'esercito israeliano ha completamente invaso Ramallah, compreso il quartier generale dell'Autorità Palestinese, con più di 150 carri armati ed altri mezzi militari. Il governo di Israele ha annunciato che intende occupare le aree della Cisgiordania che ad oggi sono sotto il controllo dell'Autorità
Palestinese, ripristinando così uno stato di completa occupazione militare, ed ha dichiarato guerra ai Palestinesi.
L'esercito israeliano ha occupato le abitazioni di Ramallah e sta procedendo ad una perquisizione casa per casa. In questo momento il problema principale per la popolazione è l'impossibilità di accedere ai servizi sanitari. Finora (7,30 del 29 marzo) sono stati uccisi 4 Palestinesi e abbiamo notizia di almeno 10 feriti - è probabile che siano di più - che sono senza cure
poiché i carri armati bloccano il passaggio delle ambulanze e del personale medico.
Alcuni pacifisti stranieri - Inglesi, Francesi, Svizzeri, Italiani e Americani - ora sono a Ramallah. Ieri le autorità israeliane hanno impedito ad altri trecento di entrare a Ramallah ed oggi questi tenteranno di nuovo di raggiungere la città da Gerusalemme. La stampa è invitata ad essere
presente alla manifestazione dei pacifisti stranieri che si terrà oggi, alle 8.30, al checkpoint di al-Ram.
La dichiarazione di guerra del governo israeliano nei confronti dei Palestinesi e la completa occupazione militare dei territori palestinesi non potrà che aggravare la crisi in atto, che ha le sue radici nella più lunga occupazione militare dell'era moderna. Chiediamo alla comunità
internazionale di intervenire con la massima urgenza per fermare le atrocità dell'esercito israeliano e per fare pressione sul governo israeliano affinché permetta di muoversi liberamente alle ambulanze e al personale medico.

Per ulteriori informazioni contattare il Palestine Monitor al numero
00972-52-396196.


Io sono un po' in pensiero per Goretta e per Elisa (dove sei?)

venerdì 29 marzo 2002

Sì, credo di essere l’ultimo a parlare della manifestazione di Roma, e di non avere veramente niente di originale da aggiungere. Del resto sono arrivato a cose fatte, quando in stazione Termini tutti ripiegavano già gli striscioni. Tutto dev’esser stato molto bello, rapido e indolore.

Ne ho approfittato per vedere un po’ di romani, la Pizia ovviamente, Ludik, che tutto il tempo mi ha guardato strano, hai presente quell’aria da “su internet sembrava più alto”. E poi la Jena, e Wile, che ahimè, è un ragazzo simpatico. Proprio quello che ho sempre temuto. Ora che l’ho visto negli occhi, il mio target del ceto medio brontolone, non potrò più insultarlo tutto tempo, certi post insolenti scritti giusto per vedere come reagiva non mi usciranno più, mi dispiace.

Ho visto anche un po’ di Roma che, come tutte le capitali, mi è sembrata piccola.
MONTECITORIO
“Ehi, a Modena abbiamo un palazzo uguale, solo un po’ più grande”.
SAN PIETRO
“Ci si arriva in macchina? Sul serio? La domenica pomeriggio?”
“Ma il baldacchino di Bernini è sempre quello? L’ultima volta era più alto!”.(L’ultima volta è stata nel 1983).
“Certo che a misure di sicurezza stiamo indietro, il Muro del Pianto è tutt’un’altra cosa”.

Difficile trovare giornali (decenti).
“La Repubblica c’è?”
“Tutto finito. La repubblica, il manifesto, l’unità. Son tutti comunisti stamattina”.

Sulla repubblica, il manifesto, l’unità, si parlerà della “più grande manifestazione italiana del dopoguerra”. Ora, io è da una settimana che mi chiedo: ma prima della guerra c’erano manifestazioni più grandi? Onestamente non lo so, ma dubito. Le adunate in Piazza Venezia? Mah, ci sono stato in piazza Venezia, niente di che (a Modena sicuramente c’è uno spiazzo più grande). Perciò penso che si potrebbe concludere che è stata la manifestazione più grande della storia d’Italia – ma siccome in Italia si manifesta notoriamente più che in ogni altro Paese d’Europa, potremmo concludere senza troppo esagerare che è stata la più grande manifestazione europea della Storia. E l’ha fatta la CGIL: beh, complimenti. Per l’articolo 18? Sicuri?

Sulla repubblica (che mi poi mi presterà Ludik) Scalfari scrive di un’“immensa forza tranquilla”. È una definizione che mi piace molto, mi piace l’idea di essere anch’io nel mio piccolo immenso, forte e (soprattutto) tranquillo. Quella tranquillità che manca ai vari leader della sinistra istituzionale, che da anni giocano di rimessa e replicano istericamente a qualsiasi cazzata venga in mente di dichiarare a Berlusconi. Quelli che magari in buona fede hanno accettato che bruno vespa diventasse il maestro di cerimonia della politica italiana. La stessa tranquillità che manca anche ai presunti rappresentanti del presunto Movimento dei movimenti, magari per una questione caratteriale, magari perché dopo tutti questi mesi di Movimento gli servirebbe una buona dormita. Ma com’è possibile essere tranquilli in un movimento che vive di emergenze?

Cofferati ha uno stile diverso, e si sente, e si è sempre sentito. Forse è vero che ormai fa politica, ma almeno la sa fare. Sa aspettare (e dio sa quanto l’hanno tirata in lungo, governo e sindacato, questa storia dell’articolo 18). Sa ancora pesare una dichiarazione, sa mantenere la calma, sa che non ci si può indignare ogni cinque minuti, sa quando e come dire basta, e sa rischiare – un’arte, quest’ultima che si era persa. Cofferati ha fatto perdere la calma a Berlusconi. Cofferati, a dire il vero, e altri due, tre milioni di persone. Più io, che, ci tengo a dirlo, Presidente, ho prenotato due pendolini coi soldi miei. E non sono colluso con nessuno, un po’ estremista magari, ma tranquillo. Ogni tanto fa bene una bella gita, vedere amici diversi, farsi una buona dormita. La tranquillità, sapete, può essere un'arma. Probabilmente è l’unica che abbiamo.

giovedì 28 marzo 2002

alta la guardia

Tante cose avrei da raccontare, ma l'attualità incombe, vale a dire:

I casi del Ministro Scaloja, II


oggi Scajola ha ribadito che "non esiste una minaccia specifica" dietro l'allarme lanciato dall'ambasciata Usa. "Esiste un avvertimento di carattere confidenziale - ha detto Scajola, intervistato dal corrispondente della Cnn a Roma - che ci ha spinto ad alzare la guardia".


Quando Scaloja alza la guardia, voi che fate? Io mi chiudo a casa. A doppia mandata. Giù le tapparelle. Ah, e mi tocco le palle, anche.

Leggete defarge, valà, che merita.

sabato 23 marzo 2002

Gli estremisti in gita


Stasera ho messo da parte un po' di tempo e sono andato a vedere le corriere partire, in Cittadella. Da qui dieci anni fa partivo per le gite scolastiche… direi che per ora il clima è quello.

C'è un bel vento, che a Modena è raro, porta i germogli dei ciliegi e spazza via i cattivi pensieri e i blocchi del traffico nel week end. Pensionati non ne vedo, l'orario è proibitivo. Lavoratori e studenti. C'è un solo ragazzo coi rasta ed è il primo a essere intervistato.
Li spio dai finestrini. Prima o poi il capocorriera tirerà fuori un modulo per la raccolta delle firme, darà un'occhiata distratta al foglio che spiega che i dati vanno scritti in stampatello e che valgono solo le firme dei residenti… e per quanto distratto capirà, perché l'ho scritto io, e io so essere chiaro e cortese quando voglio.
Madame, che è la referente Attac, ha visto bene di lasciare a casa il cellulare, così non c'è proprio dubbio che riusciremo a beccarci. "Dai", mi fa, "i posti ci sono, vieni stasera, domani fai filotto".
"Non posso". Devo consegnare i compiti di geografia. Anzi, stanotte devo valutare quello di Nizzoli che ha scritto che…

…IN CINA C'È UN GRANDE SVILUPPO DEMOGRAFICO, CHE PERÒ NON SI SVILUPPA EQUAMENTE, OVVERO: IN ALCUNE CITTÀ C'È PIÙ GENTE, MENTRE IN ALTRE MENO. (Questo, ho scritto io, in rosso, perfido, succede ovunque…) IN QUESTO PAESE SECONDO ME VIENE USATO UN BUON METODO, E CONSISTE NEL NON POSSEDERE PIÙ DI UNA MACCHINA. QUESTA REGOLA DOVREBBE ESSERE PRESA COME ESEMPIO ANCHE DA GRANDI POTENZE COME GLI STATI UNITI, I QUALI ANNO (la acca, Nizzoli!) DUE, TRE O A VOLTE QUATTRO MACCHINE PER FAMIGLIA.

Sì, Buono Più, direi -– anche se dovrò spiegargli che i cinesi non hanno una macchina per famiglia, e soprattutto che i carpigiani possiedono in media più macchine degli americani.
Saluto i miei compagni, che hanno la bandiera più bella e più pesante. Fate i bravi e state lontano dagli estremisti, a'm'arcmand.
"Gli estremisti siamo noi".

Ah già, è vero. È successo anche a me di dirlo a un signore, un diessino che era venuto a una riunione una sera, quando già stavamo sbaraccando. Il mio numero, mi spiegò, gliel'aveva dato la Referente Diesse per l'Area No Global. Le ginocchia mi cedevano un po', ma mi misi ugualmente a spiegare quand'era nata l'associazione, prima in Francia, poi altrove, poi in Italia, i giorni di Genova, la campagna di raccolta firme, ecc.

"Va bene", disse lui, "ma le frange estremiste?"
Mi sono guardato intorno. Seduto davanti al PC Defarge controllava febbrile il suo sito. In un angolo Ramon parlava di organizzare una serata danzante al Florida per discutere del caso Argentina. Le ragazze raccoglievano i vuoti (il nostro comitato è il maggior consumatore di birre della Casa della Pace). Fuori probabilmente qualcuno parlava di territori occupati, dell'ultima sbornia di Agnoletto o di quella volta che Ignazio Silone, al Comintern…
"Siamo noi, le frange estremiste", gli ho detto.
Ma sì, siamo noi, non cercate altrove. Siamo noi i criminali che Maroni non vorrebbe vedere al corteo di domani, quelli che generano il noto Clima di Odio. Ci troviamo tutti i giovedì sera in via Ganaceto 45, l'ho detto anche al tipo di Forza Nuova, non ho difficoltà a ripeterlo qui. Domani se mostreranno il corteo e diranno "un mezzo milione", cercate una bandiera rossa con una percentuale bianca: lì sotto (molto sotto) c'è Defarge.

Anche Nizzoli, così giovane, è già un estremista. Non ha ancora imparato a mettere l'acca nel verbo avere e già vuole dar lezioni agli americani. Bisognerebbe dargli una lezione. Domani vado e gliela do. Magari gli do anche un Distinto. Sì, è ingiusto -- la vita è ingiusta. Poi prendo il treno, perché non ne posso più di questo Clima di Odio, ho bisogno anch'io di un po' di respiro, una bella gita. A Roma, magari.

mercoledì 20 marzo 2002

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