Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi

Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi. Noi no. Donate all'UNRWA.

giovedì 8 gennaio 2004

Quand'è già l'otto di gennaio, e credevate di essere passati indenni da tutte le liste dicembrine, cliccate qui e.... trac! La lista più autoreferenziale, autocelebrativa, autoriparatrice di tutte.

I meglio pezzi di Leonardo del 2003, secondo me
(in ordine di apparizione):

-- Tollerando tollerando

-- La stanchezza di Rosa Parks

-- adrenalina

-- Basic culture simulator 1.0

-- i blog sono ecologici

-- anche i ricchi piangono

-- il cammino del diritto internazionale

-- cantico del 25 aprile (1, 2, 3).

-- memo per Michael

-- succedono più cose in cielo e in terra

-- mi dispiace se non si capisce l'ironia

-- vogliamo Don Giussani nudo.

-- ...and then just push me

-- Johnny: una questione pubblica

-- trova l'errore

-- l'importanza dell'Agro Pontino

A questo punto devo dire che l'autolettura, come ogni forma di cannibalismo, è divertente fino a una certa dose, poi dà la nausea.

ma se il mio giudizio lascia il tempo che trova, il vostro invece m'interessa molto. Non solo per captare un po' di benevolenza (che comunque è l'unica gratifica che mi arriva), ma anche un po' per capire il gusto del lettore medio: volete più Johnny o più scenette comiche con Berlusconi? Basta dirlo. (Io poi, continuerò a gestire quel che passa il convento, ma una dritta ogni tanto non nuoce).

Potete scrivere al solito forum (ah, perché non lo sapevate che ho un forum? Complimenti, è il secondo link dall'alto a sinistra). Non dovete per forza scegliere tra i post che ho scelto io, anzi. Va bene anche il sistema dell'anno scorso: contate fino a tre e scrivetemi il primo che vi viene in mente. E potete pure scrivere quello che vi è piaciuto meno (ma sappiate che così mi verrà voglia di riscriverlo).

A chi volesse votare Ungaretti, faccio presente che, per carità, mi fa piacere, ma non è del 2003, è dell'anno prima.

A chi quindi volesse farmi notare che nel 2002 scrivevo meno e scrivevo meglio, grazie sì, me n'ero già accorto da solo.

Ok, avete 15 giorni per votare partendo da adesso.

mercoledì 7 gennaio 2004

Prometticelo ancora, Dave

Quest'anno.
Quest'anno sarò breve.

(risate)


Ah, dimenticavo: Giorgio Armani. Perché? Così.

mercoledì 31 dicembre 2003

Buon anno!

(Il 2003 è stato un po’ più duro di quanto non credessi. Il 2004 dovrebbe portare a una schiarita, mentre mi aspetto grandi cose dal 2005. Anche se, francamente, non conosco nemmeno il mio ascendente).

Vi auguro ogni bene e vi saluto per un po’, diciamo fino al 6. Credo che ce la possiate fare, ma in caso contrario, viene utile il regalo che mi hanno fatto quelli di torre p… di torre Polaroid.

È un blog di Leonardo automatico, cioè che si scrive da solo (purtroppo per ora è disponibile solo in inglese)! Sembra una cazzata – in effetti lo è – ma dopo un po’ ti rendi conto che è una cazzata molto più sottile di quelle che escogiti tu di solito. Intanto il Leonardo automatico ha un layout più elegante del mio. Poi è più lapidario, il che non guasta, e spesso segnala articoli che mi erano sfuggiti (l’altro giorno, un fondo del Japan Times). Insomma, non mi sbilancio, ma credo che potrò imparare qualcosa anche da lui.

Ma soprattutto… il Leonardo automatico ha i commenti! E allora, che aspettate? Dateci sotto.

martedì 30 dicembre 2003

Karaoke esistenziale, ciak! 7.

E adesso, che cosa faremo?

Gli levano il turbante, dicono: “chi è questo, un ebreo?”
Lavorano per la Morsa.
Metton su i manifesti con scritto: “Noi guadagniamo più di te!
Noi lavoriamo per la Morsa!
Convinceremo i giovani credenti
coi nostri discorsi contorti.
Alleneremo i nostri uomini dagli occhi azzurri
A credere soltanto in Te”

Il giudice ha detto “da cinque a dieci anni”,
gli ho risposto: “raddoppia pure.
Io non lavoro per la Morsa”.
Nessun uomo che abbia ancora un’anima
Può lavorare per la Morsa.
Tira calci al muro, il Governo può cadere,
come puoi negarlo?
Dà voce alla tua furia, la rabbia è il tuo potere,
non capisci che puoi usarla?

Le voci nella tua testa ti chiamano:
“Smetti di sprecare il tuo tempo, non si arriva a niente.
Solo un pazzo spererebbe nella tua salvezza.
Gli uomini in fabbrica sono vecchi ed esperti
Tu non ci devi niente, per cui, aria”
Sono gli anni migliori della tua vita, quelli che ti vogliono rubare...

...E allora cresci e ti dai una calmata
– ora lavori per la Morsa! –
Cominci a vestire in blu e grigio,
e lavori per la Morsa.
Ora hai qualcuno a cui dare ordini,
ti fa sentire grande, vero?
Ti lasci andare finché non cominci a molestarli…
Coraggio! Ammazzane uno, adesso!

Questi sono i giorni dei malvagi Presidenti,
che lavorano per la Morsa
ma prima o poi qualcuno pagherà per tutto questo,
per aver lavorato per la Morsa,

(ma, ah, campa cavallo…)

E non sto mica rivelando segreti.
Vedremo chi è il più fesso.


(Clash, Clampdown, 1979).

Postilla:
Ci sono dei motivi per cui ai suoi tempi non riuscivo a leggere un testo di Joe Strummer, e adesso sì.
Uno di questi motivi è che ho imparato un po’ d’inglese, ma neanche tanto in realtà. Strummer tutto sommato non usa parole molto difficili. Dylan usava parole difficili. Jim Morrison usava paroloni difficili. Tutta gente che riuscivo a capire. Joe Strummer no.
Intuivo solo una grande energia, che era rabbia e allegria assieme (mi è tornata in mente una recensione di London Calling: “sembra che canti per tutto il tempo con un ghigno”) e comunque mi bastava.

Ma se provavo a leggere i testi… un ebreo col turbante? Cosa significa? Cos’è, esattamente, questo Clampdown da cui bisogna stare attenti a non farsi assumere? Il Ragazzini dava: “stringere i freni nei confronti di, dare un giro di vite a q.”. Più tardi l’Oxford avrebbe precisato: “sudden policy of increased strictness in preventing or suppressing sth.”. Dunque alla fine sarebbe meglio tradurre “stretta”, o “giro di vite”. (Invece ho messo “La Morsa”, perché questo è il mio karaoke). E quegli uomini in fabbrica, devono qualcosa a qualcuno o è qualcuno che deve qualcosa a loro? Perché a un giudice che ti dice “5 a 10” gli rispondi “raddoppia”? Insomma, non poteva essere più chiaro Joe Strummer?

Ci sono dei motivi per cui non riuscivo a capire Joe Strummer, anche se intuivo che era bravo e aveva cose importanti da cantare. Un motivo credo fosse l’attualità. A Dylan non interessava troppo. A Jim Morrison, men che meno. Alla fine un ragazzino italiano a metà ’80 riesce comunque a trovarci delle cose. Ma Joe Strummer usava parole che non si trovavano ancora del tutto a loro agio nei dizionari, parole che nascevano sui tabloid dei drugstore, e ci avrei messo molto tempo prima di vederne uno. E poi Strummer rimase sempre, ferocemente, 1977. Anche nel 1979. E probabilmente già un paio di anni dopo stava diventando incomprensibile. Ma gitalong, diceva lui: campa cavallo.

Ci sono dei motivi per cui un pezzo scritto da Joe Strummer, nel 1979 diventa comprensibilissimo nel 2003, quasi '04, in Italia. Basta accendere la tv: scioperi dei trasporti, allevatori alla frutta. A un certo punto oggi davanti a un servizio mi è venuto spontaneo dire: “piovono pietre”. Per l’appunto. L’Italia del 2004 sembra l’Inghilterra del 1978. (Ma almeno loro prima erano un Impero). Di gente col turbante ce n’è fin che vuoi. E gente che è felice di guadagnare più di te e ci stampa anche i manifesti. E gente che a questo punto trova più dignità in prigione che fuori. Vecchi in fabbrica: sia che se ne debbano andare perché la fabbrica chiude, sia che debbano restare da vecchi perché Tremonti non li fa andare in pensione. La canzone funziona lo stesso. La canzone funziona talmente bene che fa piangere.

C’è un motivo, alla fine, per cui Joe Strummer ci manca, ancora più oggi che un anno fa. Ci manca perché a un certo punto ha creduto che la rabbia fosse potere, e che si sarebbe potuto usarla: e che il governo sarebbe caduto, e che qualcuno avrebbe pagato. Ci manca per quel momento, che è stato breve anche per lui. Perché alla fine, pare che avessero ragione “le voci nella testa”: non si arriva a niente, non ci si salva. La Storia se n’è fregata della sua rabbia, è proceduta trottando come la canzone, che finisce nel modo più brutto del mondo: non finisce, i suonatori continuano a suonare sempre meno convinti, l’inno diventa filastrocca: Gitalong, gitalong. Sì, d’accordo, la Morsa, ma bisogna pur sempre lavorare…

(Ora però posso dirlo: se ad antenna 1 in questi giorni non la smettevano di metter su pezzi dei Clash, io restavo senza occhi per piangere).

domenica 28 dicembre 2003

La grande battaglia delle idee

(Post in tre atti, in cui si mandano al diavolo un paio di persone, e c'è pure il turpiloquio)

Il demonio dei blog quest’anno si è dato un sacco da fare.

Ogni giorno intento al suo calderone, dove mescola rancori e frustrazioni, e distilla post polemici e commentini rancorosi da insufflare nei più bei cervelli della rete. E c’è sempre un qualche flame da accendere, un troll da sguinzagliare. La notte poi, mentre fuori il mondo dorme, lui veglia: aspetta i clienti più tignosi, quelli delle ore veramente piccole.

Toc, toc.
“Entra, Rolli, cosa vuoi?”
“Devi aiutarmi. Mi sono incazzata con Leonardo”.
“Ancora con lui? Ma lo lasci perdere o no? Lo sai che nell’ultimo mese gli hai dedicato più post che a Saddam Hussin e Christian Rocca messi assieme?”
“Lo so, lo so, ma lui adesso ha scritto che…”
“E fregatene di quel che scrive, no? Lo vuoi capire che è un pesce piccolo, e non lo conosce nessuno? Anzi. Sei tu che lo fai conoscere in giro. Hai visto gli ultimi tre mesi di contatore?”
“Ma lui ha detto che…”
“Ma lo fa apposta! Ti manda in ebollizione, e quando gli dedichi due post di apertura al lunedì lui gode! È la seconda volta in due mesi…”
“Non m’importano gli accessi”.
“Bum!”
“Questa è una battaglia delle idee”.
“…”
“Non ridere”.
“Hai un bel da dire. «Rolli e Leonardo, la battaglia delle idee». Non ci facciamo mancare niente, eh? Nietszche e Marx erano in vacanza, e allora ci mettiamo Rolli e…”
“Insomma, mi aiuti o no?”
“Dipende. Cosa vuoi da me? Cosa vuoi dal tuo blog? Vuoi aiutare a fare luce sulla questione israelo-palestinese o semplicemente averla vinta in una discussione contro uno sconosciuto antipatico?”
“Bah, forse dovrei voler far luce sulla situazione… con un punto di vista critico, non di parte, senza esasperazioni polemiche…”
“Brava”.
“…ma in fondo si tratta di un’impresa troppo ambiziosa per un blog”.
“Beh, forse sì”.
“…Allora in mancanza di meglio preferisco averla vinta in una discussione con uno sconosciuto. Hai qualcosa per me?”
“Beh, le solite cose. Foto di morti. Magari bambini”.
“Israeliani, spero”.
“Naturalmente. Ci ho qui due scrigni, vedi? in uno tengo i cadaverini israeliani, nell’altro gli arabi”.
“Sono molto grandi”.
“È un articolo che va molto quest’anno. Sai, ci tengono tutti ad averla vinta in una discussione”.
“…ma non è che appena esco io arriva lui e te ne compra un po’ di quegli altri, vero? Quella gente è capace di tutto”.
“Segreto professionale, mi dispiace. E poi ci sarebbe una notizia sui tagliatori di teste”.
“I terroristi palestinesi tagliano le teste?”
“Sì, ai cadaveri, per chiedere il riscatto dei confratelli prigionieri”.
“Ma questa è fantastica! Meravigliosa! Questa gli chiuderà la bocca per sempre… ehm… volevo dire… è una notizia atroce, terribile”.
“Cosa c’è? Ti fai gli scrupoli davanti al diavolo? Prendi, prendi, offre la casa”.
“Ma è solo di fonte israeliana”.
“E allora?”
“Allora lui troverà un’altra notizia di fonte palestinese, e saremo daccapo”.
“Le fonti israeliane sono attendibili. Le fonti palestinesi non sono attendibili. I palestinesi sono accecati dall’odio antisemita. Gli israeliani sono severi ma giusti e occupano per difendersi. Chi critica Israele è un connivente dei terroristi, quindi è un terrorista, ed è pure antisemita. La linea da seguire è questa”.
“Ma sei proprio sicuro?”
“Sono il diavolo, vuoi che non sia sicuro? Chi non è d’accordo con te, nel 2004, puoi chiamarlo semplicemente antisemita”.
“Non so, mi sembra un po’ eccessivo…”
“Quando hai dei dubbi, pensa ai bambini morti”.
“Sì?”
“Pensa che lo fai per una buona causa. Lo fai per i bambini morti”.
“Ma non è vero che lo faccio per i bambini morti. Lo faccio per aver vinta una discussione contro un s…”
“…ssst. Non dire niente. Prendi la merce e vai su, che tra un po’ è l’alba, e se non ti sbrighi lui arriva è chissà cosa ti commenta”.
“Hai ragione. Addio”.
“…io intanto segno, eh?”
“Sì, giusto, segna. Addio”.

(Exit Rolli)

“Non dovrei dirlo io, ma quella esagera… Leonardo qui, Leonardo là, mah. E scommetto che adesso arriva il Griso”.
“È permesso? Sono il Griso”.
“Permettiti, permettiti. Qual buon vento?”
“Io non so… io stavolta non ci volevo venire, però…”
“Lo sai che dici tutte le volte così, vero?”
“Lo so, lo so. Ma è colpa di Leonardo!”
“…e figurati. Cos’ha fatto stavolta?”
“Allora, io stavo controreplicando alla prima parte della seconda controreplica, hai presente?”
“Come no”.
“Stavo seguendo i tuoi consigli: fingevo di criticare lui, in realtà me la prendevo con terze persone aspettando che lui venisse in loro soccorso e si scoprisse. Se criticava Casarini, gli dicevo che Casarini aveva più palle di lui; poi quando difendeva Casarini lo attaccavo”.
“Di tutta l’erba un fascio. Ottimo, ottimo”.
“Sì e dovevi vedere che fascio. Ci ho messo dentro di tutto, da un suo post di tredici mesi fa a un suicida di Modena, per finire con la Guzzanti e il genocidio con le armi chimiche. Un mix imbattibile, secondo me”.
“E non ha funzionato?”
“Insomma. A un certo punto mi ha chiesto: scusa, ma per te è più grave che la Guzzanti usi la parola genocidio a sproposito, o che gli israeliani adoperino davvero armi chimiche nei territori?”
“Perché, le adoperano?”
“Ma certo che le adoperano, se non lo sai te, scusa? Al pronto soccorso arriva gente che vomita sangua e ha spasmi nervosi".
“Devi far passare l’idea che il pronto soccorso non è una fonte attendibile, perché gli infermieri sono conniventi con i terr…”
“Ma fammi il piacere”.
“No, fammelo tu. Cosa vuoi da me? Cosa vuoi dal tuo blog? Vuoi fare informazione o segnare un punto in una discussione con un noglobal chiunque?”
“Io… non lo so”.
“Israele usa gas proibiti dalle convenzioni. Come tutti: anche in Italia son successe delle cose interessanti negli ultimi anni. Se vuoi, puoi cominciare da oggi una campagna d’informazione sulle armi chimiche proibite in Occidente e in Israele. Ho qui già pronto tutto quello che ti serve, materiale, link, testimonianze, tutto. Certo, sarebbe come dar ragione a Leonardo”.
“No, questo mai”.
“Ecco, vedi? E allora facciamo così. Minimizza”.
“Minimizzo cosa? Le armi chimiche?”
“Massì, chimiche, chimiche, che parolone, sono solo fumogeni un po’ pesanti… e poi non è mai morto nessuno. Anzi, fa’ una cosa: va su un sito palestinese e guarda gli effetti del gas”.
“Ci sono già andato, ma è spaventoso! Agiscono sul sistema nervoso, proprio come il gas nervino!”
“Se permetti, la tua frase è formulata male. Devi dire così: Niente di speciale, agiscono sul sistema nervoso, mica come il gas nervino. E se non c’è il Zyklon B non è arma chimica. E se non ci sono foto di centinaia di morti per terra non è genocidio, scandisci bene la parola, ge-no-ci-dio”.
“Ma lui non ha mai parlato di genocidio, ha solo detto…”
“Allora, la vuoi vinta o no? Fingi che l’abbia detto lui, c’è sempre qualche sprovveduto che ci casca”.
“Ma…”
“Poi fai il solito polpettone, metti assieme gli ultrà dell’Ajax con la moglie di un funzionario tedesco, è fumo negli occhi, ai tuoi lettori piace”.
“Ma veramente…”
“In seguito, bisognerà essere ancor più audaci. I blog anti-Israele non potranno più usare la parola “ebrei”. Solo gli israeliani potranno usarla. E anche il numero sei, naturalmente: vietato. E il primo che azzarda una metafora nazista, nei forni! Ahr! Ahr! Ahr!”
“Certe volte mi spaventi un po’”.
“Ah, trovi che certe volte ti spavento. Ma scusa, hai notato le corna che ho qui? Credi che me le sia attaccate a carnevale? E hai notato gli zoccoli che ho qui? Credi che sia il modello autunno-inverno? Ohi, stai parlando col demonio, mica con Emilio Fede. Io ti sto comprando l’anima, se non ti è chiaro”.
“Beh, non è ancora detto…”
“Ah, non è ancora detto? Se vuoi ti mostro i conti. Coi post che ti servo risulta che mi devi già un'anima e mezza”.
“Ah sì?”
“Sì, ma vedrai che non è male, laggiù. Ti stiamo preparando un futuro luminoso. Un loico come te fa carriera in un niente. Hai tutto quello che ti serve per farti strada”.
“E io che non ci volevo venire… tutta colpa sua...”
“Beh, se vuoi possiamo anche stracciare il contratto, sai? Io sono un gentiluomo, dopotutto”
“Ah sì, davvero? Posso ancora?”
“Sì. Basta che vai su e…”
“E?”
“E chiedi scusa a Leonardo per averlo coinvolto in una polemica infinita e disonesta a colpi di morti ammazzati”.
“No. Chiedere scusa mai. Lui ha torto. Io ho ragione”.
“Vabbè, come non detto. A presto, allora”.
“A presto”.

(Exit Griso)

“Certa gente, secondo me, dovrebbe coricarsi prima la sera. È adesso, se non sbaglio… è il suo turno”.
Toc, toc.
“E infatti eccoti qui… buonanotte, Leonardo. O devo dire: buon mattino?”.
“Dimmi quel cazzo che vuoi, stronzo di merda, sono solo venuto a dirti vaff...”
“Sbagliato. Sbagliato. Tre volte sbagliato. Non si usa il turpiloquio. La regola fondamentale è che chi usa il turpiloquio ha perso. Anche quando ha ragione, perché effettivamente io sono uno stronzo”.
“Me ne sbatto i c…”
“Sssst. Adesso basta. Mi sembri un po’ stanco e forse hai bisogno di un riassunto. Prima è venuta Rolli: le ho detto di chiamarti semplicemente antisemita. Che è quello che volevi, no? Mostrare che la gente come lei è intollerante e non sa distinguere le critiche a Israele dalle critiche a…”
“Ma vaffanculo”.
“Poi è arrivato il Griso e gli ho detto di minimizzare le armi chimiche. Diabolico, no? Minimizzare le armi chimiche. È lui è tornato su a minimizzarle. Certe volte mi stupisco persino io”.
“In culo a te e a lui”.
“Ehi, siamo nervosetti stanotte. Ma non capisci che li hai in pugno?”
“Quel pugno, sai dove…”
“Ma certo che lo so! Adesso, la tua prossima mossa è la seguente: siccome alcuni blog di destra, per esempio Rolli, sono manifestamente intolleranti, tu, usando la loro stessa logica, dichiarerai che d’ora in poi sono tutti intolleranti! E siccome alcuni di loro non si fanno più scrupolo a coprire i crimini più odiosi, come le armi chimiche, d’ora in poi sono tutti conniventi coi crimini più odiosi, e quindi sono intolleranti e criminali. In una sola parola…”
“Vaffanculo”.
“No. Il turpiloquio no, te l’ho detto. La parola è: nazisti. L’hai già sussurrata qua e là, è tempo di gridarla a voce alta: nazisti! Voi e i vostri figli per le prossime sette generazioni! Coraggio!”
“Ma vaffanculo, lo so benissimo dove vuoi arrivare”.
“Certo che lo sai, sei sempre molto intelligente tu, sei un fine intellettuale, sei la colonna della sinistra, sei… sei… sei…”
“Seicentosessantasei vaffanculo, stronzo. Me ne vado e non mi vedi più, tu e i tuoi troll di *****”.

(Exit Leonardo)

“Sempre così, la pentola mi viene anche bene, ma il coperchio… bah.
Comunque tornerà, tornerà. Tornano tutti”.

(Continua?)

sabato 27 dicembre 2003

…E un Buon Natale anche a te

(Questo pezzo contiene umor nero, molto nero, se siete sensibili magari leggetene un altro).

Secondo me è morto, ma facciamo finta di niente.
Se è vivo, allora, per lui oggi è un giorno come gli altri. Si alza a un’ora qualsiasi (tanto mica c’è il sole alle finestre), fa colazione, assume il suo mezzo chilo di pillole, si mette al lavoro. Un massacro da pianificare, un commando da istruire, un assegno da girare… le solite cose.
Magari un po’ di tv, prima, eh? Giusto per vedere cosa combinano là sopra. Al Jazeera? No, fanno solo propaganda. La CNN, meglio. E dunque:

Precipitato un aereo in Benin. Attentato? No, incidente. 113 morti affogati. Però.
191 morti in Cina, intorno a un “pozzo di gas naturale”. Incidente? No, fatalità. (“Ma cosa ci facevano tutti quegli allevatori intorno a un pozzo di gas? Bah, non sono affari miei”).
– Ah, e poi più di ventimila morti in un terremoto in Iran. Terribile, terribile. Come al solito.
– “Beh, e in Palestina niente?” Ah, ecco: un missile nei Territori e un kamikaze a Gerusalemme. Ordinaria amministrazione, insomma.

“... Snif”.
“Eminentissimo, cosa c’è?”
“Ma niente, stavo guardando la tv e…”
“…tante disgrazie, vero? Non si riesce a credere a tutta questa sofferenza in un giorno solo”.
“Ma no, è che io ce la metto tutta, ma ogni tanto mi accorgo che per quanti innocenti possa barbaramente fare ammazzare, resterò sempre un povero dilettante, in confronto a… in confronto a…”
“Alla Natura, eminentissimo. La Natura è una severa maestra”.
“Ho ancora tanto da imparare, e la vita è così breve!”

Questo è un po’ il problema di tutti. Ma Buone Feste anche a te, Osama.

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