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venerdì 7 dicembre 2001

Primo motivo per non dire no global

Come, Mr. Tally Mon, tally me banana...

Cominciamo dal motivo più cretino.
Che lingua è, No Global? Inglese? Gli inglesi mettono il “no” davanti ai nomi, non agli aggettivi.
Immaginarsi la perplessità della canadese Naomi Klein, autrice di No Logo (questo è ancora inglese), che sbarca a Napoli e passa in un centro sociale. Incontra Caruso che le dice: “Hello, siamo la rete No Global! we are the No Global net!”.
La poveraccia, che ha pur sempre il suo background di ex adolescente fighetta da scontare, si deve essere sentita come Jane di fronte a Tarzan. Cioè, siamo all’inglese di Harry Belafonte: questa banana è buona, questa è no buona, questa è global, questa è no global.

È storicamente accertato perlomeno che Naomi a Napoli ci passò, nell’estate del 2001, e consiglio caldamente ai ragazzi della rete No Global di cambiare nome. Nel frattempo però i giornalisti di tutt’Italia vi si erano affezionati, e non a torto: trovate voi un nome più corto, otto caratteri e uno spazio, l’ideale da sparare in qualsiasi titolo cubitale. Un logo, insomma. Scritto in un maccheronico inglese globale. Un logo globale. Con un'origine un po'... come dire... pataccara. Avete presente le cassette abusive, coi nomi sempre un po' storpiati? Ecco, quella è la figura che ci facciamo. Poi per forza ci chiamano leoncavallini ignoranti, cannaioli, drogati, lavatevi, chiaritevi le idee, fatevi una cultura, andate al cinema...

(Io faccio tanto il tuttologo, ma alla fine sono solo un piccolo correttore di bozze frustrato; lo sono dentro: se anche facessi il carrozziere o il premio Nobel di chimica resterei nell’animo un piccolo correttore di bozze frustrato; e questo è il mio contributo al movimento: un contributo da piccolo correttore di bozze frustrato).

Questo inglese global-maccheronico, che ci espone al ludibrio internazionale, si ritrova nei famosi Social Forum, nati in agosto come funghi dalla solidarietà diffusa nei confronti del Genoa Social Forum.
Ora, intendiamoci: Genoa Social Forum è ancora inglese, anche se c’è quel Forum un po’ latinizzante. Ma già di fronte a Bologna Social Forum ci troviam di fronte a un orribile mostro a tre teste: una parola italiana, una inglese, una latina; sarebbe piaciuto a Joyce, ma a me, francamente…
Finché lo scrivi, passi: ma prova un po’ a pronunciarlo. No, su, sinceramente: prova a dire “Social”, a voce alta.
Hai provato?
Ecco.
Questo è il motivo per cui bisognerebbe evitare i nomi plurilingue: perché la pronuncia ti tradisce sempre. Anche se mastichi abbastanza inglese da sapere che si pronuncia più o meno “sosc’ll”, non riuscirai mai a ricordartene proprio in quel momento – specie se la tua bocca ha appena pronunciato una parola come “Bologna”. No. Che tu sia ripetente o professore ordinario d’inglese, finirai per leggere come si scrive: bo-lò-ggna sò-ccial fò-rum.
Ma un inglese potrebbe non capire.
E – quel che è peggio – qualche bolognese potrebbe equivocare...

Comunque questo non è il motivo più importante per non dire No Global (continua).

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