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lunedì 30 giugno 2003

Appello per la 
<br />libertà di SofriTifiamo Grazia
(nel mondo democratico)

Frequentando questo sito, vi siete magari fatti una certa idea di me, come di una persona che ha un suo parere su qualsiasi cosa, ma non è così.
O meglio: su molte cose ho dei pareri che non mi va di socializzare. Preferisco tenermeli per me. Ho un parere sull’aborto, sull’esistenza di Dio, sull’innocenza di Adriano Sofri. Ma non mi va di parlarne. Perché si tratta davvero di un modestissimo parere.
Prendiamo Adriano Sofri. Secondo me è innocente. Posso dirlo, anche se ci sono sei o sette sentenze che mi danno torto? Secondo me è innocente, e c’è un teste che ha mentito, un carabiniere che lo ha istruito, un giudice che ha scritto una sentenza assurda al solo fine di riaprire il processo. Questo è il mio parere. Interessa a qualcuno?
Probabilmente lo avete già sentito da qualcuno più convincente e più documentato di me.

Da qualche giorno si è formato un “movimento dei blogger per Adriano Sofri”. Aderisco volentieri. Faccio solo presente che i blog in Italia sono poche migliaia.
Qualche anno fa mi capitò di firmare per una domanda di grazia. Era una domanda garbata e civile, ricordava che in Italia c’è una questione-carceri ancor prima che una questione-Sofri. Non so quante firme furono raccolte, credo intorno alle centomila. Non bastarono.
E allora: non pensate che ci stiamo prendendo un po’ troppo sul serio, noialtri blog? All’inizio della settimana scorsa dovevamo salvare Teheran, adesso ci tocca liberare Adriano Sofri. Ne siamo veramente in grado? O è solo un pretesto per litigare – cosa che ci riesce benissimo?

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"E il Forum?", mi chiedono.
Il Forum esiste ancora… è stato un divorzio consensuale. Ormai Blog e Forum non si parlavano più, non si riconoscevano nemmeno. Che ognuno vada per la sua strada – e buona fortuna.

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