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martedì 27 gennaio 2004

Dialogo dei Massimi Sistemi, ovvero: la blogsfera e la blogpalla


Massì, parliamo di blog, che è da un pezzo.


Un blogologo di un certo spessore, B. George (Falsoidillio), ha pubblicato su Blogcafé un piccolo galateo in 32 punti. È un ritratto, quasi del tutto condivisibile, di una comunità di persone che accrescono un sapere comune per puro spirito di servizio: la Blogosfera, un mondo che non c’è, e che se ci fosse sarebbe molto bello. (Forse troppo bello. Come certi falansteri in cui ci si annoierebbe a morte).

Il mondo che invece c’è, è un po' diverso e io preferisco chiamarlo blogpalla, dove il suffisso –palla assume una pluralità di significati che non vi sto a spiegare: guardate sul dizionario, voi che ne avete uno. In questo mondo ognuno, a seconda dei suoi limiti e dei suoi punti di forza, cerca di tirare acqua al proprio mulino. Così ho pensato di mettere, di fianco al galateo della blogsfera (opera di Georg), il codice della blogpalla (opera mia). Ecco qui:

Come dovrebbe essere la blogosfera

Com’è, invece, la blogpalla

Se tratti di notizie, cita sempre le tue fonti, che siano altri weblog da cui hai appreso un’informazione o fonti esterne, attraverso link. E’ un servizio a chi ti legge, che ti legge anche per questo.

Metti un po’ di link, meglio a pagine straniere: sembrerà che le hai lette e che sei un blog serio. Fidati, non c’è nessuno che vada a controllare, e poi se non sanno distinguere il Sun dal Financial Times è un problema loro, non tuo.

Pubblica solo fatti che ritieni veritieri. Se invece sono tue supposizioni, dillo.

Evita espressioni come “io penso”, “secondo me”, “a mio avviso”: appesantiscono la frase e ti fanno sembrare poco sicuro delle tue verità. Esprimiti soltanto per frasi assolute, es., non “io penso che i palestinesi siano traviati dalle frange terroriste”, ma “orami sappiamo che i palestinesi sono terroristi”. (Mi raccomando la prima persona plurale!)




Rettifica pubblicamente le informazioni errate che hai dato.

Fa finta di niente. Oppure cambia discorso. Mostrati sicuro e penseranno che hai ragione, sono dei pecoroni.




Dichiara i tuoi eventuali conflitti di interesse (ad esempio, non presentare in modo ammirato un nuovo prodotto o evento o qualsiasi cosa solo perché qualcuno scopra che ci hai lavorato tu).

 

Conflitto d’interesse? Berlusconi fa il presidente del Consiglio e un poveraccio che reclamizza un librettino con un blog personale va in conflitto d’interesse? Tienti pure la pagliuzza nell’occhio, e piuttosto sta attento, con le travi che girano.

Segnala se la fonte è di parte, non far passare per oro colato le opinione partigiane.

Fa tutto brodo, non ti preoccupare, pensa che c’è gente che crede che informazionecorretta sia un sito super partes (ah, ma l’ha detto l’Unione Europea…)

Non usare la tua pagina per fare propaganda alle tue idee: perdi credibilità. Riporta anche le opinioni diverse dalle tue. Ti leggono anche per questo. Non sei il papa.

Il motivo per cui hai un sito personale è proprio che credi di aver perso (ingiustamente) le elezioni da Papa. Ma qui ti puoi rifare: puoi creare le tue verità, puoi mostrarti credibile, e più grosse le spari più la gente verrà a trovarti. Anche solo per curiosità. Fidati. E magari al prossimo conclave ci faranno un pensierino.

Non falsificare le posizioni degli altri per vincere una discussione.

Non perder neanche tempo a leggere le loro posizioni. Chiamali subito con nomignoli sgarbati, funziona. Insisti sui dettagli inutili finché non perdono la calma e t’insultano, poi sfoggia gli insulti come medaglie.

Rispondi alle critiche motivate e alle argomentazioni altrui, riportandole o linkandole sulla tua pagina.

La gente deve leggere te, non loro. Se ti lincano è un punto per te, se li linchi è un punto per loro. Gli puoi concedere giusto un link tuo ogni cinque link loro.

Discuti i fatti, o le opinioni, mai le persone.

Se ha un blog e un’opinione è senz’altro è un segaiolo. O un adolescente sfigato e patetico o un vecchio scemo. Le donne di solito sono isteriche, mestruate o pre-, o in menopausa. Dacci dentro, s’incazzano sempre, è più forte di loro. E quando s’incazzano ti lincano. Ed è un altro punto per te.

Comprendi il valore della diversità e dedicati al diritto di ognuno di esprimerla. Quelli che la pensano come te sono come te, il che alla lunga è una noia.

Infatti alla fine tu leggi solo i blog di chi non la pensa come te, per fargli le pulci. Quelli che la pensano come te sono indubbiamente dei pirla, non vale neanche la pena di perder tempo.

Avere un blog arricchisce soprattutto te, in modi di cui spesso non ti rendi conto. Comportati con rispetto verso chi ti arricchisce gratuitamente.

È il tuo piccolo mondo segreto, rutto e scoregge liberi, puoi finalmente insultare degli sconosciuti e nessuno ti verrà a pestare. Dacci dentro! Se non ti sfoghi qui, dove?

Ci sono casi in cui nessuno ha ragione e le opinioni sono irrilevanti.

L’importante è avere un’Opinione, sempre. Il mondo andrà a rotoli e tu potrai dire: “io l’avevo detto”.

Non inviare commenti e non postare quando sei arrabbiato. Punto.


Se la finestrella dei commenti assomiglia a una chat line ci sarà un motivo. Dacci dentro, è il bello del gioco.

Una volta che hai detto la tua, rilassati. Non stare a ribadirla 30 volte, specie in una finestra di commenti.

Alla fine di tutto quello che rimane sono i flame. La gente viene a leggerti perché a furia di trovare il suo nome in un flame si è incuriosita. E più sei fastidioso meglio è.




Non devi sempre dire la tua opinione. Alle volte un bel silenzio aiuta (te, prima di tutto). In particolare, perché parlare se ciò non fa che aumentare inutile animosità? Che utilità ha per un lettore vederti litigare? Se almeno organizzassi delle scommesse…




Vedi sopra: l’Opinione è l’unica vera cosa. Ma anche questa idea delle scommesse, non è male. Per esempio, si potrebbe fare una gara a chi trova più foto di bambini morti in Iraq… o in Afganistan… oppure…

Scrivi sapendo che non devi mai cancellare nulla, né di ciò che hai scritto tu, né di ciò che hanno scritto gli altri. Cancellare la memoria è subdolo. Quindi pensa prima di scrivere, non dopo (ok, correggere gli errori di sintassi è ammesso).



Effettivamente devi stare attento, fuori è pieno di cecchini che sono in grado di attaccarsi a un apostrofo sbagliato per mesi. Ma la regola d’oro è sempre la stessa: non dire una puttanata, dinne una valanga. Una puttanata sola può essere oggetto di discussione , ma nessuno è in grado di opporsi a una valanga. Non resta che scappare di corsa.

Non essere incontinente: in certi casi è meglio contare fino a 100 prima di scrivere, o anche farsi una passeggiata.

Svelto, che arriva uno meno riflessivo di te e ti frega l’argomento. Tanto in fondo si tratta di solo di coniare slogan: il primo che ti viene in mente è sempre il migliore.




Rispondi agli attacchi personali ignorandoli. Non rispondere a tono, anche perché chi ti legge darà immancabilmente ragione a chi ti ha attaccato. Se proprio non riesci a stare zitto, riporta la discussione sui fatti.




Se non fai almeno una polemica personale al mese la gente si annoia, e lo sai. Che tengano per te o per l’altro non ha nessuna importanza: più li infastidisci più verranno a leggerti. Fingi sempre che non sia una questione personale, bensì una grande battaglia per le idee.




Accetta di buon grado che qualcuno ti prenda in giro o ti faccia una parodia. In genere, lo fa per il tuo bene, e hai da imparare. Probabilmente devi tornare coi piedi per terra.

Eh no, Georg, brutto puzzone. Adesso tu t’incazzi con me e mi linchi, altrimenti io non gioco più. Ecco.

Non farti coinvolgere in guerre o in litigi prendendo le parti di questo o quello. A chi legge e non ha un blog queste cose non interessano.

Ma siamo seri, dai. Chi legge va matto per le tue partite a tennis col contropirla di turno. C’è un sacco di gente che non linca i post, linca i personaggi. “Ha assolutamente d’accorto il tale.splinder.it!” “Un altro fenomenale post di sempronio.blogspot”. “caio.clarence mette al tappeto tizio.com”! Questa è la blogpalla, mica sfere.

Non aggredire altri blogger con giudizi insultanti su ciò che scrivono. Se hai da dire solo cose negative o astiose, evita di farlo. Aggredirli non li farà certo migliorare, servirà solo a farti passare per attaccabrighe. Inoltre a volte anche poche parole sbadate possono ferire. Non risulta che siamo qui per ferirci. Infine, può darsi che i tuoi criteri di giudizio siano tutti sbagliati.

Hai scoperto che con due parole sbadate riesci a ferire persino la persona più saggia del mondo. Ora hai un’arma enorme a disposizione. Come puoi resistere a questa tentazione? È dalla seconda media che non riesci più a prendere a sberle nessuno… E mi raccomando, critica l’ultimo sconosciuto come se fosse l’editorialista del Corriere! Apprezzeranno il tuo coraggio, la tua carica eversiva.

Se parli di qualcuno, comunicaglielo (si fa con un link). Non parlare di qualcuno come se fosse assente, perché qui non c'è assenza, tutti sono presenti "in potenza". Oltre che elementare rispetto nei suoi confronti, è un servizio a chi ti legge.

In effetti Internet sembra averti tolto uno dei fondamentali piaceri della vita (parlare alle spalle di qualcuno). Magari provi con i commentini anonimi, ma attento perché Neri ti sgama sempre. Scegli i tuoi obiettivi tra quelli talmente pirla da non saper usare un counter o technorati. Gente così non merita rispetto.

Non chiedere mai link ad altri, non chiedere scambi di link, non farti pubblicità nei commenti altrui. I blog acquistano lettori e credibilità sulla base della propria voce, non c’è commercio che tenga.

Non è mica come una volta, che qualsiasi sconosciuto per il solo fatto di avere un sitarello attirava l’attenzione. Adesso siamo in totmila e qualsiasi strumento è buono per attirare l’attenzione. In fondo hanno ragione gli spammer: se spedisci un milione di inviti al tuo sito, almeno un pirla che ci clicca sopra lo trovi. È statistica.




Se vuoi commentare, fallo attenendoti all’argomento. Se commenti solo perché qualcuno legga la tua url, ma non dici nulla di interessante, ti scavi la fossa da solo.

Vedi sopra. Cerca di sbattere la tua url dovunque. È un lavoro duro, ma qui non ti regala più niente nessuno.

Non dirottare le conversazioni su temi che interessano te: se hai altro da dire scrivi un post.

Ma vuoi mettere l’effetto scioccante di interrompere un flame sulle rughe di Berlusconi con la pubblicità del tuo nuovo e-commerce di spazzettoni da cesso? Se funziona coi film in tv, deve funzionare anche su Internet. Dacci dentro.

Rileggiti e cerca sempre di migliorarti, ma fallo solo se ti diverti. In fondo va bene anche così.

No! Mai rileggersi! Potresti renderti conto di quanto sei st… stupefacente.

Non vivere con l'orologio collegato al computer. Cerca il tuo ritmo di scrittura. Sappi però che può anche cambiare, e nessuno si offenderà se vai più lento o più veloce. Non stanno lì col fucile puntato.

Siamo seri. La maggior parte dei lettori sono impiegati fancazzisti. Come tutti gli impiegati hanno la loro routine, puoi persino cronometrare a che ora arrivano e quanto ci stanno, sul tuo sito come al cesso. Se non scrivi una volta al giorno dopo un po’ ti tolgono dai bucmarc, e ti saluto. Qualsiasi cazzata andrà bene, purché quotidiana.

Scrivi per piacere, e verrai letto perché è la tua voce. E, sempre, solo da coloro a cui piace.

Tieni conto che starai sul cazzo alla maggior parte dei tuoi lettori, che ti leggeranno proprio per quel motivo, e perché sono autolesionisti. Ti sembra strano? Hai presente Sanremo? Il Grande Fratello? Giuliano Ferrara? Non è strano. È la regola.

Non andare in ansia per il numero di lettori. Non scrivi per dei numeri, ma per te e per altre persone.

E questa cosa chi l’ha scritta? Georg? Ma quanti accessi fa per dirlo?

Rispondi alle email.

Beh, sì, con calma però, altrimenti poi loro ti rispondono di nuovo, e poi tu devi rispondere alla risposta, e la cosa va avanti all’infinito. Magari rispondi dopo una settimana: sembrerà che sei sempre molto occupato. Non sai cosa dire? Scusati per il ritardo.

Proteggi sempre la privacy altrui.

Georg, l’hai poi risolto quel problema coi prodotti di penis enlargment? Eh? No, perché ho sentito che anche Brodo ha avuto lo stesso problema… se vuoi ti do il suo indirizzo, così magari vi sentite…

Non c’è niente di male nell’annunciare i propri piani. Se ti assenti è cortesia dire: “Non state a tornare qui, ci sarò solo il mese prossimo”.

…così perdi un mese di accessi! Ma siamo matti? Dà sempre l’impressione di essere sul punto di tornare, come Gesù Cristo. Almeno, con lui ha funzionato.

Liberamente ispirato a (e scopiazzato da):
Rebecca Blood, Weblog, Mondadori 2003

Liberamente ispirato a (e ispirato da):
B. Georg, i 32 punti (in testa), su Blogcafé.

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