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mercoledì 21 gennaio 2009

Per solutori miserabili

Che cosa apparirà?

Ma se mi metto a riflettere seriamente su chi potrebbe essere l'Obama italiano, se metto insieme tutte le macchie che fanno il leopardo:
  • una faccia nuova e un po' diversa
  • di minoranza ma anche da establishment, 
  • abbastanza giovane, 
  • con qualche peccato di gioventù, ma scontato da una conversione irreprensibile,
  • una fede profonda
  • disposizione a Cambiare l'Italia
  • ambizione ferocissima
  • fundraiser implacabile e disinvolto
  • uso aggressivo dei nuovi media
  • quel patriottismo che non stucca mai
  • e non dimentichiamo il bel sorriso
se poi coloro i puntini, se unisco i tratti... quello che alla fine salta fuori (se già non lo avete capito) è fin troppo simile a lui.
Allora copro tutto con un bel nero, proprio come quando da bambino sbagliavo il gioco coi puntini. Luce al minimo, massimo contrasto – ma quel ghigno non se ne vuole andare via.

36 commenti:

  1. Gratta gratta gratta!
    Grazie dei bei sogni che mi hai regalato!
    TC

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  2. Aridatece Veltroni! Giuro che non ne parlerò più male e mi pento amaramente di tutti glil insulti che gli ho tirato. Anzi, vado a cancellare la metà dei post dal mio blog.

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  3. ma chissà perché dovrebbe avere "una fede profonda"?

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  4. eheheheheh
    le campagne pubblicitarie di Toscani hanno fatto disastri sull'immaginario del "migrante" (tanto quanto i cartoni di Disney hanno fatto disastri sull'immaginario di natura e animali), la realtà è diversa (e nella realtà ci sta anche Magdi Cristiano, fra i tanti).

    comunque, tranqui, l'Italia è un paese immobile, non credo cambierà e l'eventuale "volto nuovo" al massimo diventa assessore alla vivibilità (più probabilmente in un'amministrazione del centrodestra).

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  5. facile fare questo giochino... se non metti nella lista (*) popolarità nell'elettorato non razzista.

    Per Obama si temeva che alla fine la gente non lo avrebbe votato nel segreto dell'urna. Se il target è quello di destra, stai sicuro che a giocare col negher perdi sempre.

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  6. Direi che un discorso da premier di Magdi Allam sarebbe ben diverso da quello che abbiamo ascoltato ieri.
    Soprattutto sul capitolo Islam, che Magdi considera peggio di una pratica satanista e antropofaga.

    Michele

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  7. sul tuo blog non si possono postare immagini nei commenti (oppure non sono capace).
    a malincuore son costretto a mettere un link.
    (non volevo passare per spammatore)

    http://farm4.static.flickr.com/3518/3212660329_bd5e707caf.jpg?v=0

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  8. clicca sul nome leona'
    (così è più fico, sempre il tuo affezzionato catt.sta)

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  9. la tristezza e' che il rischio di effetto-Bonino per Allam c'e'. Almeno la Bonino era radicale, questo invece e' una specie di trattato antropologico sul self-hatred da conversione.

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  10. Io un post del genere non volevo leggerlo, uffa. Ora comincerò a fare incubi.

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  11. Il senso di un raffronto del genere è semplicemente quello di nascondersi dietro il primo link per farvi "buh!" quando cliccate.

    Detto questo, no, Magdi non è l'Obama italiano. Anche se vorrebbe fortissimamente esserlo, e proverà a vendersi così.

    chissà perché dovrebbe avere "una fede profonda"?

    Perché Obama afferma di avercela, semplicemente.

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  12. La butto così, vediamo se qualcuno coglie ...

    Uno è chiaramente venuto dalle Hawaii,
    l'altro sembra venire da Guantánamo Bay.

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  13. NO...NO...Non può essere...
    Ecco: non è bello, non è cool, non ha una moglie bella e intelligente e nemmeno due pupattole che salutano. Quindi...NO (pleaaase...)

    Anna
    (felice di averti scoperto, grazie ad un paio di amici)

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  14. Ma non avete capito una cippa, è Giacobazzi!!!!
    Zagabart

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  15. (cioè Allam è Giacobazzi travestito)....
    Zagabart

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  16. in effetti è un po' inquietante.
    tuttavia vanno visti nei rispettivi contesti: americano (barak obama) e italiano (magdi allam).
    penso che magdi allam non sia una cattiva persona, voglio dire: come chiunque altro in italia arriva alla notorietà si fa il culo per mantenerla, per alimentarla e finisce col credere di avere qualcosa da dire. e perciò si sforza pure di dire qualcosa (capita pure a tanti blogger) che lo distingua. spesso si finisce col dire grandi minchiate (quel che capita ai vari sgarbi, ferrara, mieli e pure a pansa).
    non che quello che dicono non sia vero. chiunque parli male di veltroni (poniamo) ha ragione, ma se stai con forza italia... guardati allo specchio, 'orcatrò.
    il contesto è sempre importante, ma non necessariamente son dei prostituti: spesso gli piace di sertirsi parlare, sentirsi dire delle grosse banalità come se fossero chissà cosa. son dei poveretti.
    però chissà perché se un israeliano o un ebreo in genere parla molto male d'israele pensiamo che sia molto libero e intelligente, se un arabo parla male dei palestinesi o dell'islam è un venduto.
    un po' come santoro con l'annunziata. lei ha detto che era uno stronzo, lui che era venduta!
    non c'è simmetria. solo i fascisti si sentono apostrofare come tali e non come venduti.
    "noi" del fascista a fini, "loro" gli danno del venduto.
    lo stesso succederà a travaglio. lui, obbiettivamente, è di destra, ma incidentalmente si trova a essere apprezzato a sinistra. fra tot anni non ci sarà più berlusconi e lui continuerà a criticare la sinistra (come fa ora) e gli daremo del venduto.
    non ci fa (tanta) specie vedere obama che prega, ma se veltroni va a san pietro coi bimbi gli si da del furbacchione (e venduto).
    il contesto è importante: noi sull'euro mica ci abbiamo scritto "in god we trust".
    paradossalmente son più liberi loro d'essere credenti in quel che vogliono: noi no, sennò siamo anticlericali (il che è anche vero: se non credo in dio e mi stanno sulle palle i preti che posso essere?) e vogliamo limitare la libertà altrui di credere. ma noi ci abbiamo il papa che ha l'ultima parola quando si parla di dio, perciò lui sa bene cosa lo fa inc... innervosire (a dio, lui gli parla)
    ochei sono andato un po' ot. chiedo scusa

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  17. Ciao Marcell_o
    Per un verso capisco i tuoi commenti. Sbagli pero' quando dici "però chissà perché se un israeliano o un ebreo in genere parla molto male d'israele pensiamo che sia molto libero e intelligente, se un arabo parla male dei palestinesi o dell'islam è un venduto."

    Credo di interpretare l'inquietudine di molti quando dico che cio' che spaventa di Allam e' l'odio che trasuda non verso gli Arabi, quanto verso l'Islam. Se un Ebreo dicesse che l'Ebraismo e' una religione di odio violento (non come battuta, ma con convinzione) credo che a me farebbe lo stesso effetto.

    Io credo che, in tutte le religioni ed in tutte le etnie, le persone che vogliono pace e serenita' siano sempre molte, molte di piu' di quelle che desiderano la guerra. E' un fatto umano. E' probabilmente anche vero che chi vuola la guerra (come chi vuole il potere) e' di solito molto ma molto piu' motivato degli altri. E la motivazione in queste cose, e' tutto.

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  18. io ho già il portavoce ufficiale:l'acrobatico Daniele capezzone(o uno stunt per le conversioni più pericolose)

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  19. @marcell_o
    però chissà perché se un israeliano [...] parla molto male d'israele pensiamo che sia molto libero [...] se un arabo parla male dei palestinesi o dell'islam è un venduto

    Forse perchè - oltre alla differente statura intellettuale - Pappé è israeliano, vive in Israele, e muove accuse pesantissime contro il proprio popolo, la propria storia e la propria nazione stando in Israele - e se questa non è una prova della libertà di espressione... - mentre Magdi Cristiano [non continuo perchè mi si intorcinano le budella ma tanto si è capito...]

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  20. In realtà Pappè ora è ad Exter; ma viveva ed insegnava senz'altro in Israele quando ha parlato di pulizia etnica nel 48, ed ha difeso il lavoro di Katz su Tantura; e dunque credo che il senso di quanto espresso sia intatto.

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  21. “E se fosse Soru?”

    Sì, ma non senza un paio d'anni, o di secoli, di Actor's Studio.

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  22. naturalmente parlavo in generale quindi non cambierei la mia frase "però chissà perché se un israeliano o un ebreo in genere parla molto male d'israele pensiamo che sia molto libero e intelligente, se un arabo parla male dei palestinesi o dell'islam è un venduto", non è che se magdi hallam è un testa di qualcosa cambia il quadro generale. voglio dire: io pensavo sì a quelli come pappè, ma anche ai moni ovadia (del quale ho la massima stima) per esempio, agli "ebrei contro l'occupazione", ecc.
    il fatto di continuare a vivere o meno nel proprio paese che si critica è ininfluente.
    poi c'è da aggiungere che gli ex qualcosa (spesso) sono i peggiori critici di quel che avevano tanto amato (vedi ferrara&bondi), come tanti ex fumatori, tanti convertiti all'islam, tanti neo-ortodossi ebrei, ecc.)

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  23. Marcello, scusa ma è ininfluente sticazz*.

    Qui non si sta parlando di qualche cinquantenne dalla parlantina più o meno brillante che si metta a fare autocritica sul proprio passato personale, a rinnegare i tot pacchetti di sigarette che si fumava in sezione a sedici anni, o ad ammettere qualche errore di gioventù (ma sia ben chiaro, quella è l'età degli stratti furori), magari nel tentativo di consolidare l'immagine attuale di maturo e pacificato pensatore.
    Nè il punto è vedere chi, tra Allam e Pappé, scriva meglio e chi peggio.

    Il punto è che in Israele c'è un gruppo di intellettuali che ha passato al setaccio il mito fondativo della nazione, il suo passato "eroico e luminoso", le sue "vittorie"; che ha innescato un dibattito che andava a scuotere le fondamenta stesse di quella società; e che, non ultimo, nel fare ciò s'è messo contro svariate migliaia di concittadini abbastanza infojati ed abbastanza poco propensi al dialogo ragionato.

    Perciò, da un lato si dovrebbe ammettere che personaggi come Sternhell, Pappé e tanti altri, hanno dimostrato un coraggio ed una passione fuori dal comune - e questo a prescindere da come la si possa pensare nel merito di quanto hanno pubblicato. Dall'altro dovrebbe riconoscersi alla società israeliana - checchè se ne voglia pensare da tutti gli altri punti di vista - la maturità di aver dato loro voce, e permesso che tutta una serie di riflessioni, complesse e dolorose, prendesse vita.

    Si tratta proprio di questo: coraggio ed integrità di alcuni intellettuali, coraggio e responsabilità nel garantire la libertà di espressione da parte dal contesto sociale.

    Allam, invece, descrive un islam dai toni danteschi; però lo fa innanzitutto da una posizione esterna, da nemico; inoltre lo fa in un contesto dove non solo quel tipo di opinione non è scomoda (se non per frazioni residuali...) ma anzi l'offerta fatica a stare al passo della domanda.
    Possiamo vederci un qualche tipo di coraggio individuale, perchè magari un giorno un fanatico potrebbe darsi fuoco e correre ad abbracciarlo; però di certo la sua carriera di giornalista non viene messa in gioco, di certo le tesi da lui sostenute sono interessate, e di certo il fatto che abbiano spazio sicuramente non è una gran dimostrazione di coraggio o garanzia delle libertà da parte della nostra società.
    Insomma qualche differenza c'è.

    Non so, se devo pensare a qualcosa di analogo (seppur in scala sensibilmente ridotta) mi vengono in mente un'opinione pubblica italiana che invece di continuare a menarla con le foibe inizi a ricordare i nostri campi di concentramento in Jugoslavia, o una bella riflessione storica da parte del mondo occidentale sulle proprie pagine buje nella seconda guerra mondiale (la barbarie dei bombardamenti, l'internamento dei 150000 giapponesi residenti in USA nel 42...); non certo gli articoli di Allam.

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  24. è vero che lui dice di avere una fede profonda, ma penso che l'abbia più verso Cristo che non verso il Papa.

    ABORTO: OBAMA CANCELLA BUSH, RIBADISCE I DIRITTI DELLE DONNE:
    http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_871496518.html

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  25. Il vero successore a Veltroni c'è...si chiama Renato Soru..ora deve solo vincere in Sardegna, che non è poco. Ammetto che confidare nel buon senso dei miei conterranei mi fa stare non poco in ansia..speriamo bene.
    Giulia

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  26. Magdi... Ussignur! Agghiacciante!
    Leo, a questo giro mi hai fatto veramente paura.

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  27. su Soru forse iil caso di rispolverare l'apoftegma di Calvino:"coi miti non bisogna aver fretta"(difficile che finisca nella sezione storica del sussidiario)

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