Pages - Menu

martedì 19 maggio 2009

Wikimonia

Le mie parole libere nel mondo

Se volete un grande esempio dell'egemonia di Wikipedia, eccovelo pronto: Microsoft sta chiudendo la sua enciclopedia, Encarta. Nessuno la usa: Wiki funziona meglio e non costa nulla. Pensate se succedesse lo stesso coi sistemi operativi: se dovessero chiudere Windows perché tanto ormai sono tutti passati a Linux. Questo se volete un grande esempio.

Se ne volete uno piccolo piccolo, a misura di chi scrive in questo blog, ecco qua. Tre anni fa passai una mezza estate in una delle più belle biblioteche del mondo (questa). Cercavo una pista per scrivere una tesi di dottorato sul mio incubo storico, tal F. T. Marinetti fondatore del futurismo. Vi risparmio la tiritera su quant'è bella l'America loro sì che rispettano gli studiosi a Bologna sei poco più di un pancabbestia invece laggiù ti chiamano Mister ecc. ecc. ecc. blablabl.

A un certo punto incocciai in un libro abbastanza raro, di cui avevo già fiutato la presenza in qualche biblioteca italiana: si chiamava Patriottismo insetticida ed era un romanzo del 1939. Non solo non l'avevo mai letto, ma secondo me nessun altro al mondo ci aveva mai provato. 

Marinetti era già poco leggibile nei suoi anni ruggenti, i Dieci; nel 1939 era un monumento che sopravviveva a sé stesso. Mussolini lo aveva voluto all'Accademia d'Italia perché non si dimenticava di chi gli aveva voluto bene nei giorni difficili (vent'anni prima erano stati in galera assieme, compagni di lista a Milano nei trombatissimi Fasci di Combattimento del '19). Così il vecchio futurista vivacchiava, aveva un contratto di ferro con la Mondadori che gli pubblicava qualsiasi cosa, ma persino i gerarchi lo disprezzavano pubblicamente, e i vecchi colleghi, diventati famosi anche grazie a lui, fingevano di non averlo mai conosciuto. La riscoperta sarebbe arrivata molto dopo.

Bene, in questa situazione Marinetti scrive un nuovo manifesto sul romanzo futurista, in cui in sostanza accusa Joyce e Proust di avere copiato da lui, e poi un romanzo, Patriottismo insetticida, la storia di... non si sa, perché nessuno lo ha mai letto. Così un pomeriggio decisi di farlo io, nella speranza di trovare qualcosa di utile alla mia infernale ricerca.

Di solito in questi casi si sottolineano i passi che ci potrebbero interessare, ma io non potevo: primo perché era un reato federale, secondo perché il libro sarebbe comunque rimasto a New Haven, Connecticut. L'alternativa è scriversi una scheda in un taccuino, o sul computer. Ma a questo punto, se si è connessi, tanto vale fare direttamente una scheda su Wikipedia. I miei appunti infatti si perdono spesso, e quando li ritrovo (possono passare mesi, anni) non sempre riesco a capirli. Invece Wiki è sempre lì, cioè dovunque, e la necessità di scrivere qualcosa intelleggibile a tutti e con un formato standard mi avrebbe costretto a essere chiaro.

Non solo, ma in questo modo le mie eventuali scoperte le avrei immediatamente condivise con l'umanità... sì, vabbè, capirai le scoperte, un romanzo sconosciuto di Marinetti, chi se lo fila? Già non si leggono le sue opere in commercio. 
Del resto, se mi fossi mai preoccupato della reale utilità dei miei studi, non avrei mai preso la laurea che ho preso. Questo per dire che la profonda consapevolezza dell'infinita vanità del tutto mi attanaglia continuamente, compreso quando mi trovo nelle più belle biblioteche del mondo a scrivere riassuntini di romanzi che nessuno ha mai letto e leggerà mai.

Per la cronaca, pure questo non era un granché. Simpatico nel suo tentativo di essere divertente, ma raramente gli anziani tromboni ci riescono. Traccio un riassunto dell'assurda trama, isolo alcune citazioni che mi sarebbero potute servire, e mi appunto un'idea: forse in questo romanzo balordo in cui si parla con toni lusinghieri di avvelenatori, omosessuali e cannibali, Marinetti voleva teorizzare quello che oggi chiamiamo relativismo culturale: ogni popolo ha la sua morale, e quindi i cannibali delle isole Figi fanno bene a mangiare gli esploratori, e i fascisti fanno bene ad amare il duce e a eliminare le parole straniere dal paesaggio (era il periodo in cui i “bar” dovevano diventare “quisibeve”).

Il tutto finisce su Wiki, senza destare particolari emozioni: qualche brava persona corregge gli errori, qualcuno trova il titolo buffo e lo linca nella pagina Voci insolite, fine della storia. No, niente di utile per la mia tesi.

Passano tre anni e arriviamo al 2009, centenario della rivoluzione futurista, quando improvvisamente (ma prevedibilmente) F. T. Marinetti torna sotto i riflettori: chi non può pubblicare una biografia, si getta sul suo catalogo, che è sterminato e tutto da scoprire. Così alla fine persino Patriottismo insetticida trova un editore disposto a ristamparlo. Me ne accorgo mentre sto preparando una relazione per un convegno: volevo spiegare che il nazionalismo di FTM era un po' più complesso di quanto lo si pensasse, e che passava anche per concetti che oggi non siamo abituati a considerare 'di destra', come il relativismo culturale... ehi, come si chiamava quel romanzo in cui FTM faceva il relativista culturale? Patriottismo inset... ma toh, lo hanno ristampato. Bene. C'è persino una recensione su Panorama. Ottimo. Andiamo a leggere.
Oh, curioso.
Sembra che l'abbia scritta io.

Del resto, giudicate voi: non c'è una citazione dal libro che non possa essere stata presa anche da Wiki. Senz'altro il recensore di Panorama aveva avuto una copia omaggio del testo: però poi avrebbe dovuto aprirla, leggerla... è una fatica, no? Invece wiki è così comoda.
E allora ho ripensato a quel pomeriggio in cui avevo scritto la voce su Wiki. Mi sembravo così inutile, quel giorno. Mai avrei pensato che un giorno la mia scheda avrebbe aiutato un recensore di Panorama a risparmiare tempo: tempo, che ne so? per fare la spesa, o andare in palestra, o giocare coi figli, o chissà, scrivere un pezzo per difendere i poveri cantanti che si fanno rubare le canzoni su internet. Ragazzi, non rubate le canzoni su internet: quelle hanno un prezzo. Invece le schede sui romanzi sono di tutti.

Del resto come biasimarlo? Persino la scheda dell'editore l'ho fatta io. E la scheda della Feltrinelli. Ovunque andiate adesso per la rete, se cercate informazioni su quel romanzo google vi restituirà parole tratte dal mio riassuntino. Inclusa la mia ipotesi sul relativismo culturale, sensata o meno che sia: non importa, tanto ormai è su Wiki, e Wiki è l'Oggettività.

Conclusioni.
1. Niente di quello che fai per Wiki è inutile. Tutto prima o poi servirà a qualcuno. Sì, perfino il Patriottismo Insetticida.
2. Tutto quello che fai per Wiki è gratis, ma non vuol dire che qualcuno non ci guadagnerà. Non sarai tu, purtroppo.
3. Non fidatevi dei giornalisti che fanno finta di non sapere niente di Internet. Ormai è tutta posa. Appena ti volti stanno già copincollando pagine intere di Wiki, che neanche i laureandi.
4. Una piccola idea su una piccola pagina di Wiki può fare il giro del mondo (per questo in teoria è vietato mettere idee originali su Wiki).
5. Scrivere su Internet significa mandare le proprie parole libere per il mondo (chissà in quante tesi di laurea sono già finito senza saperlo). Finché un giorno qualcuno non le prende e le rivende come sue, certo, succede anche questo.
6. Se voi rivendete i miei riassuntini, perché io dovrei comprare i vostri libri o film o canzoni? Rubare a voi è davvero questo gran furto?

45 commenti:

  1. "6. Se voi rivendete i miei riassuntini, perché io dovrei comprare i vostri libri o film o canzoni? Rubare a voi è davvero questo gran furto?"

    Tuoi? Credevo gli avessi condivisi con il mondo!

    RispondiElimina
  2. Condividere è ok.
    Copiare e rivendere non è più ok.
    E' il primo comandamento dell'internet, ormai.

    RispondiElimina
  3. Potresti appellarti alla licenza GNU di wikipedia, ma "il primo comandamento dell'Internet" mi sa è: Ignorare le finestre popup

    RispondiElimina
  4. Mmm... interessante!
    Ma, oggi più che mai: chi ha corrotto David Mills?
    Se il "futuro segretario del PD" ti avesse ascoltato in quel di Febbraio, oggi dopo mesi interi di ritornello, guadagnerebbe qualche punto di popolarità. Peccato, essere ascoltati/copiati da Panorama non credo sia così gratificante...

    RispondiElimina
  5. il mondo è piccolo, la rete ancora meno...un giorno un alunno ti stamperà la pagina wiki per la sua ricerca e te la consegnerà :-)

    RispondiElimina
  6. Encarta ha sempre fatto cagare anche più della media dei prodotti Microsoft. Nella versione italiana, al massimo avrebbe potuto proporsi per la qualifica di "dizionario enciclopedico", e non dei migliori, le enciclopedie sono una cosa diversa. Ma dal poco che ne so ha il sospetto che anche la versione inglese fosse come minimo mediocre.
    Per cui, se davvero la chiudono, forse l'unica cosa da fare è ballare sulla tomba.
    A parte questo, la relazione di Leo al convegno in questione era effettivamente interessante.

    RispondiElimina
  7. Io sono molto orgoglioso di averti conosciuto là... all'ombra di quella bella biblioteca. E che mi raccontavi del marinetti sorprendente mentre gustavamo un hamburger da Sullivan...

    RispondiElimina
  8. La scheda dell'editore!... non ci posso credere... non ci voglio credere xD

    qualche giorno fa hanno beccato il premio pulitzer 2009 che ha copiato da huffington (forse è stata sempre una pratica diffusa, ma ora è così facile scoprirli)... quindi per tornare alla domanda che mi facevo dopo l'inciucio DeBortoli-CorruttoreDiAvvocatiInglesi: ci serve ancora una stampa del genere, così pigra e pavida professionalmente, intellettualmente, umanamente? Mi sa di no.

    RispondiElimina
  9. La recensione di Panorama non mi pare poi così scandalosa: ci sono alcune frasi prese molto probabilmente da Wiki ma l'autore ci aggiunge anche del suo (anche se niente, a dire il vero, dimostra che abbia almeno aperto il libro).
    Che la scheda dell'editore invece sia presa paro paro da Wikipedia è piuttosto sconcertante. Questi non sanno nemmeno cosa stanno pubblicando...

    RispondiElimina
  10. Qualche tempo fa sfogliavo il libro di testo di educazione artistica di mio nipote (terza media), e non mi ricordo nemmeno per quale motivo mi è venuto in mente di cercare su wikipedia l'argomento di cui stavo leggendo. Il contenuto era identico anche nella punteggiatura. Il dubbio mi attanaglia ancora: chi ha copiato chi? Bah...

    RispondiElimina
  11. Caro Leonardo, come ben sai anch'io mi occupai allora - e torno a farlo ora, inseguendo la moda del centenario non per amor della moda bensì per avere uno straccio di assegno - di filippotommaso e allegri compagni di merende. L'aneddoto è fantastico, sai la sola cosa che avrei aggiunto al tuo pezzo? Che "Patriottismo insetticida" è un gran titolo. Marinetti è quasi sempre tremendo ma spesso ha dei titoli non da buttare.

    RispondiElimina
  12. Leo, scusa se mi permetto, ma il prossimo anno cade il centenario della nascita di Karel Zeman (magari perfino parente di Sdengo), regista e animatore cecoslovacco... magari scrivendo una scheda wiki su un qualche suo misconosciuto (o non esistente) capolavoro fai felice un altro miniaturista di Panorama? Oppure hai pensato a scrivere un wiki-qualcosina su Noemi? Una piccola scheda... cosi', tanto per il gusto di farsi copiaincollare da Panorama tra 100 anni...

    RispondiElimina
  13. La dice lunga il fatto che per fare una tesi su Marinetti tu sia dovuto andare fino a lì...

    RispondiElimina
  14. Con rispetto e ammirazione, si scrive "intelligibile" (consigliato) o "intellegibile" (raro ma possibile). "Intelleggibile" no, la parentela è con intelletto, non con leggere (ma questo lo sai).

    RispondiElimina
  15. La rete e' cosi, e deve essere cosi, fuori dalle leggi, mainstream, di massa, dozzinale, e in gran parte inutile.Con solo qualche isola felice.
    Cosi' dovrebbe rimanere, e' panorama che andrebbe bruciato.

    RispondiElimina
  16. Che figuraccia! Spero solo che gli autori di articolo e scheda editoriale fossero degli stagisti al terzo rinnovo. Il dilettantismo ormai è la strategia di sopravvivenza di molte aziende.
    Nell'industria culturale e in quella pubblicitaria per esempio è la regola.

    RispondiElimina
  17. Beh, tra copiare le cartelle stampa e copiare te c'è già un bel passo in avanti. Comunque, questa è l'etica professionale, capito? Questi sono i personaggi che vogliono far pagare i loro contenuti perché realizzarli costa, perché sono verificati, mica come quella roba amatoriale che si trova in giro per la rete. Che tristezza.

    RispondiElimina
  18. Le schede editoriali si fanno così: si copia, quando non si è bravi; quando si è bravi, si copiano quele di Amazon, traducendole; quando si è bravissimi si copiano quelle di Evene, dal francese. La bravura si riduce a questo e in Feltrinelli, evidentemente, non ne avevano a disposizione, quel giorno.
    D'altronde io ho scritto schede editoriali per anni: sono diventate tutte, tutte, recensioni sui quotidiani e sui settimanali; oppure su Ibs; oppure slogan pubblicitari che mi arrivavano via sms dalla vodafone (lo giuro, mi è successo).
    Quale conclusione se ne deve trarre?
    Direi "l'inifinita vanità del tutto"; se non che lo hai già detto tu.

    RispondiElimina
  19. Trovare un proprio testo senza citazione da più fastidio che piacere. È il gusto dolce amaro dell'open source. Il problema è che chi "copia" dovrebbe comunque citare wikipedia. Invece va di moda criticarla, salvo attingerne a piene mani... Personalmente adoro wikipedia.

    RispondiElimina
  20. Denunciarli per il rispetto della licenza...

    "You may copy and distribute the Document in any medium, either commercially or noncommercially, provided that this License, the copyright notices, and the license notice saying this License applies to the Document are reproduced in all copies, and that you add no other conditions whatsoever to those of this License. You may not use technical measures to obstruct or control the reading or further copying of the copies you make or distribute. However, you may accept compensation in exchange for copies. If you distribute a large enough number of copies you must also follow the conditions in section 3."..."You may copy and distribute a Modified Version of the Document under the conditions of sections 2 and 3 above, provided that you release the Modified Version under precisely this License, with the Modified Version filling the role of the Document, thus licensing distribution and modification of the Modified Version to whoever possesses a copy of it"...

    etc etc

    Peraltro ora, in teoria, tu potresti prendere quel numero di Panorama, aggiungerci la licenza, e rivenderlo... oppure scannerizzarlo e ripubblicarlo su internet nella sua interezza (piu' la licenza, of course), siccome tecnicamente adesso e' GPL anche quello.

    RispondiElimina
  21. questo è effettivamente un post maggiore. perfino per i tuoi standard. hats off.

    RispondiElimina
  22. ogni volta che mi accorgo di quanto è lungo un tuo post e che quindi ci metterò un pò a leggerlo tutto, ma che probabilmente sarà tempo ben speso, mi riviene in mente quell'aneddoto in cui Davis si lamentava del fatto che Coltrane fosse sempre troppo prolisso negli spazi dedicati a lui. Coltrane rispondeva che sounava così a lungo perché doveva essere sicuro che ci fosse dentro tutto quello che intendeva dire. Sei il Coltrane dei blogger

    RispondiElimina
  23. @IZ
    comunque intelletto e leggere vengono entrambi da "lego" (inter-lego > intelligo con assimilazione e apofonia)
    Chelidon

    RispondiElimina
  24. Mi è capitato qualcosa di analogo con una mia vecchia tesi che avevo messa online su un sito dedicato all'argomento X. Anni dopo inizio a scrivere una seconda tesi sempre sull'argomento X, per aggiornarmi compero un numero della rivista Y che si occupa spesso di X e... mi rileggo quasi integralmente, aggettivi inclusi. Me la sono cavata con le scuse del direttore, ma sarebbe stato il caso di incazzarsi di più (la tesi era online perché fosse usata, bastava citare).

    Quel che sta accadendo alle enciclopedie è questo (altro che Encarta!): http://www.bibliotecheoggi.it/content/20090101501.pdf

    RispondiElimina
  25. Denunciali per furto. Tu hai rinunciato ai diritti economici, accettando la GFDL, non ai tuoi diritti morali, che sono inalienabili.

    RispondiElimina
  26. Caro leonardo, scusa se vado OT,
    ma approfitto della tua smisurata conoscenza futurista per chiederti se:
    * sai chi ha tradotto il Manifesto futurista dal francese
    (io immagino che lo stesso FTM lo abbia riscritto, ma non si sa mai)
    * sai dove si possa trovare una scansione del testo italiano del 1909.
    Tutte questionacce legali da risolvere per poter inserire il testo in Wikisource. Appena torno a casa a Modena ti offro una birra per l'aiuto ;-)

    RispondiElimina
  27. * In generale tutti i testi francesi di Marinetti fino al 1912 sono stati tradotti dal suo segretario, Decio Cinti (c'è anche la voce di wikipedia, pensa...) A volte però l'attribuzione non è esplicita, nel senso che non è contenuta nel testo.
    * Sulla scansione del testo in italiano, mi dispiace, per ora non mi viene in mente niente. Se trovo una riproduzione la scansiono io, ma in casa ho quasi nulla.

    - chiedo scusa per l'intelleggib... l'intelliggeb...

    - E' vero che FTM certi titoli li indovinava (magari più "Zang Tumb Tumb" che "Canto eroi e macchine della guerra mussoliniana"; detto questo, "Patriottismo insetticida" è un esempio di titolo sviante: uno si aspetta paginate di lodi alle virtù italiane, invece si ritrova davanti a un'apologia dei cannibali polinesiani.

    - E' vero che l'articolo di Panorama alla fine non è neanche male: si vede che il giornalista ci ha messo qualcosa di suo: anche se il libro non lo ha aperto.

    - Il mestiere di fare schede bibliografiche senza aprire i libri l'ho fatto anch'io e mi sembrava d'essere più bravo.

    - La cosa curiosa è che adesso, anche andando su Ibs, si legge che "Il libro fa i conti con quello che oggi diremmo relativismo culturale: persino cielo e mare hanno due morali differenti, che l'idrovolante di Paranza concilia a malapena". Che è roba assolutamente mia, e il mese scorso stavo andando a parlarne al convegno convinto di dire cose originali, mentre si trovava già nero su bianco su tutti i siti web che contano.

    RispondiElimina
  28. Questa forse la sapete gia'.

    http://arstechnica.com/media/news/2009/05/wikipedia-hoax-reveals-limits-of-journalists-research.ars

    Uno studente di sociologia di Dublino ha scritto delle false quotations su Jarre appena morto e subito sono state pubblicate i maggiori quotidiani in Regno Unito.

    La frase finale dell'articolo recita
    "If there are going to be arguments made for the persistence of journalism as a vital force in modern society, they will undoubtedly need to be based on the role of the press in conveying accurate information. Incidents like these, along with the hard numbers provided by more rigorous studies, will make it much harder to make those arguments."

    Direi sacrosanto
    Andrea

    RispondiElimina
  29. Sì ma io sono curiosa... faceva veramente ridere? :)
    Quando si parla di FTM mi sembra sempre si sia superata quella soglia che va dalla stravaganza al delirio...

    RispondiElimina
  30. Il mestiere di fare schede bibliografiche senza aprire i libri l'ho fatto anch'io e mi sembrava d'essere più bravo.

    L'ho fatto anch'io. Di solito i libri hanno una cosa fantastica scritta dall'autore o dal curatore che si chiama "introduzione", e nessuno si lamenta se peschi a piene mani da lì. Quello che mi lascia perplesso in questa operazione editoriale è proprio l'impressione che nessuno l'abbia seguita.

    RispondiElimina
  31. grazie leo, pensare che oggi ero depresso perchè ho letto una tesina di uno studente interamente copio incollata da wikipedia...

    RispondiElimina
  32. Io direi che il primo comandamento del web (e la principale debolezza dei vari wiki, open source, etc.) è: se trovo qualcosa che mi posso prendere senza essere obbligato a pagare, chiedere il permesso o dire grazie a nessuno, perché dovrei fare altrimenti?

    tibi

    RispondiElimina
  33. leonardo, un tuo giudizio su "mafarka il futurista", ha una trama che mi attira da anni...o l'hai già scritto su wiki?
    Stefano

    RispondiElimina
  34. Bene. A questo punto non devo fare altro che aggiungerti ai feed

    RispondiElimina
  35. Il copia incolla dilaga anche da parte di chi si atteggia a presidio della cultura, come Augias (http://www2.unitn.it/minirass/immagini/220509N/2009052232142.pdf)

    RispondiElimina
  36. Non me la prenderei troppo col giornalista.
    Io, per esempio, una volta ho scritto una guida ai migliori ristoranti d'Italia per un noto settimanale femminile.
    Capirai, mi davano 300 euro, non ho fatto altro che comprarmi una serie di guide, selezionare quelli coi nomi più simpatici e scrivere una serie di cazzate inventate di sana pianta.
    Ma secondo te potevo andare a recensire l'enoteca pinchiorri con 300 euro di budget totale?

    RispondiElimina
  37. Scusami Leonardo, io ho dei problemi a capire il post.
    Linki una notizia di Panorama e citi la voce scritta da te su Wikipedia. Le ho lette entrambe per cercare di capire cosa e come era stato copiato e... non ho trovato somiglianze.
    Nel senso che non ho trovato frasi simili, se non nella descrizione della trama. Ma la trama quella è...
    Puoi spiegarti meglio? Qui, in mail, dove vuoi... è importante per la mia salute mentale :)

    RispondiElimina
  38. anch'io non ho visto particolari somiglianze tra la tua voce di wiki e il post sul sito di panorama (mentre la pagina sul sito excelsior è chiaramente una sintesi del tuo testo e la pagina di feltrinelli un preciso copiaeincolla della pagina di excelsior). per la precisione.

    credo altresì che anche in un'era prima di internet nessuno avrebbe mai potuto parlare di plagio da parte di carnevale. poi è del tutto possibile che lui abbia preso spunto da te: ma il mondo gli sarà comunque grato perché nello scrivere il suo post ha eliminato i tuoi sciagurati puntini di sospensione prima di "di indigestione".

    RispondiElimina
  39. Neanch'io ho accusato Carnevale di plagio.
    Ho scritto: "non c'è una citazione dal libro che non possa essere stata presa anche da Wiki".

    Provo a spiegarmi meglio: tutte le citazioni dell'articolo di Panorama si trovavano già sulla pagina di Wiki. Per un libro di 300 pagine circa mi sembra una coincidenza impressionante.

    RispondiElimina
  40. il malvezzo dei giornalisti di fregarsi contenuti da internet è molto diffuso. A me, per dire, rubano sistematicamente le foto che ho su un sito. Alle mie proteste per l'ennesimo furto, ecco come mi ha risposto, risentito, il direttore di un importante quotidiano regionale:

    [...]la pubblicazione di quelle foto è avvenuta pescando sui motori di ricerca, come avviene sempre più diffusamente, senza ricercare in uno specifico sito da "saccheggiare". Pur stupito, prendo atto della lettera e del suo tono".

    capito? si è anche stupito dei toni.

    RispondiElimina
  41. bloggers - giornalisti : 1-0

    palla al centro.

    RispondiElimina
  42. Leonardo, ohibò. È come dire lamentarsi che qualcuno usi la frase "Questo matrimonio non s'ha da fare" per descrivere i Promessi Sposi.
    Io il libro non l'ho letto, e anzi: credo che Carnevale abbia preso ispirazione anche dalla pagina di Wikipedia per scrivere quell'articolo. Ma da lì a dire che il libro non l'ha letto ce ne vuole, no? - maledizione non funziona il copia&incolla, volevo riportare la tua citazione :D -
    Vedi, il punto è che non c'è nulla di male a prendere Wikipedia come fonte, anche d'ispirazione: serve proprio a quello, a diffondere la conoscenza. E mi sembra sciocco lamentarsi perché qualcuno, anche un giornalista, ne ha fatto uso. Scherziamo? Il concetto alla base di Wikipedia è proprio la condivisione della conoscenza.
    L'errore sarebbe stato prendere e copiare wikipedia pedissequamente, magari - come dici tu - senza aver letto il libro. Ma che Carnevale il libro non lo abbia letto su che basi lo affermi?
    Basandomi solo sull'articolo di Panorama.it, io questo post lo avrei scritto per dire "vedi? wikipedia funziona, ha una sua credibilità". Se invece mi fossi basato solo sulle due schede riprese a mani basse dai cataloghi, allora sì, avrei parlato di come non sia giusto copiare senza avere un minimo di conoscenza dell'opera.

    Ma i due esempi, assieme, secondo me sono inconciliabili.

    RispondiElimina
  43. Io affermo che non abbia aperto il libro su un principio cardine della filologia, che adesso ti spiego.

    Metti che esista un testo A, di difficile reperibilità.
    Poi esiste un testo B, più facilmente reperibile, che cita passi del testo A.
    Infine esiste un testo C, più recente, il cui autore afferma di conoscere A, ma ne cita soltanto pezzi presi da B.

    Ebbene, è assolutamente improbabile che l'autore di C abbia letto A: tutto lascia pensare che abbia soltanto potuto accedere a B. Funziona coi manoscritti medievali e con i temi copiati alla scuola media.

    Se ci pensi bene, che senso avrebbe citare da solo una fonte quando ne conosci due? Nessuno lo farebbe. Tutti, quando hanno più fonti a cui attingere, sono ben fieri di fartelo vedere.

    La frase che tu citi dei Promessi Sposi è comunemente considerata una delle più famose del romanzo più letto e studiato della letteratura italiana. Patriottismo Insetticida è uno dei romanzi più oscuri della letteratura italiana, e le citazioni che ho fatto io dipendono esclusivamente dalla mia scelta. Poi arriva Carnevale e, su un libro di quasi 300 pagine, fa la stessa scelta? Andiamo.

    RispondiElimina
  44. Ciao leonardo,
    lo so che il 45-esimo commento lo leggono in pochi, ma questa storia mi ricorda una cosa che mi è successa da poco. Una delle n-mila che succedono :-)
    http://leonardo.lilik.it/wordpress/2009/05/16/i-media-siamo-noi/

    RispondiElimina

Puoi scrivere qualsiasi sciocchezza, ma io posso cancellarla.