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martedì 30 marzo 2010

Astenersi perditempo

I tre astensionismi

A poche ore dalla chiusura dei seggi non è sempre facile capire chi abbia vinto e chi no. Stavolta però c'è qualcuno che la sua vittoria la sta reclamando già da un giorno intero: l'Astensionista. Benché ancora lontano dalla conquista del 50% degli Aventi Diritto, l'astensionismo ha raggiunto in queste consultazioni un ragguardevole 33: un elettore su tre non ha votato. L'astensione, insomma, è il primo partito del Paese, una forza con la quale volenti o nolenti dobbiamo fare i conti. Il problema è che, come in tutti i partiti di massa, anche nell'Astensione ci sono diverse identità. Anche tu, che mi leggi e magari non sei andato a votare, che astensionista sei? In quale di queste categorie ti riconosci? (mi preme saperlo, perché alcuni astensionisti mi stanno sulle scatole, altri no).

L'astensionista mistico
Non sei un semplice non votante, tu sei un attivista dell'astensionismo. C'è gente che manco si è accorta che hanno aperto i seggi, tu al contrario sei stato tra i più attenti all'evolversi di una campagna elettorale che comunque ti faceva schifo sin dal primo giorno. Perché tu, alla politica, ci tieni da matti: è proprio per questo che non vai a votare. Così i politici lo capiranno, che lo spettacolo che stanno dando non è all'altezza del pubblico più evoluto. Tra tutte le schede che non sono entrate nell'urna, troveranno la tua non-scheda, astensionista mistico, e ne capiranno al volo il messaggio profondo: profondo ma abbastanza semplice da poter essere contenuto in un silenzio, qualcosa del tipo Adesso Basta, Andatevene Via Tutti. È facile riconoscere gli astensionisti mistici: in queste ore state festeggiando. Gli editoriali che escono stamattina su tutti i quotidiani, sulla Disaffezione della Gente per la Politica, sono dedicati a voi. Mentre aspettate che diventino gratuiti on line, vagolate sui social network festeggiando e teorizzando: quando saremo il 50% più uno, cosa accadrà? Già, cosa accadrà? Ve lo possiamo anche spiegare, visto che in altre nazioni già succede: un bel niente. Ci sarà qualche editoriale in più sulla Disaffezione della Gente, e dal giorno seguente chi ha vinto le elezioni governerà – sì, anche se è stato votato da una maggioranza della minoranza. Incredibile, vero? È che a voi vi han fatto male i referendum, vi han viziato. Vi siete convinti che qualsiasi baraccone democratico si può fermare nel modo più facile: stando a casa. No, non è così. Anche se ve ne andate, la partita continua. Mica potete portarvi via il pallone.

L'astensionista borghese
La vera novità di queste consultazioni. Forse il caos delle liste e la Santoriade hanno distolto l'attenzione da un fatto piuttosto inconsueto: su Corriere e sul Sole si sono levate voci favorevoli all'astensione. Un nome su tutti si è speso: Montezemolo. Ecco, questi non sono i soliti astensionisti da bar. Questa è gente seria o che almeno ci prova: manda messaggi precisi, sta poi a noi cercare di capirli. Io, lo ammetto, non sono così bravo a capire i borghesi, non è il mio mondo; in ogni caso la mia teoria è che Berlusconi abbia veramente disgustato i più. È un personaggio imbarazzante, va alle feste a Napoli, sorride alle minorenni e si fa fotografare con i villici, De Bortoli non può assolutamente consentire. Costoro, pur osteggiando ormai apertamente il berlusconismo, non possono appoggiare Bersani. Non funzionerebbe, anche se Bersani si spostasse ancora più al centro. Il Corriere non poteva far campagna per Bersani: avrebbe perso copie, senza che Bersani guadagnasse un solo voto. Bersani doveva far bene il suo mestiere, motivando un po' il suo bacino di elettori; nel frattempo Montezemolo e De Bortoli quel che potevano fare per demotivare il bacino berlusconiano lo avrebbero fatto. Purtroppo è stato poco. Ovvero: secondo me questi astensionisti borghesi non hanno vinto, non hanno convinto. Non sono stati decisivi al nord. Ora che è stato dimostrato che la quantità di elettori che il Corriere o Montezemolo sono capaci di alienare a Berlusconi è risibile, quest'ultimo potrà continuare a governare sudamericanamente, fregandosene dei richiami alla moderazione e alla sobrietà che vengono dalle cariatidi di via Solferino: del resto, insomma, chi se ne frega del Corriere quando possiedi Chi, Sorrisi e Panorama? La vera partita era quella, e secondo me l'ha vinta Berlusconi. Tanto per cambiare.

L'astensionista insicuro
Gli astensionisti mistici e gli astensionisti borghesi nei prossimi giorni canteranno vittoria, ma bluffano. Per essere rilevanti, hanno bisogno di fare massa col grosso dell'astensionismo italiano, rappresentato dagli insicuri. Quelli che a votare non ci vanno per dire “no”, ma per ribadire un più umile (ma anche più dignitoso) “non so”. Non sanno per chi votare, ma sul serio. Non si interessano di politica, è un reato? Non lo è. Non sanno chi c'è nelle liste; alcuni probabilmente non sanno nemmeno dove stanno le urne e gli orari di apertura. Oppure sanno tutte queste cose, ma non si fidano ugualmente del proprio giudizio: e allora cosa fanno? Lo affidano a noi, i votanti. Chi si astiene, da sempre, di rimette alle decisioni di chi non lo fa. La democrazia funziona più o meno così. Per questo non esiste, nella nostra Costituzione (e in nessuna altra, che io sappia) un quorum per le elezioni rappresentative. L'insicuro ha diritto a restare tale, ma la sua insicurezza non può pesare sul governo di una nazione.

Da quando è approdata al Suffragio Universale, l'Italia si vanta di avere una delle più alte affluenze alle urne al mondo, e quindi una delle più basse percentuali di astensionisti insicuri. Ognuno si vanta di quel che ha, ma bisogna riconoscere che il basso numero di insicuri non ha mai reso l'Italia una democrazia stabile e matura. È semplicemente successo che l'Italia del nord si trovasse sulla frontiera di un conflitto ideologico e geopolitico, Rossi contro Bianchi; due partiti massa che mobilitavano chierichetti e pionieri, pensionati e malati terminali. È semplicemente successo che l'Italia del centro-sud la compravendita di voti diventasse una delle poche risorse presenti sul territorio. Non siamo mai stati insicuri perché non ce lo potevamo permettere: dovevamo salvare il mondo, o trovare un posto fisso. L'insicurezza era un lusso del mondo libero: roba da americani. Poi un bel giorno gli americani si trovano in crisi e si rimettono a votare: ed ecco che Obama trionfa penetrando nella massa burrosa degli elettori indecisi con una lama retorica neanche troppo affilata. Noi invece arranchiamo, stiamo ancora scoprendo i brividi dell'incertezza.

Io me la prenderò sempre con gli astensionisti mistici e il loro preteso idealismo che si tiene lontano da qualsiasi attrito sulla realtà (un attrito diverso da quello del bambino che pesta i piedi); sfotterò garbatamente gli astensionisti borghesi – ammesso che esistano. Ma per gli astensionisti insicuri ho un grande rispetto. Quando voto, io voto anche per loro. Penso alle mie priorità, ma non dimentico le loro. E siccome vorrei che il mio voto fosse un po' più importante, sotto sotto preferirei che di astensionisti del genere ce ne fossero di più. Tanta gente che di politica non si cura, gente che preferisce le pagine dello sport o del gossip, ecco, se anche volessero disertare le urne un po' più spesso, io non ci troverei niente da dire. Ci vado io per voi, sul serio, vi potete fidare. Poi magari dopo dieci, vent'anni, trovate qualcuno che vi convince sul serio, e vi rifate vedere nei seggi: e a quel punto il baraccone democratico fa un salto di qualità, proprio come è successo con Obama. Ma in questa fase di berlusconismo crepuscolare, con la Lega che nel momento del trionfo non sa bene cosa promettere (il federalismo fiscale, sai che novità), col PD che deve ancora prender forma... sul serio, astenetevi, lasciate fare chi a questa robaccia si appassiona.

51 commenti:

  1. Ti sei dimenticato l'astensionista che è all'estero perché sta fuggendo dal suo paese.

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  2. inquietante, il finale.
    del tipo: sei ignorante, statti a casa?
    o_O
    comunque condivisibile, eh.
    il catto.

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  3. Interessante la categorizzazione, che ovviamente non e' omnicomprensiva, essendoci un esercito di vie di mezzo.
    Come me, a parte il fatto di essere all'estero da un belo po', ci sono coloro che si ritrovano divisi tra il "mistico" e l'"insicuro".
    Convinti che il voto come espressione di democrazia comprenda l'astensione come valida espressione di pensiero. Informati e conoscitori programmi, pensieri, parole ed omissioni dei vari schieramenti ed individui in lista. Ed ovunque trovano scatafasci di omissioni e pochi, troppo pochi pensieri logici e compiuti. Nessuno di questi pochi poi si trova in armonia con i loro. Ovvero ci si ritrova nella situazione in cui nessuno si merita il voto perche' fin da principio si sa che le aspettative verranno invariabilmente deluse. Quindi perche' scegliere?
    Fate vobis. L'asteso poi rispettera' democraticamente la scelta della maggioranza. Anche questo e' democrazia.
    Luke

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  4. Weh, barbun, stam' a sentì:

    mi g'ho da laurà, g'ho mia al temp da pèrd con vi'altar.

    Adèss vo a sarà al capanòn, che a la sira g'hen in gir i maruchei ch'i roban tutt cos!

    Va pensieroooooooooooooo...

    (Tranquilli, mi sto solo esercitando in previsione di un futuro viaggio a Milano. Ma la Lombardia aderisce al Trattato di Schengen?)

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  5. mozart2006, c'e' poco da prendere in giro la Lombardia. Il campanilismo e' vivo e vegeto anche al Centro e al Sud, ha solo forme diverse (il fascismo "grande Roma", la tarantella con la Carfagna, etc etc). Non e' con il campanilismo che la Lega vince, ma con la concretezza: interpreta le paure di intere comunita' e le trasforma in atti di governo, altro che congressi e dibattiti. Il Pd deve darsi una mossa o al prossimo giro perdera' anche in Emilia.

    Il problema secondo me non e' l'astensionismo bipartisan, anzi; rende piu' facile capire dove c'e' stato voto di scambio o dove i potentati locali hanno scelto chiaramente per una o per l'altra parte.
    Il problema e' che fra chi ancora va a votare, la sinistra non riesce a motivare. I "motivati" a sinistra votano Grillo e Vendola, non Pd. Il Pd continua a campare di rendita, in attesa di perdere anche le ultime roccaforti ideologiche.

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  6. Vorrei un po' di considerazione anche per chi si è alzato presto per andare a scrivere sulla scheda "None of the above".

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  7. Grazie per le chiare definizioni degli astenzionisti.
    Condivido il tuo pensiero e giudizio nei loro confronti e credo che sugli indecisi si dovrà riflettere parecchio, ma poi passare all'azione.

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  8. il discorso che fai è logico e condivisibile, purtroppo.
    voglio dire: chi ha ancora voglia di andare a votare?
    se vado a votare però posso lamentarmi, ho diritto di lamentarmi. se esco con gli amici e dico scegliete voi dove mangiare il pesce, tanto per me i ristoranti fanno tutti schifo è ovvio che poi se il mangiare fa davvero schifo (come io avevo naturalmente previsto) mi devo sta zitto!
    in italia tempo il problema sia uno solo: le elezioni non sono una gara, non si prendono medaglie perché si è migliorato tanto (ochei, questo non capita neanche nello sport), oppure perché si è partiti con tanto handicap e si è arrivati chissà dove... no, non è una gara: chi conquista la maggioranza governa, cioè fa le cose. chi perde si lamenta e NON fa le cose, al massimo può impedire agli altri di fare le cose.
    in italia (in molte zone) si preferisce litigare e poi ritrovarsi a cercare di impedire a chi ha vinto a fare le cose, piuttosto che (magari faticosamente) fare accordi per vincere e fare (davvero) le cose per cui ci si era messi d'accordo.
    a che pro vincere le elezioni e occuparsi (davvero) di sanità, scuola, infrastrutture se posso organizzare delle straganzissime manifestazioni no-tav, oppure antigelmini e chissà cos'altro?
    se lavoriamo bene potremo impedire a berlusconi di fare altri danni, ma sappiamo che lui è bravo e riuscirà a farne parecchi... non era meglio vincere?
    oh, porc... mi sono dimenticato di mettere lo champagne in frigo: ora come posso festeggiare l'1,7% dei grillini su scala nazionale?

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  9. in generale credo che l'astensione possa essere un segnale forte. il problema e' che la dirigenza politica non raccoglie, trova sempre un motivo per scusarsi. essendo romanista mi viene facile un parallelo: sembra sempre di vedere a controcampo la roma che si lamenta dell'ennesimo torto arbitrale ma intanto pareggia e arriva seconda, il che vuol dire che hai perso ciaociao scudetto.
    astenersi potrebbe essere l'unico modo per dire basta, a casa bersani d'alema e tutto il carrozzone, siete una manica di perdenti e portate pure sfiga.

    nel particolare della questione laziale, abbiamo dovuto scegliere tra un ex ministro berlusconi e una
    tipa arrivata ai vertici dell'ugl chissa' come, meglio non saperlo. qua i paladini dell'idv potrebbero snocciolare il loro repertorio di bla bla bla.
    un'ardua scelta leonardo, tra due personaggi uno piu' a destra dell'altro.
    sinceramente io ho votato piu' per far dispetto al clero che per altro.
    ma oltre al motivo anticlericale c'e' n'e' un altro:
    grazie agli snob astensionisti anche frequentatori di centri sociali, se ritroveremo STORACE assessore alla sanita'.
    STORACE a magnasse le briciole de quello che j'e' avanzato dal suo mandato.
    la vile scelta dell'astenuto ricadra' sulla nostra pelle. e secondo me questo e' imperdonabile.
    meglio che vado a tumularmi

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  10. L'astensionismo un segnale forte?
    Ma scherziamo?
    Per il politico medio meno la gente va a votare, meglio è. In un'Italia ideale andrebbero a votare solo i politici, così non si dovrebbero più preoccupare di nulla e ci togliamo pure dai piedi questa facciata democratica che francamente è ingombrante ...

    Leonardo ti sbagli di grosso qui. La tipologia di astensionista è una sola: quello che non va a votare!! I motivi non importano. L'astensionista è sempre quello del caso 3. Uno con una giustificazione o l'altra decide che lui non vuole decidere. "Decidete voi".
    Ecco io posso capire chi va ad annullare la scheda, al massimo. Quella è una protesta. L'astensionismo è solo pigrizia (fisica ed intellettuale). Almeno si assicura che non voti per lui il presidente di commissione (succede, eh!).

    :)
    Andrea

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  11. Esiste un'altra categoria di astensionista ben rappresentata:
    l'ASTENSIONISTA OPPORTUNISTA.

    L'astensionista opportunista può essere appassionato di politica o anche disinteressarsene.

    L'astensionista opportunista in ogni caso preferisce andare al mare piuttosto che alle urne perchè è consapevole del fatto non fa molta differenza nel governo del paese se vince la zuppa o il pan bagnato. Il risultato finale è lo stesso.

    Allora perchè perdere tempo alle urne?
    Meglio starsene a letto al calduccio la domenica mattina.

    L'astensionista opportunista potrebbe decidere che il suo voto vale lo sforzo se e solo se si potesse votare online dal proprio portatile nel calduccio nel proprio letto.

    Ecco, forse in quel caso, e solo in quel caso, l'astensionista opportunista potrebbe anche mettere il proprio insulso gettone di presenza.

    :)
    Tamerlano

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  12. Leonardo, due cose:
    1) E' andata di merda. Ci si può girare intorno quanto si vuole, ma è così. La lega ha più regioni, i fascisti hanno più regioni, la camorra più o meno le stesse con facce diverse.

    2) A costo di sembrare ridicolo, devo dire che sono incazzato come un emiliano non potrà essere mai. In Emilia ha vinto il centrosinistra, e lo fa sempre. Sì, a livello nazionale si perde, ma sono sempre gli altri, lontano.
    Io vivo in Lombardia, dove ora abbiamo comune, provincia e regione in mano agli amici di CL.
    A Milano abbiamo avuto un'astensione altissima, e la destra ha vinto in modo molto più schiacciante dell'ultima volta. I MIEI vicini hanno votato a destra, 58 a 30, i tuoi no. E i moltissimi di centrosinistra che non hanno votato sapevano benissimo della Moratti, che chiede una leggina perchè la polizia possa perquisire in casa senza mandato, sapevano benissimo della mafia che a milano non esiste, (è solo autocombustione), sapevano benissimo di come siano gestite le nomine dei ciellini in sanità e di quanto si rubi per l'expo. E non hanno votato comunque. Siamo fatti così, la merda ci piace pura, quella così così non la vogliamo.

    Scusate lo sfogo, ma quando lo prendo in quel posto, chissà perchè, mi innervosisco un po'.

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  13. sono un convinto sostenitore del dubbio.
    credo che il dubbio salverà il mondo...il problema sta nel far avere dubbi alla gente, che tende a crogiolarsi nelle sicurezze.
    sono d'accordo: l'astensionista "insicuro" merita tutto il nostro rispetto: in mezzo ad una manica di idioti che invece di ammettere "non ne so un cazzo, quindi lascio fare a chi si sbatte per informarsi di più" urlano un forte "non so un cazzo, dico la mia stupidaggine, esprimo il mio voto lasciandomi guidare da qualsiasi voce che sento in giro e chi rassicura. e voi, siccome io sono la maggioranza, siete voi gli idioti che, prima di votare, si informano."
    purtroppo vince chi ha certezze.
    il dubbio è scomodo.

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  14. si ma a furia di votare tappandosi il naso ci siamo ritrovati binetti e rutelli nel maggior partito di opposizione. ci sono voluti anni per cacciarli (anzi se ne sono andati loro lo sottolineo). come li mandi a casa i dirigenti se continui a votarli? questo e' il mio dubbio.
    che cmq io ho votato ma mi rode il culo di aver votato una che ha nel dna il filoamericanismo piu' esasperato. ma tra i due mali ho scelto quello che poteva essere il minore.
    ma possiamo sempre ridurci a votare quello che e' MENO di destra?
    che palle

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  15. ahahaha condivido del tutto quello che dice Leonardo: se di politica non sai niente stattene a casa e non votare alla ca**o! Per mi sembra che sottintenda questo ragionamento un po' razzista: chi non s'appassiona di politica = ignorante = stupido = vota Berlusconi. Quindi se 'i meno motivati' (politicamente corretto per ignoranti e stupidi) se ne stanno a casa magari la sinistra vince. Ma queste elezioni hanno dimostrato che non è questo il caso: al massimo votano tutti Lega. Leonardo forse dovresti cominciare a rivedere le tue categorie sociologiche: ad es. ho un amico brillante studente di giurisprudenza, col quale si parla di Proust, leghista convinto. E ti assicuro che non è un caso unico.

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  16. Sono completamente solidale con boombox: anch'io in Lombardia, la differenza è che i miei vicini (però di scrivania) non sanno proprio niente di cosa ha fatto fin'ora Formigoni (ogni volta che vedo il suo personale grattacielo firmato IMPREGILO mi sento ribollire il sangue) ed è comuqnue inutile provare a spiegarlo, si fidano solo di Lui. E a votare ci vanno eccome. Gli astensionisti potrebbero anche essere "recuperati" con un po' di sforzo e sopratutto con UNA anche UNA SOLA IDEA.

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  17. Caro Leonardo, io ho l'impressione che la Lega abbia sfondato e il PD sia affondato. Per quanto la tua analisi possa essere interessante, questa è la prima realtà con cui dobbiamo fare i conti.

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  18. sto leggendo i commenti e li trovo più interessanti del pezzo, se mi permetti. I leghisti son tutti stupidi, chi vota PDL son tutti disinformati, e intanto il PD affonda in allegria, ma almeno senza preoccuparsi di spendere una parola, un fiato, un ipotesi di quale visione ha dell'italia. E tu di fronte a quest'ecatombe ci fai una approfondita analisi dell'astensione.
    Su un altro sito analizzano come possano i dirigenti del pd a continure a essere gli stessi, che non hanno combinato niente di buono negli ultimi quasi 30 anni - domanda che mi sono spesso posto anch'io.
    A sinistra manca completamente un'idea di governo, la scelta ormai è tra votare il male o il niente e la maggioranza vota il male (minore). Come sempre.
    Davvero credi che l'astensione cambierà l'italia??

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  19. ... e intanto Bersani ci ha messo mezza giornata a dare la colpa a Grillo. Quindi ha implicitamente ammesso che le proposte del PD sono così attraenti che una fetta significativa dei suoi elettori preferiscono votare delle facce pulite sponsorizzate da un comico populista e (credo pure per sua ammissione) ignorante di politica.

    Congratulazioni. Dopo essere stati costretti a negargli la tessera del partito (spiegabile solo con la paura di dover ammettere che la proposta di Grillo alla loro base piacerebbe più di quelle di Bersani e Franceschini) adesso gli addossano pure la colpa della sconfitta.

    Ma che dignità ha Bersani?

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  20. pur condividendo l'insofferenza per la prima categoria, quando il tuo candidato è il gerundio di burlare non è facile restare razionali e non cedere al grillismo

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  21. Io sono un sostenitore del sistema elettorale Starship Troopers, rispecchiato a suo modo in forma soft nel commento alla terza categoria: vuoi votare? Dimostra che te ne frega davvero qualcosa delle sorti del Paese facendoti due anni di militare (sostituire ovviamente il lato prettamente pratico della soluzione con qualcosa di meno fascista).

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  22. Mah, io non ci trovo niente di male se oggi (ieri) faccio un'approfondita analisi dell'astensione. Visto che è poi l'altra faccia della sconfitta del Pd.
    (Comunque è fin troppo pieno qui intorno di medici in grado di diagnosticare le malattie del PD: troppo antiberlusconiano, troppo vicino a Berlusconi, troppo vetero, troppo nuovista, troppo tutto, troppo niente. Parecchie diagnosi per un partito che in realtà non si è visto: non ha più spazi sui media, non fora più, ci si lamenta di Bersani ma Bersani non ha semplicemente trovato spazi per parlare. E comunque continuiamo a pretendere di vincere partite di calcio in salita).

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  23. non mi pare che tutti gli astenuti siano astensionisti, mi sembrano due cose diverse.
    io mi sono astenuto perché non mi è piaciuto il il fatto che Errani si candidasse per la terza volta e non mi è piaciuto il modo in cui il PD ha gestito le liste in Emilia-Romagna.
    non sono per nulla contento di essermi astenuto.
    non conoscevo nessun altro modo per esprimere il mio malessere al partito nel quale, in un modo o nell'altro, mi riconosco.
    se ce n'è uno, la richiesta non è retorica né ironica, mi piacerebbe saperlo.

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  24. Mah, se volevi protestare contro il Pd dovevi votare un altro candidato. L'astensione in sé non è un messaggio molto chiaro.

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  25. Quoto la metafora alimentare di marcell_o ed il commento di Valido: occorrebbe dimostrare di MERITARSI il diritto di voto, che, spiace dirlo, ma non dovrebbe contare per tutti allo stesso modo.
    Di fronte al pressapochismo di chi vota/non vota per motivazioni squisitamente legate alla beata ignoranza, forse un test sui principi del costituzionalismo o un'infarinatura OBBLIGATORIA di diritto pubblico non farebbe male.

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  26. "Ma in questa fase di berlusconismo crepuscolare..."

    Ancora?!?
    Ma esattamente che cos'è che ti impedisce di comprendere che sarà il prossimo Presidente della Repubblica
    e che quindi a dir poco ci saranno ancora dieci anni?
    Essì che l'intelligenza non ti manca

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  27. Diciamo che il suo partito è in calo dappertutto. Poi quell'uomo è capace di qualsiasi cosa, eh.

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  28. ma leonardo come te lo spieghi la vittoria al primo turno del centrosinistra a lodi lecco e venezia? e a mantova in testa? i dati dei comuni non mi sembrano tutti in linea con le regionali.

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  29. Mah, te la prendi con gli astensionisti invece che con questi cialtroni che hanno in mano la sx da decenni e non sono riusciti ad offrire agli elettori un'alternativa un minimo piu' appetibile di Berlusconi. Forse molti sono schifati da Berlusconi ma vedono che questi altri non offrono niente di meglio.

    Sono 16 anni che a sx l'argomento contro berlusconi non e' ritenuto necessario: e' una verita' rivelata che si debba votare contro di lui. Mai che si provi a capire chi questa verita' rivelata non la vede. Niente, alle primarie si e' scelto Bersani per essere sicuri di premiare il vecchio che indietreggia. Gli elettori se ne sono accorti e sono stati a casa.

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  30. se si fosse in una vera democrazia, si equiparerebbero referendum ed elezioni: o chi vota decide per tutti in ogni caso (e quindi come il parlamento si riempie lo stesso anche se vota il 10% degli elettori, così il referendum non ha quorum; o il non voto conta sempre, e quindi il parlamento ha un numero di membri in percentuale pari ai voti validi, ergo metà elettori, metà parlamento.

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  31. Chi si astiene così come chi non si interessa della vita politica è un atteggiamento individualistico che contraddistingue un partigiano della malavita (L’individualista è un partigiano della malavita)

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  32. Volevo dire che l'astensione e il disinteresse alla vita politica sono a ben guardare atteggiamenti individualistici che contraddistinguono il partigiano della malavita (Gramsci, L’individualista è un partigiano della malavita) - Nel commento precedente mi ero espresso male

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  33. chi hai votato leonardo?
    perche' hai votato leonardo?
    perche' e' un diritto/dovere, perche' comunque io la mia la diro' sempre, perche' io credo nel progetto del grande partito riformista di sinistra, perche' sti negri vanno bruciati, perche' voglio mandare a casa berlusconi?

    il tuo post e' un sommario di luoghi comuni anni novanta, non spieghi che tipo di scelta fai quando vai a votare, fai del facile moralismo, non argomenti.

    scusa, sono un astensionista mistico, per la prima volta. all'ultimo giro (le europee) ho fatto il votante retorico (mia nonna: non vai a votare? ma sai quante ne abbiamo passate per darti questo diritto?.. e io di corsa al seggio!).
    oggi sono sopraffatto dal senso dell'ineluttabile, sono mortificato dal senso di impotenza.

    allora ti chiedo ancora: eserciti il tuo diritto di cittadino democratico per sentirti cittadino democratico, o credi di poter partecipare attivamente alla vita politica del paese, o del tuo paese, attraverso il voto?

    Carletto

    P.S.: di solito ti leggo con piacere!

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  34. Lurko questo blog spesso & volentieri, condividendo quel che vi leggo, anche se non intervengo mai.
    Ma stavolta vorrei aggiungere un dato credo interessante a quanto scrivete: nel week end son stato presidente di seggio in un quartiere romano dall'età media giovane. L'astensionismo che c'è stato (alto: più del 40%) è stato soprattutto degli under 30, coi 18enni che non son venuti proprio a votare (ne abbiamo visti solo un paio, maschi; femmine nessuna) e pochissmi a cui abbiam messo il 2° o 3° timbro sulla scheda. Gli anziani invece son venuti a votare a frotte, anche facendo fatica ad arrivare alla cabina.
    Io lo trovo un dato preoccupante e temo che in troppi lo stiano sottovalutando: possibile che a questi ragazzi non interessi nulla del loro futuro e che per loro votare significhi solo mandare sms per le nominations al grande fratello, amici, x factor eccetera? Come vedono il loro futuro, solo in qualche tonalità di grigio?
    Qualcuno ha idee da proporre per riportarli ai seggi?

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  35. Tutto molto bello, molto vero.
    Non facciamo qui il sondaggio "perche' non sei andato a votare'??

    http://tuttiisogni.tumblr.com/post/486343417/prima-luovo-o-la-gallina

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  36. Voto più o meno il solito partito, per i soliti motivi che ho scritto centinaia di volte. In questo pezzo parlavo d'altro (di tre tipi diversi di astensionismo). Non mi sembra un pezzo così moralista, e non voglio convincere gli astensionisti a votare. I mistici di solito reagiscono nel modo sbagliato, e gli indecisi e i borghesi preferisco proprio che non votino.

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  37. Complimenti.
    La parte sugli astensionisti mistici è meravigliosa, me la salvo.

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  38. Mi hai convinto.
    Niente voto agli indecisi - che si sposa bene con un diritto di voto non legato alla cittadinanza, ma a due anni di servizio civile/militare, a scelta - che ho letto nei commenti sopra.
    Niente voto ai borghesi - chi guadagna piu' di 10.000 euro al mese, non ha bisogno di qualcuno che lo rappresenti in parlamento. Anzi, facciamo pure che i borghesi manco li rendiamo eleggibili. Un governo del popolo, per il popolo.

    (A scanso di equivoci, NON mi sono astenuto.)

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  39. io sono un' astensionista del primo tipo ma nn perche nn voglio andare a votare perchè credo che se l'intera popolazione nn andrebbe a votare, ci andranno solo i candidati di li sta e i loro parenti, così da avere una oligarchia.
    ma il punto è un'altro nn vado avotare perchè i politici nn mi rappresentano.
    Mi sto avvicinando molto al MOVIMENTO 5 STELLE di grillo,ma non come si sente spesso dire perchè e un comico che prende in giro berlusconi e la sinistra,ma perche grazie all'idea del MOVIMENTO 5 STELLE si possono votare cittadini che si trovano immischiati con i problemi di tutti i giorni dall'operaio precario, allo studente, alla casalinga e inoltre gente preparata.
    Credo che la prossima volta andro a votare proprio per loro
    informatevi su di loro

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  40. Non ho scritto che non voglio che votino i borghesi; però se qualche lettore del Corriere davvero vuole astenersi, non vedo il dramma.

    Io capisco quelli che non votano i politici perché non li rappresentano. Ho smesso di tifare la mia squadra perché non mi rappresentava. Anche il mio lavoro non mi rappresenta molto, quindi credo che mi licenzierò.

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  41. Non c'entra nulla con il post, ti prego di scusarmi, ma pur non essendo una semprepresente in queste pagine virtuali, http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-banalita-del-male/ appena ho letto questo articolo ho pensato che la tua penna virtuale avrebbe aggiunto qualcosa alla grande tematica che nascondono quelle righe: l'omertà travestita da indifferenza. Succede ovunque: grandi temi mondiali, lavoro, amici, scuola, famiglia... ci corazziamo sempre più dietro "non son fatti miei" e non ci prendiamo nemmeno la briga di valutare la gravità delle azioni che fingiamo di non vedere... ma perché scegliamo di non avere arbitrio? Perché ci togliamo questa libertà?
    L'ho appena leggiucchiato, il commento è a caldo... se ti ispira qualcosa, magari mi dai una visione diversa.
    grazie e scusa l'off topic

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  42. domanda che forse ti hanno già fatto qui sopra ma che non vedo o trovo in mezzo a tutto.
    ma citi calvino e il libro perchè l'hai letto o solo perchè ti sembrava un titolo interessante?
    no perchè se leggi il libro non ha attinenza con il tuo discorso per altro offensivo.
    e forse bisognerebbe sapere di cosa si parla prima di parlare o citare qualcosa e qualcuno.
    per tua/vs informazione:
    http://it.wikipedia.org/wiki/La_giornata_di_uno_scrutatore

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  43. Grazie per il link, allora è un libro! Pensavo fosse un sottobicchiere.

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  44. Il tuo post e la semplicità con cui dividi in categorie qualcosa che non condividi mi fa pensare che la politica sia qualcosa di troppo vicino a quei test dei giornali scandalistici che si leggono dal dottore.
    Hai tre opzioni e se nessuna delle tre ti aggrada o ti identifica devi per forza sceglierne una se vuoi proseguire nel test.

    Io credo che alla tua semplice distinzione (non banale, ma troppo semplicistica) degli astensionisti che (magari ho compreso male, ma sembra che siano il motivo per cui la sinistra non è riuscita a emergere), manchino come minimo quelli che sono devastati dall'impossibilità di avere Realmente il potere di fare qualcosa.

    Io non ho mai pensato di dover votare Contro qualcuno per poter esprimere il mio parere. Questo secondo me è il principio di un'idea che non porta mai a nulla. Non accetto di dover essere costretto a votare il male minore o votare dall'altra parte se questa non mi aggrada. Voto e voterò sempre chi mi identifica e mi convince, altrimenti Non Voto, senza misticismi, borghesismi o ignoranza.

    E' vero che se tutti gli astenuti avessero votato probabilmente il risultato potrebbe essere stato diverso, ma chiediti anche "Perché dovevano votare PD?"

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  45. Hai colto nel segno: la politica consiste nello scegliere tra opzioni che molto spesso non ci rappresentano da vicino. La cosa ti devasta? Non votare, lascia che ti governi la maggioranza che preferiscono gli altri.
    (Probabilmente la cosa non ti sta così bene, però la tua scelta ormai l'hai fatta, che ti devo dire?)

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  46. Se si vota il meno peggio, cosa lo tratterrà dal continuare a peggiorare?

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  47. Non lo so. Forse il Silenzio Imbronciato dell'Astensionista. Sta funzionando?

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  48. Non è imbronciato, sconsolato al limite.

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