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martedì 23 marzo 2010

Mamma! Mamma!

Il male banale
(Riveduto e corretto, e sempre attuale).

Monsignore, è un grandissimo onore per me averLa qui.
Prego, s'accomodi.
(Lara, vammi a prendere i ferri buoni. C'è il Monsignore!)

Colgo l'occasione per confessarLe che l'altro giorno ho goduto di un piacere autentico, e d'intensità rara, leggendo l'ultimo intervento del suo caro amico cardinale contro la pillola assassina. Soprattutto là dove dice
la Ru486 banalizza l’aborto perché l’idea di pillola è associata a gesti semplici, che portano un sollievo immediato
Si', quando una citazione mi piace davvero, la imparo a memoria. Adesso apra la bocca, per cortesia.
Mi sono anche permesso di riportarla sul forum della FOdCA, che mi onoro di rappresentare. La conosce? La Federazione Odontoiatriche Cattoliche. Qui è meglio fare una lastra.
(Lara, vammi a preparare una lastra).
Beh, in effetti non è molto conosciuta, la Fodca. Potremmo essere molte di più... sapesse quante professioniste non si attentano a uscire allo scoperto, difendere la loro fede... Ma Lei c'insegna che bisogna dare l'esempio. Adesso stringa. Ma no, non fa male. Appena un po' di fastidio, che sarà mai... Stringa, su. Ecco, abbiamo fatto. Un attimo che il computer rielabora l'immagine.

Vede, io credo che il cardinale abbia colto l'essenza del problema. Invece di tirare fuori la bufala della pillola pericolosa per le madri, una cosa a cui, diciamolo, non crede nessuno... no, il punto è esattamente quello: la banalizzazione. Con la Ru486 abortire non diventerà più pericoloso o meno assassino. Ma sarà una cosa facile, alla portata di tutti, in una parola: banale. E' questo l'abisso morale che si spalanca davanti a noi. Lara, questa immagine arriva o no?

Ah, ecco.
Eh, beh, capisco che le facesse male a masticarci sopra. C'è una carie che si è infiltrata sotto l'otturazione. E ce n'è già un'altra... qui, vede? Sotto il colletto. Ma da quand'è che non ci vediamo?

Monsignore, è un discorso che abbiamo fatto spesso. Caffè, fumo, zuccheri tra un pasto e l'altro... non sono amici dei suoi denti. Poi è inutile che Se la prenda con me. In tre anni è la quarta volta che rivediamo quell'otturazione. Le dico con tutta franchezza che a questo punto la maggioranza dei miei colleghi Glielo avrebbero già devitalizzato - se non cavato via, semplicemente. Ma noi della Federazione Odontotecniche Cattoliche abbiamo una concezione diversa. Lara, per favore, preparami dieci cc di zertyupol.

Monsignore, so che potrà capirmi. Lei ha un problema col Suo dente. Banalizzando, si potrebbe affermare che si tratti di un paio di carie. Ma io e Lei sappiamo che il problema non coinvolge soltanto lo smalto: esso penetra la dentina e il cemento e raggiunge l'essenza, come dire? spirituale del Suo premolare. Banalmente, io potrei raschiarle via l'ennesima macchia scura; molti miei colleghi laicisti lo farebbero, ben contenti di rivederla tornare poi di qui a pochi mesi. Ecco, noi della Fodca abbiamo deciso di lavorare in un'altro modo. Lara, per favore, allaccia le cinghie al Monsignore.

Se ora Lei non avvertirà la solita sensazione di intorpidimento alla mascella, c'è un motivo. Quello che Le ho iniettato non è un sedativo. Viceversa, è qualcosa che L'aiuterà a sentire meglio quello che sto per farLe. Perché alla Sua età, Monsignore, non vorrei mai che perdesse i sensi mentre... apra la bocca, da bravo, ecco. Dicevo, ma può sentirmi? NON VORREI MAI CHE LEI PERDESSE I SENSI MENTRE LE TRAPANO UN PREMOLARE SENZA ANESTESIA. No, non provi a chiudere la bocca mentre ho il trapano in mano. Non ci provi davvero. Si concentri su qualcosa. Su quello che Le sto dicendo, magari. Ora riprendo. C'è parecchio lavoro da fare qui dentro, lo sa.

Vede, quello che è successo a noi dentisti negli ultimi 50 anni, gli enormi progressi fatti in tutte le direzioni, ma soprattutto nella terapia del dolore, hanno in qualche modo degradato l'essenza morale della nostra professione. Noi dentisti sappiamo nell'intimo della nostra coscienza che il migliore nemico della carie è la prevenzione: una dieta corretta, l'astensione dalla nicotina e via dicendo. Ma d'altro canto è molto più lucroso curare i milioni di carie figlie delle cattive abitudini che ci guardiamo bene dal combattere. Tanto più che levarsi una carie, o un dente intero, è diventato sempre più facile e indolore... in una parola: banale. Ora, noi della Fodca abbiamo deciso che non può più essere così. Siamo ancora poche, è vero, ma decise a dare l'esempio. Lara, tieniGli stretta la fronte, così. Ecco, adesso va meglio.

Comincia a vedere le stelline? Non si spaventi, a questo livello è normale. Ma ci pensi bene: ha mai vissuto un'esperienza del genere nella sua vita? Pensa che potrà mai scordarSela? No, non muova la testa, mi risponda roteando le orbite. Bene. Ogni volta che scarterà un cioccolatino, che Si accenderà una sigaretta, lei Si ricorderà di questo dolore. Questa è la vera cura contro le carie, mi capisce? Quella non facile, non banale, quella che coinvolge il paziente anche sul piano spirituale. Noi Odontoiatriche Cattoliche ci crediamo fermamente. Ora se vuole può urlare.

Lara, hai notato che urlano tutti la stessa cosa? Che vorrà dire?
Mamma, mamma, come se il dolore più lancinante fosse un segreto tra noi e chi ci ha dato la vita. O forse è solo la sillaba più facile da pronunciare.
Si sciacqui, Monsignore: abbiamo finito.

18 commenti:

  1. Is it safe?
    http://www.youtube.com/watch?v=dG5Qk-jB0D4

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  2. Questo è uno dei pezzi più belli che tu abbia mai scritto.

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  3. Posso confermare quello che scrive Zoe.
    E' un pezzo straordinario.
    Bravissimo, complimenti davvero. Postato e condiviso e fatto girare su fb a tutti i miei amici.
    Firmato: la dentista, non cattolica, Manuela Ciaschetti.

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  4. Mi piace sempre come scrivi...
    In questo pezzo mi piace anche cosa scrivi e dunque è uno dei miei preferiti.
    Andrea

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  5. Levarsi un dente "è" banale, uccidere un embrione non può esserlo.
    La legge sull'aborto dice che si dovrebbe fare di tutto perchè la madre non sia obbligata a tale scelta, invece non si fa quasi nulla. Banalizzare l'aborto con una pillola incentiverà gli inadempienti a continuare a non far nulla. L'aborto è un trauma per la donna, ma è anche la fine di una vita. Davanti a tale enormità anche il trauma della donna è secondario e qualsiasi decisione andrebbe presa comparando beni comparabili, cioè, come dice la legge: il danno grave alla salute della madre con la vita del figlio.
    Comunque, l'idea del dentista educatore è geniale.

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  6. "La legge sull'aborto dice che si dovrebbe fare di tutto perché la madre non sia obbligata a tale scelta, invece non si fa quasi nulla." e cosa si dovrebbe fare di grazia? dire alla donna fanne quanti ne vuoi (anche oltre i tuoi limiti), non preoccuparti per ogni bebè che sforni ci penserà papà Stato intanto tu fai figli a manetta e dissennatamente?

    Non esistono interventi seri contro l'aborto (quanto questo non è motivato dal fatto che il figlio sia capitato per errore) che possano far cambiare idea a una donna o alla coppia, a meno non si ipotizzi uno Stato assistenzialista che sgravi i genitori di ogni responsabilità legata alla gravidanza. E mi spiace ma io non ci sto neanche a pagare le tasse perché vengano cresciuti figli di chi non capisce che i figli vanno fatti in base alle proprie possibilità di allevarli, altrimenti da domani smetto di lavorare e pretendo anch'io di essere mantenuto dallo Stato.

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  7. Voto più: è un evergreen assolutamente azzeccato. Anche quell'altro cardinale meriterebbe un trattamento simile per queste ultime uscite che dovrebbero essere indicazioni pastorali, ma sono indicazioni politiche. Fortuna che non sono un prete e non devo obbedienza proprio a nessuno.
    Voto meno: una carie non è proprio un embrione, ma vabbè. Penso che lo sappia anche Leonardo in realtà, per cui gli concedo la licenza per amore di enfasi letteraria.

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  8. Concordo sulla bellezza di questo pezzo, che oltre che scritto molto bene mi sembra colga in modo acuto alcune fondamentali contraddizioni delle posizioni assunte dai cattolici più intransigenti.
    Mi pare che si sottolinei in particolare l'intransigenza di alcuni cattolici radicali verso le debolezze degli altri, o i loro errori. Gesù, dal cui insegnamento la vita di ogni cristiano dovrebbe essere guidata, non era certo intransigente con chi sbagliava e soprattutto la religione cristiana spiega chiaramente che non sono gli uomini a punire chi sbaglia: il giudizio spetta a Dio. Ecco, mi sembra che questo voler continuamente punire gli errori altrui, atteggiamento tipico dei cattolici intransigenti, nel brano di Leonardo sia ben esemplificato con l'inutile dolore che il monsignore è costretto a subire.
    Ma quello che mi chiedo è soprattutto perché mai l'aborto dovrebbe essere una pratica dolorosa o complessa? Per punire? O forse il dolore serve come penitenza per le donne che decidono di non portare a termine la gravidanza? O magari si pensa che il dolore possa servire da deterrente? Nel primo caso ho già detto ciò che penso, nel secondo ritengo che lo Stato non debba prescrivere penitenze ai suoi cittadini solo perché compiono una scelta legittima. Infine sinceramente non credo che in situazioni estreme come quelle che portano una donna a voler abortire il dolore possa essere un deterrente serio ed efficace.
    Inoltre posso capire che non si voglia permettere di abortire in modo dissennato, ma non capisco perché le soluzioni che si propongono debbano essere sempre punitive nei confronti di quelle donne che invece abortiscono per ragioni serie e non perché non hanno voglia di prendere precauzioni.
    A guardare la campagna antiabortista che la chiesa conduce da anni sembrerebbe che le ragazze italiane ricorrano all'aborto regolarmente e in maniera del tutto sconsiderata, abusando della legge 194. Se però andiamo a prendere la relazione annuale del 2008 del ministero della salute sull’interruzione volontaria della gravidanza (http://www.irma-torino.it/it/index.php/documenti/390-relazione-annuale-sulla-194-laborto-in-italia) scopriamo che il numero di aborti sta diminuendo e che, in generale, si può concludere che in Italia l’aborto non è utilizzato come metodo contraccettivo.
    Per concludere mi pare che la chiesa assuma delle posizioni a fini politici e che, di contro, non abbia intenzione di affrontare il problema nel merito. Bagnasco difatti ha affrontato la questione dell'utilizzo della pillola RU486 su un piano prettamente ideale sostenendo che "banalizza l'atto dell'aborto", ma quante volte l'abbiamo sentito entrare nel merito dei metodi di prevenzione (a parte dire che ci si deve astenere dal sesso che, francamente, non mi sembra una posizione seria) e quante volte abbiamo sentito i vertici dell'oligarchia ecclesiastica fare un'analisi della società finalizzata a comprendere chi sono le donne che abortiscono e perché lo fanno? I vertici della chiesa parlano quasi sempre solo sul piano delle idee, il che è evidentemente un modo per rendere poco approfondito e dunque inconcludente qualunque dibattito.

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  9. Forse hanno scoperto che nella Genesi, oltre alla maledizione di partorire con dolore, c'è anche quella di abortire sotto i ferri. E magari sempre con un po' di dolore.

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  10. Per l'Anonimo che smette di lavorare e si fa mantenere dallo Stato: bravo, se ci riesci. Nel frattempo chiederò una riduzione dei contributi che pagheranno i miei figli per pagare la tua pensione. Credi davvero che avere molti figli procuri tanti benifici? Non mi pare che le statistiche ti supportino.

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  11. “a 'ste ragazze che vonno abborti' levamoje i punti daa patente: nun voi
    porta' avanti a gravidanza... nun poi porta' manco a'machina. Sei
    n'omicida...“ Don Pizarro alias Corrado Guzzanti a Parla con me.
    www.youtube.com/watch?v=5JESGmwY7Y4&feature=player_embedded

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  12. “Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli.
    Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire”.
    (I Promessi Sposi, Cap. XIX).

    Manzoni aveva già capito tutto...

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  13. ma ho le allucinazioni? sono certo che anche questo pezzo l'avevo già letto...
    Raf

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  14. Purtroppo èì estremamente attuale e temo che lo sarà ancora a lungo.

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