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venerdì 9 settembre 2011

Un ministro entra in un cesso, plof

Don't feed the clown

Anche ieri sera al tg7 provavano a rivendere la barzelletta di Sacconi come un diversivo tattico, l'indizio di una strategia comunicativa affinata con gli anni. Io, alla luce delle recenti mosse del Ministro, e del grado di lucidità mostrato da tutti i suoi colleghi in questa inutile estate, ho maturato un parere differente, un po' meno articolato. Secondo me il tizio è fuori. Come un balcone. Non so se si sia sporto di recente o sia lì appeso da generazioni, ma a questo punto poco cambia.

Sacconi, ricordiamolo, era nel pool di professionisti che a un certo punto, tra un ridimensionamento delle province e un ritocco alle aliquote, partorì l'idea probabilmente più geniale dell'agosto 2011: mangiarsi i contributi di laureandi e militari, ché tanto non li riscattano quasi mai, no? Per Sacconi infatti si trattava di danneggiare al massimo 4000 contribuenti, robetta. Nel giro di 24 ore si scoprì che invece erano 600mila, io dico che nemmeno il corvo Rockfeller, nominato ministro in sua vece, riuscirebbe a fare peggio di così. Perché a un certo livello non capire un cazzo non basta, bisogna passare a un livello ulteriore, dimenticarsi le tabelline, le addizioni, le schede con le frecce e gli insiemi che ti danno nella sezione dei cinque anni. Nel frattempo al Giornale bloccarono i commenti, in giro per le città semivuote si percepiva una vibrazione irosa ogni volta che ti avvicinavi a un professionista, un avvocato, un dentista, un operatore immobiliare, probabilmente è stato il giorno in cui Berlusconi ha perso più punti gradimento negli ultimi vent'anni.

Sacconi insomma è uno di quelli che in agosto doveva decisamente andare al mare, invece è rimasto tra uffici e conferenze, ed evidentemente ha sbroccato. Ora racconta le barzellette, ma potrebbe anche ruttare, recitare scioglilingua, cantare i successi dei Ricchi e Poveri quando erano ancora un quartetto, e Mentana con molto acume ci farebbe notare la sottile strategia diversiva. Seduto di fianco a Bonanni, che di tutti i sindacalisti al mondo è probabilmente l'unico ad appartenere a una setta cattolica radicale (i neocatecumenali), Sacconi per spiegarsi meglio decide di raccontare una storiellina, e di tutte le storielline si fa venire in mente proprio quella in cui stuprano delle suore. Cosa direbbe Freud? Mah, non saprei, mai sentito un ebreo austriaco bestemmiare. Ora dirò una di quelle cose che poi la gente s'incazza e scrive alla De Gregorio vergogna licenzialo (sì, è successo).

Ho sentito barzellette peggiori.

Certo, non c'entrava nulla. Era fuori dal contesto, surrealismo puro, era suggerita da una di quelle labili concatenazioni di idee che vi vengono mentre vi strofinate sul cuscino e vi consegnate a Morfeo (la CGIL può dire di no come... come... come la suora nella barzelletta in cui le stup...ronf...) Era l'ultima cosa da dire di fianco al cattolicissimo Bonanni, una palese dimostrazione di incapacità, e anche un patetico tentativo di scimmiottare il Caro Leader proprio negli aspetti più imbarazzanti. Però, se non fosse stata raccontata da un ministro durante una grave crisi internazionale, la storiellina in sé un mezzo sorriso poteva strapparlo. Una smorfia, via.

E' una barzelletta sulle suore, che fanno le santarelline, ma poi... E' una barzelletta sessista. Diciamo pure maschilista. E racconta di uno stupro di massa! Ma le barzellette sono così. Giocano sugli stereotipi. Nelle barzellette i neri hanno organi smisurati e barlano sembre gome dei devigiendi. Le donne non sanno guidare. Alle suore non spiacciono i rapporti illeciti. Gli italiani sono geniali e i francesi e gli inglesi rosicano, eccetera. Proprio per questo, potendo, sarebbe meglio evitare le barzellette nelle comunicazioni istituzionali, ma anche nella comunicazione tout court, e tenersele per le lunghe notti intorno al fuoco con amici fidati che sono sulla tua stessa lunghezza d'onda.

Non a caso nella sua replica Sacconi confessa (l'infame) di averla sentita da Guido Carli, che gliel'aveva raccontata "per sdrammatizzare un momento critico". E qui c'è tutta la differenza tra un grande professionista, che in un momento difficile fa la battutina scema per alleggerire un po' la tensione del gruppo di lavoro, e il discepolo che non ha capito niente del maestro, e crede che la battutina abbia un valore in sé, sia estrapolabile dal contesto, e si possa riprodurre anche davanti alle telecamere e di fianco a un sindacalista neocatecumenale, un exemplum retorico di raffinata fattura. 

Insomma, Sacconi ha fatto una piccola, immensa cazzata, che dimenticheremo presto soltanto perché lui e i suoi colleghi ne fanno a un ritmo vorticoso, insostenibile. Ma che per questa barzelletta debba "chiedere scusa alle donne", beh, mi sembra la solita esagerazione controproducente. Sacconi ha offeso tutti gli interlocutori, che meritavano un discorso serio, da parte di un ministro serio che rappresenterebbe un governo serio. Sacconi ha offeso la sua nazione, mostrando una spettacolare inettitudine nell'esercizio delle funzioni. Sacconi però non voleva dire che lo stupro in generale è un atto consenziente. Allo stesso modo in cui chi racconta la barzelletta del fantasma formaggino non sta dichiarando di credere ai fantasmi e alla vita dopo la morte. Sono barzellette. Sono paradossali, scorrette, razziste, scioviniste, campaniliste, sessiste, reazionarie. E' folle che un ministro della Repubblica le usi per comunicare. Ma è anche folle che qualcuno (qualcuna) lo prenda sul serio. Non stava incitando allo stupro delle monache, non stava negando il concetto di violenza sessuale; stava soltanto facendo il buffone, come ha visto fare il suo capo. Questa è la cosa grave. Poi le donne italiane hanno miliardi di motivi per sentirsi esasperate, ma per favore, non prendete sul serio una barzelletta idiota, non scandalizzatevi per una freddura da oratorio, non date al buffone questa soddisfazione.

18 commenti:

  1. Nonostante tutto questi pagliacci sono riusciti a raggiungere un traguardo, sono riusciti a convincere noi gente comune (almeno io mi reputo comune come tanti altri) che un politico deve essere per forza di questo calibro, scaltro, buontempone e non troppo onesto (perché dai...l'onestà è di una barba e comunque se la possono permettere ad esempio solo chi le tasse le deve pagare per forza. A loro discolpa ne conosco due o tre di ex operai che appena sono passati da questa parte della barricata, cioè in proprio, via che si parte, questo non lo segno, questo lo faccio di sfroso...forse non siamo proprio la copia carbone dei nostri politici, ma di anime candide e pure io non ne ho viste molte in giro, presenti esclusi naturalmente ;)

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  2. Però i commenti sul Giornale sono tornati..e io che speravo che la fine fosse vicina.

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  3. mentre i governi precedenti erano al piu' "inutili", questi hanno dimostrato ampiamente di essere passati al livello successivo: quello "dannoso".
    Come si fa a spiegare alle persone gli impatti che hanno e che avranno sulle nostre vite future gli atteggiamenti sconsiderati di questi personaggi che hanno provocato l'accanimento speculativo internazionale sull'Italia e di conseguenza due finanziarie nel giro di pochi mesi con conseguenze sociali devastanti? Alle prossime tempeste finanziarie, nei prossimi mesi, che facciamo? (e state sicuri che ci saranno)

    Esiste ancora il reato di alto tradimento della Repubblica? Come e' punito?

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  4. Io vedo una differenza sostanziale rispetto agli atteggiamenti di Berlusconi: Sacconi ha usato la barzelletta (sempre che cosi' si possa chiamare) come una metafora per esprimere un concetto (politico). Per quanto agghiacciante la metafora e' piuttosto chiara ed il fine comunicativo e' stato pienamente centrato. Ho invece sempre trovato allucinante come le 'barzellette' di Berlusconi fossero sempre fuori contesto.

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  5. Quoto (quoto? Sì, quoto!) Alessandro.
    E comunque tutti a casa

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  6. Se un professionista (serio), durante una riunione (seria) con altri professionisti (seri) di fronte ad un pubblico che si aspetta ragionamenti sensati e notizie importanti per il futuro di un'azienda (seria) raccontasse una simile scemenza (chiamarla barzelletta è un'offesa per Bramieri), quale sarebbe la reazione?
    Ah, già, ma qui siamo in Italia e a dire sciocchezze è un ministro. Allora va tutto bene.

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  7. Per essere precisi, nelle barzellette i negri barlano gome dei defigiendi (non devigiendi). Ti sei fatto prendere la mano...

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  8. @Pietro: se l'avesse raccontata un tuo amico non avresti riso? Io si, più sono cattive e irrispettose più fanno ridere, un po' come quella famosissima in cui Hitler fa mangiare i bambini ebrei dai cani. Cattivissima e di pessimo gusto, ma che risate.

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  9. Mi è piaciuto tutto il pezzo, però non sono davvero convinto sull'innocenza di Sacconi: questi ricchi sessantenni autoreferenziali e marpioni campano ormai da troppo tempo circondati da lacchè e clientes, questuanti corruttori e mignottone di ogni età per essere davvero convinti che ci sia qualcuno/a che non si possa convincere a fare qualsiasi cosa. Insomma, dopo essersi comprati altri politici, giornalisti, sindacalisti, dirigenti, giudici, guardie di finanza, magnaccia, minorenni (scremando le "tardone" che pure si offrono), preti e quant'altro, secondo me sono davvero convinti che per una suora lo stupro è finalmente l'occasione buona per fare del sesso senza sensi di colpa. Il che la dice lunga sulla loro linea generale di pensiero, è cioè che tutto può essere comprato con il prezzo e le motivazioni giuste, come ci insegna la corruzione endemica. Il negozio è l'incontro di due volontà e basta, i rapporti di forza non vanno regolati dalla legge ma si giustificano da sé.
    Strano che non l'abbia raccontata a qualche meeting di CL parlando degli abusi dei preti sui minori.
    Bellissima la foto delle suore col fucile. E' una fatta in studio o sono vere suore USA prima di una caccia all'abortista?

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  10. Quello che tuttavia proprio non riesco a capire è il contesto della barza, voglio dire, facciamoun esempio a caso: Berlusconi.
    Berlusconi ci ha fatto fare delle grandissime figure dimmerda ovunque con la fissa delle barzellette. Ovvero per la mania di fare il compagnone incurante si trattasse di unasituazione più o meno istituzionale e/o che ci fossero le telecamere.
    Però, correggimi se sbaglio, il B. le battute lòe ha fatte per lo più in situazioni "rilassate", per creare, comedire,una certa atmosfera da compagnia bar ecc. Voglio dire: si capiva che per quanto inopportuno era: "il momento della cazzata". O forse è il fatto che è Lui e ci abbiamo purtroppo fatto l'abitudine.
    Invece Sacconi parte rispondendo a una domanda... e ci infila sta cosa delle suore che non c'entra. Insomma io non ho trovato nessun senso nella inopportunità della situazione. A meno che non abbia voluto significare che le suore siamo noi e che godiamo quanto più ce lo mettono... abbiamo capito, Cipputi docet.

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  11. @Cristina
    ma il punto non è la barzelletta, bensì il contesto: se la racconti in pubblico è perché pensi che quella rappresentazione sia condivisa e risaputa, avendo magari in testa qualcuna delle tue colleghe di maggioranza. Ed è vero come dice Leo che i neri nelle barzellette 'barlano gozì' ma solo alcuni politici chiamano i neri bingo-bongo durante i comizi, ed è perché sono razzisti.

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  12. Naturalmente ognuno pensa quello che vuole dei neocatecumenali e di Bonanni. Però il termine setta è proprio sbagliato. Tecnicamente sbagliato e fuorviante.
    Stefano

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  13. E' una barzelletta che non fa ridere. Come Sacconi e come questo governo. Esiste qualcosa di più inutile?

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  14. Quando il Caro Leader assume antidolorifeci, le persone a lui vicine devono fare altrettanto. Per amore.

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  15. Definire i neocatecumenali una setta sarà anche sbagliato, ma è uno sbaglio meditato e sofferto, e di amici me ne avete rovinati più dell'eroina, sapete.

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  16. Un certo Redtalon100 ha commentato su youtube
    nella versione
    http://www.youtube.com/watch?v=w9ghu0lsuLA
    e mi ha folgorato

    "ahhhhhhhhhh adesso ho capito cosa vuole dire sacconi...traducendo la barzelletta
    i briganti sono i politici (in questo caso il governo),
    le suore violentate (quelle che non hanno detto no, dando via il culo) sono la cisl e la uil,
    la suora non violentata (quella che ha detto
    di non voler dare via il culo) sarebbe la cgil.
    Sei stato chiarissimo"

    Direi che non c'è niente da aggiungere

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