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mercoledì 25 luglio 2012

Tutti Fallimmo all'Alba

Prima ti fanno studiare. Ti fanno comprare i libri, te li fanno leggere, te li spiegano, ti interrogano: qualche nozione a memoria, ma neanche tante, visto che le date e i nomi ormai non se li ricordano più neanche loro. Ti chiedono qualche concetto vago e se sentono che hai la voce sicura passano subito a interrogare qualcun altro, ché non c'è mai tempo. Ti diplomano, ti laureano, ti spintonano fuori e poi son problemi tuoi.

Poi ti dicono che se davvero t'interessa il mestiere d'insegnante... magari qualche posticino c'è. Con un'abilitazione, un concorso, un tirocinio, un piripacchio, ma soprattutto un bel bonifico. Tu paghi. Loro incassano.

Poi ti squadrano e ti dicono: lo sai, vero, che devi imparare tutto da capo? "Ma come", fai tu, "se è una vita che studio... ho anche la laurea..." Puah, dicono loro. Diplomi, lauree, pezzettini di carta. "Ma me li avete dati voi". Ora salta fuori che non sapete niente. Di niente. Meno di Socrate, lui almeno ammetteva la sua ignoranza, voi no, voi credete di conoscere qualcosa, ma cosa? Le "nozioni". Ma le nozioni non servono a niente, non lo sapevate? Non si va a scuola per imparare le nozioni, non ti paga lo Stato per impartire le nozioni, le nozioni sono inutili e dannose. Nozioni via, nozioni brutto. Come diceva l'immortale pedagogista, Eugenio Finardi, "l'unica cosa che la scuola dovrebbe fare è insegnare a imparare".

Voi ubbidite... (continua sull'Unità, H1t#137).

Voi ubbiditeché tutte queste nozioni poi non vi sembrava di averle imparate, per esempio avete qualche difficoltà a ricordare le opere attribuite a Nevio, e l’anno di pubblicazione dell’Adelchi. Però se buttiamo via le nozioni cosa ci mettiamo al loro posto? Le competenze, ci spiegano. “E cosa sono queste competenze?” Allora cominciano a parlarcene, non la smettono più, le competenze sono bellissime. Sono come dei software, tu le installi sui tuoi studenti e loro imparano a imparare tutto senza bisogno di memorizzare date che non sono importanti, capito? Le date non sono importanti! Ma possibile che abbiate passato vent’anni tra scuola e università a memorizzare date? È una vergogna, è il sintomo del ritardo italiano, nel mondo nessuno più studia le date, eccetera. Voi prendete appunti.
Poi vi dicono che quei posti famosi in realtà non ci sono, perché non ci sono i soldi per mandare in pensione i vostri predecessori. Si tratta di aspettare che abbandonino loro per consunzione. A voi scoppia da ridere, poi vi rendete conto che non è uno scherzo. Ci si risente qualche anno dopo.
Nel frattempo voi questa cosa delle competenze l’avete introiettata, avete studiato anche un po’, ci credete! Viva le competenze, abbasso le nozioni! Soprattutto le date.
A un certo punto si fanno vivi loro, dicono che qualche posto finalmente c’è, però c’è anche una fila spaventosa, bisogna prima fare un bonifico, poi una preammissione, poi un orale, poi uno scritto, poi pagarsi un anno di tirocinio, poi un concorso. Ci state? Voi ci state, si vede che insegnare proprio vi interessa. Fate il bonifico e andate alla preammissione. È un test a crocette. 700 iscritti, solo 100 posti. 60 domande, bisogna azzeccarne almeno 42. La prima è questa…
…A quel punto voi li mandate a vaffinardi.

3 commenti:

  1. Vedi, si fa presto
    A criticare il sistema,
    Facendo riferimento alle
    Falle che derivano dagli
    Automatismi freddi; quelli che
    Non guardano in faccia a
    Coloro i quali nutrono
    Un sogno sociale. Per cambiare
    Le cose, bisognerebbe lottare con
    Ogni mezzo, piuttosto che rinunciare a vivere!

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  2. Sai che Silvia Avallone ha scritto un post molto simile sul CorSera?

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  3. Caro Leonardo
    sono un tfa-ista. Ho sostenuto ieri la prova a crocette per la classe di storia e filosofia. Sul nozionismo hai assolutamente ragione e mi limito a citarti due esempi di domande che ho incontrato ieri:
    1)l'anno del trattato Brest Litovsk
    a)1916 b)1917 c)1918 d)1919
    Oppure mi hanno chiesto quale fosse l'ultimo papa italiano prima di Giovanni Paolo II. Nel complesso io ho trovato il mio test abbordabile, lo sto dicendo da ieri e fortunatamente non sono scaramantico.
    Sul nozionismo la chiudo dicendo solo una cosa non credo (ma correggimi tu che fai l'insegnante eventualmente) che i libri spariscano una volta ottenuta l'abilitazione; immagino che un professore alle prime armi si prepari la lezione e lì si possa segnare la data del trattato di Brest Litovsk, ad esempio.
    Ma non è tutto qui, in questi ultimi giorni si è parlato molto di questi test e secondo me male. Perchè i test, al di là dei grossolani errori evidenziati, sono stati fatti per bocciare il più possibile. A Milano per 60 posti di TFA si sono presentate 360 persone. Per lettere su 90 posti disponibili 700 e passa.
    Non una selezione casuale, fin dall'inizio questi corsi sono stati previsti non per neolaureati ma per chi avesse esperienza: 1) di ricerca; 2) di insegnamento di vario tempo.
    Io sto seguendo dall'inizio questa storia, ovviamente, prima il ministro ha annunciato concorsi pubblici per insegnanti. Poi più nulla per mesi, poi questi TFA. Primo annuncio: si faranno a giugno. Poi più nulla. Fino a che magicamente puf, compare il decreto attuativo: tutti iscritti entro il 4 giugno. Nel decreto attuativo si spiega che sono previsti crediti per 1) la media di voto universitario; 2) il voto di laurea; 3) le pubblicazioni scientifiche effettuate; 4) le ore di insegnamento negli ultimi due anni. Trovo le ultime due non molto corrette. I TFA servono per imparare a insegnare, ovvero mi dovrebbero insegnare a prendere una classe di 30 adolescenti e riuscire a fargli interessare Heidegger e, l'ormai consunto, trattato di Brest Litovsk. Cosa importa se so andare a scavare nel senso di Essere e Tempo. Non voglio fare il figo, anche perchè non so se ho passato un test oggettivamente non impossibile. Però mi sembra evidente che sono stati strutturati per fare in modo che chi è stato, ancora una volta, escluso dall'insegnamento o da una possibilità di vita come ricercatore, creda di avere ancora una possibilità. Se uno ha 360 ore di insegnamento negli ultimi due anni, il professore lo sa già fare a mio avviso, o comunque non ha bisogno di fare un anno a imparare da zero. Nel mondo di shangrilà si sarebbero dovuti mandare in pensione insegnanti anziani, che mi dicono essere ormai tanti e stanchi, inserire in organico quelli che ad oggi hanno un sacco di esperienza e lasciare ai neolaureati il TFA, dato che loro devono ancora imparare.
    Credo che se i test fossero stati fatti seriamente questi sarebbe dovuti vertere su testi di psicologia e pedagogia, se raggiungi una conoscenza minima puoi passare. Si, è vero che gli studenti di psicologia o pedagogia sarebbero stati avvantaggiati, ma sarebbero comunque rimasti circoscritti alle loro classi di insegnamento.
    Insomma sto TFA è l'ennesima precarizzazione mascherata da opportunità. E di questo si dovrebbe parlare. Anche perché quel che non si è detto, o si è confuso come lamentela sui test in se, è della rabbia che serpeggiava tra chi affrontava queste selezioni. Immaginate voi come si deve stare, ad avere ormai un'età, un'esperienza di insegnamento o studio notevole ed essere selezionati con test, fatti male, sul modello di "Chi vuol essere Milionario?".
    C'è chi ci ha investito ormai una parte importante della sua vita, al punto che cambiare strada sarebbe davvero impossibile o comunque umiliante. Questo è il vero problema del TFA, aggiungendo che chi riuscirà a passare le selezioni dovrà pagare 2500,00 euri per sostenere il corso. Insomma ci hanno presi in giro ancora, non cito modi di dire su orina e pioggia ma ci siamo capiti.

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