Pages - Menu

venerdì 31 agosto 2012

"Iatta iatta"

Per farti perdonare

Fine del ragionamento, chiedo scusa se è durato troppo ma comunque in agosto non legge quasi nessuno. Rimane da segnalare un fenomeno che, considerate le premesse, potrebbe apparire piuttosto paradossale: quest'anno sto cantando molto. Moltissimo. Probabilmente non ho mai cantato tanto nella mia vita come in questo 2011/12. E ho anche ascoltato tantissima musica, con attenzione e partecipazione, al punto di impararla - non mi succedeva da anni - a memoria. Il fatto si spiega con la nascita di una Creatura, più o meno un anno fa: non più un bambino interiore, ma, lo si è capito abbastanza presto, ugualmente affamato di musica. No, non esattamente di musica: purtroppo Rossini lo lascia freddo. Di canzoni. Con le strofe e i ritornelli al loro posto. Meglio se cantate da voci bianche. In mancanza di meglio, anche dal falsetto di papà. Un falsetto che si è rifatto sentire, molto roco, per la prima volta nel secolo.

Non mi piace parlare di genetica, io mi rifiuto di credere alla genetica anche quando è evidente, perché la genetica non ha nessun bisogno di me per funzionare. (Lavoro nella scuola pubblica, sono un avversario della genetica: cerco di insegnare a leggere a quelli a cui non viene naturale, lotto per la redistribuzione democratica dei talenti, perdo regolarmente ma è il mio mestiere). Certo è bello quel momento in cui ti accorgi che una piccola Creatura che nulla sa fare al mondo a parte piangere, cessa all'istante se ascolta una melodia. Meraviglioso è poi il giorno in cui ti accorgi che cessa soltanto con una melodia; le altre non le vuole; insomma ha già un gusto musicale; già molto meno meraviglioso è il mese successivo, in cui ti tocca cantare 15 volte al giorno la stessa melodia; molto duro a passare quell'anno in cui il bambino non più interiore ha deciso che in macchina ci può anche stare, purché si ascolti un disco solo, solo quello, a rotazione, per sempre.

Così l'anno che termina con questa mia geremiade sulla musica-che-èmmorta è l'anno in cui io ho ascoltato, davvero (prima con imbarazzo, poi con fastidio, poi con odio, poi con rassegnata partecipazione) il Meglio dello Zecchino d'Oro, un disco che racchiude le migliori prestazioni ottenute da un serraglio di bambini sottoposti a un training che oggi si configurerebbe come reato, e dei più odiosi; nonché la viva e pulsante testimonianza di un periodo storico in cui anche per suonare mazurke infantili era richiesta una solida formazione musicale. Più volte, conducendo la mia famiglia in autostrada, verso vacanze o in fuga da terremoti, mi sono ritrovato a studiare lo sfolgorante attacco di tromba del Topo Zorro, l'incedere tanghero del Caffè della Peppina, gli sleghi furtivi del basso che cavalca ne Il Lungo il Corto e il Pacioccone. Fino al flamenco beffardo di colui che ho elevato a mio eroe e punto di riferimento esistenziale, il Torero Camomillo, matador senza paura e senza vergogna che se il toro si avvicina "lui schiaccia un pisolino e non ci pensa più". Così come io vorrei, di fronte al palesarsi di ogni minaccia e scossa tellurica, intrepido addormentarmi.

Non è che mi sia arreso facilmente. Si scontrano, in quell'abitacolo, due bambini con ossessioni simili e in conflitto. Quello che ha ancora per poco il controllo dell'autoradio ci ha provato, a tagliare lo Zecchino con qualche altro materiale più prezioso: in fondo Astrud Gilberto è una bambina anche lui. Un'Agua de Beber tra Non lo faccio più e Volevo un Gatto Nero passa quasi inosservata. Anche la Ruggiero è ammissibile, purché sia la Gatta di Paoli. E il Quartetto Cetra, se si sbriga a vocalizzare. Ma se il preludio strumentale passa i dieci secondi, implacabile si leva dal loggione un urlo di intensità crescente, Iatta Iatta, vagamente traducibile in "Un'altra, un'altra canzone [desidero ascoltare in luogo di codesta]".

Ho setacciato i vecchi cd, gli archivi accumulati in dieci anni senza sapere per chi, e ora forse è chiaro il perché. Ho trovato i Gufi e i canti delle Mondine. La giovane Mina per qualche minuto è tollerata. La Vanoni con Ma mi resiste per due strofe. Ho ritrovato la Fiera dell'Est, e già che c'ero la Pulce d'acqua, che l'ombra mi rubò
e tu ora sei malato
e la mosca d'autunno che hai schiacciato
non ti perdonerà.
Sull'acqua del ruscello forse tu
troppo ti sei chinato:
tu chiami la tua ombra, ma 
lei non ritornerà.
Così in definitiva credo che la musica per me sia finita perché non ce ne sta più: il mio unico archivio è il cervello, dove 33 giri, Cd e anche mp3 non suonano molto diversi, mi dispiace, ma è così. Non dovrei lamentarmi, ho avuto a disposizione tantissimo tempo per immagazzinare, ora si tratta di restituire. Forse sono in ritardo, il mio falsetto non è più quello di una volta, ma finché tiene. Mi sono chinato forse troppo, a cercare ombre che non mi sarebbero comunque servite: adesso è il tempo di cantare. Se mi sentite in giro, non ridete più di tanto: alla fine è il mio destino, probabilmente sono nato per questo. È la pulce d'acqua che l'ombra ti rubò: e tu ora sei malato; e la serpe verde che hai schiacciato non ti...

"Iatta, iatta"
E allora devi a lungo cantare per farti perdonare; e la pulce d'acqua, che lo sa l'ombra ti renderà.

"Iatta, iatta"
"Va bene, adesso parte il Pulcino Ballerino".

(Grazie e alla prossima).

6 commenti:

  1. coraggio. se hai i gufi, non tutto è stato inutile. presto "il gallo è morto" gli/le piacerà. augh, ho detto.

    RispondiElimina
  2. Ahò, Leonardo... ora vogliamo il CD col tuo falsetto! Sarà il CD più venduto della storia (non garantisco però che sarà anche il più ascoltato) :-)

    Saluti,

    Mauro.

    P.S.:
    Quando ero cucciolo io, l'unica canzone con cui mio padre riusciva a tenermi buono era "Casa bianca" di Marisa Sannia (http://www.youtube.com/watch?v=xIz373-MbcE)

    RispondiElimina
  3. Proprio in conclusione di queste tue riflessioni ho trovato un sorprendente cortocircuito tra anni 90 e anni 10 che mi ha dato una bella iniezione di entusiasmo musicale: leggere una rivista musicale con internet a fianco. Finiti i tempi in cui leggendo Rumore avevo sentito nominare il 10% dei gruppi, ascoltato l'1% e sviluppato una bizzarra familiarità coi gruppi preferiti della redazione pur non avendone mai sentita una nota.
    Negli anni 10 prendi la rivista, parti dalla prima intervista, cerchi su youtube un pezzo del gruppo e te lo ascolti mentre leggi. Devo dire che ho scoperto almeno 2 dischi eccellenti e un altro paio interessanti, e non sono ancora arrivato alle recensioni.
    In compenso, mentre leggevo i tuoi pezzi, youtube da Shangrila dei Kinks mi ha mandato su un pezzo dei Mother Love Bone, creando un altro notevole cortocircuito: i MLB erano il tipico gruppo che veniva citato ovunque in piena epoca grunge, e di cui in pratica era impossibile ascoltarsi qualcosa (tranne qualche pezzo su compliation), e in tutti questi anni di vacche grasse in mp3 non mi era mai venuto in mente di cercarmi qualcosa. Adesso me li ha serviti youtube su un vassoio d'argento, e sto ascoltando le top 27 tracks. Notevole il fatto che al mio orecchio non suonino grunge per nulla.

    SAM

    RispondiElimina
  4. e arriverà il momento che dal solo audio passerete ai video, e all'idea che non servono i canali tv per bambini, ma basta seguire i canali youtube di Cartoni dello Zecchino! certo anche questi da scaricare, per portarli ovunque e tirarli fuori sull'ipad nei momenti di panico in macchina! :-)

    RispondiElimina
  5. Grande Leo. Grazie per questo lungo excursus sulla musica. Da tuo quasi-coetaneo, ho praticamente condiviso con te il 90% delle esperienze citate (tranne il bambino). Non preoccuparti, però. Anche se la musica "èmmorta" credo che tra qualche annetto risorgerà, e potrai avere il tempo di rigustare il tuo passato. Oppure ti metterai a comporre nenie e ninne-nanne per infanti, come ultimo ripiego. 8-)
    Byez!

    P.S.: Non è che le cose che scrivi ad Agosto bisogna leggerle per forza ad Agosto, modestone! ;-)

    RispondiElimina
  6. Attento che non scopra la cassetta con la vecchia fattoria, il ballo del qua qua, i pompieri di viggiu'.....

    L'unico compromesso accettabile e' dirottarlo/la sulle sigle dei cartoni animati della tua infanzia, in attesa di tempi musicali migliori....
    :-)

    Ciao.

    RispondiElimina

Puoi scrivere qualsiasi sciocchezza, ma io posso cancellarla.