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giovedì 24 luglio 2014

La strage di San Marino

(Ai cittadini della Repubblica di San Marino, qui evocati, va tutto il mio rispetto. Questo pezzo non intende essere un atto di antisanmarinismo, ne di antiqualcosaltrismo. È soltanto una riflessione sull'assurdità dell'equazione Kissinger).

Un tallone è un tallone

Se ci penso ho ancora i sudori freddi. A mia discolpa, la tizia in sandali davanti a me era distratta. Armeggiava sul telefono e non aveva notato che la fila andava avanti. Io viceversa ero fin troppo concentrato su quel che succedeva allo sportello, venti metri più in fondo. Vedevo la testa della fila procedere lentamente ma inesorabilmente, e non mi accorsi che lei manteneva la posizione, finché i miei piedi non finirono sui suoi. Ebbi la nitida percezione della punta della mia suola che sfregiava il suo tallone.
"Ahi! Ma guarda cos'ha fatto".
"Oh, mi scusi, mi scusi davvero, sono desolato".
"E questo cos'è... sangue!"
"Ma non è niente, via, mi faccia vedere..."
"Stia lontano".
"È solo un'escoriazione superficiale".
"La fa facile lei. Evidentemente non si rende conto".
"Se posso fare qualcosa per lei..."
"Vede, io sono cittadina della Repubblica di San Marino".
"Buon per lei, io invece vengo dalla bassa e..."
"Non ha capito. Sa quanti abitanti fa San Marino?"
"Ahem".
"Provi, dica un numero".
"Non so... centomila?"
"Trentaduemila".
"Ah, però".
"Le sembrano pochi?"
"Beh, sì, pochini in effetti".
"E crede che sia un buon motivo per cercare di estinguerci?"
"Eh?"
"Non faccia il finto torto. Saremo pochi ma abbiamo lo stesso diritto a vivere che ha lei. Non è d'accordo?"
"Ma per carità, d'accordissimo".
"E però questo non le ha impedito di attentare alla salute del mio popolo".
"Prego?"
"Non cominci a negare. Lei mi ha fatto sanguinare un tallone, è vero o no?"
"Certo. Mi dispiace, mi dispiace tantissimo, ma..."
"Lo sa che cosa rappresenta questo tallone per la sopravvivenza della nobile e indomita Repubblica di San Marino?"
"Confesso di no".
"Immagini ora che un drappello di prepotenti e nerboruti invasori entri in questa città e calpesti a sangue i talloni di duemila suoi concittadini. Come reagirebbe?"
"Non so, non... non ci avevo mai pensato prima".
"Io credo che protesterebbe con veemenza!"
"Sì, in effetti è probabile".
"Chiederebbe soccorso alle autorità?"
"Certo, sì".
"Questo è quello che è appena successo. Chi calpesta un tallone a un cittadino della nostra nobile Repubblica, è come se ne calpestasse duemila in Italia".
"E perché?"
"Ma le devo proprio spiegar tutto? Perché io, in quanto cittadina di San Marino, sono pari a un trentaduemillesimo della popolazione. Sa quanti talloni di cittadini italiani deve calpestare per ottenere lo stesso risultato?"
"Confesso di no".
"Millenovecentotrentasette".
"Ah, ecco".
"E non si vergogna?"
"Comincio a capire. Lei postula che tutte le nazioni abbiano pari dignità..."
"Osa negarlo?"
"...E questa dignità sia una quantità x che va divisa per il numero di cittadini. Quindi siccome l'Italia è duemila volte San Marino, se qualcuno fa male a lei è come se facesse male a duemila italiani".
"Precisamente" (PAFF!)
"Ehi, ma che cos'ha fatto?"
"Niente, perché?"
"Come niente? L'ho appena vista? Ha tirato un calcio nello stinco a quel signore".
"Sì, mi dava fastidio".
"Che fastidio le dava?"
"Ma che importanza ha? Diamine, non l'ha visto in faccia? È sicuramente un cittadino della Repubblica Popolare Cinese".
"E allora?"
"E allora un suo stinco quanto può valere... sono un miliardo e mezzo più o meno, dunque... uno stinco di San Marino vale più o meno come cinquantamila stinchi cinesi. Dovrei azzoppare un'intera città per causargli un danno".
"Ma gli ha causato un danno".
"Ma no, lo vede, si è già alzato".
"Sta chiamando qualcuno... spero per lei non siano i vigili".
"Ma si figuri, non vorrà mica rischiare un incidente diplomatico".
"E se non fosse un cinese della Repubblica Popolare? Se fosse di Taiwan".
"Beh, allora avrei fatto una tremenda gaffe".
"Senta, non si offenda. Mi dispiace davvero tanto per averle fatto male..."
"Giovanotto, non basta dispiacersi. Provi a pensare a duemila talloni italiani sanguinanti. Fiumi di sangue. Come reagirebbe?"
"...però secondo me lei è un po' matta. Non può ragionare così".
"Ah no?"
"Un tallone è un tallone. Non è che valga di più se è di San Marino o del Lichtenstein o di qualche altra nazione piccola".
"Noto un certo fastidio per le nazioni molto piccole".
"Un tallone è un tallone. E basta. Nessuno ragiona come lei".
"Ne è sicuro?"

9 commenti:

  1. E vabbé che è estate e si va avanti a repliche, maddài, ancora con gli israeliani pazzi, sadici e sproporzzzz-

    tibi

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  2. Più che una replica, questo è lo sviluppare un argomento già accennato in numerosi post passati: se non sbaglio San Marino è la prima volta che vien citato, ma la Cina era già stata presa come esempio.
    Spero che i sanmarinesi non si sentano offesi, perché il post è carino ;)

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  3. però, anche te...
    ti metti a cavillare sulla propaganda dell'idf... è un esercito attualmente impegnato in una specie di guerra, militarmente andrebbe anche bene, ma certo i danni collaterali sembrano eccessivi ai media internazionali (chissà perché?)
    ma io direi che dal punto di vista militare per hamas sta andando ottimamente:
    prima dell'entrata a gaza via terra i morti erano 100 palestinesi per 1 israeliano, ora la proporzione è scesa tipo 20-30 a 1, ottimo no?
    mi aspetto presto bollettini di vittoria da parte di hamas

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  4. Perché questo articolo non é sul Post?
    Forse potresti integrare queste considerazioni per il martirologio di San Simonino, il prossimo 24 marzo.

    Ah, ti saluta tanto San Marino, ha festeggiato l'ultima tregua con sette Qassam.

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    1. San Marino tira i Qassam? Mi sa che hai le idee ancora un po' confuse.
      (Anche gli accenti non sono ancora proprio quelli giusti).

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  5. Ma come è bello questo pezzo Leonardo, fa capire veramente un sacco di cose! Ora lo linko su facebook insieme alla cartina dei territori che gli Israeliani hanno rubato ai palestinesi, le foto dei bambini in ospedale, mi domando se mai qualcuno nella storia ha pensato a metterli a posto questi ebrei, ci vorrebbe una soluzione di qualche tipo, ma una che duri, permanente... Ecco una soluzione finale, chissà perché nessuno ci ha mai pensato... (Almeno per quello che ne so io).

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    1. Mi dispiace che dopo tanti anni la tattica sia sempre quella: venir qui, aggiungere cose che non condivido e che non mi sono mai piaciute (foto dei bambini), ecc., piazzare lì la "soluzione finale", vedere se per caso qualcuno lascia un like, ecc.

      Passa il tempo e non funziona: sembrate soltanto dei matti. E non vi accorgete che l'antisemitismo state contribuendo a spargerlo voi; e che i self-hating siete voi.

      Ed è l'unica cosa che vi funziona: odiare voi stessi. Ci state riuscendo alla grande.

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    2. Ma voi chi? leonardo ti si prende in giro per le tue posizioni che dietro argute metafore nascondono una visione estremamente parziale delle cose ( ovviamente è una posizione legittima). È il tipo di argomenti di cui è piena la rete e non fatico a pensare che possano essere condivisi dal personaggio che ho creato nella mail precedente (che più che un antisemita è un coglione). Poi se tu credi che tutti noi che riteniamo di difendere israele (non tutto quello che fa israele) siamo come F. rondolino....

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    3. "Voi" si riferisce, evidentemente, a "noi che riteniamo di difendere Israele".

      Sono sicuro che molti di "voi" siano più intelligenti, brillanti e divertenti di Rondolino (ti sei preso un punto di riferimento piuttosto basso, in effetti); nella pratica, qui sopra viene solo gente che fisicamente non riesce a non buttarla sull'antisemitismo dopo tre righe.

      Il risultato complessivo di questi sforzi è la banalizzazione dell'antisemitismo, che è un fenomeno invece serio e preoccupante.

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