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giovedì 12 marzo 2015

Temo i leghisti (anche quelli in felpa)

- Quelli che prendono in giro Salvini perché a Roma è arrivato con quattro gatti (compresi quelli neri reclutati in loco):
... si ricordano di tutte le volte che abbiamo irriso Berlusconi perché le sue piazze restavano semivuote - e poi le elezioni le vinceva lo stesso?

- Quelli che festeggiano per le lotte intestine in Veneto tra Salvini e Tosi:
... si ricordano di tutte le volte che Bossi cacciò a pedate qualche oppositore interno che in teoria valeva decine di migliaia di voti? Di Miglio, Pagliarini, Gnutti, e tanti altri? Di quante volte dagli anni Novanta in poi abbiamo letto di una Lega divisa per poi scoprire alle urne che la base seguiva Bossi comunque e dovunque? 

- Quelli che parlano di una mutazione profonda della Lega, che avrebbe rinnegato il suo passato regionalista e federalista e blablabla:
...che film si stanno guardando da vent'anni? La Lega di Bossi era razzista e populista come la Lega di Salvini. Il federalismo serviva per darsi un tono, ma a guardarlo da vicino era di gommapiuma come le corna sugli elmi di Pontida. 12 anni fa Bossi già diceva che bisognava salutare i barconi a cannonate. Non è che la xenofobia leghista se la sia inventata Salvini. Non è che prima i Rom fossero i beniamini delle feste della Padania.

- Quelli che credono che Salvini - coi limiti strutturali del suo movimento - sia l'avversario più comodo per il PD:
...no, niente, spero tanto che abbiate ragione. Ma io temo i leghisti anche quando metton via gli elmi e indossano le felpe. 

3 commenti:

  1. Tutto vero! e ci sono ricascato lo stesso guardando la foto del Bossi con Miglio e pensando "ma guarda l'Umberto quanto assomiglia al Trota, non bastava la faccia per capire quanto è coglione tale e quale al figlio?" ma Bossi non è un coglione (e ce lo ha dimostrato coi fatti, ah se lo ha fatto)

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    1. Altro che coglione, ci ha presi per il naso per tutta la vita. E' stato, a suo modo, un grande comunicatore, uno che ha saputo vendersi ad una fetta importante dell'elettorato del nord come uno di casa, e come un grande politico al tempo stesso. Non riesco a ricordare una sola delle tante uscite e sparate di Bossi che non avesse uno scopo, che non fosse calcolata: dalle foto in canotta alle minacce di sollevazioni popolari con fucili da caccia e asce. Salvini... cerca di seguire le sue orme, in questo senso, con la differenza che Salvini è stupido e cattivo. Bossi, in un talk show, era in grado di tenere testa a più avversari e demolirli, o uscirne comunque con dignità. Salvini, di fronte ad un contradditorio, le prende di santa ragione e fa la figura del fesso e del cafone. L'unica volta in cui è uscito "vincitore" da un incontro televisivo è stato dopo l'intervista con quell'idiota di Fazio, probabilmente uno dei peggiori giornalisti de... la storia del giornalismo?

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