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giovedì 31 ottobre 2019

I sassi e Italia Viva



Com'è noto a tutti tranne che ad alcuni sassi ed esponenti di Italia Viva, in Italia le persone che vanno a votare riportano di informarsi più spesso attraverso il medium televisivo. Lo tengono acceso molte ore al giorno, tutti i giorni.

Com'è noto a tutti tranne ad alcuni sassi ed esponenti di Italia Viva, una delle emergenze più sentite in Italia è quella della criminalità, in particolare della microcriminalità causata dai fenomeni migratori. Salvo che si tratta, da più di dieci anni, di un fenomeno più mediatico che reale, ovvero un fenomeno a cui il medium televisivo ha storicamente dato un risalto particolare, e perché?

Com'è noto a tutti tranne ad alcuni sassi ed esponenti di Italia Viva, in Italia molte frequenze televisive sono controllate da un signore che è anche il presidente di un partito, il che forse è solo una straordinaria coincidenza, ma ecco, persino questo presidente pensa di no, visto che negli anni ha difeso con le unghie sia le frequenze che il partito, e che all'indomani delle ultime elezioni (del cui esito non era contento) ha licenziato abbastanza subito tre impresari di talk show che evidentemente aveva scoperto fare un tipo di propaganda più adatto all'alleato sovranista-cialtrone che a lui. Salvo che nei mesi successivi si è ricreduto, li ha ripresi a bordo, e ora stanno facendo esattamente il tipo di propaganda che facevano prima: segno che ormai il tizio si è convinto che appoggiare il sovranista-cialtrone è l'unica via per restare in sella.

Di fronte a fatti che si sgranano con tanta evidenza di fronte a quelli di noi che hanno gli occhi, come reagiscono alcuni esponenti di Italia Viva? Propongono di obbligare la gente ad affidare i propri dati sensibili ai social network: così ci penseranno due volte prima di esprimere le proprie individuali idee. E in effetti ci sta: metti che non siano idee di Berlusconi, che Berlusconi non sta pagando, ma come si permette la gente di esprimerle? Questa la proposta di alcuni esponenti di Italia Viva.



I sassi per ora mantengono il riserbo.

6 commenti:

  1. Io non sono un sasso, appartengo ai secondi. Sono su Twitter, dove simpaticamente sono stata più volte insultata, con il coraggio dell'anonimato.

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    1. Gentile Sara, l'anonimato su internet è una leggenda. Oltre a poter segnalare i contenuti offensivi a Twitter, puoi denunciare gli "offensori" (esiste?) alla polizia postale, che provvederà a rintracciare le persone nascoste dietro i nick tipo ODIOTUTTI77. Certo, dirà lei, è più la spesa che l'impresa, e non posso che convenire, ma gli strumenti ci sono già.

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    2. Purtroppo di mestiere non faccio il capitano d'industria e avrei qualche difficoltà a pagare gli avvocati. Il problema non è limitato all'insulto, ma ne converrà anche Lei, alla carica d'odio gratuito, che dovrebbe porci più di una riflessione.

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    3. Cara Sara, le leggi ci sono ma non vengono applicate come faceva osservare LadyJo. Internet non è nato ieri, lo stesso dicasi degli odiatori, e la proposta di Marattin oltre a destare le risa tra gli addetti ai lavori è pericolosamente sospetta: "schedare" la Rete va contro ogni principio di libertà, fermo restando che i cosiddetti odiatori possono benissimo essere individuati e inibiti.

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    4. Peraltro, ferma rimanendo la sua obiezione perfettamente legittima e comprensibile sui costi di eventuali avvocati, credo che denunciare crimini d'odio sia gratuito e che gli stessi crimini d'odio siano un reato da perseguire d'ufficio, quindi senza costi per il denunciante - potrei sbagliare, lo ammetto.
      Ma cmq la proposta di Marattin non sta nè in cielo nè in terra - se poi, sulla base di questa frase, l'on. Marattin decidesse di denunciarmi per diffamazione, non credo avrebbe grosse difficoltà a rintracciarmi nonostante il mio anonimato :)

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