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venerdì 2 dicembre 2022

Aa faccia daa destra sociale


Credo che bisogna essere grati aa Meloni, e ai suoi beccai sociali, non di molte cose ma almeno per la chiarezza che stanno portando nel discorso politico, inquinato da anni di sciocchezze trasversali. Per chi ha sempre creduto – e io ci ho creduto abbastanza sempre – che la politica sia un confronto continuo tra le classi sociali, dagli anni Novanta in poi seguire quella italiana era assai frustrante: anche quando si riusciva a riconoscere una destra da una sinistra, sembrava che ignorassero la loro funzione e s'ingegnassero di parlare a tutti e difendere gli interessi di tutto, come due canali televisivi generalisti. Erano dalla parte degli imprenditori ma anche con i ceti più umili ma anche con gli impiegati e gli insegnanti, ci mancherebbe, e i pensionati, e i giovani, qualcuno doveva pur pensare ai giovani e in effetti ci pensavano tutti, era proprio un chiodo fisso. Finché a un certo punto non sono arrivati i grillini, il terzo canale: ma anche loro all'inizio non si capiva bene a chi si rivolgessero; anche loro agli imprenditori vessati (specie medi, piccoli, nani), anche loro alla povera gente oberata dalle tasse, anche loro agli insegnanti che corsero in gran numero a votarli, e così via. 

Ecco, l'impressione è che all'apparire di questa crisi, che forse è più sistemica del solito, le cose si siano chiarite, se non proprio irrigidite: e così abbiamo avuto finalmente un partito che ha vinto le elezioni promettendo di togliere a qualcuno (il reddito di cittadinanza) e dare a qualcun altro (la flat tax e l'abolizione del tetto al contante): lo ha promesso, ha vinto le elezioni, lo ha fatto. Tutto molto chiaro, e gli ultimi trent'anni di pubblicistica sulla destra sociale possiamo anche usarli per scaldarci nelle fredde notti d'inverno. Non mi ricordo più ma credo che persino aa Meloni ai tempi di An venisse da quella corrente lì, quella dello Stato forte che protegge i deboli, ecco: se qualcuno nutriva ancora un dubbio, adesso può toglierlo da dove lo nutriva. Ci sono classi sociali e ambiti professionali che hanno effettivamente vinto le elezioni: ci sono artigiani che potranno tornare ai vecchi livelli di nero, camorristi che potranno riciclare con più facilità, scuole private che riusciranno a salvarsi anche stavolta. E c'è gente che si sta ammalando, più dell'anno scorso in questi giorni, perché aa Meloni & co. hanno deciso che l'emergenza è finita e probabilmente questa idea di togliere un bel po' di anziani e deboli dai conti dell'Inps non dispiace; ci sono ospedali pieni e scuole pubbliche da smantellare col pretesto del calo demografico ed è giusto così: chi vuole sanità e istruzione pubbliche ha perso le elezioni: magari la prossima volta si porrà veramente il problema di vincerle, con programmi chiari che parlino a classi sociali un po' più nettamente definite che in passato.  

(Certo, rimane il dubbio che questo irrigidimento sia avvenuto all'improvviso, rendendo definitive posizioni quasi aleatorie: ad esempio forse qualcuno ricorda ancora quando il M5S era il partito dei novax: poi gli è capitato di trovarsi al governo durante il covid e adesso, decisamente, non è più il partito dei novax. Ma se al governo nello stesso momento ci fossero stati Salvini o aa Meloni, e avrebbero potuto benissimo esserci, forse oggi Conte sarebbe un novax e la destra meloniana sarebbe per il distanziamento e le mascherine. Allo stesso modo il motivo per cui, oscillando tra populismo e sovranismo, a un certo punto aa Meloni si è trovata dalla parte della piccola media impresa e i grillini dalla parte dei percettori di reddito è quasi casuale: se il pendolo si fosse fermato qualche mese prima o dopo, forse oggi avremmo una Meloni populista e un Conte ancora alleato di un Salvini sovranista, o il contrario. Ma questo al limite cosa prova? Che i politici oscillano, e le classi sociali restano. I politici sono sul mercato, vanno dove trovano la nicchia o vedono uno spazio per crescere).

(In mezzo a tutto questo, i più miopi restano quelli che le classi proprio non le vedono: il terzo polo che in realtà è il quarto o il quinto, i personaggi in cerca d'autore che ci vivono, i giornali in cerca di lettore che ancora ci scommettono, l'ex grande industria che ci spende dei soldi, tutto un ambiente che per qualche motivo ancora non ha il coraggio di dirsi di destra e di tentare seriamente quella opa ostile di cui fantastica dai tempi di Montezemolo). 

22 commenti:

  1. La flat tax si aggancia ad un discorso vecchio di almeno 200 anni, ossia se sia giusto tassare con un'aliquota fiscale maggiore chi ha redditi più alti.

    Sono due filosofie irriducibili e opposte: quella liberale (se guadagno di più è perché me lo merito, dunque lo stato non deve tartassarmi; in tal modo si incentivano gli altri a seguire il mio virtuoso esempio) e quella socialista (se guadagno di più è perché mi trovo in una posizione privilegiata ed è dunque giusto che io aiuti chi ha avuto meno fortuna di me affinché anche lui possa avere l'opportunità di crescere).

    Che poi è quel discorso ancor più vecchio se il fatto di trovarsi in una posizione subordinata o dominante sia dovuto a demeriti o meriti personali da premiare, oppure da fattori altri tipo la fortuna, l'essere nati in un certo ruolo, essere protetti dagli Dei, eccetera...

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    1. Bel dilemma, davvero. Non potendo aspettare altri 200 anni, però, sarebbe (stato) equo e sano prendere i soldi che servono dalle tasche di chi li ha. Per cominciare. Non lo dice Landini, ma quel vecchio populista di Warren Buffett.

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    2. Il problema è che il 40% degli aventi diritto (maggioranza relativa) ha dato il proprio voto a liste che sostenevano la flat tax, tale maggioranza relativa ha espresso un governo e adesso... oh che sorpresa!... il governo in oggetto vuole fare la flat tax.

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    3. Questa fantastica idea di prendere i soldi da chi ce li ha sottovaluta un'altro piccolo particolare: chi i soldi li ha, non ha di solito particolari problemi a spostare baracca e burattini altrove, come hanno fatto più o meno tutti i più grandi gruppi italiani, quei pochi che non sono stati svenduti ai Francesi o ai Cinesi. Quando Tsipras doveva trovare i soldi per pagare i debiti, la sua prima idea fu di tassare i ricchi, cioè gli armatori. Gli armatori gli fecero gentilmente notare che se avesso aumentato le tasse su di loro, semplicemente avrebbero spostato tutto in turchia e lui avrebbe perso gettito: Tsipras quindi fece quello che hanno sempre fatto tutti e tassò quelli che non si possono spostare, cioè i dipendenti con reddito medio.
      Le idee nobili sono una cosa, il mondo reale un'altra.

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    4. Circa un decennio fa il governo belga (mi sembra fosse Di Rupo, ma potrei sbagliarmi) decise di mettere un tetto ai salari dei manager pubblici ed un tetto anche relativamente basso.
      Il provvedimento fu sommerso di critiche, con l'idea che le utopie socialiste sono belle, ma il mondo reale è il mercato e che in tal modo tutti i migliori manager avrebbero abbandonato il Belgio.
      Ciononostante il governo andò avanti, strapagati manager abbandonarono il paese stracciandosi le vesti e urlando alla dittatura ideologica. Accadde però un fenomeno imprevisto: i nuovi manager arrivati a colmare lo spazio rimasto libero e capaci di accontentarsi di uno stipendio ricco, ma non supernababbico, contrariamente ad ogni previsione non solo non mandarono il paese in rovina, bensì si rivelarono perfettamente in grado di sostituire gli insostituibili manager ultrapagati.

      Questa storiella ci insegna che, nonostante i liberali sostengano che esistano solo i mercati e qualunque tentativo di riequilibrarli provocherà l'Armageddon, beh... non sempre le politiche sociali sono così terribili come credono i liberali ;)

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  2. Pure Solone era contrario alla flat tax. Sono 2500 circa.

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  3. La suocera di Suomahoro la vedrei bene alle primarie con Elly e Bonaccia.

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    1. La gente ruba sia a destra che a sinistra.
      Un fenomeno molto interessate è che quando a rubare è uno di destra (es: i 49 milioni di rimborsi elettorali di Salvini per la Lega), costui fa carriera nel partito mentre i compagni se la prendono coi giudici; quando a rubare è uno di sinistra (es: il Qatargate) , costui viene espulso con disonore dal partito ed i compagni supportano la magistratura.


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    2. Tutti ladri e farabutti.

      Ma il movimento 5 strilli non aveva aperto il parlamento come una scatola di sardine?

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  4. A sinistra fa più rumore, credo, perché viene consumato il tradimento di valori che oramai sono solo di facciata.
    Temo che il PD si sia ridotto ad essere un partito di plastica...

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    1. È la triste decadenza.

      Il PD è un partito de plastica e senza idee.

      Lega e FdI le idee ce le hanno: idee razziste, omofobe e amiche dei nemici dell'Italia, Orban p.e.

      Berlusconi gioca er jolly, caricando un pullman di troie come trofeo.

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  5. Credo che per ripartire si debba fare un bel bagno di umiltà e scrollarci di dosso quegli atteggiamenti propri di chi si sente antropologicamente superiore...
    Dobbiamo ripartire dalle periferie...

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  6. Credo che anche aver spalleggiato il ricatto vaccinale sperimentale abbia nauseato e allontanato dalla politica molti nostri compagni...

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  7. Vai a trollare da altra parte qui non è aria
    Grazie

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  8. Qui state guardando il dito e non la luna. Le vere decisioni vengono prese a Davos, e qui si esegue.
    Davvero non conoscete il WEF?

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  9. Si si...mi fai tenerezza, tanta tenerezza...

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