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Collaborazioni

martedì 10 marzo 2026

Il referendum paradossale


Di giustizia, ribadisco, non m'intendo, ma di paradossi un poco sì, e credo di trovarmi davanti ad uno enorme: un governo che a ogni suo minimo gesto tradisce un'impostazione autocratica, una mentalità totalitaria, e che promuove una riforma per rendere più indipendente la magistratura. In teoria: perché in pratica, ovviamente, la riforma va nel senso opposto. Però com'è successa questa cosa? I posteri magari si porranno il problema. E siccome non possiamo pretendere molto dalla loro soglia di attenzione, la faccio breve: è stato Berlusconi. Sì, ci sta ancora creando problemi. E tanti ancora ce ne creerà.

Ora, immagina di essere un ricco disonesto. Cosa vorresti dalla magistratura del tuo Paese?

– Che non si accanisca troppo nei suoi confronti. Comprensibile, dal tuo punto di vista. 

– L'unico sistema è entrare in politica.

– A quel punto dovrai accusare la magistratura di essere sua avversaria per motivi politici, ovvero affermare che la magistratura è politicizzata (il che è probabile: tutto si politicizza, presto o tardi. Si è politicizzato anche il ladro, perché non dovrebbero politicizzarsi i magistrati).

– Non resta che vincere le elezioni e proporre una riforma per depoliticizzare la magistratura. Se sei molto ricco non è così difficile. 

– A questo punto però... il potere politico sei tu! E se depoliticizzi la magistratura, quella poi sarebbe indipendente nei tuoi confronti e potrebbe anche indipendentemente decidere di indagare su di te! Così all'improvviso non sei più così ansioso di depoliticizzare la magistratura. Tieni ancora la questione in sospeso perché ormai è diventato uno slogan, ma hai altre priorità.  

– Nel frattempo gli anni passano per tutti, cosicché magari muori. Succede anche ai ladri. Persino a quelli ricchi.

– Ma l'ideologia che hai messo assieme non te la porti nella tomba. Tanti elettori li hai convinti, tante parole d'ordine sono rimaste. Bisognerà depoliticizzare la magistratura, è scritto in un copione che nessuno ha ancora mandato al macero. 

– I tuoi eredi, quando si ritrovano al potere, hanno un'esigenza apparentemente simile alla tua iniziale: la magistratura li infastidisce, scopre troppi altarini, pretende che un ministro si giustifichi per le navi che ordina di speronare, si domanda perché il tal sottosegretario ha coperto un trafficante libico di esseri umani. La differenza principale è che tu eri un ladro prestato alla politica: loro sono politici professionisti (oddio, professionisti: diciamo che non saprebbero fare nient'altro). Tu eri a Palazzo Chigi per risolvere i tuoi problemi personali, e soprattutto all'inizio sapevi che non saresti durato: per loro Palazzo Chigi è l'obiettivo finale, una volta arrivati hanno solo l'angoscia di doverne uscire e sono tuttora convinti che da qualche parte tra Costituzione e legge elettorale ci sia una fessura, un passaggio segreto, qualcosa che una volta sbloccato consentirebbe loro di governare per sempre. Ci credeva Matteo Renzi, ci crede persino la più scettica Giorgia Meloni. Per te era sufficiente che la magistratura ti lasciasse stare: loro la vorrebbero commissariare. Hai creato un mostro! Chissà se te ne rendevi conto. Chissà se te n'è mai fregato qualcosa.

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