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giovedì 2 agosto 2001

Le case han cento palpebre abbassate: / Sonnecchiano. Un vecchio giradischi / Gracchia ancora il successo dell'estate…

Il successo dell'estate

Non so esattamente cosa, ma qualcosa di male devo averlo fatto veramente, perché passerò di nuovo l'agosto a Modena, lavorando, senza air conditioning, la casa vuota, tre stereo ma nessuno che funzioni bene.

Mi rassegno ancora una volta a vivere in città il mese del silenzio: chiude la fonoteca, i dj della mia radio preferita vanno in vacanza, sostituiti da tristissime playlist.

(C'è qualcosa di così tetro nelle playlist estive… Le canzoni continuano a ruotarsi come niente fosse, ma sanno già di vecchio. Sono morte. Sono tutti morti lì in radio, la playlist è la marcia funebre, proseguirà per l'eternità coi suoi grandi successi a rotazione).

Insomma non resta che il ronzio del ventilatore, il brontolio dei piccioni, il silenzio. Non fosse che da un'imposta malchiusa, o dall'altoparlante in un parcheggio, sta sempre in agguato il terribile Successo dell'Estate. Probabilmente sapete cosa intendo…

Il Successo dell'Estate è quell'idiota combinazione di note e parole deliberatamente escogitata per entrare nella tua testa al primo ascolto e non lasciarla più. È un virus senza antidoto: non resta che soccombere e canticchiare. L'unico modo di scacciarlo è sostituirla con una combinazione ancor più idiota e penetrante.

Come ogni virus, il Successo ha origini misteriose. Ma chi scriva questa roba? Chi la canta? Non si sa. Personaggi misteriosi che appaiono dal nulla, si fanno un giro al festivalbar e in settembre ritornano dov'erano venuti. Ma chi se lo guarda il festivalbar, con questi caldi?

Il Successo dell'estate non è necessariamente un successo.
L'anno scorso l'hit "Vamos a Bailar / na na na na na na", ruppe le palle in tutti i supermercati per tre mesi buoni con risultati miseri. È il buon senso stesso a suggerire che se tutte le radio italiane programmano lo stesso Successo una volta ogni mezz'ora, dopo due giorni persino il più maniaco degli ascoltatori ha perso ogni velleità di acquistarlo. Che tanto poi i negozi sono chiusi.
Insomma, chi se la compra, questa roba? Gli stessi discografici, per piazzarsi nelle classifiche. Ma chi se le guarda, le classifiche in agosto? I discografici, probabilmente. Ma i peggiori: quelli che si sono comportati così male da dover restare tutto l'agosto in ufficio.

Si parla spesso di 'musica commerciale', come se bastasse produrre musica di bassa qualità per vendere bene. Invece no. Manu Chao vende più di Paola e Chiara, questo potrà anche risultare fastidioso, ma le cose stanno così.

Il Successo dell'estate è un fenomeno strano.
Per esempio, ci sono ritornelli celeberrimi di cui non sono mai riuscito a intendere la strofa. Sei solo al mondo in una striscia d'asfalto arsa dal sole, quand'ecco all'improvviso da una finestra senti sbucare un ritornello: Solo Tre Parole: Sole Cuore Amore (e non c'è più speranza: fossi anche il Maestro Muti, fino a sera la sentirai rimbalzarti in testa). Beh, ma ce l'ha una strofa quella canzone lì? C'è una storia dietro, un contenuto? O circola nell'etere soltanto in forma di ritornello scemo?

Il Successo dell'Estate forse è un segno dei tempi, ma dubito.
L'anno scorso si sentiva nell'aria che qualcosa non andava. Nel silenzio della città udivi come un lamento soffuso e subliminale, una desolata querela: "È un Mondo Difficile". Perché? Non si sapeva, non si capiva.
Quest'anno è tutto diverso, senti nell'aria una maggior concretezza, una sana spigliatezza, insomma un'esigenza di venire subito al sodo. E così tu sei lì, che contempli dalla finestra il tuo angolo di cielo in affitto, quando improvvisamente da un muro troppo sottile irrompe nella tua stanza un invito perentorio: "Ho Bisogno Di Te / Per Fare l'Amore!" Così, su due piedi? Senza neanche un movente? No, anzi, "Per Mettere Al Mondo Un Figlio Migliore". Ma va là, chi ci crede. Lei vuole fare l'amore perché Le garba, signorina. Che male c'è, basta dirlo.


(...come va?
sto cercando di rimettermi a scrivere cose divertenti
apprezzate almeno lo sforzo...)

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