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mercoledì 16 gennaio 2008

il Grillo Supplente, 2

Riassunto della prece-puntata: siccome Grillo non vuole rispondere alle degnissime domande del giornalista Alessandro Gilioli, lo faccio io.

ALESSANDRO GILIOLI INTERVISTA BEPPE GRILLO uno sfigato qualunque


(L'immagine è ripresa (male) da Neuro).

GILIOLI: Gli chiedo se è consapevole che con l’abolizione totale e indistinta delle provvidenze probabilmente morirebbero voci come il Manifesto o come l’Internazionale, su cui lui stesso scrive una pagina ogni settimana, e gli chiedo se questo secondo lui sarebbe un passo in avanti per la nostra società.

Internazionale non prende provvidenze. Il Manifesto – che ci fa ancora in edicola il Manifesto? Sul serio, senza entrare nel merito della qualità degli articoli... me lo chiedo spesso. Non costerebbe molto meno andare on line, senza spese di rotative e spedizioni, abbassando notevolmente anche l'impatto ambientale? Davvero i lettori del Manifesto non sono ancora pronti per passare al digitale? Non hanno ancora i computer in casa o in ufficio?

Io una volta ci andavo spesso, su ilmanifesto.it. Poi ho smesso. È un sito che fa tristezza... nessun link esterno, gli difetti dei grandi quotidiani on line senza nessun grosso pregio. È anche impossibile usarlo come fonte web, perché l'archivio dopo una settimana si cancella, ti rendi conto? Sul internet resiste tutto, ma l'archivio del Manifesto no. Significa che se linko un pezzo autorevole del Manifesto, dopo una settimana il mio link non vale più nulla. Ecco, quando ti trovi davanti a cose del genere, cominci a pensare che quelli del Manifesto siano ancora nella fase in cui io ero dieci anni fa, quando prendevo i computer a martellate. Non hanno ancora capito che il web è il futuro. Ma ti sembra giusto che al New York Times l'abbiano capito e al Manifesto no? Non dovrebbero essere loro l'avanguardia? Il fatto che siano una cooperativa in cui i rotativisti hanno voce in capitolo quanto i giornalisti potrebbe c'entrarci per qualcosa.

Questo è un discorso antipatico, però... forse è meglio se tagli.

GILIOLI: Gli chiedo perché nel discorso di Capodanno ha esaltato come “ultimi giornalisti liberi” Biagi e Montanelli contrapponendoli a tutti gli altri, visto che anche Biagi e Montanelli scrivevano sui grandi giornali secondo lui servi e di “casta”.

Ed entrambi, guarda caso, sono morti: e prima di morire hanno avuto grosse difficoltà coi loro editori. Montanelli ha litigato con Berlusconi, e Biagi... non dirò come il Cardinal Tonini che Biagi è stato ucciso dall'Editto bulgaro: sono esagerazioni. Non credo nemmeno in un'età dell'oro del giornalismo italiano: compromessi e distorsioni ce ne sono state sempre. Però la fine di questi due grandi vecchi del giornalismo italiano mi sembra altamente simbolica. Quella che se n'è andata con loro è una certa sensazione di dignità.

Gli chiedo se in questo suo condannare senza eccezioni i giornali e i giornalisti ce n’è qualcuno che salverebbe, che secondo lui non fa parte della casta.

Come si dice in questi casi? "Passiamo pure alla prossima domanda..." No, seriamente: sai benissimo che ci sono giornalisti con cui collaboro, giornalisti che cito ampiamente, giornalisti che mi scrivono mezzo blog. Devo farti i loro nomi? Alcuni li sai già; altri rischio di metterli nei guai, trasformandoli in "quinte colonne" di Beppe Grillo all'interno delle loro redazioni... e sai benissimo che begli ambientini siano, le redazioni, o no?
Non ha senso. Non sto attaccando il giornalista tale e il giornalista talaltro. Sto attaccando una corporazione che è più interessata a difendere i propri privilegi che a fare il suo mestiere. Credo di avere delle buone ragioni e do per scontato che i giornalisti più motivati tutto sommato le condividano. Anche se non sempre possono dichiararlo.

Gli chiedo se considera parte della casta anche quelle migliaia di giornalisti sottopagati e precari che ormai lavorano in gran parte delle redazioni.

Certo che no. Non solo: li considero l'altra faccia del problema. Le redazioni pullulano di sottopagati e precari proprio perché esiste una casta improduttiva che non produce e non schioda.
Se ci pensi, è come se mi chiedessi: "sei contro le fabbriche inquinanti anche se ci lavorano gli operai precari che muoiono come mosche"? Ebbene sì, sono contro le fabbriche inquinanti e i giornali fatti male. E la gente onesta che ci lavora? Si chiamano lavoratori sfruttati e io sono al loro fianco... però così suona un po' troppo communarda, aspetta... ITALIANI!

Gli chiedo come può dire che tutti i giornalisti sono casta, visto che la grandissima parte di loro ha come unico privilegio il biglietto gratis ai musei, e per il resto si paga come tutti gli altri comuni mortali la casa, il cinema, il treno, l’autobus, il biglietto allo stadio e così via.

Mi permetto di ribaltarti la domanda. Se il tesserino da giornalista non serve nemmeno a scontare un biglietto di treno, perché perdere tempo a procurarselo? Dite che l'iscrizione all'albo non vi favorisce in nessun modo? Allora l'albo è inutile? Ok, e allora cosa stiamo aspettando? Aboliamolo!

Vedi, finché ci sarà di mezzo quel maledetto albo, con quell'esame... quegli anni di gavetta passati a scrivere pezzi gratis... sarà molto difficile spiegare alla gente che non siete una Casta. I contadini non hanno un albo. Gli operai, nemmeno. Gli avvocati ne hanno uno. Anche i notai. Gli avvocati, i notai, e voi. Non ti suona un po' strano?

(Ah, scopro su wiki che adesso c'è anche l'albo dei promotori finanziari. Una bella compagnia, non c'è che dire).

Già che ci sono, gli chiedo perché non risponde mai agli altri blog, visto che predica i blog come mezzo di comunicazione dell’avvenire.

Sarò sincero. Non leggo molto i blog. Il blog lo concepisco come un organo d'informazione verso l'esterno, non verso l'interno di una cosiddetta blogosfera che non conosco molto e che comunque per me rappresenta un bacino molto limitato. Ammetterai che, a parte qualche giornalista come te, la maggior parte dei blog italiani sono scritti da gente che lo fa per hobby. Magari sono anche bravissimi, certo, ma sono hobbisti. Per loro riuscire a raggiungere istantaneamente centinaia o migliaia di lettori è già un degnissimo risultato.

Io invece sono un ex comico televisivo che ha fatto delle prime serate in Rai e riempie i palazzetti dello sport. E' chiaro che la possibilità di accedere a qualche altro migliaio di lettori qualificati attraverso un dialogo tra blog non mi può interessare più di tanto. Mi sembra di avere già fatto molto per sdoganare i blog in Italia: siamo onesti, io sono il primo vip che ha preso veramente il mezzo sul serio. Ma per me il blog resta un mezzo, non un fine.

Ma le domande cattive quando arrivano?

11 commenti:

  1. Certo, Grillo non si è comportato nella maniera più intelligente, e questo è sicuro. Ma vorrei vedere uno di questi giornalisti "d'assalto" mostrare la stessa ferocia verso i politici.

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  2. una grande performance, applausi :)

    (ammetto, e non so se vergognarmene di aver pensato alla fine: meno male che Grillo non ha lui come ghost writer) :)

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  3. strepitosa coppia di post, complimenti...
    sai quando ti succede che stai leggendo quelle cose che, ad avere tempo e capacità, le avresti potute scrivere da te?

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  4. gli albi. e quelli dei medici, architetti, ingegneri, geometri, geologi, commercialisti, ecc... dove li mettiamo?

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  5. Dove metterli?
    Una risposta l'avrei, ma a titolo rigorosamente personale.

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  6. questi due post sono (semmai ce ne fosse ancora bisogno) la tua consacrazione a il più grande cittadino qualunque italiano che per hobby scrive opinioni su una piattaforma testuale onlain,,,decisamente

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  7. andiamo...

    grillo è solo un comico non solo inutile, ma dannoso, che distoglie le migliaia di persone da argomenti seri e importanti...

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  8. Tra i quali non sottovaluterei l'abuso di puntini di sospensione nei commenti.

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  9. @leonardo: il tuo ultimo commento,come del resto i due post, è da applausi.

    Circa gli albi professionali: posto che non sono iscritto a nessun albo, trovo che almeno quelli di medici, architetti ed ingegneri, abbiano un senso.
    Nel loro caso l'esame di Stato dovrebbe verificare che abbiano una preparazione tale da esercitare degnamente una professione che, se qualcosa di quello che fanno va storto, può causare molti danni.

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  10. Anch'io sono che gli ordini siano da mettere...

    Però

    1) Se continui a scrivere "gli" difetti non prenderai nessuna tessera. :-)

    2) Belle risposte le tue, che Grillo non è riuscito a dare. Però se entrambi avete individuato il problema, non sono d'accordo con Grillo sulla soluzione (in genere sul suo modo di porre le soluzioni). Una soluzione è eliminare l'ordine. Un'altra è razionalizzare i finanziamenti. Razionalizzare, non eiliminare tout court

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