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lunedì 16 agosto 2010

Isorabbia

Domanda: si può passare un buon ferragosto in autostrada, senza di lui?


Isoradio, cambia musica (anzi, toglila proprio). (Sull'Unita.it). (Si commenta qui).

Passato un buon ferragosto? O eravate anche voi intrappolati in una coda d'autostrada, cullati dalle dolci note di Sandro Giacobbe? Rassegnatevi, è l'Italia. Certi problemi sono complessi. Gli esodi di agosto, per esempio, non sono così facilmente aggirabili. Ma Sandro Giacobbe? Un modo di aggirarlo ci dovrebbe pur essere. Non so, per esempio... una class action contro Isoradio?

Chiedere i danni a Isoradio, che idea folle. Come calcolare la quantità di tempo e di denaro bruciate in tutti questi anni in centinaia di migliaia di code? Code che milioni di automobilisti avrebbero potuto evitare, se Isoradio li avesse informati prontamente di quello che succedeva 30 km più in là, invece di proporre un vecchio classico di Umberto Tozzi dopo l'ultimo successo di Biagio Antonacci...

La selezione musicale di Isoradio è una di quelle ingiustizie alle quali forse i potenti sperano di assuefarci con gli anni. Magari, pensano, col tempo ci affezioneremo a quest'Italia di svincoli presi senza sapere se dietro la curva c'è una coda o no, mentre i Ricchi e Poveri cantano Mammamarìa. E intanto gli anni passano, le code si allungano, dei Ricchi e Poveri si sarebbe perso anche il ricordo, se non fosse per i dj di Isoradio. Ma cosa vogliono da noi? Perché non si limitano a dirci in pochi secondi che le uscite sull'Adriatica sono intasate? Perché prima devono per forza somministrarci Gianni Togni? Cosa abbiamo fatto di male, esattamente? Di quale colpa oscura ci siamo macchiati (probabilmente a metà degli anni Settanta)? Non siamo anche noi automobilisti come gli altri? Perché Isoradio non sembra fatta per noi – ma a orecchio non sembra fatta per nessuno.

Credo che in partenza ci fosse un'idea: intervallare le informazioni sul traffico con un po' di musica 'popolare', per evitare che il conducente si assopisse o cambiasse frequenza. Forse trent'anni fa tutto questo aveva ancora un senso. Le autostrade erano meno trafficate, le code meno frequenti, e tra una notizia e l'altra si potevano programmare canzoni da hit parade, quel tipo di canzoni che rappresentavano un patrimonio collettivo, le conoscevano tutti e le cantavano... no, aspetta, trent'anni fa? Era il 1980, le autostrade erano già fiumane di lamiera rovente, i ragazzini ascoltavano il post-punk e vomitavano sulle note delle canzoni preferite da mamma e papà. Il sogno generalista di Isoradio viene ancora da più lontano. E non ha davvero più il minimo senso.

Oggi non esiste più un patrimonio di canzoni condivise (ammesso sia mai esistito). Se metti su Sanremo l'ascoltatore dei Pink Floyd cambierà frequenza. Techno e Hip-hop non sono più fenomeni 'giovani': è roba che gira da una ventina d'anni, una parte non piccola degli utenti delle autostrade c'è cresciuta in mezzo e magari non ascolta altro. Ma Isoradio non può programmarla, perché? Perché c'è il rischio che il camionista cinquantaseienne si addormenti, sbandi e schiacci l'appassionato dei Pink Floyd contro l'amante della techno. Va bene. D'altro canto il camionista 56enne ormai è un rumeno di Conegliano, e Tiziana Rivale non risveglia in lui nessuna luminosa epifania degli anni Ottanta: se è stanco si addormenta e sbanda uguale. E se mettessimo un notiziario sul traffico in più, semplicemente? Anche in rumeno, perché no, pensiamoci.

Di tante rivoluzioni a cui abbiamo assistito, ce n'è una che forse ci siamo lasciati sfuggire. Da qualche tempo in qua ascoltare musica in auto è diventata un'esperienza molto meno frustrante. Cos'è successo? Una piccola cosa: nelle auto sono entrati i lettori mp3. Ormai, nell'affannosa corsa al cliente, le concessionarie li offrono in serie. Con tutto quello che significa: caricare su ogni auto una valigia colma di cd, compressa in pochi centimetri cubici, e gestibile con una mano sola. Si può viaggiare per l'Italia e l'Europa con il proprio juke box personale, che quasi mai include i successi di Pupo tanto cari ai dj Isoradio. Questa rivoluzione impalpabile ha i suoi pro e i suoi contro. Non dipendiamo più dai selezionatori delle radio, non saremo più costretti a memorizzare il tormentone del momento. D'altro canto c'è il rischio di blindarci nella nostra bolla musicale personale, e di perdere ogni contatto coi gusti musicali delle persone che stanno vicino a noi.

Ma tutto questo in fondo non riguarda Isoradio. La diffusione dei lettori mp3 sulle auto metterà in discussione la programmazione delle emittenti commerciali, ma Isoradio è servizio pubblico; il suo scopo è offrire in tempo reale informazioni sul traffico. Non importa quante ore di buona musica abbiamo a bordo; in certi momenti avremo sempre voglia di sintonizzarci su Isoradio. A patto che ci dia immediatamente informazioni sul traffico, non sui momenti oscuri della carriera dei Matia Bazar. Non si può semplicemente programmare un notiziario dopo l'altro, senza interruzioni musicali? Dite che è troppo noioso? Più di un successo di Amedeo Minghi?  http://leonardo.blogspot.com