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mercoledì 29 giugno 2011

Piccolo Ministero Antico

Sì, in realtà era il momento giusto per presentare il pregevole ebook sulla scuola messo insieme da Peppe Liberti, con racconti e testimonianze di gente che a scuola ci ha messo piede anche negli ultimi cinque, dieci anni.


Poi è successo che una che nelle nostre scuole negli ultimi anni non sembra averci messo molti piedi (il Ministro dell'Istruzione on. Maria Stella Gelmini) ha scritto una letterina sul suo esame di maturità, in cui confondeva Fogazzaro con Corazzini (va be', sempre roba di gente che scriveva nei libri vecchi) e uno degli autori del pregevole ebook (lo Scorfano) se n'è accorto in anteprima. E basta, in effetti il pezzo è tutto qui. Però è sull'Unita.it, (H1t#80) e si commenta laggiù.

Desolazione della povera ministra sentimentale


Cari maturandi, in bocca al lupo e tutto il resto. Vi diranno che l'esame di maturità non si dimentica mai – non credeteci troppo. In realtà con gli anni ci si dimentica un po' di tutto, ed è giusto così, anzi: se un giorno vi accorgerete di non ricordare più, per esempio, la traccia del vostro tema d'Italiano, è un buon segno: significa che la vita vi ha lasciato ricordi migliori. Del resto non fidatevi troppo, in generale, della memoria: è una cosa che vi portate dentro, che cresce con voi, e che modifica i dati del passato per adattarli meglio alle esperienze del presente. Volete un esempio?


Ieri un quotidiano ha pubblicato una commovente letterina dell'onorevole del Ministro dell'Istruzione. L'on. Maria Stella Gelmini rievocava proprio il suo esame di maturità, che a quanto pare non riesce a lasciarsi indietro. Anzi, l'insistenza con cui tornava sul concetto (“Un ricordo ancora molto vivo e puntuale in me”, “un momento che non è possibile, di certo, dimenticare mai”) tradiva una vera e propria ossessione. Nel finale addirittura il Ministro si lascia andare a una confidenza: lei l'esame se lo sogna ancora. E va bene. Probabilmente fu, per lei, un momento davvero importante, vissuto con molta partecipazione e magari un po' di angoscia.

Ma sognare la maturità non significa ricordarsela bene. Anzi. Il sogno può servire anche a mascherare un ricordo traumatico, o a sostituirlo con qualcosa di meno traumatico. Magari è proprio quello che le è successo. Il ministro afferma di avere un ricordo molto vivo della traccia letteraria, che riguardava poeti e scrittori che “conosceva bene”: del resto non sono passati nemmeno vent'anni, perché non dovrebbe ricordarsi di quella traccia del 1992 su Palazzeschi, i crepuscolari e... Fogazzaro? Ma nel 1992 non è uscito nessun tema su Fogazzaro!

Il primo ad accorgersene ieri è stato lo Scorfano, uno degli autori del blog “Sempre un po' a disagio” (che, neanche a farlo apposta, insegna in un liceo): stamattina magari la notizia sarà stata ripresa dai quotidiani. Per la verità non è successo niente di grave: la Gelmini ha probabilmente confuso il tormentato romanziere modernista Antonio Fogazzaro con il più tardoSergio Corazzini, autore della lacrimevole Desolazione del povero poeta sentimentale. Poco più di un lapsus, che potremmo divertirci ad analizzare senza prenderci troppo sul serio: forse quel Corazzini fu un trauma, forse quel caldo mattino del giugno 1992 la Gelmini non se lo ricordava affatto (del resto a quei tempi erano poche le classi che lo affrontavano: la traccia suscitò qualche polemica), forse il corazziniano “fanciullo triste che ha voglia di morire” suona oggi molto più scandaloso di 19 anni fa a un ministro della Repubblica, al punto da essere sostituito dai personaggi meno inquietanti, persino civilmente impegnati, di Fogazzaro. Sì. Ma possibile che in un Ministero facciano uscire una comunicazione al pubblico senza nessuna verifica? Bastavano pochi secondi di google per evitare al ministro almeno questa piccola figuraccia.

Ma è tutta questa enfasi sui ricordi, giusti o sbagliati che siano, a non avere senso. Di fronte a un evento importante, e sempre nuovo, come l'esame di migliaia di ragazzi in tutt'Italia, il Ministro reagisce come reagiamo un po' tutti: si mette a ricordare gli esami suoi, come se il ricordo potesse suggerire o addirittura surrogare una competenza.

E dire che in questi 19 anni l'esame è cambiato più volte. Ma soprattutto è cambiata la scuola, sono cambiati i ragazzi: eppure la maggior parte di chi parla di scuola, sui quotidiani e in tv, continua ad affidarsi per lo più ai propri ricordi personali, parziali e fallaci che siano, di una scuola che non c'è più, fatta per una società che nel frattempo è cambiata radicalmente. Parlano di scuole da cambiare, di esami da introdurre e di insegnanti da valutare... ma si vede così bene che intanto pensano alla loro scuola, ai loro esami, ai loro insegnanti, ormai in pensione, ma che ancora li tormentano nel sonno.

La scuola intanto cambia, tra riforme e controriforme, un poco ogni giorno. E non c'è nessun ricordo di esperti o ministri che valga un buon racconto, una testimonianza, di quanto accade nelle classi di oggi, nella scuola italiana del 2011 (a proposito, qui si trova un bell'e-book collettivo sulla scuola italiana, che raccoglie racconti e testimonianze di vari blog italiani (qui la versione pdf; qui la versione epub). C'è anche lo Scorfano di cui sopra, e ci sono anch'io. È gratuito e vale davvero la pena di esser letto – magari non sotto l'ombrellone, ma entro settembre, diciamo). http://leonardo.blogspot.com