Pages - Menu

lunedì 22 ottobre 2012

Alla rivoluzione senza posto macchina

La foto è presa da qui. 
Erano tanti, erano giovani e forti. Venivano da sinistra, da destra, da centro, da su, da giù, da pertutto. Volevano cambiare l'Italia, mica tra un po', volevano cambiarla, tipo, adesso. Avevano le idee giuste, l'energia giusta, ce l'avrebbero fatta. Avrebbero rottamato tutto il rottamabile, fatto tabula rasa di un passato sconfitto e fallimentare. Avrebbero combattuto senza requie fino alla vittoria, e avrebbero vinto senz'altro!, ma poi.

Ma poi si scoprì che l'iscrizione non si poteva fare più al seggio, e questa cosa di dover parcheggiare in due posti diversi (o anche cercare un parcheggio equidistante) li smontò un pochettino, ecco. E quindi niente, basta, la rivoluzione non si fece più.

Fu un peccato perché prometteva bene, avevano progettato delle barricate spettacolari ma anche molto leggere, si potevano piegare e spostare, ikea gli faceva un prezzaccio, ma questa cosa di parcheggiare due volte fu veramente un colpo basso, è chiaro che vuoi che votino solo i vecchi, i pensionati coi permessi per disabili, tutto un complotto contro i giovani. Le loro idee. La loro energia.

21 commenti:

  1. Boh, il post è simpatico ma per me la fai un po' troppo semplice. A me, che non sono certo un renziano convinto, questa cosa puzza così tanto di trucchetto da quattro soldi da avermi convinto definitivamente: mi sbatterò per parcheggiare due volte, portandomi dietro il figlio piccolo se occorre, pur di votare. Non "per" Renzi, ma "contro" un apparato talmente sgangherato e fallimentare da dover ricorrere a simili mezzucci per salvarsi il culo.

    RispondiElimina
  2. Boh, il post è simpatico ma per me la fai un po' troppo semplice. A me, che non sono certo un renziano convinto, questa cosa puzza così tanto di trucchetto da quattro soldi da avermi convinto definitivamente: mi sbatterò per parcheggiare due volte, portandomi dietro il figlio piccolo se occorre, pur di votare. Non "per" Renzi, ma "contro" un apparato talmente sgangherato e fallimentare da dover ricorrere a simili mezzucci per salvarsi il culo.

    RispondiElimina
  3. Rivoluzionari vittimisti... una categoria che abbiamo visto all'opera nell'ultimo ventennio con il premier del chiagne e fotte.

    Le uniche primarie serie sono le primarie chiuse: se hai la tessera di uno dei partiti della coalizione, cioè se ti sbatti tutto l'anno a organizzare incontri, assemblee, riunioni, banchetti, feste... (a gratis of course) allora bene. Se no è solo un buffonata folkloristica pseudo elettorale con cinesi in coda e gli altri partiti avranno tutto il diritto di prenderci in giro.

    RispondiElimina
  4. ho letto la sommaria descrizione delle regole e... mi paiono ochei. voglio dire: si tratta di scegliere il futuro candidato premier del centrosinistra, è giusto che voti chi (in qualche modo voterebbe per il centrosinistra), si vogliono evitare trucchetti tipo "cinesi in fila" e gente che fa il giro dei gazebo a votare mille volte? cavolo mi pare il minimo.
    è davvero una prova di democrazia: deve vincere il più votato, non il più furbo.
    basteranno queste regole a evitare inquinamenti? mi auguro di sì, ma senza queste poche regole sarebbe davvero peggio
    potremmo evitare di mettere merda davanti al ventilatore? così, tanto per dare una chance di vincere le elezioni a chi vincerà le primarie

    RispondiElimina
  5. Giovani, idee ed energia sarebbero *Renzi*?
    Quel fasullo pariolino?
    Mah, state combinate male assaje...

    RispondiElimina
  6. Le uniche primarie serie sarebbero quelle che non si fanno. Non si sono mai viste le primarie in un partito strutturato e diffuso stabilmente sul territorio: sono un controsenso, perché dalle primarie (primarie di coalizione, per di più!) deve uscire una leadership "legittimata" alle elezioni, ma anche una che debba saper tenere insieme il partito, nel senso della macchina organizzativa, delle correnti, dei conflitti e delle contrattazioni fra le parti e bla e bla.
    Solo in Italia potevamo inventarci una cosa così impossibile :D O la leadership emerge nel partito e dal partito (perché c'è il partito) oppure viene decisa con un meccanismo come quello delle primarie (perché il partito non c'è). E invece no, il miracolo italiano: una cosa cosa, ma anche l'altra.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me le primarie sono una bojata, e con esse ci si allontana ancor di più dalla democrazia rappresentativa "di stampo costituzionale".
      Ciò premesso, queste non sono primarie di partito ma di coalizione.

      Elimina
  7. State pur tranquilli, quelli che vogliono cambiare l'Italia hanno smesso da tempo di votare PD e non correte alcun rischio di trovarveli ai gazebo.

    RispondiElimina
  8. Scusate Accurrimbono e marcell_o, quindi le scorse primarie sono state delle buffonate?
    A me non pare, mentre mi sembra piuttosto palese che questo improvviso bisogno di cambiare le regole dopo avere saputo chi sono gli avversari e su quale elettorato hanno maggiore appeal, sia una furbata che mira al proprio tornaconto, altroché "prova di democrazia".

    RispondiElimina
  9. Io avevo intenzione di tornare dalla Germania apposta per votare alle primarie, ora che so che oltre al seggio devo andare pure in un ufficio a registrarmi... tornerò dalla Germania lo stesso: chi fa 1200 km non si scoraggia certo perché ne deve fare uno in più.

    RispondiElimina
  10. Oggi M.R. ha detto "vocazione maggioritaria", l'ho sentito con le mie orecchie, giuro.

    RispondiElimina
  11. La risposta migliore è quella di Makkox: http://www.ilpost.it/makkox/2012/10/21/ushdidrova/

    RispondiElimina
  12. Per natura non sono un ultrà, ma il modo in cui si parla di Renzi mi fa venire voglia di fondare un comitato elettorale per lui! E in questo commento parlerò come se fossi pienamente embedded con Renzi (cosa che finora non sono stato, ma tra Repubblica, l'Unità e Leonardo mi sta venendo una gran voglia). Anzitutto le primarie "aperte" (quelle introdotte in Italia dal PD, e quelle che si fanno negli USA) sono, per definizione, riservate agli elettori di un partito, non agli iscritti o ai quadri: hanno pro e contro, ma sono le primarie, il voto alle tessere si chiama congresso di partito.
    Illuminante poi il commento di Alessandro Madeddu: è esattamente questo che a noi Renziani d'acciaio ci ha frantumato le gonadi, esattamente il "saper tenere insieme il partito, nel senso della macchina organizzativa, delle correnti, dei conflitti e delle contrattazioni fra le parti e bla e bla." Riteniamo che non sia questo ciò che un partito debba fare: essere tenuto insieme da una certosina opera di mediazione tra correnti, feudi, blocchi e blocchetti di potere, gilde e conflitti storici, bensì da un progetto politico. Qualcun'altro a parte me coglie del fetido razzismo nell'espressione "cinesi in fila"? Per non parlare della logica: ma se uno paga i (sempre abbondanti, avidi e disponibili, si sa, sono a metà strada tra gli esseri umani e gli automi) cinesi per fargli votare Renzi alle primarie (come stabilito nel comitato della Rosa Tricolore con sede alle Cayman) che problema avrebbe a fargli prendere anche il certificato elettorale del Centrosinistra o quello che è? (Senza contare che per votare alle primarie serve il certificato elettorale propriamente detto, e quindi cittadini cinesi o finlandesi niente voto). Poi, ripeto (l'ho già detto in altri commenti) sulla sostanza del progetto politico di Renzi si può discutere (anzi sarebbe bello discutere), ed essere più o meno d'accordo (io lo sono in parte per alcune cose, e poco per altre), ma questo atteggiamento di delegittimazione, scherno, insulto e calunnia è francamente insopportabile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non sono d'accordo su parecchie cose del programma di Matte Renzi; ad esempio ritengo che far si che solo i provati possano finanziare i partiti farebbe sì che se (mettiamo il caso) un miliardario scendesse in politica, solo un altro miliardario potrebbe sconfiggerlo; ritengo poi che l'accorpamento dei comuni poco popolosi sia sbagliato: i comuni poco popolosi sono spesso in aree di montagna difficilmente raggiungibili ed accorpare i servizi in pianura significa spopolare il territorio; sono poi contrario alla privatizzazione di buona parte dei canali Rai e lasciare che il canale rimasto sia finanziato esclusivamente dal canone (niente pubblicità) in quanto significherebbe che le nicchie di qualità presenti nel servizio pubblico andrebbero semplicemente a sparire per mancanza di soldi.
      D'altro canto l'attenzione al risparmio energetico e alla mobilità sostenibile su cui Renzi punta l'accento mi trovano d'accordo.
      Infine sono un po' deluso dalla mancata presa di posizione sulle tematiche europee: la mia opinione personale è che l'unica possibile soluzione per il futuro sia la creazione di una Repubblica Federale Europea. Il Partito Socialdemocratico tedesco ha individuato le elezioni europee del 2014 come momento costituente per accelerare in tale direzione, la carta d'intenti del PD approvata quest'Estate dice che verranno appoggiate "tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni
      si renderanno necessarie per difendere la moneta unica e procedere verso un governo politico-economico
      federale dell’eurozona"... è daccordo Renzi? Oppure preferisce l'attale situazione istituzionale che favorisce di fatto una babele di veti incrociati e miopie nazionalistiche?
      Mi piacerebbe che Matteo Renzi si esprimesse sull'Europa e non sul fatto che chi ha scritto le regole delle primarie (modificate apposta per permettergli di correre) ce l'ha con lui. Dove sta la calunnia in tutto ciò?

      Elimina
    2. Pardon, nella fretta ho commesso un paio di errori (orrori?) di battitura, ad esempio i "privati" son diventati "provati". Me ne scuso con tutti.

      Elimina
    3. La calunnia non sta assolutamente da nessuna parte in ciò che scrivi, cose che ascriverei felicemente alla categoria "dibattito politico", sano, bello e interessante, a prescindere che si sia d'accordo o meno. Io trovo che sia dibattito politico anche parlare di ricambio generazionale, specie se si tratta di valutare in modo pesantemente negativo l'operato di una classe dirigente che se non è stata complice (e ci sono casi secondo me di concorso nel saccheggio), certamente è stata impotente e incapace di fronte al ventennio berlusconiano, e che oggi rivendica il suo turno o quanto meno un ruolo da "padre nobile". Le reazioni invece sono state di indignazione e proclami di guerra e di lesa maestà, ma fin qui ci può stare. Mi inizia a puzzare quando escono i dossier (prima pagina su repubblica, se ricordi) sulla "Rosa Tricolore", o gli scoop sulle "folli spese alla Provincia" (il fatto quotidiano, paginone centrale a base di conti del ristorante), gli insulti (dal bambino viziato in giù, fino al fascistoide), le illazioni nonsense e (a quanto pare) infondate (le Cayman) le accuse grossolane e infamanti (il farsi dettare l'agenda dalla finanza, essere il burattino di Berlusconi), fino allo scherno delle barricate pieghevoli di ikea, che trovo naturalmente molto più innocente ma che non riesco a non ascrivere al clima generale. Poi certo, se uno vuole tanto votare Renzi si registra e lo vota, il punto è capire se al PD interessa coinvolgere un pezzo di Italia che il PD non lo ha mai votato o quasi, al quale Renzi magari piace più di Bersani, e che magari voterebbe un centrosinistra che lo candidasse premier, ma non il centrosinistra comunque, e che magari non ha voglia di registrarsi come elettore del PD.

      Elimina
    4. Cara Tomma (e qui ci starebbe un bel sospiro, che però nella parola scritta è difficile da rendere), purtroppo il dibattito politico italiano degli ultimi 20 anni è stato talmente inquinato dalla personalizzazione e dalla demonizzazione dell'avversario (e qui non ho proprio dubbi: chi ha iniziato è stato Berlusconi) che è difficile venirne fuori. A furia di assistere ai dipendenti di un miliardario che di fronte ad una critica impedivano all'interlocutore di parlare e invece di rispondere nel merito se ne uscivano in un fiotto di insulti, abbiamo iniziato anche noi a seguire tale trista china.
      A tal proposito la proposta Ichino mi piaceva: se l'elettore può esprimere una seconda preferenza, il candidato alle primarie non avrà interesse a vomitare veleno sull'avversario in quanto in tal modo non sarà mai selezionato come seconda scelta dai di lui sostenitori; sarebbe stato un buon modo per impostare il dibattito sul tanto che ci unisce e sul vedere con tridimensionalità quello che ci divide, entrando nel merito e discutendone serenamente. Ma la zuffa è più semplice del pensare.
      Poi, personalmente, ritengo malata l'idea che si debba fare tanto chiasso sulla persona, quando quelle che contano dovrebbero essere le idee e la persona essere solo qualcuno scelto perché può rappresentare al meglio tali idee, ma anche questo rientra in quel clima da I sec a.C. dove condottieri carismatici potevano contare su un esercito personale più fedele al condottiero stesso che alla Res Publica.
      Ma se mi metto a ragionare sui parallelismi fra lo strapotere degli imperatores che attraverso i propri eserciti personali misero fine alla repubblica oligarchica ed i tycoon moderni che attraverso i propri mezzi di informazione personale stanno mettendo in crisi la repubblica parlamentare temo di scivolare definitivamente nell'off-topic.

      Elimina
  13. che poi io voglio dire: se a uno gli piace così tanto renzi, va a registrarsi e poi vota renzi. qual è il problema??

    RispondiElimina
  14. Guarda, io metterei anche la prova del fuoco e magari la recitazione dello statuto completo della CGIL come prova mnemonica, così, per vedere se questi balordi di destra son davvero convinti di quel che vogliono fare.

    RispondiElimina
  15. Io quando parli di politica veramente non capisco...
    Non capisco com'è possibile che tutto il tuo acume ed il tuo incredibile talento diventino fiacca ironia e parzialità ideologica.
    Rendere più difficile accedere al voto è una pratica che ha una evidente finalità politica, ora possiamo considerare questo calcolo che invitabilmente diminuirà l'accesso alle primarie, necessario per evitare brogli, o per evitare che gli elettori di destra partecipino alle primarie, o rilevare che con ogni probabilità è un calcolo sbagliato forse addiruttura controproducente (oltrechè una evidente limitazione della democrazia interna al partito, non fosse altro per come si è arrivati a questa decisione).
    Oppure? (SIC)
    Si può ironizzare su parcheggi che bloccheranno le sorti magnifiche e progressive dei Renziani.
    Dimostrando che anche nelle menti migliori in una certa sinistra permane un retropensiero, secondo me un pò peloso, in cui ciò che non risuona con le nostre idee lo si piazza forzosamente a destra e poi si utilizzano le stesse armi (spuntate) già utilizzate col nostro amato Silvio (che magari zitto zitto se la ride)
    Saluti
    Cesare

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non credo che la necessità di registrarsi sia un calcolo sbagliato: come detto da me poco sopra, io mi farò 1200 km per votare alle primarie e non sarà certo la necessità di registrarmi a bloccare la mia volontà di partecipazione.
      D'altronde le primarie sono di coalizione e chi non si dichiara elettore di tale coalizione è bene che non vada a votare in tale occasione.
      Per quanto riguarda i retropensieri, nel mio post di lunedì 22 ottobre 2012 17:33:00 CEST ho espresso critiche e apprezzamenti al programma presentato da Matteo Renzi; le critiche non sono espressione di un retropensiero, ma dalla semplice lettura del suo programma e dal pensiero conseguente. Forse se invece di accusarmi di essere peloso (ho la barba, quindi avresti ragione) tu rispondessi sulle mie perplessità, sarebbe più semplice per tutti.
      Fortunatamente per Renzi i suoi sostenitori non sono tutti come te, alcuni di loro sanno entrare nel merito delle faccende senza accuse di complottismo.

      Elimina

Puoi scrivere qualsiasi sciocchezza, ma io posso cancellarla.