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martedì 30 dicembre 2014

Di altre cose finite nel 2014

...dicevo, nel 2014 sono cambiate tante cose. Si tratta per la maggior parte di cose che prima c'erano e poi sono finite. Per prima è sparita la viralità gratis. Poi sono finiti i soldi.


Gazzetta di Modena (Avevo scritto che il 2014 era stato
un anno senza alluvioni? Mi sbagliavo).
Due contratti

Di soldi non ne abbiamo mai parlato. La scusa ufficiale (troppo pochi per essere interessanti) celava un'ambizione: ci si aspettava che aumentassero. E stavano aumentando - lentamente ma gradualmente - a fine 2013, con tre-quattro contratti e due pezzi pagati alla settimana, qualcosina si metteva da parte. Non mi sembrava un modello da proporre in giro, ma in qualche modo funzionava. Nel 2014 ha smesso.

In primavera Liquida ha deciso di sospendere la sua sponsorizzazione, molto generosa. In effetti mi pagava le stesse (identiche) inserzioni di Google, molto, molto più di quanto mi corrispondesse Google. Non ho mai capito perché lo facesse, sospettavo per mecenatismo e preferivo non domandare. In ogni caso, non poteva durare all'infinito, per cui arrivederci Liquida e grazie per tutto il pesce. Ah, e poi come sapete ha chiuso l'Unità. Anche l'Unità on line, decisione a mio avviso molto discutibile. Comunque lo hanno chiuso e ora lo posso dire: sì, mi pagavano.

Non proprio puntualmente, no - ma mi pare che sia la regola anche per i gruppi editoriali che hanno meno problemi. Ero il primo a stupirmene, di solito in questi giorni dell'anno: quando arrivavano quei due o tre bonifici ormai dati per persi. Il fatto è che quando avevo iniziato, nel 2009, la figura del blogger che scrive gratis sul sito del quotidiano ancora non esisteva. Fu il Fatto quotidiano a cominciare in grande stile nei mesi successivi; poi arrivò l'Huffington e da lì in poi l'idea di pagare un blogger diventò un nonsense. Ma io ero arrivato un po' prima, per un pelo! avevo sparato una cifra bassa, me l'avevano ritoccata ulteriormente, e poi non se n'era più parlato. Nel frattempo c'era la crisi che sapete, per cui non è che mi facessi illusioni; quando chiusero la sede regionale per esempio mi dissi: ci siamo, tra un po' mi scriveranno che non si possono più permettere ecc. ecc. e che posso sempre collaborare con loro su base volontaria. Non mi hanno mai scritto, e ogni tanto mandavano i bonifici. Quando dichiaravo i redditi davo un'occhiata, i conti tornavano sempre.

In coscienza non credo di aver affossato l'Unità, o scialato soldi pubblici. Mi sono dato da fare, ho portato un po' di traffico e di discussione sul sito, una volta alla settimana per quattro anni filati - ho saltato soltanto la settimana che sono diventato papà, ma credo di averla recuperata. Mi dispiace se nel frattempo qualcun altro si faceva un mazzo uguale gratis. Mi dispiace soprattutto per chi ci lavorava a tempo pieno e a un certo punto si è ritrovato a bordo di un progetto in cui nessuno stava più investendo, e ha continuato a lavorarci anche mesi dopo l'ultimo stipendio. Io grazie al cielo nella vita faccio altro e davvero, giornalisti e redattori in questo periodo non li invidio.

Comunque da agosto in poi il blog ha quasi smesso di pubblicare pezzi pagati, non so se i lettori se ne siano resi conto. Siamo tornati nel quasi puro dilettantismo, con tutto quello che ciò implica nel 2014. Cosa implica? Non saprei. Pubblicare un po' meno, probabilmente. All'inizio invece ho provato a pubblicare di più.


Ci manki.
La parola dell'anno è clickbait

L'anno scorso era "selfie". La parola che all'inizio dell'anno nessuno sa, ma già ne avverte l'esigenza. Il clickbait esiste da quando esiste il www, ma non ci aveva mai dato tanto fastidio. Da quando Facebook è diventata l'edicola unica, ha cominciato a urtarci realmente. Quel che preoccupa è che, a parte le derive grottesche e in fin dei conti divertenti di Beppegrillo, nessuno sembra in grado di farne a meno: siamo tutti in prima fila a gridare più forte i nostri contenuti sperando in quei cento o mille clic in più. In agosto ho fatto un piccolo esperimento.

C'era vita sulla luna (nel 1835, perlomeno).
L'idea era spremere più attenzione possibile dai social network, mettendo a frutto tutte le (cattive) tecniche imparate su Beppegrillo e compagnia. Agosto era perfetto anche perché di solito non succede mai niente, ma da qualche anno a questa parte la gente si connette comunque e ha più tempo per mettersi a leggere qualcosa che non sia la solita campagna virale o le notizie sul meteo. In agosto di solito gli accessi a questo sito si contraevano fino a dimezzarsi; nel 2014 è stato il mese che ha attirato più visitatori. Al di là dei vari trucchetti che hanno irritato molti lettori abituali (i titolacci, la grafica orrenda, le liste ecc.) l'idea di lavorare quando gli altri chiudono mi sembra buona. Anche perché quando gli altri lavorano lavoro anch'io.


La fine di un'epoca (di transizione)


Altre cose finite: l'antiberlusconismo. Un po' prima di Berlusconi, temo. E non è ancora detta l'ultima. Poi è finito il M5S, o almeno la sua fase eroica. In generale, credo che sia finita un'epoca molto interessante: quei tre anni in cui ci siamo resi conto che B. vacillava sul serio e ci siamo domandati chi ne avrebbe preso il posto. Abbiamo avuto speranze, abbiamo avuto paura, abbiamo letto tante cose e ne abbiamo scritte tante altre. Adesso c'è Renzi, e per quanto sia un formidabile spunto, non richiama la stessa attenzione. In teoria la situazione attuale dovrebbe essere perfetta per un blog del genere: tra Renzi Grillo e Berlusconi Salvini, ogni mattina non dovrebbe essere difficile trovare uno spunto per dare addosso a uno dei tre. In realtà la sensazione è che una certa fase epica sia finita, che finalmente un certo equilibrio sia stato raggiunto, e che molti si siano distratti; che sotto la buccia degli addetti ai lavori, che litigano per mestiere o inclinazione, ci sia una larghissima fetta di lettori annoiati che di questa roba non ne può più. C'è davvero necessità di un altro pezzo sulle purghe nel M5S, o sui voltafaccia di Salvini? Che senso ha infierire? Bisognerebbe essere più antigovernativi ma controllare di non dire le stesse cose che sta dicendo Grillo o il Giornale, è complicato. Io su Renzi avevo molti pregiudizi ma sarei stato contento se fosse riuscito a smentirli. Fin qui non è proprio andata così. Adesso ci sarà la corsa al Quirinale, vedo i giornalisti molto eccitati - io ho già la nausea. Magari tra due mesi succede la Grecia ci fa uno scherzo o succede qualcos'altro di imprevisto e diventa di nuovo interessante discutere di politica interna - a proposito, in questi tre anni la politica estera l'abbiamo tutti colpevolmente snobbata, con qualche soprassalto perlopiù causato da bombardamenti in Palestina. Credo che a rileggermi col senno del poi - una cosa che per fortuna non avrò mai tempo per fare - farò l'effetto di una persona eccezionalmente miope, tutta concentrata su quello che gli succedeva nell'orto di casa, mentre a Hong Kong si fronteggiavano democrazia e totalitarismo, la NSA ci spiava, Google cominciava a produrre droni, eccetera eccetera. Questa miopia la rivendico: sono un tizio che non ci ha mai visto molto lontano, e che preferisce dare un contributo ai piccoli discorsi che capisce. Non sono un futurologo, non capisco molto di economia (beati voi che invece), mi piace scrivere dei fatti miei e di qualche milione di persone con cui condivido la lingua. Niente di interessante, vi avevo mai fatto credere il contrario? Vi chiedo scusa, e vi capisco se passate di meno. Capita persino a me.


Tempo

A settembre è finito anche il tempo. Non saprei dire il perché, ma mi sembra di averne sempre di meno. Non ho cambiato professione, non ho figliato ulteriormente, non ho trovato un nuovo hobby, non ho un amante. Mi addormento prima, semplicemente. Questo era un blog che si metteva assieme soprattutto in una fascia dall'una alle tre di notte che non esiste quasi più. Meno tempo significa meno pezzi, il che non è necessariamente un male. Diventa sempre più difficile pianificarne le uscite, e questo rende più difficile scrivere i pezzi sui santi - ce ne sono ancora di interessanti, ma ci vuole un tempo per prepararli che non c'è più. Un'altra cosa da fare sarebbe riscriverli bene - ci trovo strafalcioni e ripetizioni ogni volta che li rileggo. Diciamolo, ho passato due o tre anni a scrivere come un ossesso e non riuscivo più a correggermi. Un obiettivo per il 2015 potrebbe essere: scrivere meno scrivere meglio.

(Ma vi rendete conto che tra dieci anni è il 2025? Brividi).

4 commenti:

  1. Per come la vedo io, quest'anno sta un po' sfumando il fenomeno del clickbaiting e si sta cercando di fare più qualità negli articoli. Più qualità non vuole ancora dire più soldi, ma prima o poi succederà.
    Riguardo al blog secondo me ti sei un po' stufato anche te di scrivere di politica, io ho trovato particolarmente belle e interessanti le recensioni dei film, proprio per come le hai strutturate e sei riuscito a far passare i concetti.
    Belli anche gli articoli sui santi, però richiedono anche tempo per essere letti e credo abbiano meno pubblico.
    Io fossi in te parlerei sempre più di quello che ti interessa, e su cui hai qualcosa da aggiungere. A me interessano sempre molto i retroscena del mondo della scuola, perchè io di amici che insegnano non ne ho, sono tutti architetti senza lavoro.
    In ogni caso rimane sempre un ottima fonte di letture e spunti, grazie

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  2. Risposte
    1. se è un maschile generico all'antica lo trovo raffinato al limite del geniale. ma magari è solo un refuso.

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