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martedì 21 febbraio 2012

AntiPerformatiValter

Nella teoria degli atti linguistici di John L. Austin esistono quei famosi "atti performativi", che sono discorsi che non si limitano ad affermare o a commentare, ma fanno esattamente quello che dicono di fare. Ad esempio, "lascio in eredità la casa a mio figlio" non è una semplice affermazione: chi la dice/scrive sta proprio lasciando in eredità la casa a suo figlio, in quell'esatto momento, se c'è un notaio nei pressi.

Ora chiedo aiuto a chi il linguaggio l'ha studiato seriamente: qualcuno ha mai pensato all'esistenza di atti anti-performativi, discorsi che disfano proprio quello che stanno affermando e proprio nel momento in cui lo affermano? Per esempio, quando uno dice: Sono molto modesto: proprio in quel momento non lo è più. Oppure uno che urla: voglio Silenzio! Però questo secondo esempio in realtà non funziona, perché uno urlando spera comunque di essere performativo e di ottenere in un secondo momento il silenzio a cui aspira. In realtà non è così facile usare la lingua in modo antiperformativo. Bisogna vivere sul filo del paradosso, non è da tutti. Ma sicuramente è da Veltroni.

Vi ho fregati, altro che filosofia del linguaggio, quello che segue è un altro pezzo su Veltroni. Sì, ci sono ricascato. E dire che le ho provate tutte. Mi sono trovato questa bella rubrica, per esempio domani si festeggia la cattedra di San Pietro, non San Pietro ma proprio la cattedra di legno, non è fantastico? Il mondo è pieno di cose meravigliose di cui scrivere, la vita è breve, l'arte è lunga, e non combinerò mai niente di buono se ogni volta devo fermarmi perché Veltroni ne ha detta un'altra.

D'altro canto lui esiste, e rilascia interviste che sono atti antiperformativi: non vale la pena di segnalarlo agli studiosi? Quando chiama Maltese e rilascia un'intervista dove detta una linea del PD che non ha niente a che fare con la linea del segretario del PD, e nello stesso momento afferma: basta correnti, Veltroni non sta semplicemente giocando a rompere il suo partito e minare la sua fragile risalita nei sondaggi; non sta semplicemente pestando nel torbido del dibattito interno, offrendo a giornalisti interessati settimane di polemiche che poi ricascheranno nel nulla. Veltroni sta sfidando il principio di non contraddizione che è alla base del pensiero razionale moderno scientifico occidentale, Veltroni sta andando oltre, chi sa dove chi sa dove, in una nuova dimensione dove le correnti si fondano negandone la necessità.

E allora dite quel che volete, ma non negate che Veltroni sia affascinante. Molto, molto più interessante del tizio peace and love and figurine che credevamo di aver candidato quattro anni fa. Veltroni è oltre, Veltroni è post, Veltroni è il primo vero politico italiano a vivere in una dimensione 2.0, e in questa dimensione Veltroni si è preso un ruolo di tutto rispetto che è quello del troll. E come tutti i troll, Veltroni è in cattiva fede: non può non sapere che partiti senza correnti ce ne sono stati tanti nel Novecento, anche perché il più importante di tutti è quello in cui è cresciuto lui, il Partito Comunista Italiano. Esatto, sì, era un partito senza correnti formalmente riconosciute: a differenza della Democrazia Cristiana, dove le correnti erano associazioni con tessere, convegni, dirigenti, nel PCI tutto questo per statuto non esisteva. E i miglioristi? Giorgio Amendola era un migliorista. Giorgio Napolitano era un migliorista. Giuliano Ferrara era un migliorista. I miglioristi insomma esistevano; candidavano loro esponenti a livello locale e nazionale; avevano quote di tutto rispetto nelle cooperative e i loro corsivisti di riferimento sull'Unità. Però non potevano chiamarsi corrente, perché il centralismo democratico del PCI non ne prevedeva l'esistenza. Formalmente.

In pratica erano una corrente e si comportavano da corrente, perché - come Veltroni sa benissimo - non c'è nessuna disciplina interna compatibile con la democrazia che può impedire un insieme di esseri umani di pensarla tutti nello stesso modo e organizzarsi all'interno di un partito. Quindi in pratica cosa sta chiedendo Veltroni quando dice che vuole abolire le correnti? Rivuole il centralismo democratico, per cui il segretario detta la linea e la minoranza borbotta impotente contando i giorni al Congresso? Difficile conciliare una visione del genere col veltronismo militante, che consiste nel telefonare a un giornalista ogni volta che si ha una mezza idea da buttar lì, e chìssene se c'è un segretario regolarmente eletto che la pensa in un modo diverso. Quindi: correnti riconosciute no, sarebbe come rifare la DC. Centralismo e correnti sottaciute no, sarebbe come rifare il PCI. Cosa vuole esattamente dalla vita e da noi Veltroni? Una cosa nuova. Il partito leggero. Il partito leggero è una cosa fichissima, l'ha teorizzato Giuliano Ferrara ma avrebbe anche potuto farlo George Orwell dopo aver mangiato pesante. Il partito leggero non ha iscritti, perché gli iscritti potrebbero condizionare le scelte del leader. Il partito leggero elegge il leader mediante primarie, dove tutti i cittadini, senza tessere, possono eleggere i candidati: e per tutti si intende proprio tutti, non c'è nessun sistema per tenere fuori elettori di altri partiti e semplici disturbatori: tutti dentro, tranne i cinesi perché dei cinesi Veltroni sospetta.

Il popolo insomma, cinesi a parte, elegge un leader, scegliendolo da una rosa di candidati che sono espressi non si capisce da chi, visto che correnti non ce ne possono essere. O forse possono esserci soltanto la settimana in cui ci si candida, e devono promettere di sciogliersi subito dopo giurin-giuretta. Il popolo elegge quindi il suo leader, e da quel momento in poi non ci sono correnti, non ci sono minoranze, c'è "più pluralismo" che però non si può organizzare, e quindi non si può esprimere, tranne evidentemente Veltroni, che può rilasciare interviste alla Stampa al Corriere o alla Repubblica. Ma forse mi sbaglio, forse non è una prerogativa che Veltroni vuole per sé, forse qualsiasi non-iscritto al PD ha il diritto di protestare facendosi intervistare sulla Stampa o sul Corriere o su Repubblica, e in ciò consiste il pluralismo. Probabilmente è così, probabilmente la prossima volta che non apprezzo un'uscita di Bersani invece di perdere tempo qui chiamo direttamente Maltese che si prenoti un paio di pagine e un titolo basso in prima. Il partito leggero in somma è così... ah, dimenticavo, Veltroni non solo vuole primarie senza correnti, ma le vuole obbligatorie per tutti i partiti, che se ci pensate è fantastico, cioè, perché poter votare soltanto per il segretario del PD? ma giustamente io voglio scegliere anche il candidato PdL, e IdV, e mi vengono anche in mente un paio di nomi per Rifondazione. In pratica dopo un po' ci sarebbe un gruppo di aficionados che vota a tutte le primarie che trova: ma a quel punto a che serve eleggere tanti partiti diversi? Ma facciamone un solo Partito unico, no? Tanto alla fine della fiera si tratta solo di trovare un modo poco macchinoso per eleggere Monti alla carica che ha già.

Più o meno questa è l'idea di 'leggerezza' di Veltroni-Ferrara: una leggerezza opaca (non sono identificabili né i gruppi che esprimono una candidatura, né gli elettori), strutturata per legge (le primarie obbligatorie), plebiscitaria (l'elettorato non può darsi nessuna organizzazione intermedia, deve votare un leader e poi sciogliersi in attesta della consultazione successiva). Il potere rimane nelle mani del leader, il dissenso in quelle di chi ha in rubrica i numeri di telefono dei giornalisti. E nota che non sono alieni appena arrivati da un disco volante: sono esperti di Novecento che hanno studiato il Novecento e non fanno altro che parlare di Novecento, ogni loro parola è talmente pregna di quel secolo mai troppo breve che Veltroni non riesce neanche a dire la parola "tabù" senza soggiungere che l'ha già usata Freud, insomma è una parola certificata Iso-Novecento: e dopo tutto questo mangiare Novecento, ruttare Novecento, cacare Novecento, il risultato è che ti buttano lì una proposta di partito totalitario per il nuovo millennio, ma grazie tante, è proprio vero che la Storia insegna un sacco di cose a chi l'ha studiata bene.

18 commenti:

  1. Ok, è ufficialmente il mio "Veltronista" preferito, insieme a Bordone..
    un solo appunto:

    grammar nazi ON
    "pescando nel torbido"
    grammar nazi OFF

    ma l'ora del post è tarda, si perdona.
    Grazie per questo post e per tutti gli altri.

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  2. hai provato con le teorie di Paul Grice? L'implicatura conversazionale... vanno oltre gli atti linguitici :) http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Grice

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  3. Si fossero le 'primarie obbligatorie', disposte da una legge scritta da un essere umano con un q.i. superiore a 80, non credo che uno potrebbe poi votare alle primarie di tutti i partiti. Bisognerebbe farsi mettere il timbro sulla tessera elettorale eccetera.

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    1. In Argentina, sono obbligatorie e le organizza lo stato. Dunque, hai tutti i biglietti di tutti i partiti e ne scegli uno solo. Bella trovata, eh? e non solo: se il tuo partito alle primarie non arriva al 3% non si puo candidare per le elezioni (quelle vere)

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  4. ho un'idea:
    qualcuno si candida (raccogliendo firme, facendo campagna elettorale) e poi si vota.
    ochei, lo so che esiste già: si chiama elezioni.
    primarie obbligatorie?
    delle pre-elezioni per 10-20-30 partiti?
    e uno sceglie prima da quale partito farsi timbrare la tessera elettorale per le primarie?
    non ho letto l'intervista a veltroni (o quel che era) e non la leggerò. mi fa orrore solo a leggere le tue note.
    però ho un'altra idea: facciamo scegliere i candidati alle primarie del pd da funzionari con un qi superiore a 80

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  5. "Si fossero le 'primarie obbligatorie', disposte da una legge scritta da un essere umano con un q.i. superiore a 80, non credo che uno potrebbe poi votare alle primarie di tutti i partiti. Bisognerebbe farsi mettere il timbro sulla tessera elettorale eccetera."

    Perchè sulla tessera elettorale e non direttamente su un avambraccio?

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  6. L'articolo di Leonardo è da me tristemente condiviso. Tristemente perché io nella sinistra ancora ci credo e mi ostinerò a crederci!

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  7. Hai scritto cacare, in italiano corretto. Il nazigrammar che dimora in me ha pianto una lacrimuccia.

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  8. E' comprensibile che come dinamica risulti sgradevole, soprattutto per chi intende convogliare il proprio impegno politico dentro un partito, aspettandosi di trovarci regole chiare e rispetto reciproco, ma in sostanza Veltroni si sta preoccupando di presidiare quell'area di elettorato potenziale del PD al quale Monti non dispiace affatto, e che tra Fornero e Camusso non appoggia necessariamente in toto la seconda. Non escluderei, per altro, che lo facesse con il più o meno tacito consenso della segreteria, che si trova seriamente in ambasce, visto che da un lato la CGIL e SEL fanno il loro mestiere, ma anche gli elettori (potenziali) del PD fanno le loro riflessioni (tipo: perché votare il PD se dice le stesse cose che dice SEL? Se sono d'accordo voto SEL, se no qualcun'altro).

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  9. Dai Leonardo, non far finta di non vedere che WV si ispira in toto al modello americano di selezione dei rappresentanti politici. Non ho i mezzi per capire se sia importabile in Italia, ma mi sembra che in USA sono molto distanti da un sistema totalitario.
    L'argomento "sistema americano" è il classico cavallo di battaglia di chi è convinto di avere un carisma infinito ma di essere tagliato fuori da sordidi intrighi interni.

    Elvetico

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  10. Sì ma non basta guardare il Superbowl in tv per conoscere davvero "il modello americano". L'idea di imporre per legge ai partiti (che sono organizzazioni private) la selezione interna dei candidati è la cosa meno americana che si possa immaginare. Io poi trovo che il modello americano non sia applicabile, per il semplice motivo che non è un "modello", è un insieme di ritualità che si è sviluppato in duecento anni adattandosi a un territorio molto composito: onestamente non ho mai capito come si proteggono dal rischio delle infiltrazioni, forse semplicemente la soglia di partecipazione in molti Stati è abbastanza bassa da permettersi di ignorare il problema. Noi abbiamo una Storia diversa, che i cacanovecento ben dovrebbero conoscere.

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  11. ...e comunque volevo proprio dire "pestare" nel torbido: nei periodi di calma, quando ormai tutte le polemiche si sono posate sul fondale, arriva il bimbo Walter, due pestoni e via. Per pescare nel torbido ci vuole più abilità

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  12. Gli è che Walter ci è rimasto sul gozzo. Quattro anni fa ci siamo presi una sola disumana, come quando compri la casa sbagliata e non riesci a rivenderla. Ti incazzi col mondo, ma sotto sotto sai che lo stupido sei stato tu.

    Elvetico

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  13. Solo una sciocchezza tecnica...
    Se ricordo bene negli USA coloro che hanno partecipato alle primarie di un partito fanno parte di una lista di persone che non possono partecipare alle primarie dell'altro partito.
    I partiti condividono queste liste e così si proteggono da possibli "doppio-votanti"

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  14. e perché piuttosto dovremmo votare un partito che si vorrebbe di sinistra e fa le politiche della destra? chi preferisce la Fornero ha taaaanto spazio per accomodarsi di là.

    questa passione per sterminare chi è appena un po' più a sinistra invece di pensare seriamente a sconfiggere la destra, non a copiarla, è stata la distruzione della opposizione in Italia, regalandoci corruzione, piattezza mentale, pavidità, craxismo e berlusconismo.

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  15. "Sotto sotto sai che lo stupido sei stato tu".

    Ma parlate per voi, io votai Bindi.

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