Pages - Menu

sabato 5 settembre 2020

Ridurre i parlamentari per rendere più efficiente... la corruzione

Questo referendum è ingiustificabile. Ovvero no, sappiamo tutti che serve per dare un contentino a un Movimento che si è fatto strada nell'elettorato impugnando uno storico piccone antisistema; è da anni che lo imbraccia davanti al parlamento (anche se nel frattempo ha mandato i suoi uomini dentro) e ora bisogna proprio che almeno un colpo lo dia, tanto peggio se si rompe qualcosa. Qualcuno è sinceramente convinto che potrebbe essere l'occasione per fare un restauro migliorativo, ma è gente senza cultura che quando ha provato a scrivere riforme costituzionali si è fatta ridere dietro e ancora non ha capito il perché, è fatta così, le potresti vendere un progetto chiavi in mano per un ponte ferroviario sullo Stretto di Messina (anzi qualcuno glielo ha già venduto) (e sta tuttora intascando le penali perché il cantiere non parte).

Capita così di leggere le più fantasiose giustificazioni, tutte belle documentate come se la politica fosse una scienza esatta – io per fortuna ho ancora un mestiere e poco tempo da dedicarci, così mi perdo tutti i link, ad esempio mi piacerebbe onestamente ritrovare il pezzo di un ingegnere convinto che con meno parlamentari si sarebbe ridotta la corruzione. Della serie, per ridurre le rapine in banca riduciamo gli sportelli. No in realtà era meno cretina di così, aveva trovato un paper basato sugli enti locali in Svezia (e già qui dovrebbe suonare un campanello d'allarme) che dimostrava che gli enti con più rappresentanti erano più corrotti. Mi domando se il caso non ricada nel solito paradosso: un ente risulta più corrotto se per esempio sono state sporte più denunce, se vi sono stati processi e soprattutto condanne per corruzione – ovvero se in quell'ente la corruzione è percepita come un problema dall'utenza e dalla magistratura. Un ente potrebbe anche risultare "non corrotto" perché nessuno ha più la volontà di denunciare e indagare. A parte questo, resta abbastanza ovvio che più sono i rappresentanti, più aumenta la possibilità che qualcuno si lasci corrompere. Ma questo deve automaticamente significare che basta ridurli per risolvere il problema? Basta rifletterci un attimo per accorgersi che potrebbe essere vero l'esatto contrario.

Cos'è la corruzione? Banalmente, si tratta di offrire un premio a un rappresentante affinché favorisca i miei affari particolari a scapito di quelli della collettività che rappresenta. Sotto un certo limite il fenomeno è perfettamente legale e prende il nome di lobbying. Corruzione e lobbying sono connaturate alla democrazia: il solo fatto che esistano rappresentanti a cui è delegata la facoltà legislatrice rende possibile e persino auspicabile che i cittadini si rivolgano a essi creando gruppi di pressione. Il punto rimane sempre lo stesso, sin dai tempi delle polis: come evitare che i cittadini più abbienti creino, grazie alle loro ricchezze, dei gruppi di pressione più convincenti? E sin dall'inizio la soluzione non fu diminuire i rappresentanti, ma aumentarli. Per il banale motivo che aumentando il personale, la corruzione diviene via via meno efficiente. 

Non si tratta di rendere impossibile la corruzione, ma di renderla troppo costosa e inefficace. Se voglio convincere un Consiglio a far passare la nuova cinta muraria attraverso i miei pascoli (in modo da difenderli e da farmi intascare un indennizzo), io posso offrire un agnello a ogni membro del consiglio – se fossero dieci membri mi potrebbero bastare sei agnelli; se fossero venti me ne servirebbero undici – se sono cinquecento è meglio lasciar perdere. Chi fosse realmente preoccupato dal fenomeno della corruzione dovrebbe chiedere di aumentare, e non ridurre il numero dei parlamentari. Viceversa, chi li vuole ridurre, magari è convinto in buona fede di combattere la corruzione, ma quel che ottiene realmente è di renderla più efficiente. Più che disincentivare la corruzione, per loro si tratta di mantenerla entro dimensioni ragionevoli, insomma di far spendere meno in bustarelle. 

Se poi sono gli stessi che cercano di spiegarti che questi rappresentanti devono essere poco pagati, e quindi più facilmente tentati dalle elargizioni, ecco, hai già capito il brodo culturale in cui hanno preso forma personaggi come Casaleggio: una piccola-media impresa che vorrebbe avere come controparte una piccola-media politica da lobbizzare con piccole-medie bustarelle. Io voto no. 

8 commenti:

  1. Lo stracciacazzi qui presente (salutoilpubblicodacasa) ti indicherebbe come corretto "brodo cOlturale".

    RispondiElimina
  2. E io che scherzavo!
    Beati coloro che vivono nel monopolio!
    Io amo la dote scuola,ma sono uno che "affronta" il mercato e nel lockdown nn avevo lo stipendio garantito anche se mi grattavo gli zebedei. Oltretutto visti i servizi e l'efficienza resi da una paritaria di salesiani(a retta di 3.500 euro anno),mi sono propio convinto che coloro che temono la "concorrenza" hanno la coda di paglia. Ma è una mia impressione ovviamente.
    Sono sfigato,lo so.
    Però di dover vivere sotto il sol dell'avvenire,anche no grazie.

    RispondiElimina
  3. A proposito di corruzione c’è un altro aspetto da dire.
    Con la vittoria del sì il Senato sarà composto da 200 persone, contro le 315 di oggi.
    Questo significa che aumenterà il valore marginale di ogni singolo senatore rispetto al suo essere maggioranza o opposizione.
    Se infatti oggi, senatori a vita inclusi, per avere la maggioranza servono da 158 a 161 senatori, in caso di conferma della riforma costituzionale per avere la maggioranza basteranno da 101 a 104 senatori.
    Anche per far cadere un governo, però, basterà quel numero di senatori.
    Quindi, il potere di ricatto che ognuno di loro avrà aumenterà.
    Soprattutto nel caso di maggioranze risicate – cosa avvenuta quasi sempre nelle ultime legislature – si avranno sempre più casi di trasformismo, di parlamentari che “o ritiri le truppe dal Verdestan o voto la sfiducia”. E se la corruzione è “il premio che viene dato a un rappresentante affinché favorisca interessi particolari”, gli episodi di questo tipo possono essere molto più frequenti in un contesto in cui il Parlamento ha meno rappresentanti.

    f.b.

    RispondiElimina
  4. trovo commovente questo tuo ciclo di difese della professione e della professionalità (omettto l'argent de poche che non sarebbe elegante) dell'onorevole fascina.

    RispondiElimina
  5. Questa serie di articoli a favore del no omette sempre che la riforma è stata votata da tutte le maggiori forze politiche, come a cercare un alibi al no in una opposizione ai 5 stelle che di fatto non c'è stata in parlamento. Anzi, le principali forze politiche hanno già tentato di ridurre i parlamentari con tentativi molto più maldestri e influenti sui meccanismi costituzionali. Sul tema qui discusso non si dimostra di fatto la valenza di un numero preciso di parlamentari come antidoto alla corruzione, perchè difendendo genericamente un numero più alto non si prova in nessun modo la reale incidenza del taglio di un terzo di essi. Altrimenti le argomentazioni qui presentate dovrebbero arrivare alla conslusione che servirebbero migliaia o milioni di parlamentari. Insomma se non è provato che questo taglio porterebbe più corruzione non è provato nemmeno il contrario. Che dire poi della possibile maggiore responsabilizzazione e visibilità dei membri di un parlamento meno affollato, con conseguente maggior controllo mediatico delle storie personali dei parlamentari stessi e dei singoli legami con realtà a rischio di conflitti di interessi e conseguente corruzione? Sulla carta un parlamento ridotto può essere meno corrotto perchè meno nebuloso e più controllato nei suoi singoli rappresentanti. Voto sì.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 'Nsomma, 945 deputati, a prescindere dal discorso corruttorio, perchè non dimagrire? Per rappresentanza? ( =) )Esattamente di chi? Non si risparmierà nulla, ma perchè quasi 1000, decretati nel 1963, in condizioni politiche e, come dire, ad esempio le Regioni nemmeno esistevano, "cadredistiche"? Perchè lì non prendi solo soldi, più che altro acquisisci contatti e diventi influencer per il solo fatto che cali il sederone su una comoda poltroncella sita nella capitale. Che tu sbatta o meno. E perchè? Per merito? Per concorso, per titoli, per cosa? Ah, perchè ti hanno eletto. Ok... Il dito sono i soldi e la corruzione, la Luna, è ben altro. Complimenti per le analisi su i The Beatles. (aspetto la prima posizione)

      Elimina
  6. L'articolo a cui ti riferisci potrebbe essere questo: https://medium.com/@simonepiunno/perch%C3%A9-voter%C3%B2-s%C3%AC-al-referendum-a733dc2b1ffa

    RispondiElimina

Puoi scrivere qualsiasi sciocchezza, ma io posso cancellarla.