Il monaco Beda, che nella sua vita non lunghissima ha composto manuali di grammatica, retorica, aritmetica, geografia, cronologia, astronomia, meteorologia, scienze naturali, poesia, storia, esegesi, morale, teologia... di sé stesso ha scritto pochissimo, ma quel poco brilla a più di un millennio di distanza. All'età di sette anni i miei genitori mi affidarono alla cura del reverendissimo abate Benedetto, e in seguito a Ceolfrid, perché mi istruissero. Da quel momento ho passato tutta la mia vita all'interno del suddetto monastero, dedicando tutte le mie fatiche allo studio delle Scritture, e fra l'osservanza della disciplina monastica e del compito quotidiano di cantare in Chiesa, è sempre stato per me piacevole imparare, insegnare o scrivere. Come riesce bene, il Venerabile, a scolpire in poche righe l'autoritratto di un intellettuale che ha la fortuna di trarre piacere da tutto quello che fa, e Beda, nel suo monastero nell'Anglia settentrionale, ha veramente fatto tanto. Tra le varie conoscenze che ci ha tramandato, quella che ci capita di usare tutti i giorni è il computo degli anni a partire dalla nascita di Cristo. Un secolo prima, a Roma, Dionigi il Piccolo aveva stabilito che Gesù doveva essere nato nel settecentocinquantatreesimo anno dalla fondazione di Roma; Beda, nella sua Storia ecclestiastica delle genti inglesi, volendo aggiornare i cicli pasquali che aveva trovato in un'opera di Cirillo di Alessandria, e rifiutando di contare come Cirillo gli anni a partire dall'empio imperatore Diocleziano, decise di prendere come riferimento la data di Dionigi, e indicare gli anni Ab Incarnatione Domini (quindi dall'Annunciazione, non dal Natale). Nessuno prima di lui lo aveva fatto: da lui in poi non abbiamo più smesso. Nel frattempo abbiamo capito che probabilmente Dionigi si sbagliava, e che Gesù potrebbe essere nato qualche anno prima: ma non è un grande problema. Il guaio vero è un altro, chi ha studiato astronomia e fisica già sa.
| James Doyle Penrose |
Il guaio è che Beda, in quell'occasione, partì dall'anno Uno. E che c'è di male (direte voi): non è un ottimo anno da cui cominciare? Chi, dovendo iniziare un elenco, una lista, una cronaca, non partirebbe dall'Uno? Già. Ma così facendo Beda – che resta Venerabile per centinaia di altri motivi – ci ha pur sempre creato un problema. Può sembrare un rilievo ingeneroso: Beda era uno degli intellettuali più importanti del suo secolo, ed era anche un buon divulgatore della scienza aritmetica: tra le sue opere più lette nel medioevo c'era un trattato sull'arte di risolvere le operazioni con le dita. Ma di qui a scoprire lo zero ce ne voleva, se si pensa che il concetto arrivò in Europa più o meno con Fibonacci verso il 1200. Oggi ci sembra intuitivo, ma per Beda non lo era; e quindi succede questa cosa che, l'anno Uno dall'Incarnazione (25 marzo) sia l'anno in cui Gesù compirebbe un anno (il 25 dicembre). Bene. Dunque Gesù in che anno sarebbe nato? Questo Beda non lo dice; ma chi dopo di lui ha voluto iniziare a contare gli anni a ritroso, non ha pensato di segnare un anno Zero. Per cui succede questa cosa buffa, che Gesù Cristo sarebbe nato nell'primo anno Avanti Sé Stesso. Non è un miracolo, è quel che succede a contare le cose se non hai ancora il concetto di zero. Una settimana dopo cominciano gli anni dopo Cristo, il che significa che al momento della circoncisione (primo gennaio dell'1 dC), quando Gesù aveva otto giorni, viveva già un anno dopo Sé Stesso. Si tratta di paradossi solo teorici – probabilmente anche Beda sospettava che Gesù avrebbe potuto nascere un po' prima o un po' dopo, la precisione assoluta non è per gli storici (gli astronomi, che ne hanno più bisogno, hanno introdotto l'anno Zero nel Settecento, per cui per loro l'1 aC è 0, il 2aC è il -1, e così via).
| Strafalcione del Corriere della Sera, subdolamente fotografato prima che lo cancellassero il mattino del 4 gennaio 2018 dC (sec. XXI). |
I veri problemi cominciano coi secoli: Gesù, in effetti oltre a essere nato negli ultimi giorni del primo Secolo prima di Sé Stesso, è anche vissuto nel primo secolo dopo di Sé Stesso. Si tratta del bug che affligge da sempre gli studenti di Storia, per cui quando contano i secoli con gli ordinali (ad esempio Beda è vissuto tra VII e VIII) devono ricordarsi di sottrarre cento numeri cardinali (infatti è nato a cavallo tra 600 e 700). Si potrebbe risolvere introducendo il concetto di Secolo Zero, ma poi non riusciremmo più a leggere correttamente tutti i libri che abbiamo scritto fin qui (e aggiungi il piccolo dettaglio che non abbiamo mai inventato un numero romano per indicare lo 0). È lo stesso bug per cui teoricamente i secoli finiscono il 31 dicembre dello '00, e non del '99. È un millenium bug che ci teniamo dai tempi di Beda, il quale probabilmente se sapesse quanti fastidi ci ha dato ne sarebbe costernato: per lui le cose dovevano essere il più possibile chiare e praticabili.
Nessun commento:
Posta un commento
Puoi scrivere qualsiasi sciocchezza, ma io posso cancellarla.