Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi
certe tue canottiere...
E l'innocenza e l'ignoranza in noi,
da calci nel sedere!
E la cantina buia dove noi
ci pestavamo a sangue,
e i miei assalti e l'eco dei tuoi "no!"
Scusa, ti ho fatto paura?
Dove sei stato cosa hai fatto mai...
una donna?
Ma sei sicura?
Ma che vuol dire "Sono una donna", ormai?
Ma quanti ormoni ti hanno dato, lo sai?
Che importa, tanto tu non me lo dirai...
(Purtroppo)
Ma ti ricordi l'erba verde, e noi
lontano dai sentieri.
Di che colore sono gli occhi tuoi?
Io te li faccio neri...
Dove sei stato cosa hai fatto mai,
una donna, donna dimmi
cosa vuol dire "sono una donna" ormai,
con che pronomi adesso ti chiamerai,
che importa? Tanto tu non me lo dirai,
purtroppo.
Le ombre dei fantasmi della notte,
le ombre dei fantasmi della notte,
io le prendo tutte a botte!
Chi si fotte dei fantasmi della notte!
Sono alberi e cespugli ancora in fiore,
sono gli occhi di una donna ancora pieni di?
O mare rosso giallo nero verde e rosa,
se sei una donna, allora io sono che cosa?
O mare giallo verde nero viola e ro,
tu sei una donna, io chi sono non lo so so.
Le ombre dei fantasmi della notte
(chi si fotte dei fantasmi della notte).
Scusa se ti ho dato troppe botte,
è colpa dei fantasmi della notte.
V
Immagino che Mogol non sarà contento.
Neanche noi siamo contente di Mogol.
Chi è Mogol?
Ecco, appunto, anche da un punto di vista anagrafico è curiosa questa vostra ossessione per i suoi testi.
Oddio, ossessione.
Penso ad esempio a Sta' zitto quando parli, nel primo album, che era una rilettura dei Giardini di marzo immaginata dalla parte della ragazza.
Una ragazza che si sta scocciando perché il tizio continua a parlare dell'universo dentro di lui invece di passare all'azione.
Ma sono canzoni dei primi anni settanta, voglio dire, sono passati cinquant'anni. È ancora necessario prenderle in giro?
Niente è necessario.
Cioè io da un punto di vista storico posso capire questa ruggine tra punk e cantautorato. E magari trent'anni fa prendersela con i cantautori poteva servire a rimarcare la differenza, a segnare i confini tra una generazione e l'altra, ma ormai è successo due generazioni fa! Per cui paradossalmente è proprio questo il pezzo che vi fa sembrare più datate di quanto non...
Datate? Ma di' pure vecchie.
Vecchie di merda.
Che in effetti è un altro tema che emerge in questa zona dell'album, ad esempio in un brano come Ho fatto sesso.
Beh adesso non esageriamo. Cioè non siamo così vecchie.Abbiamo anche fatto un pezzo trap.
Lasciamo perdere il pezzo trap. Mogol effettivamente è un feticcio molto più vecchio di noi. Ma resta un feticcio. Uno dei motivi per cui i suoi testi rimangono impressi nella memoria collettiva, anche a generazioni di distanza, è la loro demenzialità. Cioè parliamo di un paroliere veramente senza vergogna, che pur di mettere un po' di sillabe qualsiasi su qualsiasi musica è riuscito a ideare dei giri di parole che ancora oggi danno il capogiro per quanto sono folli.
...mentre in altri casi è di una volgarità allucinante, che ci sorprende ancora oggi. Cioè pensa alla Canzone del sole originale, pensa a questa tizia che torna in campagna dopo essere stata in città, e si aspetta di divertirsi un po' nel fienile col cugino, ma questo si fa una serie di pare, quante braccia ti hanno stretto tu lo sai per diventar quel che sei, una cosa da prenderlo a sberle. Mogol è osceno.
Ed è demenziale.
E quindi...
E quindi in un certo senso è il nostro padre.
Anche se è difficile definirlo punk.
Non lo so. Quando scrive: Tu non sei molto bella e neanche intelligente, ma non t'importa niente perché tu non lo sai, ecco, secondo me siamo ai bordi del punk.
Anche tu ami tanto le banane?
Sono testi molto sessisti, non ve lo devo spiegare io.
No, davvero, non ce lo devi spiegare tu. Ma alla fine se ci pensi l'uomo ci fa sempre una brutta figura, anche se lo stesso Mogol magari non se ne rendeva conto (Battisti invece secondo me sì, cantando se ne rendeva conto). È un sessismo talmente osceno che diventa autoparodico anche contro le sue intenzioni. Lo possiamo sfoggiare come i Sex Pistols sfoggiavano le svastiche.
Va bene, insomma, se ho capito il senso della canzone: ci sono due vecchi amici che da giovani passavano il tempo a menarsi. Si incontrano dopo tanto tempo e uno dei due (quello che di solito le prendeva) ha cambiato sesso.
Ha scoperto di essere di sesso femminile.
Questa cosa provoca una violenta crisi di identità nell'amico.
Che potrebbe anche essere un'amica. Cioè non lo sa di che sesso ha, lo ha sempre dato per scontato ma alla fine comincia a porsi la domanda.
E tutto questo è raccontato con storpiature di versi della Canzone del sole.
Più o meno.
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