Diocese of Shrewsbury. |
Per quanto possano esserci state epoche più eroiche, per i martiri cattolici, difficilmente risulteranno più avventurose delle persecuzioni inglesi tra Cinque e Seicento. Amministrare i sacramenti non è mai stato tanto simile al mestiere delle spie – più che le spie vere, spesso funzionari votati a mimetizzarsi nel grigiore burocratico, quelle che immaginiamo oggi nei film: avventurieri appesi ai cavi, dediti a missioni impossibili e fughe rocambolesche. Il loro campione è ovviamente John Gerard (1534-1637), di giorno gaudente viveur, di sera gesuita clandestino. Catturato in un nascondiglio insieme a Nicholas Owen, viene condotto alla Torre di Londra che poi non era quel luogo di torture che tutti credono, anzi fungeva da carcere solo per le personalità di nobili natali; fuggire comunque non era così semplice, ma lui riesce a farsi lanciare una corda e a calarsi giù dalla finestra, benché avesse i polsi slogati per le torture. O almeno così la racconta decenni dopo; perché passando di nascondiglio in nascondiglio, potendo contare su discepoli devoti (e guardiani corrotti), Gerard riuscì ad amministrare sacramenti per quasi vent'anni, prima di riparare nel Continente e scrivere la sua biografia.
Altri non condivisero le sue astuzie e la sua fortuna. In più di un caso a pagare con la vita non fu il prete, ma i complici che li nascondevano, o recapitano gli strumenti necessari alla fuga: vedi il caso di Margaret Ward, signora di buona famiglia, insospettabile dama di compagnia di Lady Whitall. Quando viene a sapere che il presbitero William Watson, dopo un temporaneo pentimento, ha rinunciato allo sconto di pena e ha confermato di essere un sacerdote cattolico, riesce a farsi ammettere come visitatrice nel carcere di Bridewell dove Watson è rinchiuso. La prima volta la perquisiscono con attenzione; la seconda pure; ma Ms Ward continua a visitare il prete e a mantenere un comportamento impeccabile, sicché a un certo punto probabilmente i secondini abbassano la guardia, e un bel giorno del 1588 Watson scompare: si è calato dalla finestra grazie a una corda. L'allarme è tempestivo: un uomo viene arrestato lungo il fiume, vestito negli abiti del prete; ma è il barcaiolo John Roche, che li ha scambiati con Watson, ormai scomparso con la sua barca dall'altra parte del Tamigi. La Ward viene arrestata con Roche. Appesa ai ferri per i polsi e flagellata per otto giorni, non rivela il nascondiglio del prete (forse non lo sapeva), ma ammette di avergli portato la corda, "per salvare un agnello innocente dalle grinfie dei lupi". A una giuria piuttosto clemente che le offre il perdono in cambio della conversione, reagisce con più fermezza di quella mostrata da Watson, rifiutandosi di partecipare al rito anglicano, che in coscienza ritiene eretico. Lei e Roche vengono impiccati a Tyburn il 30 agosto del 1558, assieme ad altri cattolici. Watson continuerà a fare la spola tra l'Inghilterra e il continente, organizzando congiure fallimentari che lo porteranno sul patibolo nel 1603.
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