III
(Sto sempre intervistando le Solite Stronze a proposito del loro secondo deludente album)
Visto che abbiamo cominciato a parlare dei singoli brani, vorrei tornare indietro e ricominciare dalla prima vera canzone dell'album, Zero autostima, che era già uscita come singolo su Bandcamp più di un anno fa...
Sì, l'avevamo messa fuori per l'otto marzo.
E quindi sull'album rappresenta la primavera.
Beh tecnicamente l'otto marzo è ancora inverno, ma ok.
Un anno fa si chiamava Ribellati è un ordine, ma immagino che il cambiamento di titolo non sia soltanto un tentativo di rivendere la stessa canzone due volte...
...agli stessi due utenti, beh, se succede pazienza. Comunque sì, è la stessa canzone, forse abbiamo aggiunto tre colpi di batteria che ci mancavano.
È anche il brano che assomiglia di più al vostro primo album, soprattutto a una certa vena rageagainsthemachiniana che veniva fuori verso la fine, per cui mi viene il sospetto che le canzoni di questo album seguano anche una vaga traccia cronologica, magari anche stilistica, dal punk verso altri generi...
Sì e no, perché le canzoni in assoluto più antiche sono quelle alla fine. Però sì, c'era una certa urgenza punkrock che in questi due anni si è un po' stemperata. Tanto che a un certo punto abbiamo anche provato a reagire, a tornare un po' sui binari, ma non credo che ci siamo riusciti. A riprova che guardarsi indietro è sempre un errore. Zero Autostima è una fotografia di come eravamo a inizio 2025, e per quel che ne sapevamo allora poteva anche essere l'ultimo atto di vita delle Solite Stronze.
Sarebbe stato un finale appropriato.
È un brano programmaticamente ambiguo – il che del resto si può dire di buona parte della vostra produzione.
Ah sì?
Al punto che mi sono domandato se chi lo ha scritto conosceva il concetto di doppio legame elaborato nel dopoguerra dalla scuola di Palo Alto.
Beh, immagino di sì, comunque ora chiedo: Lady Tourette, conosci il concetto di doppio legame elaborato dalla scuola di Palo Alto?
Come no, ci passo le notti con la scuola di Palo Alto.
Si tratta di una teoria che all'inizio cercava di definire il comportamento schizofrenico in un'ottica comportamentale... l'ipotesi è che i pazienti schizofrenici avessero dovuto interagire, nell'infanzia, con genitori o educatori, o comunque figure autoritarie che veicolavano messaggi internamente contraddittori. L'esempio da barzelletta è il carabiniere che dice al sottoposto: "Vieni qui, va là", al che il sottoposto si blocca immobile... però anche l'esperto di comunicazione che ti ordina "Sii spontaneo" ti sta bloccando con una comunicazione a doppio legame.
Tipo il Dio degli ebrei quando dice Ricordati di dimenticare Amalek.
Avrei preferito un altro esempio, ma sì.
Quindi il sionismo sarebbe tipo una psicopatologia di massa... Guarda, non voglio negarlo, è un'idea interessante.
Grazie.
Solo non ho ben chiaro cosa cazzo c'entri con la nostra canzone.
Beh mi sembra un esempio da manuale: la voce cantante non fa che rimproverare l'ascoltatrice di essere troppo remissiva, troppo passiva... a un certo punto le ordina letteralmente di ribellarsi...
Sì, e secondo te la ribellione avviene o no?
A sentire chi canta no, non avviene...
Quindi è avvenuta! L'ascoltatrice si è ribellata all'ordine di ribellarsi. È un inno alla passività aggressiva.
Come devo interpretare il fatto che insistiate a collegarla alla Giornata dei diritti della donna?
Come ti pare – per esempio potrebbe venirti in mente che una certa retorica dell'empowerment femminile può ottenere il risultato contrario, può intimidire chi in questa retorica non può riconoscersi, per tantissimi motivi.
È in effetti un'idea che potrebbe venirmi in mente...
...ma deve venirti in mente in modo spontaneo, non posso imbeccarti io, ci devi arrivare da solo.
E non è detto che tu ce la faccia mai.
(Deficiente).
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