mercoledì 9 gennaio 2002

Anche a me, come a tutti (magari più che ad altri), non passa giorno che non venga voglia di cambiare qualcosa, qualsiasi cosa, purché irreparabilmente. Cambiare casa, lavoro, faccia, sesso, macchina, destino. Se proprio non c’è niente di meglio, cambiare il layout (oddio, layout è una grossa parola). Perciò, figuratemi se non mi andava di cambiar moneta – anzi, erano anni che aspettavo.
Tuttavia anch’io mi devo adeguare alla circolare Tremonti che chiede a ogni bloggatore almeno un pezzo sui disagi degli euro, brutti, difficili da maneggiare, una minaccia per il povero consumatore. M’inchino alla ragion di Stato e pubblico questi

pensieri - spiccioli

1. Non so voi, ma io ho deciso di darmi un tono e rifiuterò di raccogliere, da questo momento in poi, qualsiasi nichelino da 1 centesimo mi rifilino di resto. Lo trovo persino offensivo, e comunque non credo che l’inflazione aumenterà per questo.
Dico, va bene l’eccitazione del momento, sembra a tutti di giocare a monopoli, o meglio, di poter comprare tutto con soldi finti, però un eurocentesimo vale 19 lire. Ed è una decina d’anni che la vecchia moneta da venti lire è scomparsa dalla circolazione. Cosa abbiamo intenzione di farcene?
Li lasceremo per terra, intaseranno l’aspirapolvere, faranno grippare la lavatrice. Gli architetti degli ipermercati italiani inizieranno anche loro a infilare fontane dappertutto, per la gioia dei bambini che esprimeranno desideri e genitori che potranno liberarsi le tasche di quegli affarini tintinnanti. Che spreco. E se non siamo ancora allergici al nichel, beh, lo diventeremo.
A cosa serve il nichelino? Con venti lire non ci compri nulla. Forse in Portogallo o in Grecia puoi avere una razione extra di zucchero nel caffè automatico, ma dubito.
Può servire solo al commerciante scaltro che ti vende l’articolo a 9 euro e 99 – beh, se è così scaltro si merita senz’altro il centesimo di mancia.

2. Non è che siano brutte, le eurobanconote, ma un po’ impersonali. Scenari da fine del mondo: colonne, finestre, ponti, ma dove sono le persone che passeggiano sotto le colonne, che si affacciano dalle finestre, che transitano sui ponti? Dove sono gli europei? Scomparsi.
Peccato, sarebbe stata un’occasione per farsi una cultura: perché se tuo figlio ti chiede chi è il signor Olaf Palme sulla banconota da cinque, miseria, ti tocca saperlo. (“Un vichingo, direi… quello che ha scoperto l’America”. “Prima o dopo di Colombo?” “Ahem… durante”). Mi rendo conto, però, che ogni nuova emissione sarebbe diventata un caso da commissione europea (“e allora, sul biglietto da dieci ci mettiamo Marie Curie o Celentano?”), perciò meglio soprassedere, almeno finché c’è il diritto di veto. Nel frattempo consoliamoci così.
(continua...)

2 commenti:

  1. Così come? Bah, chi si ricorda.

    Stavo prendendo tempo. In quei giorni mio fratello ebbe a dire alla mamma che "non ero tanto in vena". Non riesco a ricordare se me l'abbia detto anche a me, l'ultima domenica che ci siamo visti. E' un ricordo che forse mi sono fabbricato, per tappare un buco strano.

    Per la cronaca: continuo a ricevere e a restituire spicciolini da 1 o 2 cent. E adesso che ci penso, ogni tanto mi si arrossano le mani.

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  2. Saluti dal lontano (temporalmente parlando) 2012!

    Sono passati 10 anni, e qui in Germania i centesimi continuano ad essere regolarmente usati!
    19 lire non sono tante... ma qualcosa valgono ;)

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