venerdì 6 dicembre 2019

La vocazione (maggioritaria) all'autodistruzione

Sarà una coincidenza? Proprio nella settimana in cui abbiamo salutato la nascita di un nuovo movimento di opinione (le “sardine”), i dirigenti del PD hanno deciso di aprire un dialogo con la Lega sulla prossima legge elettorale. I leghisti la vorrebbero più maggioritaria e anche Zingaretti sembra d’accordo, in vista di un auspicato ritorno al bipolarismo. Del resto il M5S continua a scendere nei sondaggi, Forza Italia sembra in fase terminale, Renzi e Calenda dovrebbero contendersi un bacino di elettori abbastanza ininfluente, per cui, insomma, il futuro dovrebbe essere una sfida a due, ed è chiaro che i due vorrebbero essere PD e Lega. Non è scritto nel destino, ma potrebbe diventarlo con la legge giusta: il maggioritario. E proprio nei giorni in cui Zingaretti decide di pronunciarsi sull’argomento, le piazze emiliane suonano un colpo e cominciano a riempirsi di gente che nessuno aveva previsto o calcolato.


Si chiamano sardine, vabbe’, e da dove vengono? Un po’ da ovunque. Alcune affiorano per la prima volta nello specchio della politica, altre hanno perso la voglia di votare tanti anni fa, altre ancora si sono appena disamorati del movimento che fu di Beppe Grillo (e non hanno nessuna intenzione di ammetterlo). Che cosa vogliono? Tante cose vagamente “di sinistra”: ecologia, solidarietà, antirazzismo, tanti temi difficili da sintetizzare in uno slogan o un programma. Anzi no, non è così difficile: non ne possono più di Salvini e del suo sovranismo razzista e cialtrone. Visto: alla fine serve poco per mettersi d’accordo. Basta individuare un nemico, e Salvini sembra non chiedere di meglio. 

Va bene, ma per chi voteranno? Ecco. Senz’altro non Salvini, e molto difficilmente le altre formazioni di centrodestra ormai satellitari alla Lega. Ma da qui a mettere tutti una croce sullo stemma del PD ce ne passa: soprattutto in Emilia-Romagna, dove il PD è considerato il partito dello status quo, e in alcune città governa senza soluzioni di continuità dalla fine della seconda guerra mondiale (pur con nomi diversi, e una classe dirigente ormai completamente diversa per mentalità e cultura). No, non è possibile pretendere che tutte le sardine votino per il PD di Bonaccini – finché c’è ancora un sistema ragionevolmente proporzionale...

...Ma con un buon maggioritario, ecco, alle sardine e agli altri pesci non resterebbe altra scelta: o padella o brace. 


La strategia di Zingaretti a questo punto si lascia facilmente decifrare: che bisogno c’è di rifondare un partito di centrosinistra che sappia farsi interprete delle necessità e delle attese della popolazione, quando basta presentarsi come l’unica alternativa valida a Salvini? In fondo basta essere un po’ meno brutti e cattivi di Salvini: non ci vuole molto. Certo, c’è sempre la possibilità di perdere le elezioni. Più che una possibilità, coi sondaggi attuali, è una certezza: gli alfieri democratici del maggioritario sembrano davvero determinati a concedere una vittoria elettorale anche a personaggi inquietanti come Salvini, pur di far piazza pulita dei nemici ‘interni’ del centrosinistra. E in effetti, con un buon sistema maggioritario che polverizzasse i piccoli partiti, il PD resterebbe in parlamento l’unico punto di riferimento credibile dell’opposizione. Questo forse non salverebbe l’Italia dalla deriva sovranista e xenofoba di Salvini e dei suoi alleati, e proprio in un momento in cui l’emergenza climatica richiederebbe misure sempre più drastiche e impopolari.

Ma anche in caso di completa catastrofe politica e ambientale dirigenti del PD potrebbero consolarsi di essere almeno sopravvissuti a Renzi, a Calenda, a Rizzo, ecc.: di aver finalmente estirpato quei perniciosi partitini che ai tempi di Prodi venivano chiamati “cespugli”. Col napalm, e distruggendo l’intera foresta: ma pazienza.


Se da lontano può sembrare una strategia suicida, è perché lo è davvero. Possiamo dirlo senza timore di esprimere un pregiudizio, visto che tutto questo è già successo almeno una volta. In fondo Zingaretti non fa che applicare uno schema che è antico quanto il PD (2007), anzi è in un qualche modo scritto nel codice sorgente del PD, al punto che viene da domandarsi se non sia il destino del PD: diserbare il centrosinistra e regalare le elezioni al centrodestra.



È uno schema tutt’altro che segreto, di cui anzi si parlò per anni prima di metterlo finalmente alla prova. Si tratta della cosiddetta “vocazione maggioritaria”... (continua su TheVision)


mercoledì 4 dicembre 2019

Non so se l'ho convinto (lui)

– A me comunque questa cosa che non possiate mantenere la concentrazione per più di dieci minuti non so se mi convince.
– Prof.
– Che c'è.
– Ha detto: "a me mi".
– N-no, non credo di averlo detto...
– L'ha detto, l'ha detto, vero che l'ha detto ragazzi? L'ha detto.
– Potrei anche averlo detto, potrei anche avere impiegato un dativo etico autorizzato dal contesto colloquiale, con finalità espressive, ok?
– Ok.
– Ma hai capito cos'ho detto adesso?
– No.
– Però per te è ok.
– Se lo dice lei...
– E allora vedi che ti posso raccontare qualsiasi cosa? Come fai a capire che non ti ho detto solo un mucchio di fregnacce?
– Come faccio?
– Devi studiare, Nizzoli.
– Aaah, studiare.
– Studiare, sì, studiare.
– Ok.

lunedì 2 dicembre 2019

La tosse secca

(Un mio amico conosce un pediatra che è la persona più tranquilla del mondo).
"Pronto".
"Buonasera dottore mio figlio sta vomitando sangue e frattaglie da tre ore".
"Età?"
"Cinque anni il mese prossimo se ci arriva".
"Peso?"
"Venti chili tre ore fa, adesso non riusciamo a tenerlo fermo sul piatto della bilancia, emette ultrasuoni e scosse elettriche".
"10 gocce di Bogomil tre volte al giorno dopo i pasti, buonasera".
"No, aspetti, 10 gocce di Bogomil ce li ha dati anche l'anno scorso, si ricordi? quando ha contratto la peste bubbonica".
"Allora gliene dia dodici".
"Va bene ma nel frattempo è levitato e ora è appiccicato al soffitto con la testa ruotata a 180°, come faccio a dargli il Bogomil".
"Prenda quello in supposte da cinque cc".
"Sì, ma come..."
"Ce l'avrà una scala".
"Va bene, però ora sta bestemmiando in antico caldeo e rivelando informazioni sulla fine dei tempi, dice che posso chiamare un esorcista?"
"Ma sì, perché no".
"Però l'ultimo esorcista lo ha mangiato".
"Allora è meglio di no. Buonasera".
"Buonasera, no, aspetti, c'è un'altra cosa, ha anche un po' di tosse secca".
"Va bene, me lo porti domani alle sedici e trentatré. Buonasera".
(Un mio amico conosce un pediatra molto tranquillo).