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giovedì 8 gennaio 2009

Salva il mondo, scioglie la pancia

Le pazze avventure del Dott. Arci, 23.

“Buon 2010 a tutti. Siamo qui in diretta dalla casa di Arci, il famoso inventore che...”
“Ehilà, buongiorno. Stavo giusto tirando fuori le pizzette. Si serva pure”.
“Che gentile, ma no, grazie”.
“Un paio d'ostriche, allora?”
“No, no, non mangio ostriche”.
“Aspetti. So cosa fa per lei. Lei è un tipo da cocktail di scampi”.
“Veramente, ecco... non ce la faccio a mangiare durante le riprese”.
“Ah. Io però posso?”
“Se proprio non può farne a meno”
“Beh, no”.
“...stavo dicendo, buon 2010. Siamo venuti a incontrare Arci, l'Uomo dell'anno 2009 secondo Time... e secondo tutti noi”.
“Oddio, che brutta copertina quella. Glielo avevo detto che ero meglio di profilo”.
“Arci è anche l'unico esempio da qualche secolo a questa parte di essere vivente deificato in vita...”
“Chomp. Sglush. Glom”.
“... ne avrà sentito parlare, in diversi atolli della Polinesia sono stati innalzati templi alla sua persona”.
“Sì, ma devo dire che i loro frutti di mare sono stati una delusione. Invece c'è un frutto simile alla noce di cocco che è... interessante. Vuole assaggiarne?”
“Grazie, no. Arci, lei è stato da alcuni definito il Salvatore dell'Umanità, anche se questa definizione è stata rigettata da alcuni pensatori laici che...”
“Chomp. Gnam. Glom”
“Sostengono sia troppo riduttiva: lei infatti non avrebbe salvato soltanto l'Umanità, ma l'intero ecosistema planetario”.
“Burp! Scusate”.
“Vabbè, questa la tagliamo, ma non potrebbe contenersi un po'?”
“Beh, no, perché? L'ha detto lei, io sono il dio polinesiano, se lei fosse un dio non rutterebbe in camera?”
“Non ha tutti i torti. Riprendiamo. Dunque, Arci, siamo qui oggi per ricordare il giorno che ha cambiato la Storia del mondo. È vero che lei era proprio su questo divano?”
“Sì, il divano è questo. Il palazzo tutto intorno l'ho fatto ricostruire demolendo il centro storico della città in cui abitavo, ma il divano ho voluto lasciarlo. Mi ricorda di quando ero un povero inventore sfigato”.
“Ed è proprio qui che ha avuto l'illuminazione che...”
“Non mi piace la parola illuminazione. I pastorelli hanno le illuminazioni. Io sono uno colto, uno che ha studiato un sacco di cose, sa? Per questo l'idea è venuta a me e non ad altri. Proooooot”.
“Taglia! Dio mio, questo è orribile”.
“Scusate, devo averci dato dentro coi fagioli iersera”.
“Aprite la finestra! Subito”.
“Non si preoccupi. C'è un sistema di rilevazione del metano che fa partire la ventilazione in un attimo, non sente già un gradevole odore di mughetto?”
“Gelsomino”.
“Quel che è. Su, adesso che non la inquadrano: prenda almeno un paio di babà al rum”.
“Uno solo”.
“Non si preoccupi. L'intervista verrà benissimo, vedrà... ma lei dovrebbe mangiare di più, è un grissino. A proposito di grissini...”
“Riprendiamo”.
“Aspetti, mi è venuta voglia di grissini al sesamo e rosmarino...”
“Sig. Arci, le chiedo un grande favore...”
“Per lei qualunque cosa”.
“Potrebbe astenersi dal cibo per cinque minuti?”
“In effetti, non so se posso”.
“Un favore personale. Per me”.
“E va bene. Ma lei deve fare qualcos'altro per me, ok?”
“Mi lasci indovinare. Resto a cena?”
“Esatto”.


“Tre, due, uno... azione. Arci, ci racconti quel pomeriggio di gennaio che cambiò le sorti dell'Umanità”.
“Del pianeta”.
“...e del pianeta”.
“Sì, beh, ero appunto su questo divano, che cercavo di digerire un pranzo... quello dell'Epifania, mi pare. Lei sa come ci si sente in Emilia all'Epifania”.
“Devastati”.
“Dopo quindici giorni di feste coi parenti, lasagne, zamponi e abbondante senso di colpa. E dunque ero lì, nell'abbiocco postprandiale, e guardavo distrattamente la tv, quando è passata la pubblicità di quel prodotto... posso dire il nome del prodotto?”
“No”.
“Chissà quante volte avevo già visto lo spot senza pensarci... del resto sotto le feste mostrano sempre queste compresse che “riducono le calorie”. Una cosa assurda, pensavo”.
“Cioè, fino a quel giorno aveva sempre pensato che fosse assurdo”.
“No, no, fino a quel giorno non ci avevo neanche pensato, io quando guardo la tv non necessariamente penso, sa? A volte posso vedere lo stesso spot per trenta volte senza nemmeno capire cosa dovrei comprare. Non so se capita anche a lei”.
“Io non guardo molta tv”.
“Giusto. Comunque quel pomeriggio per la prima volta ho ascoltato veramente lo spot, e ho pensato: ma questa è una truffa! Come fanno a dire che riducono le calorie? Un conto è il grasso corporeo, un altro è una caloria, che è un'unità di misura di energia e non si può “ridurre”. È una cosa che va contro i principi della termodinamica, capisce?”
“No”.
“Già, giusto, beh, dunque. Deve sapere che esistono tre principi, anzi, quattro, che...”
“Arci, la prego, questo è il servizio per il pomeridiano della rai, non può pretendere di spiegare i principi della termodinamica alle casalinghe”.
“Ma perché no? Vabbè, per farla breve: nulla si crea e nulla si distrugge, e quindi nessuno può seriamente proporti di ridurre le tue calorie con una pillola. È una truffa. Almeno, io la pensavo così”.
“Però ha deciso di provare lo stesso”.
“Sì, perché vede, io sono fatto così, le cose le provo. Mi sono detto: mal che vada racconterò la mia esperienza fallimentare al mio amico Leonardo, che ci scriverà un post buffo. Ha presente Leonardo, no?”
“No”.
“Era il blog dell'anno scorso”.
“Roba vecchia, continuiamo con la sua storia. Quindi lei ha deciso di provare le famose pillole”.
“Già”.
“E ha scoperto che funzionavano”.
“Una cosa incredibile. Sulle prime pensavo che si trattasse di autosuggestione... ma quella funziona soltanto se sei convinto che funzioni, io ero sicuro del contrario. Allora ho analizzato le pastiglie, cercando di capire come funzionavano. Io m'intendo un po' di chimica, sa, ma è stato un lavoraccio”.
“Le ha preso molto tempo?”
“Quasi una mezza giornata. Insomma, ho capito che tra gli ingredienti delle pastiglie c'era una molecola con straordinarie particolarità, che... sì! Riduceva le calorie. Impossibile, ma lo faceva lo stesso. Era una straordinaria scoperta”.
“C'è una cosa che non ho mai capito. La scoperta l'avevano fatta quelli della ditta farmaceutica, no?”
“Sì, e avevano anche brevettato la molecola”.
“E la usavano soltanto come dimagrante?”
“Incredibile, lo so, ma è già successo. Vede, erano un laboratorio farmaceutico e quindi non avevano mai pensato di poterla usare per scopi diversi... Sono i difetti della cultura specialistica. Pensi la polvere da sparo: i cinesi l'hanno scoperta, ma ci facevano i fuochi artificiali. Non avevano mai pensato di usarla per le armi...”
“In realtà sì, ci avevano pensato e le usavano anche”.
“Ahem, beh, ops, comunque il senso è quello. Loro erano farmacisti, geniali ma farmacisti. Io invece sono un inventore a tutto tondo”.
“E quindi le è venuto subito in mente di...”
“Di usarla per climatizzare le case. Beh, ovviamente. Bastava procurarsi un po' della molecola e vaporizzarla nell'atmosfera: funziona come la nebbia”.
“Ma la nebbia si vede”.
“Perché la nebbia non lascia passare la luce. Invece la molecola vaporizzata non fa passare il calore”.
“Però era coperta da copyright”.
“Appunto. Non me l'avrebbero venduta mai. E allora ho pensato che avrei dovuto salvare il mondo”.
“Stabilizzando i ghiacciai in Groenlandia e Antartide”.
“Sì, tutto il problema relativo al riscaldamento globale. In Antartide non vigono le normative copyright del WTO, e quindi prima che mi potessero far qualcosa io ero già diventato l'uomo più buono del mondo... da lì in poi è stato tutto in discesa; prima hanno ritirato tutte le denunce, e alla fine il copyright me l'hanno pure regalato. Con tutta la pubblicità che gli ho fatto gratis, del resto”.
“Ma secondo lei era colpa dell'inquinamento?”
“Boh, chissenefrega. Comunque adesso tutti possono inquinare finché gli pare. E... io posso mangiare in continuazione senza perdere la linea. Crontch”.
“Ma mi aveva promesso...”
“Non sente questo buon odore? I biscotti sono pronti. E se i biscotti sono pronti vuol dire che i cinque minuti sono finiti. Ora, col suo permesso, devo cominciare a preoccuparmi degli antipastini di stasera. Broap”.
“Ehm. Va bene. Questo è tutto da casa Arci, l'uomo che ha salvato l'Umanità...”
“Il pianeta”.
“...e il pianeta. A voi studio”.

9 commenti:

  1. "Nebbia", non "neve", Leonardo.
    Non farti troppo suggestionare dal contingente.

    Felix

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  2. Non ho capito bene il senso

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  3. Non tutto il bene viene per il meglio.

    E non tutto il male viene per il peggio.

    Dice il saggio ... ouhhh ... scusate.

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  4. Ehm ...
    ... c'è copyright per esigenze narrative? o doveva essere brevetto?

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  5. Ci voleva un po' di Arci dopo tutte 'ste mazzate!

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  6. Beh, non si dica che io scrivo cose criptiche.
    Il senso è che se esistesse davvero un prodotto che "riduce le calorie", chi lo produce erediterebbe il mondo.

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  7. Boh, non lo so perché ho scritto copyright invece che brevetto. Lascio così.

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  8. Copyright ...

    La magia dell'immedesimazione:
    non ti devi neppure sforzare di costruire il personaggio, ad un certo punto parla da sé.

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