venerdì 19 febbraio 2010

L'hai provato il crack?

Essendo Bernabei

Invece di parlare di Morgan – che poi sembra di essere gli stronzi – perché non parliamo di Alessia Marcuzzi?
Una simpatica signora che presenta uno dei programmi di maggior successo televisivo in Italia, e tutto il resto del tempo fa la pubblicità a uno yogurt dalle proprietà lassative.
Che se uno ci pensa, è quel classico prodotto che potrebbe fiaccarti un po’ l’immagine – insomma, se dopo anni non rinuncia, è evidente che la pagano bene. Molto bene. Ecco, secondo voi perché? Può darsi che sia semplicemente un capriccio: i direttori del marketing del noto yogurt hanno deciso che continueranno a rovesciare soldi sulla signora Marcuzzi così, pel puro piacere di farlo. Una sorta di mecenatismo: questa è un’ipotesi. Però io continuo a trovarne più plausibile un’altra, ovvero: la signora Marcuzzi continua fare il testimonial dello yogurt perché funziona. Da quando c’è lei, lo yogurt vende un po’ di più. Con un’altra (meno bella, o meno alta, o meno bionda, che ne so) non avrebbe venduto altrettanto.
Voi ci credete a questa cosa? Secondo me sì. Secondo me la date per scontata, voglio dire, i testimonial esistono più o meno da quando pubblicità si chiamava ancora réclame. I professionisti del settore magari storcono il naso, loro preferirebbero poter contare solo sulle loro forze e sulla loro sempre sconfinata creatività… ma alla fine un buon testimonial è una sicurezza. Anche quando non sfrutta il meccanismo dell’immedesimazione perché, suvvia, nessuno ci crede veramente che la Marcuzzi abbia tutti questi problemi intestinali o addominali. Ella fa parte dell’empireo tv, non soffre delle malattie di noi comuni mortali; eppure noi comuni mortali andiamo a fare la spesa e carichiamo nel carrello lo yogurt lassativo. Perché c’è rimasto in mente lo spot della Marcuzzi – ci credete a questa cosa? Cioè, magari a voi non è successa (nemmeno a me), ma ci credete che molta gente è in grado di comprare un certo caffè perché lo ha visto bere da Clooney o Bonolis? Perché altrimenti nessuno pagherebbe né Clooney né Bonolis. Può sembrarvi sciocco, ma il meccanismo dei testimonial evidentemente funziona. Altrimenti non li userebbero più.

Ecco. Adesso spiegatemi perché lo stesso meccanismo, applicato agli stupefacenti, non dovrebbe funzionare. Insomma, ipotizziamo che un personaggio famoso, un habitué delle prime serate, dica in un intervista che lui fa un uso consapevole di qualche droga pesante, che ci si trova bene, che la considera migliore di molti antidepressivi. Ipotizziamo che questa intervista – magari carpita in malafede – abbia una certa copertura mediatica. Tanto che nei giorni successivi lo stesso personaggio famoso non riesca a scrollarsela di dosso, al punto che appena lo vedi dici toh, il Cattivo Cantante (allo stesso modo in cui quando vedi la Marcuzzi pensi, toh, la madre di tutti i bifidus). Ecco. Si può dire che quel personaggio famoso può aver convinto qualche telespettatore a farsi di crack? No. Non si può dire. Se lo dici sei un moralista (dove per ‘morale’ s’intende qualche orribile parassita che ti porti dentro). Uno che non si fida della maturità del pubblico, che è sempre maturo per definizione: anche quelli che guardano Naruto; se cambiano canale e trovano un video del crackdipendente diventano subito adulti e consapevoli. Nota che questa consapevolezza li protegge soltanto dal consumo di stupefacenti: appena passa lo spot della Marcuzzi, tornano il pubblico bue che si beve qualsiasi panzana a qualsiasi età. Ma l’idea che uno stupefacente possa essere veicolato dalla testimonianza di un personaggio famoso – né più né meno che uno yogurt – eh no, è un’idea da matusa. Da Rai-di-Bernabei. Senonché, anche Sanremo è roba da Bernabei. È chiaro che lì decidono i benpensanti. Insomma, il posto sbagliato per fare i maudit. E spero che si capisca che stasera non ce l’ho né con Sanremo né coi maudit, ma con chi vorrebbe tenere insieme le due cose.

Io mi rendo conto che le persone che scrivono sui blog, o sui social network, appartengono forse al segmento sociale e culturale meno adatto a porsi il problema. Sono individualisti, quindi è difficile coglierli in castagna – con qualche yogurt nel carrello, intendo. Anche se torturati, negheranno categoricamente di aver mai preso o fatto qualcosa per imitare quale si voglia personaggio famoso. Va bene. Cosa vi posso dire – siete fichissimi. Ma accettate di vivere in un mondo pieno di persone meno equipaggiate di voi in fatto di autostima. Accettate il fatto che il circo dei Personaggi Famosi funzioni anche grazie ai prodotti che fanno girare e che li fanno girare. E che pubblicizzare un derivato della cocaina come antidepressivo non è un’azione priva di conseguenze. Certo, è difficile immaginare l’adolescente che sfogliando Max si convince all’istante delle proprietà antidepressive del crack e corra al parchetto più vicino per guarire un improvviso male di vivere. Non è così che funziona. Ma se avete un po’ il polso della situazione, sapete più o meno quante persone si muovano oggi sulla linea di confine tra il consumo e il non consumo: in una situazione di offerta crescente e di perenne sottovalutazione del rischio a volte basta un nulla per portare un adolescente (e non solo un adolescente!) a decidere se provare o no, se continuare o no. Le confessioni di un cantante da prima serata sono un po’ più di nulla.

Voi siete abituati a risolvere i problemi con una battuta. Quindi: se qualcuno è così fesso da fumare crack perché ha letto un’intervista di Morgan, peggio per lui. Ok, buona. Ma provate per un attimo a mettervi nei panni di uno Stato. Sì, lo so che sono panni larghi che vi mettono a disagio. Però provateci. Siete uno Stato. Vedete un aumento delle tossicodipendenze. E' un male? Sì, è un male. Gli esperti vi dicono che è a causa di una sottovalutazione del rischio, non solo tra i più giovani. Ah, dimenticavo: disintossicare tutta questa gente vi costerà parecchio. Cosa fate? Ve ne fregate? Scrivete due battutine fulminanti sul blog della Gazzetta Ufficiale? Non lo so, chiedo. Gliela date, la prima serata, al primo tossico che sostiene di sapersi gestire una dipendenza da crack meglio di un ciclo di antidepressivi? Io forse no, non gliela darei; s’io fossi la Rai, la Rai di Bernabei.

Fine del trip, nessuno è la Rai. La Rai è quel che resta di un organismo che ha smesso di pensare in modo organico decenni fa (e anche quando pensava organico non è che formulasse tutti ‘sti pensieri intelligenti). Restano tra le macerie molti residui di benpensantismo e qualche disperato tentativo di mettere insieme un nuovo senso morale. Ma è dura, perché appena cominci a dire che, mah, forse i morti ammazzati alle nove di sera non danno proprio un buon esempio … o che le puntate fetish dei Griffin non sono il miglior dopopranzo per gli studenti delle elementari… ti danno subito del censore, e il bello è che han ragione. Non bisogna censurare niente mai, non è previsto dalla formula. La formula è: non importa quanti anni hai. Sei consapevole, sei adulto, sei fichissimo, puoi guardare e comprare qualsiasi cosa ti mostriamo. Insomma, il modello è mediaset. Da trent’anni, e finché regge l’economia (forse non regge, uh, allegria).

49 commenti:

  1. Premessa giusta e conclusione sbagliata (imho). Non tutti sono fichissimi e indipendenti nel giudizio, e sì, le parole di un vip possono avere conseguenze, e possono essere criticate per questo.

    Ma la censura non è giusta ugualmente, per una semplice questione di libertà, e perché lo Stato non può (non dovrebbe) mettersi a fare lezioni di morale e giudicare le persone. Esempio: tu non puoi impedire a Morgan di cantare a Sanremo, e in cambio io non chiedo che tu venga sospeso dall'insegnamento perché magari non mi piaci come persona.

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  2. A parte che tu *puoi* chiedere che io venga sospeso dall'insegnamento (ovviamente devo avere fatto cose non meno gravi dell'uso di crack), però perché lo Stato non dovrebbe giudicare le persone, visto che è una sua prerogativa?

    Ma lasciamo perdere il concetto di "giudizio", che ci porta a "responsabilità" e magari a "colpa", e quindi fuori strada. Lo Stato deve solo curare (di tasca sua, cioè nostra) o può anche prevenire (spendendo meno)? Deve per forza dare grande visibilità a un personaggio (non necessariamente Morgan, chiamiamolo X) che suo malgrado sta veicolando una certa idea di "convivere con le droghe pesanti è figo"? Se non lo fa toglie libertà a X? Non decide semplicemente di togliergli visibilità in base a un arbitrio che esisteva anche prima che X fosse scelto?

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  3. Leonardo sei fichissimo e scrivi da dio.
    Detto questo io penso che lo stato è giusto che faccia prevenzione. Altrettanto giusto però è che eviti la censura (quando possibile). Magari si può trovare una via di mezzo. In fondo gli spot veicolano un messaggio promozionale utilizzando il testimonial famoso ma anche utilizzando tutta una serie di altre tecniche pubblicitarie. Adesso, se il personaggio famoso ammettesse di fare uso di droghe pesanti ma venisse giustamente redarguito da persone autorevoli, venisse messo in cattiva luce (in tutti i sensi) magari con allegato spot informativo su conseguenze fisiche e legali dell'uso di queste droghe e gli venisse magari consigliato un buon dottore in mondovisione... Beh, come messaggio pubblicitario per l'uso delle droghe funzionerebbe poco. Magari gli sprovveduti imparerebbero qualcosa e nessuno dovrebbe essere censurato per attività che nulla hanno a che fare con l'uso di droghe.

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  4. Veramente a Sanremo il maudit quest'anno è di moda, almeno in versione revival: facendo zapping, mi è toccato quel che resta di Bennato che massacra i miseri resti di Tenco (Ciao, amore, ciao).
    Ma tutta questa visibilità postuma ad un suicida non peggiorerà i conti pubblici?

    tibi

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  5. Seguendo il ragionamento (ed allargandolo un po') quelli di Max chi sono? Gli estensori del male per mezzo dell'inchiostro?

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  6. Leo, sarei pure d'accordo con te, ma rimane il fatto che escludendo che cantasse a Sanremo si è ottenuto che parlasse a Porta a Porta e fosse citato in TUTTI i giornali.
    Con il fantastico risultato che ora anche i quattro gatti che non guardano Sanremo e non leggono Max conoscono le teorie di Morgan sulla coca.

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  7. Scusate e per quale motivo lo stato non può censurare?
    Secondo voi, quindi, qualsiasi persona può presentarsi al pubblico sparando qualsiasi cazzata e noi dobbiamo sorbircela in nome della libertà, vedi morgan, Claudio Amendola che alle cinque del pomeriggio si vanta di eesersi fatto una canna con i figli adolescenti così sanno cosè la droga, o tutti personaggini del gf di uomini e donne e altri programmini.
    Non ci stò.
    Senza parlare della carta stampata.
    saluti

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  8. mi hai quasi convinto con la storia del bifido e soprattutto sul fatto che effettivamente si tende ad usare due metri e due misure (se devi cagare ascolti la marcuzzi, ma se devi uscire dalla depressione ascolti solo ed esclusivamente il medico). però tutta la storia dello stato crolla miseramente con il Winforlife, cioè che mi è difficile accettare lezioni morali da chi mi istiga a pensare che i miei obiettivi siano starmene in panciolle a non lavorare con i soldi vinti a qualche stramba lotteria (ndr. che ingrassa i conti dello stato), salvo scrivermi in piccolo sotto di "giocare responsabilmente". da dove potrebbe mai arrivare la responsabilità cui si fa appello? non se ne starà per caso lavando le mani?

    mjk

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  9. Con me sfondi una porta aperta. Questa questione della censura è appunto un tabù. Peccato che la censura ci sia a monte, perchè io posso ben scrivere sul mio blog, ma non ho i soldi per garantirmi una ragionevole diffusione, come chi possiede le tre reti mediaset. Quindi, Confalonieri può ben stabilire chi deve andare in onda e chi no, e lo stato invece no? Ma qual è il principio logico? Ah, dimenticavo il mercato, e con questo mito del mercato ce la stiamo prendendo dove sapete...

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  10. sta storia della censura ha rotto le scatole.
    con la favoletta della "libertà di poter esprimere la propria opinione" è pieno di neonazisti che mi vengono a dire: io rispetto il tuo pensiero, tu devi rispettare il mio.
    sì come no.
    lo canta anche emanuele filiberto a sanremo.
    questa è la mia cultura, questa è la mia religione, devo essere libero di esprimere la mia opinione.
    sticazzi della tua opinione, emanue'.
    apriti un blog.

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  11. mah, io ho l'impressione che questa storia sia più semplice di così: morgan non ha voce, ha fatto uscire qeusta cosa più o meno consapevolmente e poi ne ha cavalcato l'onda. In questo modo ha vinto mediaticamente sanrmo senza neanche andarci a steccare come Toto Cutugno.
    ma mi rendo conto che è una teoria un po' complottista.

    Condivido abbastanza il tuo ragionamento, anche perché da un altra parte sono impegnato anch'io nella mia battaglia moralista per spiegare che i tag fanno schifo e sono un costo a ripulirli, altro che writers artisti ribbelli. ho sollevato un polverone, è chiaro che alla ggente e ai ggiovani piace di più fare quel che ca$$o gli pare piuttosto che limitarsi.

    Sulla censura invece ho le mie perplessità: siamo nel paese dove il moige fa censurare mazinga z e è quasi magia johnny, mentre passano in prima serata i morti ammazzati al tiggì o gli inconcludenti del grande fratello.
    ah, di recente hanno pure censurato la mezza rivolta popolare in val di susa: come vedi la censura c'è già eccome, solo che le scelte del censore sono tutt'altro che condivisibili.

    Più che censura servirebbe un meccanismo di controllo del palinsesto, ma la rai non può essere allo stesso tempo controllore e controllato. Dovrebbe dimagrire e tanto, e fare il servizio publico e non genericista. a quel punto il palinsesto sarebbe selezionato da se, mentre per le altre reti dovrebbe esserci qualche forma di controllo esterno.
    Comunque porre dei limiti è un casino non invidio te che lavori con i ragazzini.

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  12. Basterebbe che fosse rifatta la famosa analisi del capello ai parlamentari, rendendola obbligatoria per tutti e pubblica. I risultati sono prevedibili e con testimonial del genere a pubblicizzare implicitamente l'uso di sostanze stupefacenti credo che qualsiasi droga perderebbe istantaneamente fascino agli occhi di una larga fascia di adolescenti, e non.

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  13. @mantellini
    A suggerire il paragone rai-max è la scimmia della battuta ad effetto. Del paradosso, della provocazione, dell'analogia a cazzo di cane. La "roba" di cui si fa chi frequenta FF, insomma.

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  14. Bellissimo post as usual. Dubito solo che la censura serva, visto che ce n'è a manetta ovunque, perlopiù non dichiarata, e lo schifo non cambia, credo invece nella legalizzazione smitizzante degli stupefacenti (tutti), non foss'altro per poter davvero stare vicino a chi ne fa uso e liberare una montagna di risorse bruciate per inseguire sostanze che girano comunque.
    Censurare è inutile e tristarello ma i tentativi di autocensura riparatrice di Morgan sono ancora piu tristi, quasi come le dichiarazioni di Masi, a meno che davvero non si creda che un Morgan autodichiarato in riabilitazione potesse davvero costituire un pericolo :)

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  15. Posso chiedere che tu venga sospeso dall'insegnamento se ti metti, a molestare i figlioli, tipo, ma non perché quando esci dalla classe entri in un locale di spogliarelli, e magari neanche te ne vergogni e lo dici a un giornale (cioè, non è che non posso, è pure capitato, ma spero tu sia d'accordo che non è giusto).

    Sulla censura: no. non è obbligatorio sorbirsi tutto, ad esempio Leonardo può censurarmi sul suo blog, ma se io avessi voglia di filonazisteggiare perché dovete impedirmi di aprire il mio?

    Ok, la Rai è pubblica, ma Sanremo è una manifestazione canora: il punto è che si è impedito a una persona di cantare, e non di fare comizi, perché il suo stile di vita non piace. Subito dopo hanno licenziato un tipo perché ha detto che i gatti sono commestibili. Se vi piace tanto vivere in Fascistolandia vuol dire che Berlusconi non ha vinto, ha trionfato.

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  16. "Deve per forza dare grande visibilità a un personaggio (non necessariamente Morgan, chiamiamolo X) che suo malgrado sta veicolando una certa idea di "convivere con le droghe pesanti è figo"? Se non lo fa toglie libertà a X? Non decide semplicemente di togliergli visibilità in base a un arbitrio che esisteva anche prima che X fosse scelto?"

    La visibilità la persona ce l'ha già, e gliel'hanno data le persone che liberamente hanno deciso di comprare i suoi dischi e di seguirlo. In un libero mercato funziona così. Non si diventa famosi grazie al Minculpop.

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  17. Concordo con Elvi. Se non fosse uscito tutto questo casino io e altri milioni di persone non avremmo mai spauto che Morgan preferisce il crack agli antidepressivi. Invece cosi':
    1. lo sanno tutti
    2. quelli che prima lo ritenevano figo, lo ritengono ancora piu' figo perche' emarginato da un sistema che ritengono dominato da vecchi babbioni.
    Ora si' che lo spot ha funzionato.

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  18. Questa della censura è una tua fissa, ne avevi già parlato una volta, e anche quella volta non ero d'accordo con te.
    Sarà che sono un vecchio fan di Lou Reed, eppure le pere non me le sono fatte, mentre ho visto farsele da persone che ascoltavano Mino Reitano, ma... a parte tutto, la Marcuzzi va in tv e dice: "comprate lo yoghurt", Morgan presumo sarebbe andato a Sanremo a cantare una canzone, c'è un po' di differenza. O forse c'è una proprietà transitiva per cui uno che ha ammesso di drogarsi allora non può cantare in tv una canzone perché anche se la canzone parla, diciamo, di sua nonna, l'adolescente legge tra le righe "andate a farvi di crack" e corre al parchetto? Mi ricordo Walter Chiari: venne fuori che tirava di coca e la sua carriera televisiva fu rovinata. Ma era un comico, non un educatore (o un venditore di coca); non ero d'accordo allora, non sono d'accordo adesso.

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  19. Ma se la sparata di Morgan l'avesse fatta la Marcuzzi, e quelli della Danone le avessero tolto lo spot, sarebbe stata censura? o solo rendersi conto che il personaggio non trasmetteva piu' il messaggio che volevano?

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  20. La visibilità gliel'ha data chi ha deciso di farne un personaggio televisivo.

    (La "censura" in effetti c'è già, in molte forme, per motivi molto meno nobili ed utili alla collettività).

    Non puoi nazisteggiare perché la libertà d'opinione non è una tana libera a tutti; a partire dalla dichiarazione universale si specifica che nessun articolo (diritto) può essere (ab)usato per negarne altri.
    Le legislazioni stabiliscono giusti reati "d'opinione", dall'apologia di reato, all'odio razziale.

    Esisterebbero poi in particolare norme (e codici di autoregolamentazione cui hanno aderito anche i più spudorati menefreghisti) a tutela dei bambini. Le sanzioni, da fuori, sembrano alquanto aleatorie e sostanzialmente ognuno fa quel che vuole.

    Quste probabilmente sono parole sterili. Una cosa è discutere di principi astratti ("libertà", "censura" - seppur in realtà concretissimi), un'altra vivere e vedere direttamente gli effetti umani su persone in carne ed ossa (spesso ben lontane dall'età adulta).
    Il paradosso è che talvolta l'aumento del numero di adolescenti che abusano anche solo di alcolici, l'abitudine allo sballo, le cronache di giovani morti sulle strade o la ragazina spentasi fuori dal locale per un cocktail di sostanze, sembrano -finchè non ti toccano personalmente- far parte di una realtà virtuale più lontana di Morgan, Sanremo, il mercato e la libertà d'espressione.

    Scommetto che ci sono studi che indagano il legame tra la bassissima percezione del rischio ed una società che si autorappresenta in questo modo - avendo collettivamente una bassissima percezione del ricschio perchè dotata di scarsa consapevolezza in generale: per me è un problema che la questione se la pongano solo gli "addetti ai lavori" o chi ha a che fare con i minori.

    In effetti, a che pro sforzarsi? meglio liquidare la questione morgan con una battuta uguale e contraria: macché ragioni morali - è il mercato, nella propria libertà non hanno selezionato un prodotto meno gradito al loro target (di età media altina) aumentandone al contempo l'appetibilità per il suo target di riferimento.

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  21. Più che un problema di censura, che in questo caso è anche comprensibile, a me sembra una questione di coerenza. Due giorni fa sui giornali appariva la notizia di un parlamentare (uno?) positivo alla cocaina: non si è fatto il nome, non si sapeva neanche chi fosse... non esiste il caso. Certo, Morgan ha scelto volontariamnete di esporsi e ha fatto un errore, ma se il punto è dare o non dare l'esempio la linea dovrebbe essere unica.

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  22. Grazie di avermi ricordato che filonazisteggiare è reato. W la libertà, allora.

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  23. Allaghiamo il vasetto di yogurt,se è possibile premetto che Morgan non mi piace come artista ma è una questione di simpatia credo,non è che lo abbia seguito molto devo dire il vero,ma questa sua uscita sugli effetti del crack ,ha del folle,e quindi trovo sia giusta l’esclusione la domanda sarebbe,è stato escluso per dare una patina di perbenismo al Festival o per recuperarlo?credo che quando una persona si trovi in difficoltà debba essere aiutato non cancellato da un concorso canoro,se poi un principe riesce a diventare cantante,senza avere voce,una cameriera una vice regina,è solo un caso di fortuna,la fortuna esiste..io ci credo come credo nel talento,non credo invece all’immagine dei messaggi pubblicitari ,ma visto che anche lo Stato usa spot per simpatia ,diciamo,o perche fa la caccia mettendo divieti ai fumatori ovunque ,se il divieto è un divieto lo deve essere anche per chi fuma crack,mi sembra che già abbiamo una statistica aberrante sull’uso delle droghe in Italia, milioni e milioni di persone ,tra le più svariate dal portaborse allo spazzino fanno uso di droghe ,quotidianamente vuol dire che il male di vivere non è un difetto da artista ma un difetto del genere umano,la fragilità,che non è un bifidus ,non risolve nulla,uno yogurt resta uno yogurt da qualsiasi parte lo si guarda,mentre invece le regole servono,a moderare,non a vietare stili di vita che alcuni e spero tanti non vogliono sperimentare sulla propria mente,e non ho scritto mente a caso,c’è un motivo,il corpo ha forse bisogno dello yogurt,la mente di messaggi chiari,Sanremo è il trash fatto persona,a dieci milioni di italiani piace,si trastullano,gli altri intanto che fanno?boh----?

    I personaggi pubblici,dovrebbero dare buon esempio
    Dovrebbero, chiediamoci perche Bersani non il cantante va a Sanremo?
    Io trovo orrendo mischiare la politica con il varietà
    Ma questo paese invece lo trova intonato allo Stile.
    Lo stile acchiappalemoschedelbue.
    in pratica saremmo tutti da censura ognuno quando sfora il proprio errore.
    Ciao molto interessante il post.
    A presto.
    A tutti.
    Amelie Anna

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  24. prego.

    Il punto è molto chiaro, e leonardo lo ha spiegato molto bene in questo e in moltissimi altri post: la libertà non è fare (e dire) un po' tutto quello che ti pare e poi non volerne pagare le consueguenze.
    Ci stanno delle regole, e le regole vanno rispettate. Non si ammazza la gente, non si calunnia, non si ruba, non si dicono cazzate che possono mettere nei guai te o il tuo prossimo aggratis (e specifico che avere problemi con la droga e anche parlarne nei giusti termini non è una cazzata; rilasciare un'intervista in cui sembri bullarti di essere un tossico è invece una grossa cazzata - a meno che poi non fai la parte dell'artista maledetto fino in fondo e mandi a quel paese tutti e dici io sono così fuck the system anarchy in the uk! - cosa che il caro morgan però non ha fatto, ma è andato a piangere da vespa); inoltre non si diffondono tramite mezzi di comunicazione idee che possono essere travisate e possono procurare guai a te o al prossimoo alla comunità (e rispecifico con un esempio: non puoi dire da politico "abbiamo 300 fucili pronti a sparare" e poi se qualcuno ammazza un negro con una fucilata dici che scherzavi). Perchè ho sentito (sentito con le orecchie, ma anche letto sulla rete o visto in tivu) troppi sciocchi difendere le loro opinioni superficiali (sul nazismo, sul razzismo, sul cattolicesimo, sull'islamismo, sul monoteismo, ma anche sull'animalismo e sull'ambientalismo e sul comunismo, sul porto d'armi, sul fatto di essere ultras e sul fatto di essere testimoni di geova) argomentando con la frase di voltaire "non sono d'accordo con la tua idea ma mi batterò fino alla morte per difenderla".
    Allora permettimi, mio caro amico, di citarti il grande Tirabassi: Stocazzo signo'.
    La libertà non è andare in giro a dire qualsiasi sciocchezza ti viene in mente e poi fare la vittima se non te la fanno dire mai più. Questo (sparare cazzate) si può fare su un blog sfigato (come il mio ad esempio) non alla televisione pubblica, non in parlamento, non sui giornali a tiratura nazionale (ma nemmanco regionale o provinciale o comunale). Se poi dici la cazzata, uova fischi e pernacchie.

    Ma tanto checcefrega, signo', perchè il messaggio successivo a quello della libertà è che "la stampa ha travisato quello che ho detto, in realtà io volevo dire un'altra cosa sbroc sbroc dagli al giornalist" (da morgan abberlustoni il refrain è lo stesso).

    allora, e chiudo, io mi rifaccio più a questaltro aforismo: "non sono d'accordo con quello che dici, e se lo dici un'altra volta mi sento libero di spaccarti questa sedia rococò sulla schiena".

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  25. L'argomentazione mi pare fin troppo astratta, per varie ragioni. Innanzitutto le dichiarazioni di Morgan non sono state fatte sul palco dell'Ariston, ma entro un "regime di pubblicità" ristretto, e per giunta lamentevolmente smentite. Inoltre l'azione dello Stato dovrebbe caratterizzarsi da una certa regolarità, anche se "per il bene pubblico", altrimenti é ridicolo. E allora quali sarebbero i criteri? Chi li fissa e come? Guarda che il direttore della Rai non é un nostro rappresentante, ha ragione a prendere delle decisioni (come questa eventualmente) ma non mi dire che lui é lo Stato. Esistono invece delle leggi riguardo all'incitazione a delinquere, applicabili in altro modo e in altri contesti.

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  26. cioè, riassunto:
    lo stato pensa che le droghe facciano male, lo stato vuole in qualche modo combatterle o diminuirne l'impatto, quindi non invita un cantante rock che dice che fanno bene ad una rassegna che lui (lo stato) ha organizzato e sponsorizzato e finanziato.
    fin qui è tutto così palesemente ovvio che l'unica cosa che mi chiedo è il perchè se ne parli. cioè, cazzo, leonardo ha ragionissima, mi chiedo perchè serva un post così lungo a dirlo e anche perchè lui sia uno dei pochissimi che ha detto la più ovvia delle verità: uno come morgan a sanremo non ci può andare.
    io mi chiederei altro.

    per esempio, perchè la più importante rassegna canora di questo paese è finanziata dallo stato - ed è, nella fattispecie, un ritrovo di vecchi babbioni (anche musicalmente parlando)? (forse però si vuole svecchiare il clima da vecchi babbioni strizzando l'occhio ai giovincelli. allora però se censuri cose che ogni cantante rock dice-fa-e-pensa sei nella migliore delle ipotesi una fava, nella peggiore in malafede. se vuoi invitare un idolo dei giovani che non sia marcocarta per aumentare lo share e non pensi alle conseguenze, bé, vaccate del genere te le devi anche aspettare, no?)

    ma poi mi chiederei perchè un cantante-rock-maledetto-che-si-droga si dovrebbe sbattere per andare a sanremo. ma la cultura sessantottina (io ho 20anni, eh, non confondetemi con uno di quelli che si stava meglio prima ecc) del noi-siamo-diversi-,-coi-matusa-non-abbiamo-nulla-a-che-spartire dov'è finita?

    la domanda non è perchè morgan non sia a sanremo - ma perchè qualcuno ce lo avesse invitato, e soprattutto perchè lui volesse andarci.

    poi, ovviamente, resterebbe tutto quel discorso se è vero che la droga fa male, se non sia davvero peggio l'esposizione alle parabole di radio maria, dell'ipocrisia dello stato dove i parlamentari si fanno di coca nei ministeri ecc. ma per stavolta lasciamo perdere, va.


    claudio

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  27. Attenzione, la libertà in sè è proprio dire/fare/pensare quel cazzo che ci pare; la libertà è assenza di vincoli, è V=0.
    In una società ci devono essere delle regole, o quantomeno dei legami, dunque dei vincoli; quindi in una società ci potranno essere singole isole di libertà molto specifiche, ma giammai la Libertà.
    Che poi per vezzo estetico molti enti ed istituzioni amino autodefinirsi liberi è altro problema; in quel caso bisogna sforzarsi di intendere libero come "libero", qualcosa di meramente suggestivo che non denota nulla.
    Questo vezzo di compiacersi dell'etichetta di libero/liberale è, peraltro, contingente; Canfora, per esempio, non perde occasione per ripeterci che nell'Atene classica libertà e democrazia erano riguardate come mutuamente escludentesi e che Pericle si compiaceva del fatto che si fosse rinunciato alla prima a favore della seconda.

    Il problema della censura, dell'introduzione del reato d'opinione, dell'inamissibilità di una qualche forma di pensiero o di espressione è molto delicata perchè, tra le altre cose, una volta che si introduca un criterio per impedire un certo qualcosa (non so, ciò che è offensivo, ciò che è diseducativo, ...) quello stesso criterio potrà poi più o meno legittimamente essere preso a pretesto per contestare un sacco di altre cose; in questo modo potrebbe facilmente determinarsi uno scenario in cui quasi tutto è vietato, in cui tutto va bisbigliato ma nulla può esser detto ad alta voce; insomma uno schifo molto più schifoso dello schifo attuale.

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  28. Concordo con Thomas. Premessa giusta e conclusione sbagliata. Almeno a mia insaputa.

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  29. Però attenzione, Morgan non ha incitato a delinquere. Qui nessuno vuole perseguirlo e nemmeno, in senso stretto, *censurarlo*: semplicemente si può decidere che una passerella in prima serata non è così adeguata per lui.

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  30. Allora diciamo che più che di censura è una questione di opportunità. Mi sembra che proprio leonardo una volta disse che nessuno deve impedire la pubblicazione di riviste porno, ma non per questo uno può mettersi a distribuirle all'uscita delle scuole. E allora mi trovo d'accordo: tutto si deve poter dire, ma, per parafrasare la Costituzione, "nelle forme e nei modi stabiliti dalla legge" del buon senso.

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  31. A differenza dei tuoi soliti post, che trovo sempre acuiti , questo non mi è piaciuto perchè utilizzi una tattica retorica un po' paracula tipica dei giornalisi: il "adesso mi daranno del moralista" Consiste nel mettere le mani avanti sulle probabili critiche anticipandole e immaginandosi paranoicamente di essere in una sparuta minoranza affermando concetti conservatori condivisi dal 90 per cento dell popolazione. ferrara ne ha fatto un arte, ma il "adesso mi daranno del moralista" prima o opi è usato da qualisiasi opinion leader di sinistra per destabilizzare il proprio pubblico e dargli una scossa. Per il resto complimenti per il tuo blog e per la rubrica sull'Unità.

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  32. La finisco qui. Mi fa pensare comunque che per permettere a Emanuele Filiberto (che anche lui ha fatto uso di cocaina) di cantare quella Costituzione sia stata cambiata.

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  33. okay, facciamo che hai una canzone non proprio buona, facciamo che il tuo manager ti trova una scappatoia e ti dice aho' tanto lo sanno tutti che sei drogato e nun te reggi, vai la', dici quattro fregnacce e tranquillo che senza neanche che ti scomodi a cantare noi salviamo il budget. La canzone non l'ho sentita ma son sicuro che fa cagare piu' dello yogurt (che comunque non compro) e che ora vende anche piu' dello yogurt mentre, come al solito, tutti quelli che si sentono intelligenti sparano su "liberta'", "censura", "libero arbitrio" ah e dimenticavo "autodeterminazione". Intanto il ragazzo che doveva drogarsi, e i motivi sono altri, continua a farlo.

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  34. Thomas,ma lui è un Principe:)
    Morgan un ragazzo- uomo come tanti
    ragazzi ma se non si può esprimere il proprio parere senza affibbiare etichette è la fine:
    credo che in un blog si possa e si debba discutere,mica siamo in Analisi?
    ma le nostre cartucce sono di gomma,
    mica vere.
    o si?
    :)

    Amelie Anna

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  35. 1) se nessuno ha mai chiesto a morgan di fare uno spot per dello yogurt lassativo, magari lui non ha così tanto appeal sulla gente da convincere miracolosamente milioni di giovani spettatori di naruto a diventare tossicomani.

    2) Perché morgan non può cantare a sanremo e Fini (che ha + volte ammesso di aver fumato canne) può essere presidente della camera?

    3) e vogliamo parlare dell'uso della cocaina tra senatori e parlamentari?

    qua non è una questione di censura e di protezione dei valori ma semplicemente di ipocrisia.

    (cmq complimenti per lo splendido blog: questo è il primo post che leggo e mi pare poco azzeccato)

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  36. Il bifido ha sfruttato la tv per passare nell'intestino degli italiani più sensibili ed esposti. Il meccanismo indubbiamente funziona altrimenti non si spenderebbero miliardi pubblicità.
    Anche il nano ( non quello ghiacciato) ha sfruttato lo stesso meccanismo per intrufolarsi nei cervelli degli italiani , con risultati che sono davanti agli occhi di tutti(almeno quelli degli italiani meno sensibili ed esposti)

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  37. per resistere alla tentazione di acquistare quello yogurt, quando guardo la pubblicità, mi basta immaginare alessia marcuzzi chinata sulla tazza con la fronte corrugata.

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  38. @Paolo B., anonimo ed altri: "magari lui non ha così tanto appeal sulla gente da convincere miracolosamente milioni di giovani spettatori di naruto a diventare tossicomani"
    "Intanto il ragazzo che doveva drogarsi, e i motivi sono altri, continua a farlo"

    E' proprio qui l'equivoco, e lo spiegava bene Leonardo nel pezzo qui sopra.
    Le dipendenze non sono più quelle dei tempi del sesso, droga e rock'n'roll.
    Oggi si parla non solo di emarginazione, ma di consumo di massa che inzia nell'adolescenza con una forte pressione del gruppo dei pari ("sperimentare" è normale, non bere neanche da sfigati), di maggiore abuso di alcolici e nuove droghe sintetiche (che spesso non lasciano scampo ai neuroni) e, non lo si ribadirà mai abbastanza, di una percezione del rischio pressoché nulla. Grazie anche ad un mondo adulto che non solo spesso è ipocrita, ma ha abdicato al proprio ruolo ed non da un gran bell'esempio a proposito di responsabilità.

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  39. ciao Grullo,
    scusa ma proprio non ci arrivo.

    "Oggi si parla non solo di emarginazione, ma di consumo di massa che inzia nell'adolescenza [..] e, non lo si ribadirà mai abbastanza, di una percezione del rischio pressoché nulla."

    sono d'accordissimo col concetto, ma non riesco a capire come questo sia collegato all'esclusione di morgan da sanremo.

    il messaggo che deve passare è "la droga è pericolosa perché, se ne parli ai giornali, non vai a sanremo"?

    Battute a parte, sei convinto che non sarebbe meglio l'argomento venga trattato regolarmente in televisione (anche, anzi soprattutto, da chi ha esperienze dirette) invece che "censurato"?

    E poi il mio concetto era semplicemente che mi sembra ipocrita linciare mediaticamente morgan e lasciare tutto il resto come prima.


    Aggiungo una nota personale, perché la situazione è paradossale:
    A me sanremo ha sempre fatto schifo.
    Della cocaina ho un giudizio mediamente negativo (non ne ho mai fatto uso e non mi interessa)
    ora però è come se mi trassi "costretto a scegliere" tra sanremo e la cocaina! (e perdonami, ma non credo che una striscia sia peggio che vedere quella banda di cialtroni)

    ...per fare un paragone fuori luogo:
    quando i direttori del festival si schierano contro la droga é come se hitler (giusto per prendere il "cattivo" per definizione") si schierasse contro le patatine fritte... è chiaro che il giorno dopo ci sarebbe la coda davanti al mcDonald's!

    Tutta sta vicenda su di me ha avuto molto + effetto che tutti gli spot della marcuzzi e di bonolis messi insieme e credo che nella mia situazione ci sono tutti i giovani che tu volevi difendere!

    scusa per il post sconclusionato. spero comunque che tu abbia capito cosa volevo dire.

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  40. Sono d'accordo nel pretendere che la televisione di servizio pubblico sanzioni comportamenti diseducativi che altrimenti potrebbero creare emulazione. E non ci vorrei vedere quindi nemmeno Corona, Noemi, Emanuele Filiberto, Carfagna, Dell'Utri e più che mai Berlusconi.

    Però credo che l'argomento della droga sia stato solo secondario eppure provvidenziale per giustificare una punizione dovuta ad altre dichiarazioni. Quello che secondo me bruciava di più nell'intervista, quello che mentre lo leggevi ti veniva da pensare "quest'uomo muore" erano le opinioni di Morgan sulla cattiveria connaturata in chi fa televisione oggi, un ambiente che è davvero maudit perché istiga il peggio in chi ci lavora, un ambiente fatto di potere denaro e fango.

    E soprattutto scottava il punto in cui si descriveva apertamente la RAI come un feudo di Berlusconi concesso all'influenza della De Filippi (altra "cattiva", anzi cattivissima) e, di conseguenza, di Costanzo (la cui "cattiiveria" è ai livelli di un Beria).

    Dev'essere molto brutto lavorare in RAi, in questi anni.

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  41. Caro Leonardo,
    bel post, condivido quello che dici e capisco che la tua posizione di educatore t spinga a mettere i puntini sulle i in materia di liberismo e comunicazione.

    Purtroppo però sono certo che la cosa sia andata in modo completamente diverso:
    Io lavoro in pubblicità e, vista dalla mia prospettiva, la cosa appare decisamente diversa.
    Sanremo è da sempre il punto di forza della Sipra(la società della rai che gestisce gli spazi publicitari). Un passaggio di 30" durante Sanremo costa molto, molto + di un passaggio nelle normali prime serate rai. E' il loro superbowl per far capire.
    Purtroppo però, se poi gli ascolti non sono quelli previsti, i vari Barilla, Unilever etc etc, si lamentano e chiedono a Sipra un pesante risarcimento, solitamente pagato in passaggi gratuiti nei mesi successivi. Inoltre il prezzo di listino degli spazi per il festival dell'anno seguente dovrà scendere, perchè i dati di ascolto sono stati bassi.
    Del festival di quest'anno, probabilmente per un presentatore che faceva poca notizia (la clerici non è Bonolis con i suoi super cache, e nemmeno la DeFilippi, con le polemiche su Raidiaset), NON STAVA PARLANDO NESSUNO!!! MA VERAMENTE NESSUNO!!!
    Le previsioni degli ascolti erano terribili... e allora... allora si sono giocati il jolly.
    Morgan se ne è uscito con la butade sulla droga e all'improvviso il festival è finito su tutte le prime pagine e in tutte le discussioni da bar.
    Risultato: ascolti record!
    Ed inoltre hanno probabilmente accontentato lo stesso Morgan... che forse di fare sanremo, a cui magari era obbligato per rinnovo di contratto xfactor, non ne aveva nemmeno tanta voglia...

    Quindi altro che censura del buon padre di famiglia... hanno giocato con la salute dei ragazzi, per mera questione di soldi.
    Forse pensando anche loro come i blogger "ma chi vuoi che si metta a fumare crack perchè lo dice Morgan!"

    giulio

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  42. Analisi lucida e reale.
    non tutti sono carrozzati, anzi.

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  43. Leonardo, sei fichissimo.
    Poniamo che mi hai convinta (ed è pure vero). Tra la diade Marcuzzi-yogurt e quella Morgan-crack non c'è alcuna differenza sostanziale. Sono due espressioni di endorsement di un prodotto da parte di un personaggio famoso.
    Ma, posto ciò, per lo Stato (e per le risorse pubbliche) non sarebbe stato più utile far salire Morgan sul palco di Sanremo e fargli dire che quella da crack è una brutta dipendenza, che lui ora si rende conto di essere stato uno sfigato, che si trova in disintossicazione, insomma, che tutta la faccenda è una cosa da perdenti?
    Perché buttandolo fuori e basta - qualcuno sopra lo diceva - forse si è ottenuta solo pubblicità gratuita: si è parlato tanto di Morgan-Il-Poeta-Maledetto (dove sul rovescio della medaglia sta lo Stato-Oscurantista-E-Bacchettone) mentre "bene o male, purché se ne parli" è il motto di ogni pubblicità. Anche quella del crack.
    Tu che ne pensi?

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  44. Ma è esattamente quello che hanno fatto subito: puntata riparatrice da Vespa. Per fare la stessa cosa a Sanremo in prima serata ci voleva però una faccia tosta d'eccezione (è credibile un Morgan che nel giro di due settimane va in rehab).
    Poi, ripeto, se è un gioco delle parti tra Stati Bacchettoni e Poeti Maledetti, è comunque un gioco e ha le sue regole. A me non piacciono entrambe le squadre e il gioco annoia, però il meccanismo è quello lì.

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  45. I dubbi che ho sono tanti: non sono affatto sicuro che la Marcuzzi abbia tanto peso nelle vendite dello yoghurt e che Morgan ne potesse avere tanto nella diffusione della coca. Inoltre è strano concludere che è bastato escluderlo dal festival per scongiurare un effetto imitazione quando gli è stata fatta tanta pubblicità proprio escludendolo, l'intervista su Max non l'aveva letta quasi nessuno prima. Propongo per capirci veramente qualcosa di far fare a Morgan la pubblicità dello yoghurt ed alla Marcuzzi un outing sulla coca e vedere che succede!!

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  46. E' lo stesso motivo per il quale il politico corrotto ed impunito non fa solo danni circoscritti all'oggetto della sua corruzione ma reca danni permanenti alla società: perché il cittadino che vede un personaggio pubblico macchiarsi di colpe teoricamente gravi senza fare atto di contrizione e senza abbandonare la sua carica, capisce che si può fare, che è lecito farlo e quindi, anche in quel caso, imita il "testimonial".
    Questo è il motivo per cui in altri paesi un politico scoperto in circostanze anche solo sospette si fa da tranquillamente da parte senza invocare l'attacco alla democrazia...

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  47. Il post mi è piaciuto.
    La spiegazione più credibile dei retroscena della vicenda l'ha data Giulio. Il signor Morgan non sarà cosi' rimbambito da non sapere che una affermazione del genere avrebbe potuto avere un esito simile, e da non concordarla prima almeno con il suo agente. Ha usato perfettamente i media, altro che censura! Quella è roba per blogger saccentosputasentenze che ovviamente ci cascano subito.

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