A Tommaso d'Aquino è successo l'opposto che a San Paolo: anche lui a un certo punto ha visto qualcosa che lo ha turbato e sconvolto, ma da quel momento in poi non ha più scritto niente.
O forse era solo stanco, scrivere a quei tempi era faticoso, mica come adesso che basta pestar cazzate su una tastiera wireless. Il filosofo di paglia si legge e si glossa sul Post, astenersi averroisti e neoplatonici, brutte merdacce.
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