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martedì 4 dicembre 2012

Avete vinto voi

Congratulazioni ai renziani (SENZA IRONIA, MI CONGRATULO DAVVERO, vi invidio anche un po')

Le primarie sono andate benissimo, abbiamo vinto tutti. A saperlo prima potevamo magari evitare di incanaglirci sulle procedure, che è il modo migliore per delegittimarci a vicenda. Però è facile col senno del poi. Quindi sì, poteva andare persino meglio - ma è andata benissimo.

Bersani ha il margine che gli serviva per chiudere la discussione: queste sono le sue seconde primarie, non era tenuto a farle, le ha volute fare a due turni e li ha vinti tutti e due. Ora magari si potrebbe per un po' cessare di sventolare i santini di Berlinguer - Berlinguer, con tutto il rispetto, non ha mai dovuto rifondare un partito (a Bersani è successo un paio di volte) né combatterci dentro una mezza guerra civile: il suo compromesso storico era tutto sommato più indigesto di quello che stiamo mandando giù con Monti, e il suo massimo risultato fu un 33%, da morto. Bersani è vivo, è segretario nel momento peggiore dal dopoguerra, e ieri i sondaggi davano il suo partito al 34. Certo, sono solo sondaggi. Però comincia veramente a mostrare gli anni, il santino di Berlinguer.

Ma quelli che devono essere veramente contenti sono i sostenitori di Renzi: io, almeno, se fossi un sostenitore di Renzi, a questo punto avrei di che dirmi soddisfatto. Basta pensare a com'era il PD neanche due anni fa: a quel tempo una minoranza interna con un'identità riconoscibile e compatta come quella che gli hanno dato i renziani era inimmaginabile. La questione generazionale non era al primo punto né al secondo, forse non era nemmeno nelle agende dei più. I liberaldemocratici sembravano una presenza residuale. Oggi possono dire, con qualche ragione, di essere quasi il 40 per cento. Renzi poteva pretendere di più? Secondo me no, non sono nemmeno sicuro che ci abbia davvero provato. Verso la fine mi sembrava quasi che stesse provando a scassare il PD, ma forse sono prevenuto.

Una delle sue carte vincenti, che negli ultimi giorni è stata giocata a ripetizione, era la vocazione maggioritaria, il rifiuto di alleanze stile Ulivo: un bluff che si può giocare soltanto se si ha una ragionevole certezza di non vincere mai. Renzi non sarà il candidato del 2013, non sapremo mai se in una situazione di necessità avrebbe rifiutato i voti di un Casini (col risultato di consegnare comunque l'Italia a qualche altro governo tecnico sostenuto da Casini). I suoi sostenitori possono continuare a crederlo, e questo è un altro bel motivo per essere contenti che abbia fatto una bella campagna e abbia perso, evitando di sporcarsi le mani con la morchia della prassi. Il suo discorso da perdente poi è stato un capolavoro, la conferma di un vero talento per le autocritiche, che a sinistra apprezziamo tantissimo. In questo momento è un grande leader senza partito, mentre nel centro liberale c'è qualche partito senza leader: chissà come andrà a finire. Io se fossi un renziano, o per meglio dire un liberaldemocratico del PD che questa volta ha appoggiato Renzi, comincerei a guardarmi in giro: se non altro perché Renzi non era il candidato perfetto - lo ha ammesso anche lui - e anche se era umanamente assai migliore di come il suo staff lo ha cucinato verso la fine, molti renziani, pardon, libdem che hanno sostenuto Renzi, si meritavano di meglio.

Ne approfitto per salutarli, mi dispiace che si siano molto incazzati per le ultime cose che ho scritto. Non chiedo scusa perché non sarebbe serio: quelle cose le ho scritte e tutto sommato le penso: mi sembra che Renzi abbia imposto la sua leadership in modo non trasparente, con un uso dei sondaggi che avrebbe dovuto destare qualche diffidenza in più, e che in linea di massima si sia dimostrato un pessimo negoziatore - e la negoziazione è una delle principali abilità dei politici, più dei bei discorsi che comunque uno bravo a scriverteli lo trovi. A me poi rileggendomi non sembra di esserci andato giù così pesante. Ma forse era l'atmosfera generale: mi pare che molti, su internet, siano reduci da quindici giorni di guerra fratricida. Mi chiedo se non sia un po' l'effetto di twitter e dei social network in genere, perché ogni volta che ho messo il naso fuori di casa non ho trovato nessuno davvero incazzato per Renzi o per Bersani. Nulla di paragonabile allo psicodramma dell''89, quando i comunisti cambiarono nome, o alle litigate furibonde tra rifondaroli e prodiani nel '98 (quanto sto diventando vecchio, mi sembro Matusalemix su una panchina).

Su twitter dovremmo tutti per legge seguire almeno una dozzina di persone che parlano solo di cose di cui non sappiamo niente: sarebbe sano, ci aprirebbe gli orizzonti. Altrimenti finiamo per soffrire realmente, fisicamente, per delle tempeste che si consumano in bicchieri d'acqua. La percentuale di persone a cui interessavano le primarie (tre milioni su sessanta) era già abbastanza esigua; la percentuale di questi tre milioni interessati a polemizzare sul comitato dei garanti o sulle inserzioni pubblicitarie (o anche al limite sui contenuti) era comunque minima. Però, certo, su twitter uno rischia sempre di selezionare solo le persone che hanno gli stessi interessi che hai tu, e se ci vai più volte al giorno a un certo punto rischi di confondere twitter col paesaggio, vedi un centinaio di persone che litigano (son tante: dal vero raramente hai visto centinaia di persone litigare) e ti convinci che là fuori litighino tutti. Secondo me no, secondo me la maggior parte degli elettori ha letto un po' di cose sui quotidiani (o su internet) magari ha visto il dibattito di sky, ha apprezzato i toni di tutti e in particolare di un candidato, ha votato per lui; e c'è senz'altro stato anche qualcuno che per curiosità si è fermato a guardare il dibattito il mercoledì seguente su rai1, e magari gli è piaciuto e gli è venuta mezza voglia di andare a votare - ma quando ha capito che non era tanto semplice, il più delle volte ha lasciato perdere; ecco, a tutta questa gente secondo me la rissa sulle regole e sulle giustifiche è scivolata intorno, come tutte le polemiche tecniche e noiose. Almeno mi piace pensarla così.

L'invito a non confondere internet col mondo, in ispecie quella piccola porzione del mondo che è l'Italia, suona sempre un po' antipatica. La raccomandazione a mantenere una vita anche offline, se ve la fa uno che scrive lenzuolate da dodici anni su un blog, è facile che la rispediate al mittente. Troppo giusto, però lasciatemelo dire, secondo me ve la siete presa troppo. Non credo che i miei pezzi, soprattutto gli ultimi, abbiano conquistato un solo voto a Bersani, o tolto un solo voto a Renzi. Non è per quello che li ho scritti, non sono bravo a fare propaganda. Li ho scritti perché mi diverte scrivere questo genere di cose, mi piace ragionare sulle cose che succedono, e mi piace anche molto litigare, non è una cosa di cui vada fiero, ma preferisco farlo sul mio blog personale dove non dovrebbe davvero farsi male nessuno. Non credo di avervi fatto davvero male, e poi sul serio, di che vi lamentate? Avete un partito che supera il 33 per cento, e che quasi sicuramente governerà il Paese. Certo, sarà costretto ad allearsi con gente orribile, ma voi potrete dire in continuazione Not In My Name (anche su questo blog, venite copiosi a smerdare l'autore, non c'è problema). Bersani dovrà fare delle scelte impopolari, scelte che anche a Renzi sarebbero toccate (ma secondo me non ci ha mai pensato seriamente). In tutti i casi deluderà i suoi elettori e la vecchia classe dirigente ne risulterà definitivamente compromessa. A quel punto può toccare a voi. A Renzi non so, ma a voi sicuramente. C'è solo da mostrare di essere un po' migliori, e non sarà così difficile. Congratulazioni, avete perso la migliore battaglia che potevate perdere, e l'avete persa bene. Per come vanno le cose, anche solo statisticamente, una guerra prima o poi la vincete.

44 commenti:

  1. Un post non privo di malizia... Anche troppa.
    Cmq noi "libdem" e voi "sa" (sinistra asfittica) dovremmo convivere spero ancora per molto.
    Non so se Renzi resterà il leader di questa componente del pd (ammesso che resti tale) dubiterei dei passaggi a destra ( vostro sogno segreto) perché la storia é meno banale di quello che si possa pensare...
    In ogni caso primarie di successo, ed anche bersani sembra esserne giovato ( e lo voterò anche con piú piacere) quindi contenti tutti. Cesco

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  2. anche secondo me hanno vinto tutti. personalmente avrei preferito un filino di polemica sulle regole in meno, ma almeno s'è capito che non erano primarie pro forma
    spero che il congresso dell'anno prosimo sarà combattuto (magari sui contenuti) senza magari mettere in crisi un eventuale governo di centrosinistra
    putroppo il prossimo governo dovrà fare delle cose sgradevoli (per le mie tasche e le mie chiappe), ma spero davvero che al primo punto ci sarà il lavoro.
    spero che renzi e i renziani si mettano al servizio del piddì per vincere e contribuire a selezionare i candidati in una logica di trasparenza e non di spartizione (e magari la nuova legge elettorale ci consentirà la scelta)
    e po' esse che la ripijo la tessera del piddì

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    1. Marcell_o ci sarà il lavoro nel senso del seppellimento definitivo del contratto nazionale, dopo l'art. 18. Lo stanno già trattando sindacati e confindustria. Ovvio i giornali avevano da seguire le primarie, nessuno ci s'è dedicato più di tanto, nel paese normale.
      Accordi unicamente aziendali su inquadramenti, mansioni, orari, compensi, demansionamenti (assunto per un lavoro, ma ne fai un altro) e molto altro. Anche in deroga alla legge che pure dovrebbe avere più forza giuridica di un contratto.
      Questo è il lavoro impopolare di Bersani che a firmare per i referendum sull'art. 18 non ci pensa proprio, ovvio. Questa è la legalità di questo governo. E Renzi non avrebbe agito diversamente. Gli interessi che costoro difendono non sono più i nostri e non lo saranno mai. Ce ne accorgeremo, forse, quando arriveranno i licenziamenti di massa, i salari e le pensioni abbassati come in Grecia e Spagna, la sanità privata, tutto pur di ripagare coi nostri soldi i debiti delle banche, l'incapacità delle aziende, e continuare a fare le stesse speculazioni azzardate che ci dissanguano. E noi a piangere virilmente che le decisioni impopolari sono necessarie. Se una cosa il Pd e antenati han sempre saputo fare è la propaganda degli interessi altrui, non di quelli dei loro elettori. Almeno la destra le tasse fa di tutto per non farle pagare ai suoi elettori. Alla fin fine è paradossalmente più "seria" in questo: difende chi la vota, il voto degli altri non lo corteggia. La sinistra sa solo schiacciare i deboli senza più pietà alcuna, perpetuando un sistema consociativo.
      Federico Caffè, economista, raccontava di una popolazione africana che conduceva i suoi vecchi sull'orlo di un fiume spingendoveli dentro con dolcezza con delle lunghe pertiche. Non giurerei sulla dolcezza dell'esecuzione, ma quel che ci prepara questo PD, con la dolce retorica dei suoi propagandisti è questo. Ci vogliono far affogare da soli, per sfinimento.

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    2. Non condivido tale visione pessimista e arrendevole nei confronti delle idee liberiste che negli ultimi anni hanno cercato di affondare il welfare europeo. Io continuerò a lottare perché non sono d'accordo con chi dice che tanto non c'è più nulla da fare.

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  3. insomma, un modo carino per ammettere che si, Bersani ha la stoffa, i voti e la pazienza per essere IL segretario ma che la storia della sinistra italiana l'ha cambiata più Renzi, con tutti i suoi limiti, che gli ultimi 4 o 5 "capi" di coalizione prima e del PD poi (Prodi escluso, ovviamente).
    Ok, è quello che vado dicendo da mesi, con chi stava sempre a parlarmi contro uno o l'altro senza vedere con un po' di distacco e lungimiranza il disegno che poteva stare dietro a tutto questo.

    Spero che almeno Pierluigi lo abbia capito e lo porti a compimento, perchè se pretende di tenere tutto come prima, e con la stessa gente di prima, tutto questo non sarà servito a nulla.
    Bisogna ammettere che la prima volta che si è trovato a dover rifondare il PD post Veltroni ha fatto tutto tranne che portare avanti il mandato che il 34% di elettori avevano espresso, riportando il partito su posizioni personalistiche anzichè riformiste, e provocando nei tanti che avevano creduto nel PD un senso di insofferenza e distacco che senza queste primarie, (queste, con Renzi candidato) non avrebbe mai recuperato.

    Se ora saprà invece portare avanti quanto gli stanno chiedendo gli elettori, allora si che si potrà parlare di lui come fosse Berlinguer (e anche meglio).

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  4. Non si e' recuperato niente del senso di insofferenza e distacco che il PD aveva provocato. Il numero di votanti alle ultime primarie e' stato identico a quello delle precedenti. E poiche' Baffino e' ancora li', e domenica ha esultato (si scrive Bersani, ma si legge D'Alema), non ha recuperato neanche me.

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    1. Ma perchè? Lei pensa che se i candidati fossero stati quelli visti ma senza Renzi sarebbero andati a votare 3,2 milioni di persone? Secondo lei i Renziani avrebbero votato indifferentemente Bersani o Puppato? Non dico che sarebbero stati TUTTI a casa, come me, ma una buona parte si, almeno la metà.
      E Bersani, tutto sommato, per rafforzare la propria carica nel partito, ha approfittato proprio del richiamo che Renzi ha fatto, mettendogli le regole giuste perchè andasse tanta gente ma non troppa, mettendo il doppio turno in modo da avere una doppia conferma e con questo dimostrare alle mummie del partito che un 40% di elettori, se non c'è una svolta sulla strada indicata da Renzi, non si vive.
      Se fossero andati "solo" i 2 o 2,5 milioni che una primaria senza Renzi avrebbe richiamato tutto quanto avrebbe perso di senso perchè sarebbe apparso a tutti come una semplice liturgia.
      Come la chiamiamo... tattica?

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    2. Dubito che esistano argomenti in grado di smuovere quei complottisti che vedono D'Alema (o perché no magari il Nuovo Ordine Mondiale, la SPECTRA o la congiura occultisto-saturnista) che trama dietro ogni cosa.
      Avesse vinto Renzi avrebbero detto che D'Alema (o il N.O.M., la SPECTRA, ecc...) usava Renzi per fare piazza pulita dei propri antagonisti.
      Avesse vinto la Puppato l'avrebbero presentata come una marionetta in mano a D'Alema (o ecc...) e così di seguito.

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    3. È curioso come in questi giorni così tanta gente abbia parlato di regole, violazioni, complotti, macchinazioni, garanti solo di una parte, e compagnia, però senza aver letto neppure il preambolo dei principi regolamentari - o meglio: lo sarebbe, se già non si facesse così pure su tutto il resto, dal vangelo alla regola del fuorigioco.

      StefanoB, potresti spiegarmi quali sarebbero state "le regole giuste [fatte da Bersani!] perchè [a votare alle primarie del csx] andasse tanta gente ma non troppa"?, sperando di semplificarti il lavoro, le scartoffie stanno tutte qui, ti basta virgolettare.
      In seconda battuta, se possibile, cosa puoi portare a supporto dell'altra tua tesi, quella del mega-calcolone per cui Bersani avrebbe messo il doppio turno [ossia perchè da un lato sicuro di vincere, dall'altro sicuro di poter forzare il ricambio nel partito facendo pesare i voti del suo "contendente" (per fortuna non competitor!)]?

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    4. Guardi, io non sono mica qui a difendere a tutti i costi una parte o l'altra.
      Io coi fanatismi non voglio proprio aver nulla a che fare, mi sono già fatto 4 mesi di campagna elettorale in cui parlavano solo i fanatici, ho già dato.
      Per fortuna per trovare un po' di razionalità e imparzialità bastava leggere le analisi di quei signor nessuno che sono Panebianco, Pasquino, D'Alimonte e Salvati, che guardacaso, in quanto osservatori e non fanatici, hanno dato lettura giusta a tutta questa faccenda.
      Magari se li legga, se ha tempo, oltre a leggersi e rileggersi le regole PERFETTISSIME delle primarie.
      Io ho solo provato a fare un'analisi che provasse a dare una lettura di questo risultato e delle componenti che lo hanno prodotto.
      In ogni caso, sempre se le avanza tempo dopo aver letto le perfette regole delle primarie del CSX italiano, vada a leggersi anche quelle delle primarie del PS francese, e trovi le differenze.

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    5. Stefano, diamoci del tu, non siamo mica da Malvino.

      Siccome hai sostenuto che le regole delle primarie del csx erano state pensate (da Bersani!) appositamente per farle sembrare aperte, ma in realtà contenendo un dispositivo autolimitante, pensavo saresti stato in grado di dimostrarlo carte alla mano.

      Hai anche detto che il secondo turno sarebbe servito a Bersani per regolare dei conti interni al PD; siccome personalmente ho sempre creduto che il secondo turno è stato pensato per evitare la leadership di Vendola mi chiedevo cosa avessi in mano...

      Che le regole delle primarie del partito socialista francese siano diverse lo so bene, del resto è l'unico argomento rimasto ai renziani per sostenere l'ardita tesi del complottone - vedi Vassallo. Argomento molto debole, però, anche la giustizia francese è diversa da quella italiana, anche il sistema elettorale, etc.

      Chi siano Pasquino e Salvati lo ignoro completamente, magari puoi darmi qualche link e vediamo di analizzarne insieme il pensiero; invece il pezzo di Panebianco l'ho letto, e che dire... è il solito Panebianco, che è opinione diffusa in certi ambienti sia un fine opinionista, sfortunatamente di quegli ambienti io non faccio parte; anche il sondaggio CISE, ripreso da D'Alimonte, quello che sosteneva che Renzi, se candidato a premier, avrebbe intercettato simpatie plebiscitarie nel corpo elettorale, mi è noto, solo mi pare sostenesse tra le altre cose che un terzo degli intervistati aveva intenzione di votare alle primarie del csx...

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  5. Dice bene Leonardo che non dobbiamo confondere il nostro piccolo orticello internettiano col Mondo.
    Sono comunque contento che in queste primarie ci siamo confrontati, abbiamo dibattuto e abbiamo sviscerato tematiche, speranze e paure.
    Ora che ci siamo confrontati è tempo di fare la sintesi di tutti i contributi e vincere le elezioni, continuando a sviluppare il cosiddetto "manifesto di Parigi" assieme ai socialdemocratici tedeschi, ai socialisti francesi e a tutte le altre forze del centro-sinistra europeo.
    Vinceremo in Italia nel 2013? Vinceremo in Europa nel 2014? Non lo so, ma lo spero onde archiviare definitivamente il ventennio berlusconiano e l'epoca del liberismo selvaggio.

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  6. Il problema è che sei invecchiato Leonardo, io ti seguirò da almeno 6 anni! Si legge in tutto quello che scrivi, è fisiologia.

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    1. No, non mi pare che Leonardo sia invecchiato (male), certo il post precedente, in parte, lo lasciava intendere. Piuttosto, io credo che il riassunto perfetto stia nella tua frase “Li ho scritti perché mi diverte scrivere questo genere di cose, mi piace ragionare sulle cose che succedono”. Ecco, ti piace scrivere, discutere, e anche litigare. E’ vero è divertente. Proprio per questo sarebbe meglio che evitassi certi toni saccenti, tipo il finale di questo post.

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    2. Comunque sia, adesso l'obiettivo è vincere le elezioni: AVANTI VERSO LA VITTORIA!
      (magari...)

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  7. No Leonardo.

    Avete perso voi un'ottima occasione di far rinascere il PD.

    L'anno prossimo alle elezioni prenderete una bella batosta, qualcuno dirà "...ma come è possibile?", maccavolo avete silurato l'unica figura che vi aveva svecchiato e che dava qualche possibilità all'Italia!

    Ci sentiamo ad aprile per le votazioni, commenterò il tuo futuro post sull'ennesima sconfitta del PD, e stavolta ve la siete proprio cercata....

    Andrea

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    1. Io non so se il centrosinistra vincerà le prossime elezioni, ma credo che meglio di così non possa fare: l'alleanza PD-SEL è infatti l'unico gruppo politico ad avere un'offerta di ampio respiro.
      Se infatti il PdL o quel che ne rimane non riesce ad andare oltre gli immediati problemi giudiziari dei suoi leader, il centro moderato sembra proporre una navigazione di piccolo cabotaggio incentrata su un Monti-bis. Il Movimento 5 Stelle pone delle tematiche interessanti, ma sono tutte schiacciate in un'ottica localistica che conferisce all'intera piattaforma un respiro corto e le uniche proposte che si salvano odorano già di vecchio in quanto sono cose che vennero realizzate a suo tempo dal governo dell'Ulivo e poi abrogate da Berlusconi. Dov'è l'ottica europea? La visione generale che non venga dominata dal particolare ma che sappia integrarlo in un quadro d'insieme? Essa si trova nel manifesto di Parigi sottoscritto da F.Hollande, S.Gabriel e P.Bersani, manifesto programmatico che va poi integrato con iniezioni ecologiste vendoliane e con innovazioni "alla renziana".
      L'alleanza PD-SEL è l'unica a presentare un disegno plurale, coraggioso e allo stesso tempo di ampio respiro proprio perché si compone delle molteplici sensibilità che le primarie hanno messo in luce.

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  8. Permettimi di spaccare il capello e anche i coglioni.....non me lo aspettavo da te il consueto errore di confondere "il sorpasso" con il massimo storico berlingueriano del PCI.
    Il 33 % di cui parli(voti 11700000) è riferito alle europee del'84 ,"effetto Berlinguer" (deceduto) sommato a "Effetto Craxi" (più che mai vivo e attivo),il massimo storico del PCI al contrario si verificò alle politiche del '76 e parliamo del 34,7%(12600000 voti).....erano i frutti costanti e in ascesa dell'eredità della "Via italiana al socialismo" ,malgrado le coglionate inegualiabili del "compromesso storico" e dell'austerità Berlingueriana(da lì a poco avremmo assistito pure alla sconsiderata puttanata dell'"Eurocomunismo").

    Off topic

    Berlinguer è stato un grande intellettuale non si discute,ma per contro è stato un pessimo politico...insabbiato sul bagnasciuga del compromesso storico da uno statista molto più astuto di lui,che di fatto ci ha relegato in un angolo fino al dissolvimento del PCI.Poi non discuto la statura umana,l'aniticipazione in tempi non sospetti della "QUESTIONE MORALE" ,l'immagine compassata ed azzaccata dell'uomo che fa fatica (perfetta per la guida del "partito dei lavoratori").L'Enrico ci ha precluso,poche balle,la possibilità di essere rappresentati come popolo al governo del paese,era talmente schifato dal potere che lo evitava a tutti i costi.

    Con stima
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  10. No Leonardo, non abbiamo vinto "noi". Renzi ha perso. 40% contro 60%. Punto. L'ha detto anche lui, del resto.

    È spettacolare come fuori dalla Toscana nessuno abbia veramente capito il significato della candidatura di Renzi. Vorrei spiegare come la vedo io. (così intanto mi sfogo perchè sennò mi rimane qui)

    Non esiste un "renzismo". Non è l'ennesima sottocorrente. Quella che poi al governo rompe le palle per avere il suo attimo di celebrità, e rivendica miseramente il suo 39.3%. Renzi non ha voluto nessun "ticket". Nessun "posto". Non è quello che gli interessava. Che tu ci creda o no, la sua era veramente una battaglia maggioritaria. Quello che chiedeva ai cittadini era questo: "o siamo NOI la sinistra, oppure niente". La gente ha risposto "niente". E lui è tornato a casa. Finita lì. Nessuna corrente, sotto-corrente o correntina. È stata solo una gigantesca opportunità persa.

    Secondo. Bersani vuole il "cambiamento" e il "ricambio generazionale". Bene, bravo. È sincero e io gli credo. A me sta anche simpatico. È rassicurante e riesce a sempre mettere d'accordo tutti.

    Ma solo io ci vedo la contraddizione? Quando mai il cambiamento (quello vero) è stato rassicurante? Quando mai ha messo d'accordo tutti? È mai successo nella storia? Potrei sbagliarmi, non lo escludo. Ma non mi viene in mente nessun caso.

    Questo perchè "cambiamento" e "decisioni impopolari" sono, paradossalmente, due concetti popolarissimi. Alla domanda "sei d'accordo a prendere decisioni impopolari?" la maggior parte delle persone risponderebbe "sì". Ma se davvero così fosse, queste decisioni non sarebbero poi così impopolari.

    Terzo. Supponiamo che vada tutto bene. Bersani vince le elezioni. (Secondo me questo può avvenire, ma solo per mancanza di avversari. Ma tralasciamo questo punto.) Si va al governo. Prima o poi arriva il momento di fare questo benedetto "cambiamento" e di prendere queste benedette "decisioni impopolari". Quelle che toccano il tasto giusto e scaldano gli animi. Cosa fa SEL? Che odore prende il loro "profumo di sinistra"? Cosa fa l'UDC? Resistono alla tentazione di fare la "battaglia del mese"? Di prendersi il loro quarto d'ora di notorietà? Secondo me no. E non lo dico per pessimismo. Lo dico perchè davvero non riesco a immaginarmi uno scenario diverso. È umano, è normale.

    A questo punto, in teoria, dovrebbe entrare in scena la leadership. La mano ferma, autorevole (ed autoritaria!), che calma le discussioni e le fa convergere verso una delle opzioni. Bersani ha questa leadership all'interno del suo "battaglione"? I vari alleati e sottocorrenti riconoscono questa leadership? Io temo piuttosto che Bersani sia un leader "debole" (nel senso filosofico di "pensiero debole"). In fondo sostituibile con altri leader "deboli" che gli stanno sotto e accanto nel partito. "Ma se è facilmente sostituibile, perchè non sostituirlo?", pensano a questo punto i vari alleati e sottocorrenti. È l'inizio della fine.

    Questi sono i miei timori. E non mi sento affatto di aver vinto. Anzi.

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    1. Mah, Heavy, io son toscano e la candidatura di Renzi presumo di averla capita, meglio di lei a quel che leggo.
      Non aveva uno straccio di possibilità di vincere, e lo sapeva benissimo. Ha ottenuto un risultato molto buono, che credo neanche lui si aspettasse. Frasi dette e ripetute da gente del suo staff alla fine del primo turno, e si sapeva bene che al secondo sarebbe andata peggio, quindi nessuno dei suoi a cominciare da lui pensava di vincere.
      Non per nulla, come dice Leonardo ha potuto promettere di tutto di più.
      E' vero che non vuole strapuntini..mica è scemo.
      Lui ha già in mano il PD del futuro, basta che aspetti tranquillamente senza fare cazzate come impelagarsi ora in un eventuale fallimento del prossimo governo.
      Poi, chi mai potrà strappargli la leadership del PD del futuro, Civati? Serracchiani? Puppato?
      Il discorso finale è stato davvero un capolavoro, ben meditato per uscire dalle primarie sconfitto ma con l'aura del:"mancò la fortuna, non il valore".
      Cosa poteva mai sperare di più?
      Ha ottenuto esattamente quel che voleva.
      I suoi fans non so.
      NAUTILUS

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  11. "Una delle sue carte vincenti, che negli ultimi giorni è stata giocata a ripetizione, era la vocazione maggioritaria, il rifiuto di alleanze stile Ulivo: un bluff che si può giocare soltanto se si ha una ragionevole certezza di non vincere mai"

    Credo che sia in passaggi come questo,in particolare la storia del bluff, che si manifesti la vena inguaribilmente tafazziana della sinistra italiana.

    Felicitazioni ai bersaniani per lo scampato pericolo. Non vi e' andata troppo male, nonostante gli sforzi. Comunque occhio ai dolori (per ora) inguinali.
    Massimo

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    1. Secondo me era un bluff, e non è che sia costretto a fidarmi di qualsiasi sondaggio mi mettano davanti (piuttosto indicativo il fatto che quando si è andati a votare davvero, a Renzi risultava un milione di voti in meno di quelli che gli raccontavano i sondaggi).

      In ogni caso è un bluff che non vedremo mai, ed è un ottimo motivo per festeggiare (soprattutto tra chi ha votato Renzi).

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  12. il pattern alternato degli ultimi 4 post rispecchia alla lettera la tanto abusata locuzione "passivo-aggressivo". non tifo nè renzi nè bersani, figurati. ma tu non ti senti a disagio nello schierarti e presentarti quale blogger perfettamente organico? il ricorso continuo al "noi"? non avverti il bisogno di affrancarti da una testata giornalistica ormai con una linea editoriale di destra (vedi la copertura della manifestazione del 14 scorso)quale è oggi ormai l'unità?
    comincio a pensare che tu, zoro, crozza, e simili facciate parte di un comitato designato alla propaganda e allo sdoganamento di un partito di centro-destra (vediamo le proposte ed i provvedimenti che questi signori hanno adottato quando governavano in materia di lavoro ed immigrazione, per esempio, per non parlare di tav...)presso un elettorato che non si sarebbe mai sognato di votare da quella parte: criticate (con moderazione), ironizzate,create un'immagine di dirigenza friendly e/o responsabile. ma quando mai. Dopo aver preso voi tante sòle, mi chiedo quando inizierete a guardarvi intorno e giudicare in maniera piu critica, non in base alla puro senso (o bisogno) di appartenenza ed identificazione con qualsiasi cosa stia poco piu a sinistra di alemanno. come pensi che si collochi Bersani (il liberalizzatore, sorretto dalle coop che in emilia chiedono al pari della Curia sempre piu "sussidiarietà" ovvero i soldi di tutti per i loro interessi)rispetto al problema dei Beni Comuni e cosa pensi che farà dei risultati degli ultimi referendum una volta al governo?

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    1. Hai ragione, la locuzione "passivo-aggressivo" è tantissimo abusata. Peraltro non vuol neanche dire un granché.

      Uno può anche scegliere di presentarsi tranquillino e ogni tanto dare una zampata: è una tattica, non è una patologia psichiatrica.

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  13. Nove mesi fa, a maggio, l’allenatore della Fiorentina Delio Rossi prese a pugni un giocatore, Adem Ljajic, che lo aveva contestato, e forse insultato. Al di là della condanna della stampa (e dell’esonero di Rossi da parte della società) l’opinione pubblica si schierò in larga parte col tecnico, perché il ‘ragazzino viziato’ non si doveva permettere. La vittoria di Bersani è un po’ così, il ‘buon padre di famiglia’ (definizione del Codice Civile che dice più, dell’Italia, di tante analisi sociologiche) che rifila il ceffone salutare allo sbarbatello irrispettoso. Che non lo afferri l’autore di tanti post acuti e sottili sulla questione generazionale in Italia mi stupisce abbastanza: ma magari mi sbaglio, lo capisce benissimo, e dopo anni di interventi critici sulle gerarchie del centrosinistra si lancia in una difesa di Bersani perché... boh, perché alla fine è quasi punk, forse è la più controcorrente delle scelte, un po’ come Giovanni Lindo Ferretti che espone l’icona di Ratzinger. E forse davvero stiamo tutti invecchiando, e forse davvero è solo una diatriba da twitter.

    Però due o tre cose le vorrei dire.

    Io non ho mai visto tanta violenza come quella adoperata dall’apparato del PD contro Matteo Renzi. Mai, nemmeno contro Berlusconi (salvo qualche uscita, da qualche parte, verso il ’94-’95). Uno dirà che se lo meritava, e può darsi: in genere, gli attacchi così compatti e coordinati mi lasciano perplesso (hanno sempre qualcosa dello squadrismo), ma magari sì. Chi non se lo merita di sicuro, però, è quel 40% di persone che l’hanno votato. Che non definirei astrattamente ‘renziani’, e tantomeno liberal-democratici: persone, piuttosto, che hanno assistito alle prodezze degli ultimi venti anni di centrosinistra italiano, e che pensavano che fosse il momento di cambiare strategia, approccio, volti. In larga parte, che piaccia o no, iscritti o elettori del PD (come, del resto lo stesso Renzi); e che magari ritenevano che fosse necessaria (e forse anche più ‘di sinistra’) una modernizzazione del paese che prescindesse da un’idea di lavoro e occupazione ancorata agli anni ’70. Non è un caso che, degli elettori del PD che conosco io, votassero Bersani tutti quelli che non s’erano mai mossi dall’Italia; e che fossero per Renzi praticamente tutti quelli che avevano avuto un’esperienza di vita o di lavoro in un altro paese europeo. Forse è difficile idolatrare così la ‘serenità’ (anche se poi ti compatti solo quando hai un nemico, e se non ce l’hai te lo crei interno, ma vabbé) quando sai che il mondo – non è detto che sia una cosa bella, ma è così – si regge sul dinamismo e la competizione; forse ti convince meno l’idea che bisogna smettere di raccontare ‘favole’, quando sai che al netto delle cazzate è precisamente di narrazioni che le comunità hanno bisogno. Che poi alla fine è una narrazione anche quella di Bersani, eh: delegare il lavoro sporco a Monti per avere qualcuno o qualcosa di cui essere a sinistra (salvo votarlo in parlamento, per l’interesse nazionale). E rinfocolare il senso d’appartenenza attaccando in cento contro uno chi, nel tuo stesso partito, ha provato a costruire una narrazione diversa – e ripromettendosi di dar voce (=poltrone) alla sfumatura liberale di Tabacci, alla green economy di Puppato, al profumo di sinistra di Vendola, ma ignorando bellamente il voto del 40% degli elettori delle primarie. Ah, ma loro sono libdem: sono di destra. Non contano, anzi sfottiamoli pure.

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    1. Personalmente, gli elettori di Bersani non li biasimo, ci mancherebbe. Hanno scelto il padre mite ma giusto, ancora una volta: figura mitologica che per tradizione antica deve alternarsi al padre-puttaniere, e a volte al nonno, nel romanzo familiare tutto particolare della penisola. E poi è difficile, che uno abbia un lavoro o no, resistere alla tentazione di tenersi l’usato sicuro: ché a cianciare contro i mali dell’Italia e del centrosinistra chiunque è bravo, finché non si palesa un’alternativa reale; ma l’usato sicuro vuol dire tante cose – infornate di precari senza concorsi, sanatorie, tutele, immobilità del sistema universitario – che fanno un po’ comodo a tutti quanti, e, come noi laureati in lettere sappiamo bene, uno il coraggio non se lo può dare.
      Certo, però, che la dirigenza non ci ha fatto una bella figura. Estrapolare un’espressione – ‘rottamazione’ – e ripeterla come un mantra, quasi che il programma di Renzi si limitasse a quello. Attaccare, ogni giorno, a mezzo stampa: Renzi pagato da Romney, Renzi sostenuto dalla destra israeliana, Renzi pagato da CL, dove sono i bilanci di Renzi, Renzi sponsorizzato da Berlusconi-Lele Mora-Briatore, Renzi di destra, Renzi ci copia il programma, Renzi a favore di Marchionne e della TAV, Renzi antipatico, Renzi arrogante. Fare un’eccezione alle regole delle primarie congegnata apposta per farlo perdere. Mantenersi ambigui sulle procedure del secondo turno, poi accusarlo di sollevare un polverone e di inquinare le primarie quando chiede regole più chiare. Bollare i suoi sostenitori come fascisti infiltrati, lasciando intendere più o meno apertamente la loro estraneità al PD. Attaccarlo ogni giorno e poi lamentarsi di essere attaccati; mettere in moto la macchina del fango e sostenere di essere bersagliati. Chiagnere e fottere; e alla fine sfottere.

      Su chi abbia maggiormente appreso la lezione berlusconiana m’interrogherei.

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    2. Se il massimo di violenza che hai visto da parte dell'apparato del PD lo hai visto in questa occasione, puoi serenamente concludere che l'apparato del PD non è molto violento: con Renzi non è stata usata nessuna mano pesante, addirittura gli è stato permesso di candidarsi in deroga allo statuto.

      Mi sembra perfino banale che una persona che si ripromette di liquidare (giusto per non usare il solito rottamare) un apparato ottenga dallo stesso apparato una reazione forte: ma quella dell'apparato pd non è stata molto forte. Può sembrarti molto forte perché hai vissuto la traiettoria renziana con più partecipazione.

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    3. Probabilmente io e Fabio Camilletti abbiamo accesso a mezzi di informaione differenti. Io sono un italiano che passa il proprio tempo a cavallo fra Germania, Belgio e Italia e ho votato Bersani anche in virtù delle sue scelte europeiste, che in Renzi mi sembravano un po' più freddine: è da Bersani che ho sentito parlare di Unione Politica (al pari dei socialdemocratici tedeschi), non da Renzi.
      Ha Renzi subito attacchi violenti e personali? Forse, ma sicuramente non sull'Unità, il cui sito web era bombardato dagli editoriali-lampo di Ichino in favore di Renzi, col risultato che certi giorni sulla colonna di destra si vedeva quasi solo la sua faccia; se volessi alimentare polemiche potrei dire che son stati i renziani ad essere aggressivi e a cercare di occupare tutto lo spazio disponibile, ma credo che questo non sia il momento delle polemiche: divisi si perde sicuramente, uniti forse no e il nostro scopo è quello di andare al governo per fare piazza pulita del marciume berlusconiano, non quello di perdere ribadendo questioni di principio.
      Gli elettori del M5S l'hanno dimenticato, i centristi se ne fregano e la destra rema contro, ma vi ricordo della proposta del centrosinistra tedesco di fare delle elezioni europee del 2014 un momento costituente; Bersani ha accolto appieno tale proposta, discutendone con gli altri esponenti del centrosinistra europeo: chi meglio di lui potrà aiutare a preparare il Paese a tale passaggio storico? Certo meglio lui di Monti che frena e di Grillo che è localista.

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    4. Chiaro che l'intensità della violenza va relativizzata - in fondo è la dirigenza del PD, mica la redazione del Giornale.
      Forse Renzi non avrebbe dovuto potersi candidare alle primarie, questo è vero: ma a prescindere dal fatto che l'eccezione s'è applicata anche a Laura Puppato (il cui contributo fra primo e secondo turno le procaccerà quasi sicuramente un ministero), nulla giustifica il trattamento mediatico di queste settimane. Nessuna mano pesante, chiaro - anche perché fino a prova contraria si tratta di un partito strutturato democraticamente: piuttosto una demolizione sistematica e martellante, simile a quella che ha accompagnato, negli ultimi anni, ogni spinta di rinnovamento - ma assai più compatta e strutturata, perché questa volta c'era il serio rischio che tale linea passasse.
      Quel che dispiace è che molti militanti del partito siano stati coinvolti ancora una volta, invece che in una discussione su temi e programmi, in una campagna costruita ad arte contro qualcuno. E che molti, pure seriamente convinti del bisogno di un rinnovamento, abbiano fatto da utili idioti - in nome di un'identità di sinistra frettolosamente recuperata dopo anni di annacquamento di ogni identità - per lisciare, per l'ennesima volta, l'ego di D'Alema.
      Sulle scelte europeiste di entrambi i candidati parleremo, magari, in un'altra occasione: per me c'è una differenza sostanziale fra il tenere l'Europa come feticcio da onorare astrattamente e il tentare politiche di avvicinamento ad altre esperienze europee, superando determinate anomalie italiane. Ma, appunto, non è questa la sede.
      Sono pienamente d'accordo con Claudio sulla necessità di restare uniti: facendo notare, tuttavia, che la minaccia di scissione in caso di vittoria di un candidato non l'ha pronunciata di certo Renzi. Spero che settimane di interviste a Rosy Bindi non abbiano fatto del tutto sparire la percezione che questo è anche il nostro partito, e che per molti di noi lo è sempre stato. Me compreso, che dei partiti che hanno preceduto il PD ho mancato solo la tessera del PCI per ragioni anagrafiche e che - posso garantirti, Leonardo - non ho affatto vissuto la candidatura di Renzi con più partecipazione: non più, certo, di quanto non abbia vissuto le occupazioni del '94-'95, l'esperienza dei governi Prodi, il discorso di Nanni Moretti (contro cui si scatenarono le prove generali di quanto avvenuto, ora, con Renzi), la fondazione del PD e la fase veltroniana. Credo, tuttora, che Renzi abbia sostenuto punti programmatici validi, e una narrazione convincente, e che poteva funzionare: credo abbia fatto degli errori, in primo luogo perdersi per strada Civati e Serracchiani. Non è andata bene, pazienza: ci aspetta una campagna elettorale Bersani VS Berlusconi, un'enfiatura oltre ogni decenza dello spauracchio di Grillo, e probabilmente un secondo governo Monti. Magari andava così anche con Renzi, chi lo sa. In ogni caso, contenti voi.

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    5. Questa cosa però della "campagna ad arte" mi suona strano. È normale, in una campagna elettorale, fare presente le pecche dell'avversario: non sono stati fabbricati dossier fasulli, su certi argomenti è stato Renzi a non coprirsi bene. Se il massimo che riesce a comunicare su Lusi è quello che ha lasciato scritto per due mesi sul suo sito, deve solo ringraziare che nessuno ha messo veramente il dito sulla piaga.

      Anche qui: quando uscì il primo programma della Leopolda cominciai a criticarlo punto per punto (poi mi stancai); quando parlò di debito come Colpa generazionale lo feci presente; quando ha iniziato a parlare di Servizio Civile Obbligatorio, una cosa che a mio modesto parere sarebbe assurda ed economicamente disastrosa (ma fortunatamente irrealizzabile) ne ho scritto; ho cercato di dare un'interpretazione vagamente esistenziale di tutto il dibattito sulle procedure; e infine, il pezzo che ha innervosito molti renziani era un pezzo in cui mi permettevo di dubitare dei sondaggi che lo davano al 40%, visto che alla prova dei fatti aveva ottenuto molto meno; e mi chiedevo chi li paga, visto che costano, e non rientrano nel rendiconto della benzina sul camper.

      Cosa io abbia scritto di scorretto, cosa in generale i bersaniani abbiano scritto di orribilmente scorretto, rimane un mistero.

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    6. Bah, rintracciare la differenza tra Renzi e Bersani nelle rispettive politiche sull'Europa è un po' come dire che Einstein e D'Annunzio avevano un diverso taglio di capelli.

      Peraltro, non so se ve ne siete accorti, ma l'Unione Europa è un'istituzione non democratica (dire che dire che il parlamento, l'unico organo eletto, ha poteri molto limitati è un eufemismo è un eufemismo).

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    7. Ma infatti di questo blog ho parlato solo superficialmente: le mie impressioni vengono da altre fonti - a stampa, online, social. Tuttavia, analisi serie e puntuali del programma di Renzi - che in parte ho condiviso e più spesso no - come quelle di questo blog, o, per dire, di quello di Matteo Bordone, non possono mettere in ombra tre fenomeni che hanno caratterizzato questa campagna, e che secondo me sono abbastanza eloquenti:
      - d'accordissimo sul fare le pulci a Renzi, a patto che si facciano a tutti: che io sappia, però, nessuno ha chiesto conto a Bersani della sua campagna, dei suoi rapporti con la Compagnia delle Opere, di un programma che non esiste, della possibilità di conciliare le diverse istanze dei suoi futuri alleati. Le uniche risposte che ho sentito sono che la priorità è il lavoro (grazie al cavolo: ma come?), e che il rapporto con l'Europa si articolerà attraverso cessioni progressive di sovranità. Sono in malafede se penso che tutto questo si tradurrà in frettolose soluzioni all'italiana e immediato passaggio di consegne a Monti?
      - vero, Renzi ha preso posizioni che spesso sono andate contro svariati totem e tabù della sinistra italiana. Che la critica di essere di destra, però, venga da chi ha ideato il pacchetto Treu e la Turco-Napolitano, che ha supportato Marchionne nel referendum di Mirafiori (come fece apertamente Fassino), che ha votato a favore di tutte le guerre NATO, della riforma Fornero, che tuttora sostiene il governo Monti e che s'appresta a conferirgli un secondo mandato, mi pare grottesco. E che questi stessi soggetti siano riusciti a mobilitare la base per una battaglia 'sinistra contro destra', ha del miracoloso.
      - non serve una laurea in Storia dei partiti politici per sapere che l'accusa di essere sabotatori di destra, infiltrati, criptofascisti, e genericamente 'altri', ha radici antiche nella storia della sinistra; e che di norma viene adoperata per impedire sul nascere qualsiasi cambiamento. oh, poi c'è anche chi pensa (ne conosco tanti) che la priorità, nel '36, fosse far fuori i trotzkisti del POUM; o che nel 2002, passando come da dettato dalla tragedia alla farsa, l'urgenza fosse screditare Nanni Moretti. Liberissimi, ma niente mi toglie dalla testa l'impressione che un treno importante (con le sue contraddizioni, le sue tare, le sue pecche) sia stato perso, e che ci aspetta ancora - come un loop perturbante - una stagione di talk show, di Berlusconi a Porta a Porta, di dibattiti stantii, tentennamenti, conciliazioni.

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    8. Non riesco a capire come la vittoria del PD debba necessariamente aprire la strada al Monti-Bis: direi anzi che essa costituirebbe l'antidoto migliore a tale rischio.

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    9. Perché questo PD, il Monti-bis, *lo vuole*. E si vede da un milione di indizi. Ne riparliamo fra un anno :)

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    10. Beh, l'assenza di un programma mi pare uno. Il sostegno incondizionato al governo Monti un altro. Come la rinuncia, di fatto, ad allargare il proprio bacino elettorale di un solo punto percentuale oltre il 30 e qualcosa che danno i sondaggi - e col quale, certamente, non si può governare. E che oggi non abbiano fatto saltare il banco per andare alle urne e porre fine alla sconcezza che sta montando il PdL mi pare anche interessante.

      Non c'è una proposta, una sola, della cosiddetta agenda Monti che il PD non sottoscriverebbe, e che di fatto non ha sottoscritto. Stando così le cose, tuttavia, non si vede perché il lavoro non debba farlo direttamente Monti, ché ci si guadagna tutti: ci guadagna il PD, che può mantenere la propria identità socialdemocratica con la base emendando e smussando di volta in volta i provvedimenti del governo; ci guadagna Monti, che non esclude nessuno scenario, come si sa; e ci guadagna l'Italia in termini di riconoscimento europeo e mondiale, perché Monti, com'è noto, tiene a freno lo spread con la sua sola presenza.
      Senza il sostegno del PdL, stavolta, che onestamente è irritante (stacchiamo la spina/non stacchiamo la spina), e con SEL a garantire il profumo di sinistra, magari in temi come le unioni civili, la legge contro l'omofobia, o l'ambiente. Anche perché, con SEL e UDC assieme, il governo cadrebbe appena questi temi venissero menzionati, per non parlare di possibili nuovi scenari in Medio Oriente, di TAV, o di riforme del lavoro. Una grande coalizione presieduta da Monti consentirebbe invece di avere maggioranze fluide, per sostenere di volta in volta i singoli provvedimenti.

      Non che sia necessariamente un male, eh: potrebbe anche funzionare. E comunque sarebbe sempre meglio di un governo di cialtroni come spesso se ne sono visti. Sarebbe un governo responsabile, serio, e in ultima analisi perbene (tutte parole d'ordine di Bersani). Certo, personalmente avrei preferito una narrazione diversa, un entusiasmo differente, magari un po' paraculo ma con iniziativa; qualcuno o qualcosa che oggi, dopo la porcheria che s'è consumata in parlamento, dicesse qualcosa di diverso da 'Sono degli irresponsabili', scandito con l'aria avvilita di tuo padre quando ti fa notare che non hai dato nemmeno un esame in un anno; o che non s'appellasse di default al Capo dello Stato come fosse il deus ex machina. Ma vabé.

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    11. Mi sono segnato un appunto: tornare su questa pagina web dopo le elezioni.
      Potrebbe darsi che l'allenaza PD-SEL vincerà oppure può darsi di no. Nel caso vinca esistono due ipotesi
      1) Ipotesi di buon senso: dopo aver vinto governerà applicando il proprio programma (che tu non hai letto) su istruzione, ambiente, lavoro, europa, diritti civili.
      2) Ipotesi Camilletti: dopo aver vinto cederà il potere a qualcun altro perché tanto è tutto un complotto.
      Nell'attesa di vedere chi ha ragione, goditi il tuo complottismo: ripasserò dopo le elezioni :)
      (nella speranza che PD-SEL le vincano)

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    12. Mai parlato di complotto: casomai di win-win situation. Comunque, spero anch'io che PD-SEL vincano le elezioni: preferivo una linea diversa, ma resta la mia parte politica, eh. Anche se per esperienza non sottovaluto mai il Cavaliere (una delle cose su cui concordo con Leonardo da sempre è il suo invito riguardo Cologno).

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  14. La parola "cambiamento" in bocca a Bersani suona veramente a vuoto; ha vinto nuovamente la politica del "ma anche" di veltroniana memoria, e lo status quo.
    Le primarie hanno dato per qualche mese un'identità a Bersani, il quale esiste solo nella negazione di qualcuno o qualcos'altro (in linea col popolo dei ben-pensanti): NON E' Berlusconi, NON E' Renzi. O al limite come imitazione di Crozza.
    Ma ora che il nemico è stato sconfitto il PD tornerà esattamente dove lo avevamo lasciato: dalla Bindi, da Fassina, da D'Alema, nel caotico nulla. Ed è il motivo per cui chi ha creduto in Renzi non solo non ha vinto niente, ma non è neanche così scontato che voti PD alle politiche.
    L'unica speranza per andare al governo è che continui a non esserci un'alternativa.

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    1. No amico, ti sbagli: chi ha votato Renzi alle primarie lo ha fatto perché vedeva in Renzi la persona migliore per permettere al PD di andare al governo e di spazzare via il marciume berlusconiano.
      Chi ha votato Renzi alle primarie non ha nessuna voglia di un Monti-bis, o di un ritorno di Berlusconi, o di un'Italia eurofoba guidata dai pentastellati.
      Chi ha votato Renzi non è uno stupido e sa che se non votasse la coalizione PD-SEL farebbe del male in primis a sé stesso e ai valori in cui crede, quindi non si asterrà: lo scopo delle primarie era dibattere fra noi su come superare il ventennio berlusconiano, non quello di farci del male.

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    2. Questo è vero, ma vale per gl'elettori "storici" del PD; credo però che una fetta considerevole di quel 40% si sia recata, per la prima volta, alle primarie per esprimere un desiderio di cambiamento profondo della politica tutta, non solo del PD, e queste persone non penso troveranno in Bersani una proposta altrettanto "credibile".

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  15. dai ragazzi, basta, è finita. leonardo, un po' me la sono presa perché non mi hai (quasi) mai risposto in queste settimane. volevo fare dibattito, come in una specie di sezione online. ma capisco la tua tattica di tirare dritto a testa bassa e quindi amen.

    per fortuna è finita e amici come prima. almeno adesso posso leggere allegramente di San Nicola senza farmelo andare di traverso per via della propaganda sorda e ingenerosa che c'era di qua.

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  16. Incredibile, 35 commenti in due giorni e nessun grillino è arrivato a rompere i coglioni.
    Devono aver scatenato le squadre guastatori in qualche altra direzione (ormai hanno infestato ogni blog legato a L'Unità) o hanno solo paura delle domande sulla trasparenza delle loro primarie.

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