martedì 22 agosto 2017

Charlize Theron pesta Berlino

Atomica bionda (Atomic blonde, David Leitch, 2017).

Che cast però.
Immagina per un attimo che gli USA e l'URSS avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale, spartendosi l'Europa in due blocchi, a est e a ovest di Berlino; a quel punto avrebbero avuto entrambi la bomba atomica e quindi non avrebbero più potuto dichiararsi guerra. Immagina, come conseguenza, un lungo periodo di tregua armata, in cui alle grandi battaglie di massa si sarebbero sostituiti degli scontri simbolici - come ai tempi dei duelli epici, Paride contro Menelao, gli Orazi contro i Curiazi. Gli eroi protagonisti di questi combattimenti, uomini e donne esperti in ogni arte di combattimento e in ogni sotterfugio, li avremmo chiamati "spie", anche se alla fine non è che avrebbero spiato un granché - più che altro si sarebbero spiati a vicenda, in un gioco a somma zero. Qualche scrittore molto presto si sarebbe messo a raccontare le loro straordinarie avventure, senza preoccuparsi di esagerare. Ne sarebbe derivata tutta una letteratura epica, e poi naturalmente romanzi e film, che a furia di nutrirsi dello stesso immaginario che coltivavano avrebbero reso questa Europa immaginaria in un qualche modo concreta, più coerente di quella vera: un sogno ma tutt'altro che effimero, come la Grecia dei miti o il Far West, sognati da miliardi di persone. Al punto che ne avremmo avuto nostalgia, e un puerile desiderio di averci vissuto davvero, invece di vivere in... già, dove abbiamo vissuto noi?

Speriamo sia make up.
Charlize Theron, nel 1989 in cui crollò il Muro, aveva 14 anni. Adesso ne ha più di quaranta ed è una diva di serie A. Da cosa si capisce? Dalle botte che prende. Certo, ne dà anche parecchie. Atomica Bionda è tra l'altro il film in cui la vediamo uccidere i cattivi a mani nude. Ed è credibile: si fa una certa fatica viceversa a immaginare che un attore possa sopravvivere ai colpi che la Theron tira aiutandosi con quel che trova sul momento - un portachiavi, un fornellino elettrico, un tacco che per un attimo ti aspetti nasconda un qualsiasi gadget da James Bond e invece no, è un semplice tacco neanche troppo appuntito. Ma quello che fa davvero la differenza tra Atomica e altri film di spie più o meno seri (negli ultimi anni c'è stata una renaissance del genere, anche se il pubblico non sembra sempre entusiasta) sta nei lividi, nel sangue; nell'occhio nero con cui il suo personaggio si presenta ai suoi capi e al pubblico all'inizio del film; nel ghiaccio che usa per alleviare il dolore. Nell'abolizione di quella convenzione cinematografica per cui dopo una botta bene assestata l'avversario resta al tappeto in coma vigile - no, in Atomica bionda o muori o ti rialzi, e pare che morire non sia poi così facile.


L'ufficio stampa ci aveva preventivamente spiegato che la Theron, mentre si allenava a incassare sul set, "vomitava praticamente tutti i giorni", che a un certo punto ha perso un dente. Atomica Bionda è un progetto suo: è stata la sua società di produzione a scegliere la graphic novel, a farla riscrivere su misura (la protagonista del fumetto non era nemmeno bionda), a convincere il secondo regista di John Wick ad abbandonare John Wick 2 per girare un film non così diverso. Atomica Bionda è un film voluto, interpretato e scolpito a mani nude sulla carne viva da Charlize Theron, e la cosa non avrebbe dovuto stupirmi così tanto - se solo riuscissi a liberarmi dalla mia prediletta immagine mentale della Theron, che è ancora quella della bambolona riccioluta che sta con Keanu Reeves all'inizio dell'Avvocato del diavolo; se almeno riuscissi a ricordare che la stessa bambolona, in quello stesso film, si trasformava in qualcosa di totalmente diverso, un corpo già slavato e dolente - allora potrei rendermi conto che Atomica Bionda non è semplicemente il film dell'ennesimo divo/a che passata la soglia dei 40 anni (50 per i maschi) si mette a cercare nei ruoli action una seconda giovinezza: che è anche il punto di arrivo coerente di un'attrice che ha sempre lavorato sul proprio corpo, riempiendolo e svuotandolo, rompendolo e riparandolo (continua su +eventi!)

Queste cose nei miei anni Ottanta non si vedevano! (maledizione).

1 commento:

  1. "Nell'abolizione di quella convenzione cinematografica per cui dopo una botta bene assestata l'avversario resta al tappeto in coma vigile"
    Ti mancano le basi del cinema di menare!
    https://youtu.be/1hmPueH6lYs?t=118

    RispondiElimina

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