Sono buono
Siccome non ce l'avevo con Paolo Fabbri l'altro giorno, non ne sarei degno, ma mi serviva per notare un atteggiamento comune a tanti (anche a me), ora citerò qualcosa di lui che posso condividere:
"La verità del nome" dice Fabbri, "la verità poetica del nome è a venire, è l'etimologia futura, da rifondare. La letteratura lotta non sull'assegnazione di un genere ma su cosa varrà domani quel genere".
Buon San Geminiano a tutti i modenesi. (La logos è sotto un'altra parrocchia)
Un po' patetico, dal momento che sapevo che non mi stava leggendo nessuno.
RispondiEliminaMa sapevo anche che qualcuno prima o poi avrebbe potuto passare. Mi stavo esercitando a tenere un diario pubblico: potevo scrivere male di qualcuno senza sembrare acido?
In quel passo di Fabbri mi sembrava di aver trovato la stessa verità che in quel periodo avevo in mente io: contro i poeti corsi che avevano paura di perdere la propria anima con la lingua, Fabbri proponeva di rovesciare il concetto di etimologia: il vero senso delle parole è quello che gli daremo da adesso in poi.
(Se ho ben capito il senso delle sue parole).
A distanza d'anni, continuo a metter mano a un'immaginaria fondina ogni volta che qualcuno basa un ragionamento su un'etimologia. Il classico esempio è: "non ci può essere matrimonio tra due uomini, perché matrimonio deriva da mater". Benissimo, allora rendi il patrimonio a tuo padre, usurpatore!