lunedì 17 marzo 2003

Risposta a Leonardo: non è che per non attaccare Indymedia - che pure qualche filtro lo potrebbe usare, e raccoglie quel che semina: quando Repubblica mise su un forum in cui qualsiasi grafomane frustrato era invitato a dire se Sofri era un assassino o no, io me la presi con Repubblica, e non misi a repentaglio la libertà di stampa - non si deve nemmeno parlare del fatto che ci sia gente così. Va bene fare spallucce e essere uomini di mondo, ma per me la cretineria a queste quote è una notizia. E non siamo tutti cretini uguali, no: c'è gente che non scrive cazzate, gente che non le pensa, gente che non mette su forum sicari, gente che non ne strilla i contenuti in home page, gente che non è senza peccato, ma ci sta attenta).

Saloon Indymedia

Risposta (un po’ tardiva) a Wittgenstein:
sicuramente non siamo tutti cretini uguali, ma da ogni parte ci sono cretini, e alla fine si tratta di scegliere quali cretini tollerare, e quali no.
Detto questo, io non difendo Indymedia perché è libertaria (discutibile) perché è il sito del movimento (discutibile), perché ha contenuti interessanti (qualche volta).
Io difendo Indymedia perché fa open publishing, e l’open publishing è internet, allo stato puro. E io adoro internet, adoro l’open publishing, adoro essere qui nella parte dello sfigato qualunque a discutere pubblicamente con un giornalista di fama nazionale, grazie a internet. E pazienza se il prezzo da pagare per la mia libertà di parola è il dilagare di forum rissosi e trucidi.

Se chiedessi un filtro per Indymedia lo dovrei chiedere anche ai gestori di blogspot, di splinder, e di tutti i concessori di server del mondo. Dovrei chiedere la chiusura di Internet al personale non autorizzato. Non posso farlo. Ho deciso che Internet mi va bene com’è: uno spazio libero nel bene e nel male, uno spazio ancora largamente ignorato dalla legge. Un far west, più che un’utopia.
Un far west popolato non soltanto da attivisti indomiti e selvaggi, ma per lo più da cretini. Per te è una notizia. Per me no, è una banalità. Il mondo è pieno di cretini, che progressivamente stanno scoprendo internet, quindi il fenomeno è destinato ad aumentare. La maggior parte di costoro non diventano più intelligenti grazie all’open publishing (ma una piccola parte sì). Se trovano un luogo di discussione (un saloon, per restare nella metafora), il loro primo impulso è entrare in cesso con un pennarello e scrivere parolacce sullo sciacquone. Perché? Misteri dell’uomo.

Dopo un po’ arriva un giornalista, saluta tutti, entra in bagno ed esce scandalizzato: sullo sciacquone qualcuno ha disegnato una stella di David! Ma che locale è mai questo? Ma non ci vergognamo?
A questo punto non c’è da sorprendersi se i tizi al bancone alzano le spalle. Perché, d’accordo, è un fatto spiacevole, ma qui non siamo in una redazione di un giornale o di un organo di partito: siamo mille miglia lontano. È giusto lamentarsi con Repubblica per un forum infelice: Repubblica è un quotidiano d’informazione e ha il dovere di proporre contenuti di qualità. Indymedia no. Nasce con altri scopi.
Poi, se proprio insistete che ci vogliono regole, beh, qualche regola effettivamente c’è. C’è un vecchio cartello che dice che i messaggi razzisti, sessisti e fascisti verranno occultati. Ma il problema è che il newswire si aggiorna in tempo reale (è utile soltanto per questo motivo). Per cui, se ci dite che avete trovato una brutta scritta sul muro, noi andiamo di là e la cancelliamo.
Se però quella scritta riappare cinque minuti dopo, e ricancellata ricompare una terza volta, è chiaro che non ci troviamo più di fronte a semplice cretineria. È il caso del messaggio “Annunziata non è neanche giudea” che hai citato tu: è stato cancellato e qualcuno l’ha rimesso, tre o quattro volte. Insomma, c’è qualcuno che gioca sporco. Come si addice a un far west, del resto.

Io credo che una democrazia matura non dovrebbe troppo preoccuparsi dal fenomeno delle scritte sui muri (anche perché chi scrive sui muri di solito non uccide nessuno). Il problema è che noi non viviamo in una democrazia matura, bensì in Italia, dove qualsiasi sfregio su un muro o su internet può tornare utile nel grande Gioco della Strumentalizzazione. Dove (per fare un esempio bastardo) in occasione della morte di Stalin il partitino dei nostalgici stalinisti (che affigge spesso i suoi proclami nel saloon di Indymedia, nell’ilarità generale) può ritrovarsi ospitato in prima serata su un programma televisivo serio, ed essere trattato dai moderatori con più condiscendenza di quanta di solito gli riservi la marmaglia del saloon. Come può succedere questo? Dabbenaggine dei conduttori? Non posso crederlo.
Credo piuttosto che un certo tipo di cretineria (non tutta la cretineria), un certo tipo di merda (non tutta la merda), faccia comodo a qualcuno. E a questo punto rispondo anche a Cesare, che scrive:

Se certi toni o un certo linguaggio fossero usati su un sito di destra non grideremmo tutti, istintivamente, all'antisemitismo, senza se e senza ma?

Caro Cesare, purtroppo no.
Se “certi toni e un certo linguaggio” fossero usati su un sito di destra, noi non ce ne accorgeremmo neppure. Solo la merda di sinistra fa notizia. Quella di destra no. Non ci credi?

Leggi un po’ qui:

Bah è giusto che quel tizio non dovrebbe stare in RAI, ma c'è anche da dire che dovrebbero buttare fuori il negro che dirige il TgR su rai 3 del Lazio...

Un ebreo come direttore della RAI, guarda caso. Sempre i posti meno importanti finiscono per occupare, quegli arrampicatori sociali...

Ancora mi chiedo come si può onorare Paolo Mieli, che è un Ebreo alla ricerca di notorietà, od onorare [Massimo] Fini, che è un Intellettuale con nessun fattore di spicco, tra l'altro di sinistra...

Meno Male che è uscito di scena.. un presidente ebreo, che prendeva così tanti soldi...ed ex sessantottino.. era impossibile pagare il canone.


Che cos’ho fatto? Niente di che. Sono andato in un sito di estrema destra (ce ne sono tanti) e ho pescato un po’ di frasi antisemite scritte sul forum nei giorni del caso Mieli. Naturalmente ho ignorato i messaggi sopra o sotto, dove altri attivisti prendevano le distanze, perché sono un furbetto.
Beh? Vi sembra uno scoop?
No, non credo. Adesso che ci pensate, vi rendete conto di aver sempre saputo che su internet ci sono anche contenuti antisemiti, neofascisti, neonazisti, ecc.. Ci sono perfino blog che fanno un po’ di propaganda revisionista.
È triste, sì, ma di solito nessuno si mette a spulciare queste cose.
Invece una stella di David su Indymedia finisce sui giornali e alla radio. Perché?
Perché Indymedia, evidentemente, dà più fastidio di tutti i siti d’estrema destra messi assieme. Ma a chi?
A me no.

Ora potrei decidere di fare così: per ogni sconcezza che trovate su Indymedia, pescarne una su un sito di estrema destra. Probablimente vincerei la partita, ma perderei la dignità.
Secondo me la battaglia per la qualità su Internet non si combatte così, ma portando nel saloon contenuti di qualità. È quello che di solito cerco di fare. Per cui mi scuso della polemica (mi scuso anche coi fascisti che ho disturbato mentre discutevano) e passo oltre. Grazie per l’attenzione (e sì, potevo anche rispondere un po' prima).

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