venerdì 28 luglio 2006

- giorno dispari

Superpotenza dei giorni pari

Piccolo test, di una domanda sola.
Per voi Israele è:
1. Un piccolo Paese accerchiato, minacciato nella sua esistenza, che ha bisogno di aiuto
2. Una potenza mondiale che può risolvere i suoi problemi da sola.

Se avete risposto 1, siete amici di Israele, seriamente preoccupati per la sua esistenza. E non c’è niente di male, anzi.
Se avete risposto 2, siete altrettanto amici di Israele, altrettanto preoccupati per la sua esistenza, e continua a non esserci niente di male.
Ma se lunedì rispondete 1, martedì 2, mercoledì 1, giovedì 2, per quanto amici di Israele, avete qualcosa che non va.

Comunque siete in buona compagnia. Non c’è niente di male a sostenere Israele, ma Israele vuole essere sostenuto sì o no? Il lunedì, il mercoledì, il venerdì gli israeliani si sentono isolati dalla comunità internazionale (USA a parte, naturalmente). Non avranno tutti i torti, ma la sensazione è che martedì, giovedì e sabato Israele dalla comunità internazionale voglia soltanto sentirsi dire “fa quel che vuoi, ne hai il diritto”. Magari ne ha pure il diritto – ma ne ha le forze?

Spesso, a discutere con amici di Israele, s’incoccia in questo argomento. Israele è forte. Israele ‘potrebbe risolvere’ il problema, ‘se solo volesse’, se solo ‘ripagasse i nemici della loro stessa moneta’, ecc. Dunque Israele è una potenza che potrebbe rivoltare il Medio Oriente come un calzino, ma non lo fa perché ha una sua etica, una struttura democratica ecc.

Questo da un certo punto di vista è vero: Israele ha la Bomba, i suoi nemici (ancora) no.
Ma lasciamo stare l’Apocalisse (che comunque è uno scenario). Fermiamoci a questi giorni. Il bilancio delle vittime mi sembra parlar chiaro: Israele ha tutta la potenza di tiro che vuole. Ma riuscirà a debellare gli Hezbollah? Difficile. Perché dovrebbe riuscire a fare ora quello che non è riuscito a fare in vent’anni?

L’ironia è che Hezbollah non esisteva ancora 24 anni fa, quando Israele invase il Libano meridionale per liberarsi definitivamente dell’OLP di Arafat, che di fatto lo controllava. Il bacino di reclutamento – la comunità libanese sciita – in quel periodo era assai poco sensibile agli argomenti di Arafat e soci. Per gli sciiti l’OLP era un gruppo di sunniti, estremisti politici (vedi i vari Fronti di liberazione della Palestina annessi), e soprattutto intrusi. Finché non sono arrivati altri intrusi – gli israeliani. Solo a quel punto gli sciiti hanno cominciato a organizzarsi in milizie. Questo è il bel risultato di un’occupazione decennale: non solo Israele non è riuscita a liberarsi dell’OLP, ma in compenso nel Libano del sud si è procurata un nuovo nemico, oltretutto molto meno velleitario e pasticcione.

Ma se Israele fosse la Potenza che pretende di essere nei giorni pari, anche Hezbollah sarebbe un ricordo lontano. Al contrario, Hezbollah si vanta coi suoi d’essere l’unica milizia che abbia vinto una guerra contro gli israeliani – la guerra di liberazione del Libano meridionale, appunto, culminata nel ritiro israeliano del 2000. Ma gli israeliani (e i loro amici) si rendono conto di averla persa? Come si spiegano, alla luce dei fatti di oggi, il loro precipitoso ritiro? Cosa aveva in mente quella vecchia volpe di Barak?

Non si sa. Nei giorni dispari, però, è lecito formulare questa teoria: forse non aveva in mente nulla. Forse gli israeliani si sono ritirati perché non ce la facevano più, semplicemente. Sono un piccolo Paese in crisi economica, con troppi nemici, troppi fronti esterni e interni, e ogni tanto cedono. Sarebbe come dire che Israele ogni tanto perde le guerre, e questo è vietato ammetterlo. Nei giorni pari.

Avete presente la classica mamma italiana, costantemente indaffarata, sempre lesta a lagnarsi perché nessuno l’aiuta in casa, e tuttavia assolutamente refrattaria a qualsiasi tentativo di aiutarla veramente? Perché in realtà non è assolutamente l’aiuto che cerca, ma il diritto a lagnarsi perché nessuno l’aiuta?

Se dico che Israele è un po’ così, quanti punti antisemitismo guadagno?
Ebbene, la mamma ogni tanto va aiutata realmente. Non può fare qualunque cosa sempre bene. Non può sempre avere i riflessi di una ventenne e il giudizio di una cinquantenne. Non è perfetta, anche se è la vostra mamma.
E anche Israele: ogni tanto va aiutato. Va difeso. Dagli Hezbollah – che lo minacciano nella sua esistenza – e da sé stesso. Dagli enormi pasticci che combina, e che paga sempre con interessi di sangue.

12 commenti:

  1. Sull'argomento Israele/Libano mi pare molto interessante ed istruttivo questo post di Debora.

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  2. oddio che c'è, il blocco delle targhe?

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  3. Bellissimo pezzo Leonardo. Anche io intrappolato nella mia simpatia proisraele, devo ammettere che mi destreggio a fatica tra questi die argomenti.

    Sono d'accordo specialmente sul tuo ultimo punto: Israele va aiutata a difendersi dagli enormi pasticci che combina.

    PS. ci si vede questa settimana? una sera potresti venire a cena da queste parti magari.

    PS2 ma quando ci fai qualche post sulle pagine piu succulent di marinetti? ;-)

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  4. Re: Ps2: sono vincolato dal segreto professionale (mi fa ridere ma e' cosi')
    Poi, non voglio essere il primo ad andare in galera il giorno dopo l'applicazione dell'indulto, che ne viene uno ogni morte di Papa e Ratzi mi sembra in forma.

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  5. Interessante post. E' indubbio che Israele non sia quella super potenza che dice di essere. Anche loro hanno bisogno di una mano, non per nulla si sono fatti come alleati gli Stati Uniti, che ovviamente li foraggiano ma non possono uscire allo scoperto per ovvi motivi. Ho letto poco tempo fa un articolo (purtroppo non mi ricordo il giornalista) in cui spiegava di come la pace fra Israeliani e Palestinesi sia impossibile e di come fra una o due generazioni Israele potrebbe porre fine alla guerra (ormai circondata da 5 milioni di arabi) con la bomba atomica. Tesi terribile, ma che fa riflettere. L'Unica vera cosa da fare in questo momento è disarmare Hezbollah e basta facendo valere la risoluzione ONU 1559, il problema e che 1: L'Onu non esiste se non a stipendiare chi ci lavora dentro 2: si deve fare azione diplomatica affinche Iran e Siria la smettano di appoggiare politicamente e materialmente Hezbollah.

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  6. Israele non può tirare la bomba.

    Dove la tira?
    A Gaza? A Beirut? A Damasco?
    Fosse anche a Teheran?
    Sono cinque-sei milioni di persone. Hanno lottato per generazioni per andare ad abitare in quel posto, e poi decidono scientemente di fotterselo per l'eternità colle radiazioni? Non è un'opzione.

    Chi può tirare la bomba, appena è pronta, è l'Iran.
    Odia Israele, ma non ha necessariamente a cuore la sorte dei profughi palestinesi. Li può anche conteggiare come martiri. Tanto tutto intorno c'è comunque un miliardo di musulmani.

    Questo è il punto: Israele ha vinto tutte le guerre, ma ha perso la battaglia demografica. L'ha persa, non c'è niente da fare. Puoi anche decidere di punto in bianco che qualsiasi profugo russo dal cognome vagamente ebraico è un ebreo a tutti gli effetti: ma non puoi far fronte a tutti gli arabi e ai musulmani che ti stanno intorno.

    La logica della decimazione, purtroppo, è questa qui: siccome siamo dieci volte in meno di voi, siamo costretti a uccidervi dieci volte tanto, altrimenti voi manco ve ne accorgete.

    Peraltro, se si facessero rispettare tutte le risoluzioni Onu, non solo non ci sarebbe la guerra contro gli Hezbollah, ma non sarebbero mai esistiti gli Hezbollah.

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  7. Ricordiamoci però, scusate, che "dall'altra parte" vi sono esseri umani. Parlare di decimazione a me fa ritornare in mente il "lebensraum", lo spazio vitale. Purtroppo, e Dio solo sa quanto fa male dirlo da amici di Israele, c'è troppa utopia nell'ideologia sionista, un'ideologia ottocentesca che come le altre è stata deleteria per gli stessi ebrei.
    Psicologicamente parlando, Israele, più che mamma, è uno stato-ragazzino, un ragazzino che è stato tirato su senza che nessuno lo sgridasse, con una madre che gli ha sempre permesso tutto, con la scusa che è stato tanto malato da piccolo. E ora avrebbe bisogno di un bel ceffone ogni tanto, ma è troppo tardi.
    Paradossalmente queste cose le dicono più spesso gli stessi israeliani, persone come Uri Avnery di Gush Shalom, piuttosto che gli occidentali, più realisti del re.
    ciao

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  8. Però stavolta sono d'accordo con Leonardo, il fatto demografico è fondamentale. Israele è piccolo e fra molto poco sarà circondata (già lo è)da miriadi di mussulmani che non la vogliono. Putroppo è la legge dei numeri, e la matematica non è un opinione. In effetti è auspicabile che Israele non sia così stupida da buttarsi in una guerra nucleare, e secondo me lo stesso vale per l'iran. I recenti accordi con il Consiglio di sicurezza da per certo sul piatto delle trattative sul "nuke"l'entrata iraniana nel WTO . A prova di questo le liberalizzazioni di mercato appena fatte da Ahmadinjad e compagni, che permetterebbero all'economia Iraniana (ed al suo petrolio) di entrare nel mercato globale senza troppi scossoni. Se in più metti anche l'entrata nella SCO (nato asiatica) e l'alleanza economica con Russia e Cina, credo davvero che Teheran non sia così pazza da distruggere tutto il lavoro di questi ultimi anni.

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  9. Molto bello questo articolo: la giusta ironia e leggerezza per un problema pesante. Mi fa piacere che la tiritera dell'antisemitismo (usato a sproposito e non quando serve realmente) stia perdendo un po' del suo appeal. Grazie e stai bene. Cyrano.

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  10. Leo:
    "La logica della decimazione, purtroppo, è questa qui: siccome siamo dieci volte in meno di voi, siamo costretti a uccidervi dieci volte tanto, altrimenti voi manco ve ne accorgete."

    Mi domando come si possa arrivare ad inventare delle simili teorie complottistiche. Israele non ha mai voluto vincere una battaglia demografica contro 300 milioni di arabi. E non si è mai sognata di pianificare la decimazione degli arabi israeliani che al contrario sono vittime dei razzi di hezbollah. Ma ti interessi ogni tanto al Darfur? Là c'è in atto una decimazione solo che visto che è praticata dagli arabi allora non te ne frega nulla.
    PS: la maggioranza ebraica è assicurata almeno fino al 2050 ed a quella data gli arabi israeliani costituiranno il 30%. Mi dispiace per te ma ma di tempo ne hai ancora da aspettare.

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  11. Lameduck,
    Uri Avnery e Gush Shamom rappresentano una frazione minima della società israeliana, al contrario gli occidentali e in particolare gli Europei hanno come hobby principale la critica ossessiva nei confronti di Israele, questo blog ne è infatti un esempio.

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  12. Ciao. stavo per darti una rispostaccia postuma sul blog di Rolli, ora devo dire che questo pezzo che ho letto sul tuo blog lo trovo perfino condivisibile (almeno in parte). Evidentemente quando hai postato su Rolli era un giorno dispari e non eri altrettanto ispirato...
    comunque Leo, io non ho bisogno di cercare "antisemiti passivi" nei blog perchè sono ovunque e scusa se sottovalutavo la tua importanza, ma non stavo nemmeno pensando specificamente a te. Tu vuoi sapere quante vittime ha fatto questo antisemitismo di sx che secondo te non esiste ma è solo una pacata e ragionata critica alla politica israeliana ? Diciamo allora, neanche una. Forse qualcuno potrebbe dire che spingere sempre di più Israele all'isolamento dandole continue prove che di noi non puo' fidarsi vittime invece ne fa eccome, israeliane e palestinesi e libanesi, ma lasciamo stare e per semplicità diciamo pure: nessuna.
    Più o meno come l'antisemitismo diffuso in Germania nel 1930 che fino a quando non sono arrivati i nazisti sembrava potesse rimanere passivo per sempre. Semplicemente, io ora spero che non vada a finire allo stesso modo. Che un giorno ci svegliamo e scopriamo che le risposte "sproporzionate" di Israele erano magari inefficaci ma niente affatto "sproporzionate" rispetto ai pericoli che correva.
    Beh io ho fatto il tuo test in un giorno pari e uno dispari e penso tutti i giorni (1).
    Rispetto al tuo paragone con la mamma italiana, mi trovi abbastanza d'accordo, ma non mi pare che ci siano tutti questi figlioli pronti ad aiutare Israele in modo disinteressato. Se gli israeliani sono abituati a cavarsela da soli e perchè tremila anni di storia gli hanno insegnato che i loro amici di ieri , oggi già fan finta di non conoscerli e domani saranno pronti ad accendere il rogo. Dopodichè, che sia ora di voltare pagina, finirla con "questa Storia" e riconciliarsi con essa, che Israele stavolta non possa "cavarsela da sola" e che insomma gli israeliani siano anch'essi responsabili del loro isolamento, bene tutto vero ma diciamo almeno che hanno dei motivi per pensarla così.
    Rispetto poi alla tua richiesta di spiegarti perchè "Israele è importante per la nostra storia passata e per quella che ha da venire", non credo sia il caso di spiegarlo a uno che paragona Israele alla mamma....
    Era un lapsus freudiano ?

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