mercoledì 12 novembre 2008

Tollererete caro, tollererete tutto

Alla fine mi sono ricordato.
C'è un motivo per cui la visione di una frotta di fasci che invade una tv mi suona familiare. Ma certo. Il glorioso attacco di Forza Nuova ad Adel Smith, gennaio 2003! Una pagina gloriosa dell'eterna sfida tra il bene, il male e il ridicolo. Per dire, più o meno immediatamente dopo Lepanto viene l'attacco di Forza Nuova ad Adel Smith.
E dire che non se ne ricorda più nessuno. Me ne stavo scordando anch'io. Meglio ravvivare la Fiamma della Gloria con ciò che scrissi allora.

Tollerando tollerando

Ha ragione il Presidente
Galan: il Veneto è una regione tollerante. Fin troppo.

C’è un tale Adel Smith,
abruzzese di origini egizio-scozzesi convertitosi all’Islam, che sostiene di poter confutare la religione cristiana. Con una combriccola di amici (tra cui un ex brigatista, Massimo Zucchi) fonda un’associazione dal nome indovinato: Unione Musulmani d’Italia. Comincia con il chiedere la distruzione dell'affresco di San Petronio dove Maometto è dipinto tra le fiamme dell'inferno; diffonde volantini in cui considera la Comunione un "rito antropofago".
Pittoresco com’è, viene nominato da Bruno Vespa rappresentante televisivo dell’Islam italiano. E da lì in poi, ci si può immaginare come tutti i talk show politici non vedano l’ora di ospitarlo per tollerarlo un po’.

Quando arriva in Veneto, Adel Smith trova la gente molto ben disposta nei suoi confronti. “Qui sono tutti gentilissimi con noi”, dice, e c’è da credergli. Negli studi di Teleserenissima (Padova) ha un primo scontro a chi si tollera di più col leghista Pelanda.
Smith fa quel che può per dare una buona immagine di sé e dei Musulmani d’Italia: oltre a confutare come sempre la religione cattolica, annuncia che le torri gemelle sono state abbattute da Bush per darsi un tono, ecc.Vince lui, che si prende per primo un ceffone. Poi, certo, replica con calci e pugni, ma era stato l’altro a non tollerarlo per primo.

Fatto questo, Smith se ne poteva pure tornare in Abruzzo o dovunque. Invece riceve un invito da un'altra emittente locale, Telenuovo (Verona), caso mai qualcuno cominciasse a farsi dei dubbi sulla tolleranza dei veneti.
Poi è successo che per fatalità passassero di lì 23 valorosi attivisti di Forza Nuova.
Dico “valorosi” perché si sa, gli attivisti di Forza Nuova sono guerrieri con la testa sulle spalle e non attaccano mai se non sono sicuri di essere in una situazione, diciamo, di parità col nemico: dodici contro uno. Siccome Smith e il suo compare erano in due, ce ne sarebbero voluti 24, ma ne mancava uno. A questo punto qualcun altro si sarebbe tirato indietro, ma loro no: dando prova di una determinazione e di un coraggio fuori della norma, il manipolo di valorosi eroi si è fatto sotto il campanello di Teleserenissima. “Pronto, siamo di Forza Nuova, vorremmo irrompere in una vostra trasmissione in diretta, abbiamo anche ortaggi e uova marce”.

Anche in questo caso, l’atteggiamento del personale di Teleserenissima è stato improntato a una massima tolleranza e disponibilità al confronto: ai 23 valorosi eroi è stata mostrata la strada più breve verso lo studio dove stava parlando Adel Smith.
Il conduttore dapprima non ha mostrato, se proprio dobbiamo dirlo, quell’atteggiamento tollerante che ci si aspetterebbe da un operatore dell’informazione: per esempio, ha chiesto loro che non si coprissero il volto mentre si avvicinavano ai due musulmani d’Italia e iniziavano a pestarli. Ma poi si è ammansito, e alla fine ha caldamente consigliato ai valorosi di andarsene prima che arrivasse la polizia.

Tutto questo sabato. Nei giorni successivi scopriamo che questo match di tolleranza è solo il primo round della prossima campagna elettorale. Smith, infatti, dichiara che l’Unione Musulmani si candiderà alle elezioni; il segretario di Forza Nuova, dopo aver proposto una decorazione per i suoi valorosi, annuncia che i sei arrestati, "che difendono i valori della patria e del cattolicesimo" saranno
candidati a Treviso, altra città rinomata per la sua tolleranza nei confronti di tutti i cittadini, a partire dal primo.

Gli unici a non tollerare Smith, a quanto parte, sono i musulmani, che già dopo la prima serata a Porta a Porta lo avevano
cacciato fuori con infamia dalla moschea di Roma. “È un personaggio preoccupante, sedicente presidente di un’associazione che al massimo rappresenta 4-5 persone. La condanna per la sua aggressione non deve far dimenticare che è una figura che fa della provocazione la sua ragion d’essere” (Hamza Piccardo, segretario dell’Unione Comunità Islamiche, sulla Repubblica di domenica). “Siamo dispiaciuti. Dispiaciuti per la violenza inaccettabile… ma anche per la scelta fatta dai media di avvallare un’immagine dell’Islam, quella di Adel Smith, che non corrisponde al vero volto dell’Islam” (Hamdi Guerfi, Imam di Verona, sulla Repubblica di domenica).
Si vede che è gente arretrata, che non ha ancora capito il valore della moderna tolleranza.
Nel frattempo, Teleserenissima aveva già invitato Smith a un’altra serata. Giusto perché non si pensasse che Verona non lo tollera abbastanza.

E tutto questo, noi, lo tolleriamo.
Ma a volte mi chiedo se non tolleriamo un po’ troppo. (2003)


...Va bene, storie vecchie. Che senso ha riparlarne?
Il fatto è che se dovessi sintetizzare il dibattito politico italiano negli anni '00 con un episodio, probabilmente userei questo. Proprio perché non ha nulla di serio: finti musulmani si picchiavano con finti cattolici su emittenti televisive ridicole. I posteri diranno di noi che avevamo un'altissima soglia di tolleranza.

7 commenti:

  1. Ahimè, temo, il problema non è tanto quel che tolleriamo.
    Ma, piuttosto, tutto quello che tralasciamo: a partire da un minimo (proprio un minimo eh!) di cultura e di capacità di ragionamento.
    Ché, se ci dessimo un po' più di pena a migliorarci (come nazione), certi figuri potrebbero solo fare lavori idiot-proof o praticare traffici illeciti (di quelli che polizia carabinieri e finanza ti corrono dietro, non di quelli che diventi un "pilastro" della società).
    Poi qualcuno la sua parte la fa, ma il panorama è proprio devastante.

    Il guaio è che, alla fine, quelli che si danno più da fare sono proprio loro (quelli che ti domandi quanto si possano tollerare) ... quelli si danno un sacco da fare ... e via danni!
    Perché, in fin dei conti, loro hanno, come si dice, "il pepe al culo" ... e gli rode.
    Quelli tranquilli, con la testa sulle spalle e qualcosa dentro alla testa, va a finire che incidono meno.

    Alle volte, mi domando persino se non sia giusto così.

    RispondiElimina
  2. Marx dice che ogni avvenimento nella storia avviene due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa. Qui nel cuore degli anni 00 la farsa mi pare sia innanzitutto un prodotto dello spessore dei protagonisti: finti musulmani, finti cattolici, emittenti televisive ridicole, politici decotti in certa di nuova visibilità, piduisti decotti in cerca di una ricollocazione (sempre sulle stesse tv ridicole, ovviamente), un governo che se ne sbatte, un Dell'Utri che strologa di presentatori dark, vigili urbani che si improvvisano sceriffi e menano un ragazzo in 8 (un po' più coraggiosi di Forza Nuova/Vecchia Merda ma non tanto) ecc. La tragedia è che dobbiamo dedicare del tempo a tutto questo.

    RispondiElimina
  3. Questo è il Leonardo che adoro. Anzi, pardon, "tollero".

    perfetto.

    RispondiElimina
  4. il fratello di un mio amico è uno degli imputati, camera sua era in pieno stile ventennio.
    poveri noi, anzi povero lui.
    c'ha 30 anni e passa, ma mettiti a posto mona

    RispondiElimina
  5. Aggiungo ai riferimenti di questo post, un richiamo alla rissa di due giorni fa tra monaci a Gerusalemme.

    Ché il dibattito politico italiano è figlio del dibattito politico mondiale e il dialogo interreligioso, idem.

    RispondiElimina
  6. ma dopo c'è anche di peggio. e perché non dovrebbero far schifo certe tivvù locali se fa già così tanto schifo vespa?
    e mentana...

    RispondiElimina

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello.

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).