domenica 7 giugno 2009

¡Ariba el Psoe!

La preferenza è un voto in più
Mi è capitato molte volte in questi anni – più o meno una volta l'anno – di scrivere inviti accorati e un po' molesti agli astensionisti di sinistra, affinché compiessero il sacro dovere di mettere una crocetta contro Berlusconi e tutto quel che rappresenta.
Poi, quando arrivava il giorno, andavo anch'io a mettere una crocetta. Quasi mai ho aggiunto una preferenza, ed è tempo che me ne vergogni pubblicamente. Le preferenze sono come l'ossigeno: ci fai caso soltanto quando comincia a mancare. Le ritenevamo pleonastiche, quando non causa di derive clientelari: poi, quando ce le hanno tolte (con la scusa che ormai non le usava più nessuno) ci siamo accorti che era finita la democrazia. E questo è successo proprio grazie ai quasi-astensionisti come me – quelli che credevano che il voto consistesse in una crocetta e ci pontificavano anche su. Chiederei scusa, se servisse a qualcosa. Ma l'unica cosa concreta che posso fare è usare le preferenze domani: forse è l'ultima occasione che ho.
Le preferenze rendono il voto aritmeticamente più pesante: scrivere tre nomi significa votare per tre persone. Aver rinunciato alla possibilità di pesare di più, per tutti questi anni, è stato sorprendentemente stupido da parte mia. E voi magari venivate qui a farvi un'idea. Andate via.

A 24 ore dalla chiusura dei seggi
Siete ancora qui? Per quel che può interessarvi, sto oscillando (non da ieri) tra Pd e Sinistra e Libertà. In principio queste mi sembravano le elezioni giuste per punire il Pd, che fino all'acclamazione di Franceschini le ha sbagliate tutte (acclamazione inclusa). Poi è successo qualcosa, ma non sono del tutto sicuro che sia qualcosa di serio. È successo che Franceschini mi ha sedotto. Ovvero: potrei scrivere un lenzuolo di argomentazioni oggettive per cui oggi trovo che F. sia un leader credibile, ma sotto il lenzuolo ci sta una seduzione mediatica del tutto simile a quella che colpisce gli zombie berlusconiani. Loro inseguono lo spettro del Papi col Jet privato di Stato che li metta in lista alle Feste Giuste; io invece inseguo lo spettro dell'Onesto Padre di Mezza Età che porta in missione la delegazione parrocchiale e sul pullman siede sul sedile di fianco al conducente per controllare che non si allarghi troppo in curva. Posso farla anche più semplice di così: ha un accento emiliano. E io di fronte ai democratici emiliani mi sciolgo, s'è già visto con Prodi e con Bersani, non c'è oggettività o razionalità che tenga. Lasciatemi perdere.

D'altro canto, votare Sinistra e Libertà ha i suoi pro e i suoi contro:

Perché sì

Perché no

Per protesta nei confronti del Pd, che (fascinazione franceschiniana a parte) se lo merita tuttora: per essere stato, sin dal principio, poco Partito e poco Democratico.

Significa prendere parte a una lotta patetico-tribale tra ex e post comunisti. Preferirei di no; anche se credo che l'ultimo congresso di Rifondazione, con Vendola accerchiato dalle mozioni di minoranza, sia stato una porcheria. Certo, sarebbe terribilmente triste se l'unico eurodeputato italiano a sinistra del Pd fosse diliberto-ferreriano.

Per stima nei confronti di un leader: Vendola mi sembra uno dei personaggi più promettenti all'orizzonte (e non ha nemmeno l'accento emiliano).

Votare S&L significa votare socialista. Ahimè, sì, c'è ancora il garofano nello stemma di S&L: è piccolo piccolo ma c'è. Guardiamo al lato positivo: Boselli almeno se n'è andato, o meglio si è rassegnato a non esserci mai stato.

Per un'esigenza di riequilibrio a sinistra, sacrosanta dopo la catastrofe dell'anno scorso. E tuttavia non penso che S&L possa arrivare alla soglia del 4% sotto la quale il mio sarebbe un voto sprecato. Ci sto ancora pensando: votare S&L è una scommessa, e le scommesse si fanno d'istinto.


Alla fine forse la possibilità di accedere on line alle informazioni sui candidati di S&L sarà decisiva; mentre il Pd ha buttato via fior d'euro per un sito disastroso. Non per fare il technosnob, ma affideresti tua figlia a gente che paga quei soldi per un sito così? E l'europarlamento glielo affideresti?

A proposito dell'europarlamento: è maledettamente importante. Le normative UE ce le troviamo intorno tutti i giorni. Detto questo, non capisco perché siamo costretti a votare candidati italiani. Ovvero: capisco perché gli inglesi preferiscano eleggere candidati inglesi, e i polacchi dei polacchi, ma se io italiano volessi votare PSOE? Se ritenessi che un candidato andaluso del PSOE rappresenterà i miei interessi meglio di un candidato del PD, perché non dovrei scegliere lui? Sul serio, perché no? Volevo anche scriverci un pezzo su, poi mi hanno ricoverato. Adesso sto meglio, grazie.
Scherzi a parte, l'unico modo per focalizzare seriamente le euroelezioni su Bruxelles è piantarla lì con le liste italiane. Dovremmo avere sulla scheda PPE, PSE, Europa delle Nazioni, eccetera. Certo, occorrerebbe una rivoluzione copernicana, che per adesso all'orizzonte non c'è, ma ehi, siamo nel 2009, tre giorni fa hanno NAZIONALIZZATO LA GENERAL MOTORS, e c'è un presidente USA nero che tiene lezioni di teologia islamica al Cairo. A questo punto le prossime elezioni italiane potrebbe anche vincerle il PSOE.

39 commenti:

  1. Come faccio a votare uno che va al congresso del suo partito si batte come un leone per vincerlo ma poi perde. E allora crea un altro partito. Non sai perdere, non avrai il mio voto.

    Franceschini non aveva il mio voto (troppo interclassisti).
    L'altro giorno ha detto che il pd era l'unico argine contro berlusconi.
    Dai tempi di Occhetto questa ossessione non è ancora passata. Questa pigrizia che ti porta a scegliere sempre la via più facile dell'antiB. Facile e perciò di sicuro insuccesso.
    In fondo se ti poni come argine accetti che l'altro sia un fiume. Che ti travolgerà.

    Mir

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  2. Rifondazione comunista è l'unico partito italiano che si colloca nella Sinistra Europea.
    Sprecherò il mio voto così.
    E non mi pare affatto una cazzata l'idea di poter votare direttamente PPE,PSE,etc.

    M.

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  3. Quella delle liste uniche -o meglio: transnazionali- grazie alle quali si sarebbe chiamati a votare non un partito nazionale, ma un gruppo dell'europarlamento, non è mica tanto fantascienza, sai. E' il motivo per il quale io, italiano, avrei, stavolta, voluto poter votare per il PS francese. Appello al voto di Segolene Royal: "Noi socialisti ci impegneremo per compiere la missione storica della nostra generazione, ovvero per portare alla costituzione degli Stati Uniti d'Europa, con un solo presidente e con liste transnazionali". E' lo stesso progetto che da anni hanno in mente anche i nostri Radicali (che ho votato oggi pomeriggio, nonostante il "liberismo", proprio perchè questa era la volta buona per punire il Pd). Di Europa, tra l'altro, il PD in questa campagna ha parlato per niente (altro motivo che mi ha convinto a saltare un turno, visto che per l'appunto di elezioni europee si tratta, oggi e domani). Segnalo, anzi, un volantino del Pd Piemonte ricevuto in buca delle lettere: "Vota PD per difendere gli interessi del Piemonte in Europa": un discorso che con gli Stati Uniti d'Eruopa mi pare abbia davvero ben poco a che fare.

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  4. Scusa, dimenticavo una cosa: tu dici che motivo di desistenza per il voto a Sinistra e Libertà sarebbe il garofano socialista. Tuttavia mi risulta che, all'Europarlamento, Sinistra e Libertà e Pd (sebbene quest'ultimo nell'ambito di un gruppo più ampio)siederanno entrambi nei banchi dei socialisti. Questo è stato tra l'altro il motivo della corsa separata tra Rifondazione e S&L: Diliberto di stare nel gruppo socialista non ne voleve sapere.

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  5. Ho fatto anch'io lo stesso percorso, volgia di punirli non votando poi assunzione di responsabilità decidendo di votarli perchè sbagliato rinunciare all'unica possibilità seppur piccola che hai per dire qualcosa, poi ancora la scelta dei singoli candidati che mi convincevano. Alla fine io darò il mio voto a tre persone perchè mi concincono loro perchè all'interno del PD possano far sentire la loro voce. Poi ho aggiunto un'altra cnsiderazione, nel mio lavoro ho scoperto che molte delle leggi Italiane sono recepimenti di direttive comunitarie, non avevo sinora capito che le regole comunitarie stanne sempre più ergolando anche i singoli stati, in effetti avremmo dovuto accorgecene con la moneta unica, mentre i nostri politici fanno politica in TV o alle feste di compleanno, al Parlamento europeo altri fanno leggi che prima o poi dovremo attuare in Italia arrabiandoci poi perchè non siamo stati considerati allo stesso livello della Romania che consideriamo inferiore a noi. Invece loro (come la Spagna in passato che ci ha fatto le scarpe) hanno capito che è li che devono giocare le loro carte. Per questo voterò per gente che andrà di persona a Strasburgo a discutere e votare leggi anche per me. E mi dispiace per gli elettori del PdL che non hanno la possibilità di scegliere i loro rappresentanti visto che il loro padrone ha scelto di utilizzare questa scheda elettorale per un uso puramente interno al nostro paese.

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  6. Leo ,solo per dirti che i 300k euro non sono per il sito del PD ma per la campagna elettorale online. Maggiori info qui: http://www.advertiser.it/NEWS/2009/ProDIgi_firma_la_comunicazione_digitale_per_il_Partito_Democratico_03062009.aspx

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  7. @Daniele Sensi:
    S&L è una coalizione di rappresentanti. A seconda di chi salirà a Bruxelles, potrebbero anndare nel PSE, nel gruppo verde centrista o nella Sinistra Europea. Gli Absolut Communists, invece, vanno diretti nella Sinistra Europea.
    Il PD, pare abbia deciso di confluire tutti nel gruppo finto Democratici e Liberali in Europa, per ora patria dei margheriti che, con l'Unione in piedi, non potevano stare nel PPE come avevano fatto fino all'elezione precedente...
    D'altra parte, se il PD fosse compatto e non facesso proprio schifo, il gruppo D&LE potrebbe diventare anche il seconso per numeri dopo il PPE, scavalcando il PSE...

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  8. In politica come nella vita, viva la creatività! :-)

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  9. Sono d'accordo almeno quanto il sito www.silvioperilnobel.it è d'accordo sul fatto che Berluscao meravigliao debba ottenere il nobel per la pace 2010.

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  10. ma Ferrara non è Romagna (scusate l'ignoranza) ?

    Anche io ho punito il PD e ho votato S&L per riavere uno straccio di sinistra in questo paese. Quando sarà forte abbastanza torneremo a dividerci allegramente tra comunisti e socialisti.

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  11. Io ho votato Sinistra e libertà. Le persone a cui ho dato il mio voto staranno seduti comodi - sempre che si riuscirà a superare lo sbarramento! - al fianco dei compagni della linke. non tutti staranno con i socialisti del psoe. ma le battaglie che dobbiamo affrontare con la sinistra, in europa, coinvolgeranno in buona misura anche i socialisti, quindi meglio una forza che sappia e voglia interloquire che una forza (il PD) che si mette in posizione ambigua (cosa faranno sulle 65 ore di lavoro?). Ed è ora di creare come in tanti altri paesi al mondo le condizioni per il superamento delle divergenze nella sinistra, e solo sinistra e libertà va in questa direzione.

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  12. Peraltro, sulle preferenze avevi ragione prima. La bagarre sulle preferenze ha gli stessi connotati benaltristi delle battaglie "femministe" sugli usi linguistici.

    Matteo

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  13. Le preferenze non esistono più nelle elezioni politiche ormai da 16 anni.

    E' strano, quindi, che molti abbiano cominciato a rimpiangerle solo nel 2006, con l'introduzione dell'attuale legge elettorale.
    Anche la precedente legge, la Mattarella, non dava infatti alcuna possibilità di assegnare preferenze (nella parte proporzionale le liste erano bloccate).

    Le ultime elezioni politiche in cui l'elettore poteva dare le preferenze - una sola preferenza, per la precisione - sono state quelle dell'aprile 1992.
    Le ultime tenute con il sistema proporzionale, il più democratico e il più adatto al costume politico italiano.

    La riforma elettorale più saggia, più equa e democratica sarebbe il ritorno al proporzionale con preferenze, troppo frettolosamente abbandonato nel 1993 per scimmiottare i sistemi elettorali stranieri.

    Oldboy

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  14. Ho deciso di non votare mai PD dopo che il gov Prodi non fece la legge su conflitto di interesse e non modificò la legge elettorale.

    Avrei votato i condidati dell'IDV come De Magistris, ma non sono potuto andare a Dublino all'ambasciata per motivi personali.

    Secondo me la storia del voto utile è una delle grandi truffe dei nostri tempi. Ha senso solo in un sistema a doppio turno. In un sistema elettorale secco si deve votare per chi ci rappresenta meglio. Punto. (poi magari mi sbaglierò).

    Volevo far notare solo una cosa. Sono andato nel sito del PD ho fatto ctrl-F e ho cercato la parola "programma". Nessun riscontro.
    Il problema del PD è che non ha un programma. Almeno non ce l'ha sulle cose serie (come mettere in galera Berlusconi per le volte che ha violato le legge, come far processare D'Alema e Fassino senza perdere la faccia, quale legge elettorale fare, come ripristinare le preferenze senza doversi alleare di nuovo con gente come MAstella, come risolvere il problema della decadenza della scuola, come uscire dalla crisi del debito pubblico... insomma, un programma politico.

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  15. Sono d'accordissimo con le liste transnazionali! Io quest'anno ho risolto il problema alla radice, votando per un partito svedese in qualità di residente a Stoccolma :)

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  16. Sigh, avrei voluto votare anch'io per un "solido PSOE", ma la versione locale (New Labour) e' molto piu' simile al PD che a Zapatero...

    Ergo, crocetta per il Green Party. Voi ridete, ma i Verdi in Europa sono (per necessita') l'unico partito che sa giocare in maniera seriamente transnazionale. Il PSOE raramente vota in blocco, piu' o meno come gli altri "grupponi" .

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  17. votai e votai PD perchè aveva in sicilia il candidato migliore, rosario crocetta. Esprimere la preferenza significa votare il singolo e di riflesso il partito. Un pò come fanno da sempre a destra, che votano il padrone e si sentono a posto con Dio, col parrocco e col commercialista.

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  18. ah, scordavo: è stato esteticamente potente mettere una crocetta e poi scrivere accanto "CROCETTA". Pleonastico, direbbe qualcuno.

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  19. siete radicali dentro ma negherete fino alla fine.Io preferisco esserlo fuori,anche se per una strana serie di circostanze sono uno di quei 15 milioni di persone che ormai non va a votare.Vendola sta cercando il partito perfetto della sinistra,per questo è determinato a scindere ogni formazione politica di cui farà parte fino ad arrivare al nucleo,o all'acqua.Dei Leader della "sinstra antagonista" ho finito di innamorarmi dopo avere capito di aver sprecato 16 anni buoni dietro all'ex presidente della camera che illudendoci di farci sognare si divertiva a stringere mani di chicchessia,basta che lo lasciassero sentire al centro della scena.Diliberto non è male,schierato in coppia con Franceschini potrebbe pure portarci ai fasti di Rossi-Graziani,ma è debole come Ferrero.Tornando alle preferenze vi ricordo che erano l'unico modo di trascinare dentro le isituzioni i giovani che si legavano in cordata ai politici più esperti.Nel contempo erano però anche una cartina di tornasole per il voto di scambio,visto che il calcolo combinatorio offriva la possibilità di stabilire a posteriori che una scheda fosse stata compilata come convenuto.

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  20. Sono contento di non aver dovuto scegliere (avrei avuto dubbi simili ai tuoi). E l'ho evitato votando per un partito francese, come residente (avevo scelto questa opzione iscrivendomi alle liste elettorali, qualche anno fa, proprio per l'idea di voto trasnazionale e di integrazione europea).

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  21. Mi piacerebbe capire perchè il PE sarebbe così maledettamente importante, visto che ha meno poteri del congresso USA, che già non è il primo esempio che viene in mente quando si parla di poteri (politici) forti.

    Quanto a Vendola, non dimenticherò mai quando nella sua campagna elettorale per la regione Puglia, partendo da una domanda (abbastanza precisa, benchè fatta da un pennivendolo locale) sulla sanità pugliese si imbarcò nel solito listone di ossimori posmoderni, per ritrovarsi infine a parlare degli agrumi... spero che questo non riguardi il discorso per cui sarebbe promettente, altrimenti mi verrebbero dei dubbi inquietanti sulla natura della promessa.

    Di promettente c'è piuttosto la crescita dell'astensionismo; nel giro di una decina d'anni potremo puntare ad insidiare la leadership americana anche lì.

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  22. - Credo che a tutti ormai sia capitato, almeno nel posto di lavoro, di trovarsi di fronte a una normativa europea. Paradossalmente, forse proprio perché è snobbato dall'attenzione dei media (e anche dalla mia), il PE rimane un luogo dove si fa politica (e legislazione).

    - Io i radicali non li metto più in conto. Vedo un radicale in tv: cambio canale. La stella di David è stato il suggello finale.

    - Sul garofano mi sono spiegato male. Non ho nulla contro il garofano simbolo del socialismo europeo (e del Psoe). Ma il garofano dello SDI è un altro di quei simboli che andrebbero disciolti.

    - Mir, Diamonds, dal mio punto di vista le cose al congresso di Rifondazione non sono semplicemente andate così. Dopo il pastrocchio che è successo Vendola ha fatto bene ad andarsene (ovvero, a riunirsi a quelli con cui la sua mozione chiedeva di riunirsi). Mi dispiace, da quel che vedo, che non sia riuscito a portar via molti dei suoi sostenitori.

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  23. Beh, potere legislativo è una parola grossa; diciamo che nell'UE ci sono due camere, e l'altra è non elettiva; che l'iniziativa legislativa è della Commissione, il PE semplicemente ratifica o emenda; che i poteri non sono separati, etc...
    Il PE è la solita simpatica messinscena di democrazia; certo anche a me ispirò simpatia quando a suo tempo ci rispedì indietro il legato burla berlusconiano; ma le decisioni politiche sono prese altrove.

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  24. Vendola è il politico che ha dato fiducia al ciarlatano Rifkin e buttato via milioni di euro nell'idrogeno. Non è tollerabile una simile incompetenza per un politico che vuole recitare un ruolo di primo piano.

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  25. atlantropa, proprio perche' al momento la Commissione (non eletta e tendenzialmente destrorsa) e' sproporzionatamente piu' potente, ci sarebbe bisogno di un forte e rappresentativo Parlamento a fare da contrappeso.
    Purtroppo le scelte di quest'anno (bassa affluenza, successo dell'ultradestra, crollo dei socialisti "partito europeo" per eccellenza) lo indeboliranno ulteriormente, e "l'EuroParlamento non serve" rischia di diventare una "self-fulfilling prophecy".

    Anche oggi per una buona notizia (un seggio al Partito Pirata, ormai terza forza in Svezia) ce ne sono duecento terribili (i razzisti olandesi, austriaci ed inglesi hanno fatto man bassa, gli euroscettici aumentano, i socialisti sono al palo). Sigh.

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  26. "il PE semplicemente ratifica o emenda"

    Hai detto niente...

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  27. Non per divagare: ma perché Rifkin sarebbe un ciarlatano? Non è meglio investire (non lo fa più nessuno) nella ricerca e nelle fonti alternative piuttosto che diventare il sito per una delle centrali nucleari volute da B.? La Puglia è un fazzoletto agricolo-turistico, mica abbiamo il deserto dell'Arizona.
    Per tornare all'argomento del post voterei anch'io un partito oltre confine, se potessi e se mi convincesse. Ma mi accontenterei di una Internazionale Socialista di un certo peso e che funzionasse.

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  28. Rifkin è ciarlatano perché è andato vendendo l'idrogeno come se fosse "La Soluzione", mentre è solo un vettore energetico e neppure tra i più promettenti. L'amministrazione Bush ha scelleratamente buttato un sacco di soldi nell'idrogeno, per fortuna Obama ha affidato il dipartimento per l'energia a un premio Nobel per la fisica che sta facendo scelte molto più oculate (http://www.motori24.ilsole24ore.com/Tecnologia/2009/05/obama-idrogeno-celle-combustibile.php).
    Investire nelle fonti alternative è cosa buona e doverosa, ma:
    1. l'idrogeno non è una fonte alternativa, è un vettore energetico
    2. ci sono vettori energetici che presentano inferiori problemi tecnologici (batterie, alcoli leggeri, etc.)
    3. sebbene le due cose vadano di pari passo, è forse più importante fare ricerca sulle fonti (fotovoltaico, biomasse di seconda generazione, eolico, solare termodinamico, etc.) che non sui vettori.

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  29. Le politiche europee non le fa il parlamento europeo - così come la politica americana non la fa il congresso. Ora se si vuol far finta di niente su questo dato a me sta pure bene, a patto che chi su questa basilare premessa ha deciso di dormirci su poi non pretenda di svegliare le altrui coscienze.

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  30. Veramente il PSOE sembra avere qualche problema a farsi votare pure dagli spagnoli, ultimamente. Anzi, i socialisti sono in calo un po' dappertutto, a dire il vero.

    tibi

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  31. Meravigliosa, Leo, l'idea di poter votare il candidato europeo, non italiano. Magari!
    Più difficile trovare in queste elezioni qualcuno a cui darla, la preferenza. Da me era piuttosto impossibile. Alle politiche in Italia le preferenze multiple sono state abolite con referendum proposto da Segni perché con una serie di combinazioni pianificate a tavolino erano diventate un mezzo per controllare il voto di interi paesi. La preferenza unica, che era rimasta, è stata fatta fuori dopo, per legge, con il maggioritario.
    La questione S&L non è sul socialismo, ma sui craxiani. Pure se emiliani io proprio non riesco a scambiarli per passabili tortellini (scusa la banalità). E su questioni come le 65 ore lavorative settimanali non è poco... Che tristezza, per chi ricorda Claudio Fava ai tempi della Rete, ritrovarlo in tale compagnia.
    La dama del lago

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  32. "Vedo un radicale in tv: cambio canale"-->quando lo vedi un radicale in tv?

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  33. Più o meno in tutti i tg da un mese in qui. Ne ho appena visto uno.

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  34. Grazie a procellaria per la chiara precisazione (e comunque la cosa riguarda l'idrogeno come soluzione per le auto: magari potrà essere più utile e conveniente in altre applicazioni?).

    Riguardo alla possibilità di votare formazioni di altri paesi, il mio entusiasmo si ferma davanti ad un dubbio: gli interessi locali di una regione potranno essere tutelati da rappresentanti che non solo non appartengono a quella regione, ma che sono addirittura di altra nazionalità? Sarà che sono ormai abituato alla nostra politica di livello condominiale o di pianerottolo, ma le eurostupidaggini (tipo la direttiva che avrebbe messo fuori legge le pizzerie con forno a legna) sono di una portata più vasta e quindi anche potenzialmente più pericolose di una bella cazzata tutta pensata e partorita in Italia.

    D'altra parte, anche avere portato Mastella (ma anche la Lega, ma anche il PDL, ma anche... va be', un po' tutti) in Europa è una grossa responsabilità non solo di tipo estetico, ma anche etico e igienico, vista la capacità naturale di certi personaggi di esaltare gli aspetti peggiori, eppure tanto proficui e così facilmente contagiosi, dell'arte della politica in regime di democrazia (sono le contraddizioni della democrazia, direbbe Peppone).

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  35. atlantropa, con tutto il rispetto, ma... la politica americana non la fa il Congresso? Ma sei sicura? Onestamente, dopo aver visto le politiche elaborate da un presidente Democratico (Clinton) essere bloccate, stravolte e annientate da un Congresso Repubblicano, io direi che uhm, il Congresso di politica ne fa un bel po'. Non a caso gli atti passano generalmente con il nome dei senatori promotori.

    Posso essere d'accordo che il regime imperiale dell'ultimo decennio sotto Bush II (che usufruiva di un Congresso succube in maniera spregevole) abbia rimescolato le carte, e che la deriva mediatica post-Kennedy sia personalistica etc etc. Ma alla fine dei guai i ponti verso l'Alaska il prez da solo non li fa, dai :)

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  36. Giacomo, la storiella della nazione [che] parla per bocca di un sol uomo, o il refrain che su certe questioni il potere del presidente americano sarebbe praticamente quello di un monarca elettivo non credo che siano dei miei contributi originali.

    Adesso paragonando l'UE al paese degli sceriffi, alcune differenze significative che balzano all'occhio sono per esempio che il parlamento europeo è una sola delle camere e che non ha l'iniziativa legislativa; oppure che tanto l'altra camera, quanto la CE sono calate dall'alto, mentre il presidente USA è eletto - sebbene non propriamente in maniera democratica.

    Ricapitolando: il PE ha meno poteri dell'"omologo" congresso; il congresso conta poco rispetto all'esecutivo USA; ergo PE conta ancor meno rispetto all'esecutivo europeo.

    Poi siamo banalmente d'accordo sul fatto che in valore assoluto l'istituzione PE non valga zero; ha dei poteri per molti versi simili al cosiddetto potere del borsellino di cui parlano gli americani; ma, spero, saremo pure d'accordo sul fatto che, nel fare la politica europea, il PE sta alla CE (e probabilmente anche alla banca centrale) come nella briscola il due sta al tre.

    Il fatto che il popolo bue voti solo per l'elezione di una camera di un sistema bicamerale imperfetto di un organismo sovranazionale in cui non c'è la separazione dei poteri e che il popolo bue non ha mai espressamente dichiarato di volere, per me basta e avanza per parlare di esproprio di sovranità popolare.

    Il penoso turnout delle elezioni europee, il fatto che alle europee certe liste passino dal nulla a seconda o terza forza nazionale (per poi risprofondare nel nulla), il fatto che nessuna campagna elettorale venga fatta su tematiche europee, il fatto che stato per stato sia mediamente notorio il risultato elettorale interno e mediamente ignoto quello complessivo, l'idea che 90 e passa destinatari di seggi al parlamento europeo debbano ancora decidere con chi apparentarsi, etc. sono qualcosa di più di un indizio che trattasi di farsa.

    Ciao, Rocco.

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  37. La democrazia rappresentativa e' fallita molto tempo fa. Lo scontro vero oggi e' tra la democrazia diretta e gli Juggernaut de sistema presente pseudodemocratico.

    Andrea

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  38. Sì, ogni tanto lo inquadrano un radicale, dis che fa folklore. Prendilo come un recupero modesto, gli altri di riffa o di raffa (..) ci stanno 12 mesi su 12.

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