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giovedì 3 maggio 2012

Adesso che è passato qualche giorno, vorrei chiedere a chi ha una coscienza: ma voi sul serio ci avete creduto, a Beppe Grillo che fa i complimenti alla mafia? A Grillo che durante una campagna elettorale in Sicilia dice un paio di buone parole sulla mafia? Solo a chi ha una coscienza, gli altri sono esentati. Ci avete creduto? O avete solamente fatto finta, perché si sa come vanno queste cose... Un personaggio pubblico dice una cazzata e noi ci buttiamo. Su facebook, su twitter, sui cupi blog, ma anche sui quotidiani. La cazzata funziona. La cazzata fa tendenza. D'altro canto, a chi non scappa una cazzata. Sentite per esempio questa.

"Mafia" è una parola un po' vaga. Parliamo di racket. Le organizzazioni che praticano il racket hanno un carattere parassitario: non essendo in grado di produrre ricchezza, intercettano quella prodotta dalle imprese di un territorio. Di conseguenza il racket non ha veramente interesse a strangolare le imprese che sfrutta, così come il parassita non ha interesse a uccidere l'organismo che lo ospita. Se qualche volta succede (per dare un esempio, per un conflitto di territorio con un'altra organizzazione parassitaria), la prima a rimetterci è l'organizzazione criminosa. Ecco. Avete letto le ultime sei righe? Vi risulta che abbia parlato bene delle organizzazioni che praticano il racket?

Perché quello che rimproverate a Grillo - che pure ha la cazzata facile - è esattamente questo. Di aver scritto, nel consueto stile apodittico, una cosa che in fin dei conti è una banalità: la mafia di solito non strangola le sue vittime. Le sfrutta, le impoverisce, ma non le strangola, perché non le conviene. Peraltro Grillo stava facendo un confronto paradossale con il nuovo Grande Moloch, la Finanza Internazionale, che invece le imprese le strangolerebbe così, per puro gusto di farlo. Ecco, questa sì sarebbe una cazzata, ma non ci ha fatto caso quasi nessuno. Peraltro quello delle banche-cattive-cattive è un feticcio che va comodo a molti, anche tra chi oggi Grillo lo tema e qualche mese o anno fa lo portava sugli scudi. Oggi che invece fa paura, ecco che si rimette in moto la sferragliante ma efficace macchina delle cazzate.

La macchina del fango sappiamo tutti come funziona: si prende un bigliettino, un rapportino, una spifferata vera o presunta, e si comincia a schizzare sull'obiettivo finché qualche schizzo più grosso degli altri non lo butta giù. La macchina delle cazzate è meno studiata, eppure in questi anni l'abbiamo usata un po' tutti. Abbiamo fatto pratica con Silvio Berlusconi, la migliore scuola guida che poteva capitarci. Ogni volta che diceva una cazzata, sui giornali, sui blog (cupi), ovunque, si ritagliava la cazzata, si esponeva la cazzata, si trasformava la cazzata in un tormentone. Gli elettori di sinistra sono coglioni. La proporrò per il ruolo di kapò. 'Orcodio. Erano cene eleganti. C'è da dire che con Berlusconi la macchina delle cazzate aveva un suo senso, perché almeno attirava l'attenzione su un problema vero, e sentito: quell'uomo ne diceva troppe, ci esponeva al ridicolo internazionale. Peraltro le cazzate di Berlusconi erano a tutto tondo; non diventavano cazzate una volta estrapolate dal contesto: nascevano già così, e se davi un occhio al contesto ti rendevi conto che era composto anch'esso di cazzate, l'una dentro l'altra, frattali di cazzate, la vertigine.

Poi a un certo punto Berlusconi se n'è andato, e forse questo nervosismo, questo cerchio alla testa, quest'insofferenza cronica, oltre alla primavera, potrebbe anche essere una crisi d'astinenza per le cazzate. Ne abbiamo bisogno, non sappiamo più come si discute senza. Come spiegare in altri modi la fase deprimente in cui ci siamo attaccati a qualsiasi minuscola cazzata uscisse dal più oscuro esponente del governo Monti: quando un sottosegretario, mai sentito prima e caduto nel dimenticatoio immediatamente dopo, chiamò "sfigati" gli studenti fuoricorso, giornalisti e cupi bloggerz si abbandonarono a manifestazioni di pura gioia: finalmente una cazzata pura e semplice! Ma quindi Berlusconi non aveva il monopolio! Meno male. E vai con la Cancellieri ("il posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà"), e vai con Monti (il posto fisso "monotono"). Qualsiasi dichiarazione che si prestasse a essere estrapolata e a funzionare come una cazzata è stata ritagliata e ha fatto il giro dei social network. Il fatto che oggi si usi lo stesso metodo con Grillo la dice lunga su quanto spazio si sia preso Grillo nelle ultime settimane.

La cosa triste è che di cazzate autentiche Grillo ne dice in continuazione. Per lui in sostanza la crisi è un complotto di banchieri. L'Italia "non si può permettere l'euro". Invece si può permettere di fare un default controllato. Qualsiasi emergenza non sia l'emergenza che sta a cuore a Grillo in quel momento, ad esempio i diritti civili per i migranti, è una perdita di tempo. E così via. Queste sono vere cazzate. Ma smontarle è faticoso. Per esempio bisogna avere il coraggio di dire che il complotto dei banchieri cattivi è una specie di Protocollo dei Savi di Sion For Dummies. Che se vogliamo trovare un modo semplice per stritolare i risparmiatori italiani, ecco, il default è proprio quello che ci vuole. Bisogna avere il coraggio di difendere l'Euro: un giorno forse li conteremo quelli che dal '92 in poi quel coraggio lo hanno trovato, veramente pochi. Per criticare Grillo bisognerebbe saperne un po' più di lui. In teoria non dovrebbe essere difficile, è un comico populista. In pratica... in pratica no, si fa molto prima a inserire un altro gettone nella sferragliante macchina delle cazzate.

Quando capiterà anche a voi, di essere inchiodati con malizia a una mezza frase che avete scritto o detto, da gente che sa benissimo che intendevate altro, ma si sa come vanno le cose... ecco, quando capiterà a voi forse vi renderete conto che la macchina delle cazzate non è giornalismo, non è opinione, non è discussione. È un'abitudine a semplificare tutto, a trasformare il ragionamento in slogan, lo slogan in battuta, la battuta in tormentone, che ci sta rendendo tutti un po' più stupidi; e non è che ne avessimo veramente bisogno.
Reazioni:

31 commenti:

  1. Vedi, complotto è parola inappropriata il 95% delle volte che la si usa negli ultimi tempi: il complotto dovrebbe essere quello di un gruppo di persone che trama nell'ombra per un'azione precisa. quello delle banche semmai è un potere transnazionale e non eletto, che è un'altra cosa - nemmeno troppo campata per aria.
    Quanto a difendere l'euro, non vuol dire nulla: un conto è dire che ci vuole una moneta unica, altro conto è tutto il processo che ci ha portato a QUESTA moneta in QUESTI termini: anche un marxista come Bellofiore è contrario al default e favorevole a rimanere nell'euro, però chiaramente parla anche delle politiche che andrebbero adottate, e lì dice cose diverse sia da Grillo che da Monti.

    Grillo, già: qui non si tratta di macchina delle cazzate, è che l'ha detta eccome.
    Il problema non è la provocazione (abbiamo capito più o meno tutti che il senso era "questo Stato è perfino peggio della Mafia"), benché in Sicilia magari avrebbe potuto andarci leggermente più cauto. Il problema è l'ignoranza che ha dimostrato sulla questione, la superficialità, che non ti puoi permettere se a) guidi un movimento politico b) nemmeno se fai satira c) se in veste di politico e di uomo di satira vai a toccare quell'argomento (e non solo in Sicilia).
    Perché la mafia le imprese le strangola davvero, con un pizzo che a un certo punto gli imprenditori non ce la fanno più a pagare, e a quel punto i mafiosi fanno una di quelle proposte che non si possono rifiutare: niente teste di cavallo nel letto, semplicemente "non ti preoccupare: cedi a noi l'attività, noi ti lasciamo a gestirla".
    E' la svolta di Provenzano, la Mafia che si ripulisce come imprenditrice, che a quel punto dalle attività non guadagna solo il pizzo, guadagna TUTTO (tranne lo stipendio del malcapitato).
    Ecco, se uno come Grillo vuole il diritto di trattare quell'argomento, anche in modo provocatorio, per me ha il dovere - assoluto - di informarsi prima. Sennò poi le reazioni se le tiene.

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  2. Stringo la mano a giulio per il commento precedente. Anche in un "confronto paradossale" la cazzatona l'ha detta lui, (a corollario di teorie economiche pericolosamente imbecilli), le reazioni sono giustamente scandalizzate, e che se le becchi tutte in faccia mi pare sacrosanto.

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  3. Ad accusare di simpatie mafiose Beppe Grillo, il primo che ha dato visibilità alle agende rosse di Salvatore Borsellino e quello che ha permesso l'ingresso in politica di Sonia Alfano facendola eleggere in Europa, ci vuole veramente del coraggio... purtroppo ormai anche in politica si va per tifoserie, per cui chi vuole criticare Grillo per partito preso cerca continuamente la cazzata da montare. Ma i partiti pieni di mafiosi invece vanno bene? A Torino l'anno scorso è stato intercettato un onorevole del PD che chiamava un boss della ndrangheta per chiedere voti alle primarie per Fassino... sarebbero quelli gli antimafiosi in politica?

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    1. Sono d'accordo con te, Grillo non ha difeso la mafia e mi sembra strano che si continui ad addebitargli delle intenzioni che non ha mai enunciato: chi lo fa è perché è in malafede e probabilmente ha molto paura di quello che sta facendo Grillo, sta semplicemente aprendo gli occhi al popolo, parlandogli semplicemente e non in politichese.Io ho sempre votato a Sinistra e nelle prossime elezioni comunali voterò per il movimento a 5 stelle, perché sono indignata dal comportamento dei politici di sinistra da cui mi aspettavo che si opponessero con forza alle nefandezze della destra cominciando dal conflitto d'interessi di Berlusconi,in oltre non hanno saputo rinunciare a tutti quei privilegi che gli ha reso la vita molto comoda a discapito della nostra sorte. Ben venga una voce come Grillo e il suo movimento

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    2. Erano benvenuti anche i leghisti 20 anni fa. Stessi argomenti e stesse maniere di argomentare. Erano benvenuti anche i seguaci dell'"Uomo qualunque" 60 anni fa. Parlare alla pancia delle persone è facile, ma la politica è ben altra cosa che due slogan e tre vaffanculo. Votatelo, come lo votano quelli di forza nuova, ma poi non lamentatevi quando sfaseranno quel poco di democrazia che ancora abbiamo.

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  4. Leonardo ha scritto: "Bisogna avere il coraggio di difendere l'Euro: un giorno forse li conteremo quelli che dal '92 in poi quel coraggio lo hanno trovato, veramente pochi."

    Piacere, eccomi qui! Uno di quelli che sostiene da anni (decenni?) che occorra costruire la Repubblica Federale Europea e che uno dei fattori che ha contribuito l'inasprirsi della attuale crisi è stata proprio l'inesistenza di un'Europa politica reale. E nel vuoto di potere causato dall'assenza di un Governo Federale Europeo espressione del Parlamento, i vari merkosizysmi hanno trovato facile brodo di cultura...

    ...ma mi sto allontanando dal topic del post e me ne scuso.

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  5. grazie Leonardo.. io ero in piazza a Palermo quando Grillo parlava... (ma certo la cazzata l'ha detta in conferenza stampa)... ero, per meglio dire, in uno spiazzo tra un autolavaggio e una statua, con due nastri biancorossi a tenerci "contenuti" per non bloccare il traffico. Ma non ci sono riusciti e il traffico è rimasto comunque rallentato. Perché lì? Perché dopo aver fatto richiesta per la piazza del teatro Politeama, dopo aver ottenuto il nulla osta, i ragazzi del Movimento 5 stelle si sono sentiti dire che la piazza era già stata promessa ad altri (Costa, per la cronaca). Se lo sono sentito dire ad appena due giorni dall'evento e quindi hanno dovuto trovare una alternativa e avvisare tutti noi (ma certo, avrebbero potuto "intercettare" molti altri) alla bell'e meglio... Non solo, l'incontro cominciava alle 16, con interventi parlati e cantati, poi alle 18 era previsto l'arrivo di Grillo. Quindi, le autorità (!) avevano proibito l'esposizione di simboli del Movimento prima delle 18 e anche la pronuncia del nome di Grillo... A parte la tristezza e l'amarezza di tutto questo, la presentazione dei candidati è stata interessante e convincente.. ma io, a partire dalla sera stessa, mi sono ritrovata a discutere con molti amici in merito alla frase di Grillo. Perciò, grazie Leonardo, per la chiarezza e la semplicità! :-)

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  6. Post molto bello, un'ottima fotografia del teatro della pop-politca e derivati. Mettere Monti al Governo è stato un tentativo (forse indotto dalla UE) di interrompere questo meccanismo; ma ora che anche i sobri tecnici hanno scoperto il fianco, la macchina è pronta a ripartire a pieno regime.

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  7. "Peraltro Grillo stava facendo un confronto paradossale con il nuovo Grande Moloch, la Finanza Internazionale, che invece le imprese le strangolerebbe così, per puro gusto di farlo." Wow, Grillo ha detto questa cosa? L'ho cercata anche usando varie forme di ricerca su Google, ho trovato solo questo di pensiero però: La Finanza Internazionale non ha interesse né a tenerti vivo e né a farti morire, non gliene frega proprio niente di te; tanto, morto tu, si passa a un altro! Cioè non lo fa per il gusto di farlo, lo fa per il guadagno e se il guadagno include la tua morte... e allora condoglianze.
    Spesso sento/leggo molti che lo accusano di quello che ha detto in riferimento allo Ius Soli(che poi lui dice che le cose sue sono sempre opinabili, si vota... in democrazia si vota). Pensate seriamente che la fuori ci siano orde di immigrati che reclamano lo ius soli o che glieni freghi qualcosa di questo? Perché io vedo orde di immigrati preoccupati del semplice permesso di soggiorno legato al lavoro, e visto che siamo in una crisi di lavoro ed economica hanno paura di finire in qualche CIE; sicuramente ci sarà qualcuno che è preoccupato dello ius soli, ma se gli dai la possibilità di una esistenza dignitosa nel mentre che decidi forse saranno contenti, non credete?
    Per quanto riguarda le polemiche sulla Mafia, sono le solite indignazioni itaGliane, ipocrite e ridicole. I politici/VIP nostrani si ricordano di indignarsi a comando, alle parole di un comico(mai a quelle di chi governa e si pulisce orifizi con la bandiera e fa affari con la mafia, o chi la paga invece di combatterla etcetc.) nel ruolo di megafono che cerca di provocare e accendere gli animi di questo popolo prono e pronto a essere calpestato da ogni "passante"!

    Michele

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  8. Secondo me è cominciata una guerra. Il fatto che la guerra sia puramente verso la persona, significa che la macchina della merda ha perso qualche aggiornamento.
    Meglio così.
    Chi vuol credere creda. Io non credo più a niente. Finché mi sta bene quello che dice o quello che fa, non mi importa tanto di ciò che un Fiorello o di un altro cocainomane a caso possano dire. Si può fare un po' di strada insieme.
    Quando e se oltrepasserà il confine del buon senso, cercherò qualcosa di meglio.
    Fiorello tra l'altro è stato un collega di Mangano. Lavoravano entrambi per merdaset. Prima di parlare di mafia dovrebbe fare mente locale... sempre che di mente si possa parlare.

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  9. Bellissimo post, grazie per aver fatto un po' di chiarezza su questa cosa.
    @Claudio Broglio: quanto sono d'accordissimo con te....

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    1. Grazie... ero un sostenitore della Repubblica Federale Europea quando vivevo in Italia e ora che vivo a cavallo fra Germania e Belgio la mia convinzione si è rafforzata ;)

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  10. Condivido giuliopkMay 3, 2012 12:31 PM.
    Aggiungo: se Grillo voleva fare un paradosso è la parola vittime che non funziona. Le vittime della mafia sono di due tipi: gli sfruttati e gli ammazzati. I primi forse la mafia ha, in certo senso, interesse a tenerli in vita (ma lo stesso potrebbe dirsi per gli "sfruttati" dallo Stato).I secondi non saranno forse strangolati (prevalentemente e tecnicamente parlando) ma leggermente uccisi mi pare proprio di si. O no?!
    Fausto

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  11. in sintesi..
    Si guarda sempre il dito e mai la Luna..
    è più semplice..e a noi italiani non interessa mai approfondire..
    altrimenti nn avremmo tollerato Berlusconi e amici(D'Alema) per tutto questo tempo..

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  12. Orrore, il dito e la Luna!
    Scherzi a parte: Leonardo, mi suggerisci un posto dove informarmi sulle conseguenze del default? non ho capito cosa intendi e vorrei seguire meglio il discorso - vorrei saperne un po' più di Grillo, insomma.

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  13. Riflessione (e, soprattutto, INVITO alla riflessione) di rara chiarezza per pertinenza, profondità e utilità. Non entro nel merito delle "cazzate" di Grillo (e degli "altri"), anche perchè, sostanzialmente, non è questo il vero tema della riflessione di Leonardo; mi interessa di più, e lo trovo più interessante e drammatico, il tema della RESPONSABILITA' di chi contribuisce a generare e alimentare la "macchina delle cazzate" (così come quella del fango). E' vero che in un'epoca in cui la velocità è diventata componente sempre più predominante del nostro vivere (in tutti i suoi aspetti), l'approfondimento, la cognizione, la precisione, l'obiettività e la chiarezza diventano merce rara proprio perchè, come dice Leonardo, "è faticoso", richiede tempo e, aggiungo io, non coincide con l'interesse di chi lavora per contrastare l'innalzamento della "conoscenza" orizzontale che l'epoca moderna, come mai prima nella storia dell'umanità, oggi ci permette grazie a questo strumento straordinario (nel bene e nel male) che è Internet e alla scolarizzazione generale. E' anche vero, però, che l'aumento esponenziale e quotidiano della complessità del nostro vivere necessita intrinsecamente di maggior complessità e chiarezza nella conoscenza e nell'oggettività proprio per il progresso, economico e sociale, della società comune. Il progresso, lo sviluppo, l'evoluzione delle comunità hanno, oggettivamente, bisogno di maggiore cognizione, obiettività e chiarezza per conoscere il campo e le condizioni in cui si sta operando, per decidere obiettivi da perseguire e per decidere le scelte da determinare. Questo principio vale in campo economico, sociale e politico (tutto è strettamente legato). L'alternativa è un ritorno indietro, una involuzione, un restringimento, a conseguente discapito di tutti, di tutti gli "operatori", politici, sociali ed economici! Da questo quadro (estremamente sintetizzato, scusate) emerge la fondamentale importanza della funzione dell'INFORMAZIONE e, quindi, degli OPERATORI dell'informazione. E' l'informazione (nel più ampio significato del termine) che deve sforzarsi di adeguare i propri strumenti, i linguaggi e, soprattutto, la propria ETICA a questo straordinario "salto di qualità" che è necessario. E' indispensabile che chi lavora nel campo delle notizie e della loro diffusione si ponga nell'ottica del confronto dei "punti di vista" e non della distorzione dei fatti e della loro interpretazione. Non mi illudo, certo, che gli operatori (giornalisti, bloggers, addetti stampa, ecc ecc) diventino improvvisamente virtuosi paladini dell'obiettività, ma é troppo pretendere di tornare almeno al "sacro" principio della distinzione tra "notizia e opinione"? E' utopistico pretendere uno sforzo per alienarsi il più possibili dal ruolo di strumento di "coercizione socio-culturale" che sempre più è connesso al lavoro nel campo dell'informazione? Uno scatto di dignità, dei singoli e della "categoria", di chi lavora per "far conoscere" è impossibile in quanto strettamente legato a chi tiene i cordoni della borsa, a chi paga? VOGLIO, DOBBIAMO SPERARE di NO. E pretenderlo.

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    1. Scusa, a proposito di chiarezza... sono Max.

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  14. Mi spiace, ma anche io penso che questa sia una cazzata che resta tale anche reinserita nel suo contesto. Assume tutt'altre definizioni, ma andare in Sicilia a dire che c'è qualcosa che è peggio della mafia è una cazzata. Anche perché Grillo è libero di dire quel che vuole contro la Finanza Internazionale e restare ancora vivo. Possiamo dire lo stesso di Impastato?
    Ma soprattutto, perché la mafia non strangòla le vittime? Perché l'accento sulla "o"?

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  15. "Per criticare Grillo bisognerebbe saperne un po' più di lui. In teoria non dovrebbe essere difficile, è un comico populista. In pratica... in pratica no, si fa molto prima a inserire un altro gettone nella sferragliante macchina delle cazzate."

    Già. io ci ho provato a smontare una enorme cazzata di Grillo, ossia che ""Il Belgio è stato per mesi senza governo, ma la sua economia è migliorata e il suo Pil è cresciuto: un caso evidente di autogoverno di successo dei cittadini, non mediato dai partiti."

    sta cosa l'ha ripetuta il giovane candidato sindaco del M5stelle nel mio paese e allora io gli ho risposto così (profilo fb):

    "ad ogni modo, il Belgio è un anno e mezzo che non ha un governo, e cresce dell'1.9%. La Germania del 3.1, l'Austria del 3.1% e la Svezia del 4%. Questi hanno un governo. Quindi la storia del Belgio che non ha un governo e cresce più di quelli che hanno un governo è smentita dai fatti.

    Loro mi rispondono che il confronto va fatto per il Belgio, prima e dopo la crisi durata quasi due anni.

    Non demordo:
    "Vediamo un po' per il Belgio: la politica belga mi pare complicata e non sono un esperto.
    Ad ogni modo ho letto che c'è stata una lunga crisi fra la metà del 2007 e il 2011. Mentre dal 1999 al 2006-7 c'era una relativa stabilità di governo (non trovo dati più vecchi). Bene, negli anni 2010-2011 la media è del 1.9%; negli anni di governo stabile è del 2.1%. Inoltre non è corretto dire che il governo non esiste in Belgio quando c'è (stata) la crisi.
    Da quel che ho letto il governo non ha la fiducia del parlamento, ma è incaricato dal re. Il primo ministro e il suo governo esiste e governa, immagino con alcune limitazioni.
    O Pensi veramente che per 2 anni ci sia stata l'anarchia?"

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  16. e poi:
    "Tu dici che "Quella del Belgio è una dimostrazione di come i cittadini possono essere protagonisti della politica" Posso sapere quali forme di democrazia diretta e partecipativa, stile movimento 5 stelle, ci sono state nel periodo 2007-2011 in Belgio? Mi puoi dimostrare come queste abbiano influito direttamente sulla crescita del PIL belga?
    Io intanto ti ho citato dati che smentiscono il tuo assunto sul fatto che il Belgio cresce di più senza governo che con il governo."

    Loro mi linkano un articolo (evidentemente produrre contenuti originali è faticoso): http://lavoceindipentente.blog.espresso.repubblica.it/la-voce-indipentente/2011/09/il-belgio-senza-governo-da-un-anno-cresce-più-dellitalia.html"

    io ri-rispondo:

    Grazie per la replica, ma gradirei una risposta sui dati che io ho citato, non il link di un'altra pagina.
    D'altronde, leggendo meglio la pagina che voi linkate, c'è scritto che:

    1. Il Belgio cresce più dell'Italia; tuttavia voi mi avete detto che non è questo il significato del "caso Belgio". Secondo voi, o meglio secondo l'introduzione al libro di Casaleggio e Grillo "Siamo in guerra", il Belgio senza governo cresce più del Belgio con governo.
    Tuttavia vi ho dimostrato citando dati che ho trovato in rete ("che non perdona"...cap. 3 del libro, visto che "siamo tutti giornalisti", cap. 12) che questo è valido per un solo anno e non è stato sempre così, nell'intera storia recente del Belgio. Assegnare un valore paradigmatico a un caso su n è cattiva scienza, come sa chiunque ha dimestichezza con qualche esperimento scientifico (pensate al caso dei neutrini + veloce della luce, esperimento sottoposto ancora a verifica e, pare, smentito da altre repliche).

    2.Tuttavia, come io avevo scritto, il Belgio non ha vissuto nell'anarchia, ma:
    "In verità un governo c’è, guidato dal signor Yves Leterme. Sta lì dal 13 giugno del 2010, che fu giorno di elezioni politiche."
    "Nel contempo il premier può svolgere senza patemi i compiti di competenza del governo federale, reggente o meno che sia: ha presieduto l’Unione europea nel secondo semestre dell’anno scorso, e ha anche spedito qualche F-16 in Libia con l’approvazione unanime del parlamento"
    e addirittura..."Il resto, è bene sapere, è affidato ad altri cinque governi, regionali e comunitari. È il federalismo che tiene in piedi il corpaccione belga, o quantomeno che gli assicura un’agevole sopravvivenza da 452 giorni."
    Insomma c'era un governo che disbrigava gli affari correnti. C'erano anche altri 5 governi locali che governavano. Nell'articolo non si menzionano esperienza di autogoverno diretto dei cittadini che, nel vuoto di potere, si sarebbero create in Belgio e che avrebbero causato una crescita del PIL maggiore.

    Scusate la lunghezza, ma mi piace informarmi ed esporre con calma le mie idee e, se ci riesco, essere convincente.
    Questo anche e spt per rispetto dell'interlocutore. Per fortuna c'è la rete che è una miniera di informazioni. Certo poi ci vuole onestà intellettuale per scavare e non fermarsi alla prima pepita, che, a volte, si rivela l'oro degli stolti.
    Saluti"

    Inutile dire che non mi rispondono.
    Forse aspettano il prossimo post di Grillo.
    Però provo preoccupante che la bibbia del movimento 5 stelle (questo è "siamo in guerra") presenti come vera un'affermazione così grave e disonesta intellettualmente nella sua introduzione. E nessuno gliela smonti.
    scusate per la lunghezza e spero di non aver (troppo) disturbato.
    Mino

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  17. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  18. IN SICILIA X AFFRONTARE LA MAFIA GLI ESERCENTI SONO USCITI ALLO SCOPERTO,RISCHIANDO LA VITA,UNENDOSI IN ORGANIZZAZIONI PUBBLICHE.METTETEVI NEI LORO PANNI PRIMA DI FARE QUALSIASI COMMENTO (E QUI MI SCAPPEREBBE L'INSULTO MA LASCIO PERDERE)

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  19. Non è l'Italia a non potersi permettere l'euro, è L'Europa. E non sono "teorie economiche imbecilli", perché non provengono dalla Bocconi.
    Ma, a titolo di esempio, da Stiglitz ("I primi a lasciare l'euro ne usciranno meglio") e da Krugman ("L'europa può salvarsi solo se si libera dell'euro").
    http://leprechaun.altervista.org/stiglitz.shtml#2012
    http://leprechaun.altervista.org/krugman.shtml#fine
    Ma non sono solo loro. C'è una lunga lista di economisti che da anni spiegano perché l'euro - nelle condizioni istituzionali europee date, non in quelle immaginate - non avrebbe retto alla prima tempesta. E che l'Europa avrebbe finito per distruggere il welfare state. E a mezza bocca lo hanno ammesso anche gli europeisti trinariciuti. Solo che non lo hanno mai detto apertis verbis. Per paura dei "populisti".
    http://leprechaun.altervista.org/europa.shtml

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    1. Il pezzo di Krugman chiede all'Europa di praticare "politiche monetarie più espansive". Bisogna avere molta buona fede per pensare che tornare a 27 valute diverse possa permettere una cosa del genere.

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  20. "Le organizzazioni che chiedono il RACKET"? Vedi, sarà anche un lapsus, ma sono queste piccole imprecisioni, queste superficialità, queste intanto-le-sparo-poi-si-vede che esasperano. Non so se ci hai fatto caso anche tu, Leonardo, ma siamo in una fase di "tolleranza zero". Non si chiude più neanche un occhio, niente approssimazioni, niente "dai, non esageriamo" o "stavamo scherzando", o "non avete capito" o, peggio "non volete capire". Siamo stufi un po' di tutto, sarà anche comprensibile a questo punto, credo.

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  21. Hai ragione, era un orrore lessicale (ho modificato).

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  22. Attenzione, il tema del post non è se Grillo dice o meno cazzate, leggete attentamente.
    E se proprio vogliamo dirla tutta, a giudicare dal numero di troll lobotomizzati che intasano la rete copia-incollando le sue frasi, mi sembra evidente che Berlusconi sta alla tv come Grillo sta al web: cambia il media, cambia il target, ma la strategia è la stessa; pensateci.

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  23. Grillo ha probabilmente qualche buona idea e qualche buona intenzione, tra quelle meno buone che pure ci sono. Ma non è certo prendendo le sue parole alla lettera che lo si può comprendere: al 90% sono funzionali allo show e a fare da spot al restante 10% (numeri un po' a caso, tanto per rendere l'idea).

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